La bufera si abbatte sul cimitero
I cittadini chiedono un intervento urgente dell’amministrazione comunale
Due alberi e tanti rami spezzati caduti sopra le tombe. È questa la triste immagine che si presenta ai sangavinesi che si recano al cimitero per portare un fiore ai loro cari defunti. I danni sono dovuti alle piogge intense dell’alluvione che ha interessato il Medio Campidano ed in particolare anche il territorio di San Gavino, ma per adesso sembrerebbe che nulla sia stato fatto per risistemare il camposanto. Di qui le forti lamentele di chi si è trovato di fronte ad uno spettacolo indegno del rispetto della memoria.
I danni maggiori nella parte storica del cimitero: dall’ingresso sono ben visibili gli alberi ormai sradicati che si sono riversati sulle tombe, rompendone il marmo. In tanti si aspettavamo maggiore velocità di intervento da parte dell’amministrazione comunale. «È una vergogna – tuona Rosalba Tola, consigliere di minoranza – è inammissibile una situazione del genere. Il cimitero è rimasto chiuso per alcuni giorni, ma alla riapertura sono state messe solo alcune transenne che non garantiscono certo la sicurezza. Un popolo che non sa avere cura dei propri defunti ha toccato il fondo».
Oltre che dalla pioggia, i danni sono stati causati dalla furia del vento che ha spezzato diversi rami e sradicato alberi di notevoli dimensioni. Di alcune tombe ormai rimane ben poco e alcuni dei familiari si chiedono chi provvederà a ripristinare le sepolture dei propri cari. Per adesso le transenne delimitano alcuni punti dove è vietato l’accesso delle persone. Ma rimangono l’incertezza riguardo ai tempi dell’intervento e la sensazione generale di incuria di un cimitero che sembra lasciato a se stesso in uno stato di degrado sempre più profondo.
Se ne sono resi conto i sangavinesi che per un funerale di un parente o amico si sono recati in cimitero o chi come è solito fare da tempo porta un fiore alla persona cara. I viali che conducono alle tombe sono sporchi e nella parte nuova del cimitero il fango abbonda. Un luogo di culto e sacro alla memoria sembra quasi essere stato dimenticato. Basterebbe una maggiore attenzione per rimediare ai danni causati da quest’ondata di maltempo eccezionale. La rabbia dei cittadini cresce di giorno in giorno perché per adesso non si vede nessuna volontà di intervento per superare il degrado attuale del cimitero. Inoltre sembrerebbe che la situazione di pericolo sia stata segnalata da tempo dai custodi del cimitero con una relazione dettagliata sulle situazioni di pericolo. Ma ad oggi, al di là del sopralluogo di rito, niente è stato fatto».
Fonte: Gigi Pittau su Unione Sarda del 11 dicembre 2008
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