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febbraio 2012
domenica
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Risultati per febbraio, 2009

Vedi le fotoCon il “Carnevalinas”, giunto alla nona edizione, oggi a Guspini si concludono le manifestazioni del carnevale nel Medio Campidano. L’appuntamento è per le 15 in via Anna Frank.
Al raduno interprovinciale, organizzato dalla Pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Provincia del Medio Campidano, hanno aderito ventitré carri allegorici con duemila figuranti. Saranno presenti i gruppi di Guspini, San Gavino, Gonnosfanadiga, Terralba, Samassi, Ussaramanna, Marrubiu, Turri, Sini, Gonnosnò, Albagiara, Siliqua e Ales. Un serpentone lungo oltre due chilometri.
Il corteo sarà aperto dai trampolieri del gruppo Argonauti, un’associazione culturale di Guspini che ripropone l’antica maschera tipica guspinese “Cambas de linna”. Seguiranno “Is Cogas” di Samugheo. La sfilata si concluderà verso le 21,30 in piazza Togliatti, nel quartiere di Is Boinargius, dove verranno premiati i tre carri migliori. Sarà una giuria composta esclusivamente dal pubblico a decretare i vincitori. Alle 22,30, nel Palapip, si svolgerà la “Fiesta Carnevalinas” con i dj Ylenia e Pippo Palmieri di Radio 105 e Simonluca e Luca Carcassi di Radiolina.
Dal 2000 il “Carnevalinas” è andato in crescendo e ora è la sfilata di carnevale con più partecipanti nel Medio Campidano. Nella prima edizione i carri erano appena otto e i figuranti oltre ottocento, poi nel 2004 il numero era raddoppiato (4.280 maschere) fino a giungere a 26 nella passata edizione.

Anche a Villamar è ritornata la voglia di carnevale. Questo pomeriggio ci saranno quattro carri ma tante maschere a piedi nel corteo organizzato dalla Pro Loco diretta da Gianluca Atzeni con il sostegno del Comune. Da tanti anni il paese della Marmilla non ospitava una sfilata carnascialesca. «C’è stato un grande entusiasmo intorno all’iniziativa», ha detto il presidente Atzeni, «dai ragazzi agli adulti tutti si sono mobilitati per partecipare alla sfilata». Il raduno è previsto per le 14,30 nel piazzale davanti a Zito e Tusa. Due i carri allestiti dai soci della Pro Loco: il primo, un pentolone dove vengono bolliti famosi politici; il secondo, un marines che spara coriandoli. Altrettanti carri arriveranno da Villanovafranca.
La sfilata si concluderà nello spiazzo davanti alla chiesa di Antocia col processo a Pirastu, personaggio della storia villamarese noto per la sua eccentricità, che verrà poi condannato al rogo. Infine, tante frittelle e bevande per tutti. 

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La chiesa di San Gavino Martire

Scritto da admin il 27 febbraio 2009
Chiesa di San Gavino Martire

Chiesa di San Gavino Martire

La chiesa di San Gavino Monreale è giunta a noi pesantemente modificata rispetto alle originarie strutture gotiche, che risalgono probabilmente al XIV secolo.
L’aula, mononavata, ha le pareti intonacate e la volta, originariamente lignea, in muratura. Unica parte della struttura trecentesca ad essersi salvata è l’abside, in pietra calcarea e vulcanica, a pianta quadrata e con una finestra archiacuta, in origine una bifora.
Nella parete d. del presbiterio si trova un concio che reca incisa la data 1347, mentre dall’altra parte si trova dipinta la data 1388, in un’iscrizione tracciata su un sottile strato di intonaco. Si può individuare fra le due date il lasso di tempo in cui è stata edificata al chiesa.
Le volte a crociera costolonate dell’abside sono rette da quattro mensole scolpite con figure antropomorfe, nelle quali sono stati identificati i giudici Mariano IV e Ugone III de Bas-Serra, sovrani d’Arborea, ed Eleonora d’Arborea (figlia di Mariano IV) con il marito Brancaleone Doria.

Statua di Eleonora d'Arborea nella Chiesa di San Gavino Martire

Statua di Eleonora d'Arborea nella Chiesa di San Gavino Martire

Sono numerosi i contributi sulla chiesa di San Gavino, a iniziare dalla voce di Vittorio Angius (1849) nel “Dizionario” del Casalis, per passare alle citazioni di Dionigi Scano, nel 1907, e di Raffaello Delogu nel 1953. Più recente l’articolo di Francesco Cesare Casula, del 1984, dal titolo “La scoperta dei busti in pietra dei re o giudici d’Arborea: Mariano IV, Ugone III, Eleonora con Brancaleone Doria”, seguito dalla sintetica monografia curata da Giuseppe Spiga, nel 1992. Del 1993 è l’esauriente scheda nel volume di Roberto Coroneo “Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ’300″.

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E’ stato arrestato dai carabinieri per violenza e resistenza a pubblico ufficiale Pietro Canargiu, cardiologo 56 anni da tutti conosciuto. L’accusa: in pieno centro il medico ieri mattina poco dopo le 7.15 con un’improvvisa retromarcia della sua auto (una Audi A3 grigia) avrebbe tentato di travolgere il maresciallo dei carabinieri della stazione locale Sergio Passalacqua che per fortuna è riuscito a mantenere l’equilibrio anche se è stato inevitabile l’urto con il ginocchio sinistro. Il fatto si è verificato sotto gli occhi increduli di diversi testimoni proprio all’altezza del palazzo comunale. Sembrerebbe che il medico, dopo aver posizionato l’auto in divieto di sosta, si sia diretto all’interno degli uffici comunali. I militari di passaggio hanno subito cercato di identificare il proprietario dell’auto, richiedendo i documenti di rito al cardiologo Pietro Canargiu appena uscito dal Comune. 
Ma il medico, già conosciuto da tanti per alcune proteste eclatanti come quella di diversi anni fa in cui rimase in mutande davanti all’abitazione dell’allora primario Pino Mascia offrendo ai passanti salsiccia e formaggio, si è rifiutato di esibire i documenti personali e di circolazione ed ha subito messo in moto la propria auto. Il maresciallo Sergio Passalacqua, probabilmente nel tentativo di impedire la fuga, ha con una mano tenuto lo sportello della vettura ancora aperto ed è stato trascinato dall’improvvisa retromarcia del cardiologo che si è dato alla fuga. Ma poco dopo è stato raggiunto dai carabinieri (in un bar del paese) che hanno proceduto al suo arresto.
Pietro Canargiu ha passato la notte nella camera di sicurezza della caserma della stazione locale dei carabinieri e questa mattina comparirà davanti al giudice a Cagliari per l’udienza di convalida dell’arresto.
Il maresciallo si è subito recato al pronto soccorso dell’ospedale dove gli sono state riscontrate contusioni al ginocchio sinistro.
La notizia dell’arresto ha subito fatto il giro del paese tra l’incredulità generale. Negli ultimi tempi Pietro Canargiu ha ripreso la propria battaglia legale contro le imprese che eseguono i lavori della nuova ferrovia che, secondo quanto ha riferito lo stesso medico, avrebbero danneggiato un terreno di sua proprietà situato nelle immediate vicinanze della nuova stazione sul quale confluirebbero una parte delle acque destinate al rio Pardu.
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 25 febbraio 2009

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Sciolto il Consiglio comunale di San Gavino Monreale

Scritto da admin il 24 febbraio 2009
Il provvedimento della Giunta, supportato dal parere dell’ufficio legale della Regione, si è reso necessario in seguito alle dimissioni presentate da nove consiglieri comunali che non hanno più reso possibile il mantenimento del Consiglio.

regioneLa Giunta regionale questa mattina ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di San Gavino Monreale. Il Vicepresidente della Regione, Carlo Mannoni, ha nominato commissario straordinario per la provvisoria gestione il dottor Filippo Craparotta, 62 anni, ex dirigente regionale, che per anni ha diretto il Servizio di Edilizia abitativa dell’Assessorato dei Lavori pubblici.  

Il provvedimento della Giunta, supportato dal parere dell’ufficio legale della Regione, si è reso necessario in seguito alle dimissioni presentate da nove consiglieri comunali che non hanno più reso possibile il mantenimento del Consiglio. 

Consulta la delibera

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«Lo zafferano certificato non è merito del ministro»

Scritto da admin il 24 febbraio 2009

 fiori di zafferanoSpente le luci della ribalta elettorale, si può tornare a parlare a bocce ferme della «Dop» per lo zafferano sardo. Un argomento che il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ha rispolverato, guarda caso, qualche giorno prima delle elezioni regionali e alle quali aveva prontamente replicato il presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco. Una risposta che allora non è finita sui giornali, ma che è ancora attuale e immune da strumentalizzazioni elettoralistiche.

Dunque, secondo Fulvio Tocco «il ministro Zaia in campagna elettorale aveva suonato trombe e fanfare per un provvedimento che è dell’Unione europea e che l’intero procedimento a livello ministeriale è di chi lo ha preceduto». Però non è tanto questo che il presidente del Medio Campidano ha inteso puntualizzare, quanto i contenuti delle argomentazioni di Zaia, che aveva parlato di aiuti per il pecorino sardo e del certificato Dop per lo zafferano. «Ci ha fatto piacere che un ministro della Repubblica italiana si sia ricordato dell’oro di San Gavino, Turri e Villanovafranca. Peccato che i sardi non abbiano storicamente un buon ricordo della politica agricola nazionale. Lo si chieda per conferma ad agricoltori e allevatori. L’abbandono delle campagne e della pastorizia è la conseguenza del disinteresse manifestato da Roma nei confronti del nostro settore agropastorale». E infine: «La storia dello zafferano, tanto sbandierata, è frutto di un laborioso lavoro portato avanti dall’assessorato regionale all’Agricoltura e dai tecnci degli enti strumentali regionali, che da tempo lavorano al riconoscimento della Dop. Forse tutto questo il ministro Zaia non lo sapeva».

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Chiusa la SS 197

Scritto da admin il 23 febbraio 2009
Dalle ore 12 di martedì 24 Febbraio saranno chiuse quasi tutte le strade di accesso al paese con il conseguente caos nella circolazione delle auto e dei mezzi pesanti. Lo ha deciso con alcune ordinanze il sindaco Stefano Musanti: «Il motivo – spiega – è dovuto alla pericolosità delle strade. Nella viabilità interessata ai lavori della ferrovia non ci sono le condizioni minime di sicurezza per poter transitare: anche nei giorni scorsi si è verificato un incidente per fortuna senza gravi conseguenze, ma ora basta. Nonostante le tante richieste di intervento, in un anno e mezzo in cui è stato aperto il cantiere delle Ferrovie, abbiamo avuto un disinteresse totale da parte della Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e della Saffer, la ditta che ha preso in appalto i lavori».
Così sarà chiusa al traffico la circonvallazione provvisoria che dalla Strada Statale 197 in direzione Sanluri-Guspini permette l’accesso al paese poco prima del cimitero. In sostanza chi all’altezza di Sanluri si immette dalla statale 131 sulla 197 per proseguire verso San Gavino e Guspini, non potrà più farlo perché l’ordinanza del sindaco vieta la circolazione a qualsiasi tipo di mezzo: dalle macchine agli autobus fino ad arrivare ai mezzi pesanti. Per arrivare al paese della fonderia bisognerà percorrere la provinciale San Gavino-Sardara.
«Qui - aggiunge il sindaco Stefano Musanti – sarà consentito l’accesso ai mezzi che non superano i 35 quintali. Non ho altra scelta perché i mezzi pesanti del cantiere della ferrovia hanno danneggiato queste strade di accesso al paese per non parlare del fatto che il transito di questi mezzi ha distrutto le vie cittadine. A ciò si aggiungono gli ingenti danni alla viabilità rurale, causando l’allagamento delle strade che ora non permettono più l’accesso ai terreni dei privati».
Una decisione sofferta quella del primo cittadino che ha più riprese ha cercato il dialogo con le imprese, ma alla fine la pazienza è finita: «Abbiamo ricevuto solo finte promesse da parte di Rfi e della Saffer nonostante gli incontri con il prefetto che è stato informato della situazione. Ora andremo per le vie legali e chiederemo il risarcimento per tutti i danni causati anche alla viabilità del paese. I cittadini sono esasperati da questa situazione ed in particolare sono stati logorati i fondi stradali delle vie Dante, Goldoni e Pascoli. Queste ed altre strade sono state danneggiate soprattutto dal transito dei mezzi del cantiere della ferrovia».
La situazione è disastrosa come conferma il comandante dei vigili urbani Massimiliano Orrù: «Servono degli interventi urgenti in particolare all’altezza della rotonda di via Pascoli e ancora ci sono delle voragini nella strada del cantiere ferroviario che porta alla provinciale per Sardara».
Insomma l’insidia è dietro l’angolo e si aggiunge ai tanti pericoli della statale 197 come l’incrocio tra Villacidro e San Gavino: «In questo punto – rimarca il maresciallo dei carabinieri Sergio Passalacqua – è altissimo il numero di incidenti con esiti gravi e in alcune circostanze anche mortali».

Fonte:  Gigi Pittau, Unione Sarda

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