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Risultati per febbraio, 2009

Seggi aperti a San Gavino

Scritto da admin il 15 febbraio 2009

Si vota domenica fino alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Subito dopo lo scrutinio.


Seggi aperti in Sardegna Sfida Soru-CappellacciUrne aperte oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 in Sardegna per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione diretta del governatore. Un test che riveste una grande importanza politica a livello nazionale. 
Al voto complessivamente 1.473.054 elettori, di cui 721.432 uomini e 751.622 donne, distribuiti in 1.796 sezioni. Cinque gli aspiranti Presidenti: Renato Soru (Lista Soru presidente appoggiata da Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori); Ugo Cappellacci (Il popolo delle libertà sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az); Peppino Balia (Partito Socialista); Gavino Sale (Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna); Gianfranco Sollai (Unidade indipendentista).  Il nuovo Consiglio sarà composto da almeno 80 consiglieri: 64 seggi, i quattro quinti, sono attribuiti a livello provinciale in base alla popolazione residente (21 per Cagliari, 13 per Sassari, 7 per Nuoro e Oristano, 5 per Carbonia-Iglesias e Olbia-Tempio, 4 per il Medio Campidano, 2 per l’Ogliastra); i restanti 16 seggi saranno assegnati su base regionale. 

Diventa presidente della Regione il candidato che in ambito regionale ottiene più voti. Lo scrutinio comincerà subito dopo la chiusura dei seggi, domani alle 15. 

 

Approfondimenti e discussioni sul forum, nella sezione ”Il Municipio“, nel topic In Sardegna al voto il 15 e 16 febbraio 2009

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Video dell’intervento di Soru a San Gavino

Scritto da admin il 13 febbraio 2009

Abbiamo finalmente a disposizione le immagini dell’intervento del candidato alla Presidenza della Regione Renato Soru.
Chi è andato al Teatro Comunale per seguirlo, potrà ritrovarsi nel pubblico, chi invece non è potuto (o voluto) andare, potrà riascoltare l’intervento su questa pagina.

Ci sarebbe piaciuto poter pubblicare – per par condicio – anche gli interventi degli altri candidati, che purtroppo non hanno incluso San Gavino Monreale nel loro percorso di campagna elettorale.

Potrete trovare approfondimenti e discussioni sul forum, nella sezione “Il Municipio”, nel topic In Sardegna al voto il 15 e 16 febbraio 2009

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Elezioni regionali 2009: come si vota

Scritto da admin il 12 febbraio 2009
Domenica 15 (dalle ore 8 alle 22) e lunedì 16 febbraio 2009 (dalle 7 alle 15) gli elettori sardi alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Regione. Le agevolazioni per chi si trova fuori del Comune in cui vota e i rimborsi per coloro che sono iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Elezioni Domenica 15 e lunedì 16 febbraio 2009 si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Regione. Per poter votare occorre presentarsi presso il proprio seggio elettorale muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. 

Qualora la tessera elettorale sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche negli stessi giorni della votazione, all’Ufficio Elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. Si vota domenica 15 febbraio dalle ore 8 alle 22 e lunedì 16 febbraio dalle 7 alle 15. 

Presso il seggio viene consegnata ad ogni elettore un’unica scheda di colore verde con una matita copiativa. Sulla scheda l’elettore può esprimere il proprio voto, sia per il candidato alla Presidenza della Regione sia per una qualunque delle liste circoscrizionali. È possibile esprimere il voto di preferenza per un candidato consigliere nelle liste circoscrizionali, indicando soltanto il cognome ovvero il nome e il cognome del candidato prescelto. Espresso il voto, la scheda deve essere ripiegata e consegnata insieme alla matita copiativa. Il Presidente del seggio accerta che la scheda restituita sia piegata correttamente e la deposita nell’urna. 

Se si vota solo per la lista circoscrizionale, tale voto si estende al candidato Presidente e alla lista regionale a lui collegata. Se si vota solo il candidato Presidente e la sua lista regionale, tale voto non si estende alla lista circoscrizionale. Infine, è possibile ricorrere al voto disgiunto, cioè si può votare una lista circoscrizionale e un candidato Presidente (con la sua lista regionale) non collegati tra di loro. 

Gli elettori iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), secondo la legge regionale n.9 del 12 marzo 1994, hanno diritto a un rimborso delle spese di viaggio in funzione della distanza dal Paese (europeo o extraeuropeo) in cui lavorano. Il rimborso viene erogato dal Comune in cui l’elettore si reca a votare. Il contributo è pari a 361,52 euro per gli elettori provenienti da Paesi europei e a 619,75 euro per gli elettori provenienti da Paesi extraeuropei. 

Per tutti gli altri (sia che si trovino al di fuori del Comune in cui votano, sia che si trovino all’estero ma non siano iscritti all’AIRE), secondo le disposizioni ministeriali, sono previste agevolazioni tariffarie all’atto dell’emissione dei biglietti del treno e/o della nave. Lo sconto (pari al 60% della tariffa ordinaria numero 1 Espressi, numero 39 regionali) è immediato allo sportello nel caso si esibisca la scheda elettorale. In caso contrario, l’elettore dovrà sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva da presentare alla biglietteria ferroviaria. L’autocertificazione deve essere rilasciata in duplice copia, affinché il viaggiatore possa esibirla al personale ferroviario. 

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 4 febbraio scorso ha inviato alla Tirrenia e alle compagnie di navigazione collegate una disposizione affinché siano applicate le agevolazioni tariffarie per gli elettori che lavorano fuori del territorio regionale, secondo quanto contenuto nell’art. 39 del D.P.R. 501/79. 

Fonte: Sito della Regione Sardegna

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Salta il Carnevale Sangavinese 2009

Scritto da admin il 9 febbraio 2009

Ci sentiamo di dissentire – in parte – con le premesse di questo articolo comparso sull’Unione Sarda di oggi.
Da quello che era emerso  dai forum e dai gruppi pro-carnevale sangavinese, l’intenzione di disertare le sfilate di San Gavino (almeno da parte dei gruppi che stanno realizzando i carri allegorici) era già stata palesata da tempo, ben prima dello scioglimento della Giunta Comunale: non sarebbe quindi una conseguenza della crisi politica attuale, ma un problema precedente, nato dall’impossibilità di utilizzare le
ex-casermette (e con le relative denunce per occupazione illegale) per la costruzione dei carri.
L’attuale situazione politica al Comune è senza dubbio un’aggravante, ma – a nostro parere – non è il fattore scatenante.

 

Vedi le foto
La crisi politica fa sentire i suoi effetti sulla vita di San Gavino ed in particolare sulle prossime manifestazioni. Così, salvo miracoli dell’ultima ora, salteranno le due sfilate dei carri allegorici previste per il 22 e 24 febbraio che avrebbero dovuto vedere la partecipazione dei carri e degli altri provenienti da tutta la Sardegna. 
Non si farà il carnevale con le bellissime opere in cartapesta con le migliaia di maschere al seguito.
USCENTE La conferma arriva dal sindaco uscente Stefano Musanti: «Eravamo riusciti a definire un programma per la manifestazione con tantissime novità con la partecipazione delle maschere tradizionali sarde in modo da coinvolgere diverse fasce di età: non solo i giovani, ma anche i bambini e gli anziani. I gruppi del paese che stanno preparando i carri di cartapesta avevano dato la loro disponibilità e l’associazione culturale «Il cilindro» che si sarebbe occupata dell’organizzazione. Era previsto tra l’altro il coinvolgimento della camera di commercio e dei pastifici». 
Insomma la crisi politica ha interrotto una festa conosciuta in tutta la Sardegna e che vantava una storia ininterrotta di 25 anni. Tra i carristi c’è molta amarezza: «Il fatto che non si faccia il carnevale a San Gavino – spiega Nicola Orrù del gruppo Anno Zeroè un grande danno di immagine ed economico. I paesi limitrofi ne approfitteranno. Noi sfileremo a Samassi, Terralba, Guspini e Marrubiu». Stesso discorso per il gruppo «Fibra Ottica»: «Pare che salti tutto, – rimarca Sergio Lotta – ma noi speriamo fino all’ultimo che il carnevale a San Gavino si faccia. In ogni caso garantiamo almeno 4 sfilate ai nostri iscritti». 
DELUSIONE La macchina organizzativa si è fermata proprio quando tutto sembrava essersi risolto per il meglio come ricorda Pietro Atzori, presidente dell’associazione «Il Cilindro» che avrebbe dovuto curare l’organizzazione del carnevale: «A questo punto – spiega – salta tutto. Avevamo già contattato 6-7 gruppi di maschere tradizionali della Sardegna che avevano dato la loro disponibilità. Il percorso della sfilata sarebbe stato rivisto e limitato alle sole viale Trieste e viale Rinascita mentre in piazza Marconi la festa sarebbe andata avanti fino a tarda notte con il coinvolgimento di artigiani, pasticceri e cantine. Questo carnevale avrebbe visto la partecipazione attiva anche di bambini e anziani».
EMIGRATI A questo punto pare certo che i gruppi che hanno preparato i carri del paese saranno costretti ad emigrare nel circondario e San Gavino dovrà cercare il prossimo anno quel ruolo che ha sempre avuto di capitale del carnevale del Medio Campidano. La delusione è tanta soprattutto tra i giovani del paese che partecipano attivamente al carnevale e tra i maestri della cartapesta che sfidano il freddo, la pioggia e il vento per costruire i carri allegorici. Una doccia fredda e una delusione per un evento atteso da mesi.
Fonte: Gigi Pittau sull’Unione Sarda di Lunedì 9 Febbraio 2009
Approfondimenti e discussione sul forumhttp://www.sangavinomonreale.net/forum/viewforum.php?f=20

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Renato Soru a San Gavino Monreale

Scritto da admin il 7 febbraio 2009

Renato Soru Martedì 10 Febbraio 2009, alle ore 20.30 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale, via Dante, è previsto un incontro con il candidato Presidente alla Regione Renato Soru.

Quella di martedì nel nostro paese sarà l’ultima tappa di una giornata che prevede l’ex Governatore della Sardegna impegnato anche a Teulada, Elmas e Villacidro.

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E ora andiamo subito al voto

Scritto da admin il 7 febbraio 2009
Il commissario regionale del Partito democratico sostiene che i due consiglieri dimissionari si sono collocati automaticamente fuori dal partito. Nel paese tutti sono d’accordo su un punto: l’economia di San Gavino deve essere rilanciata.
Vedi le fotoRidare una stabilità politica per riconquistare quel ruolo di centralità che San Gavino Monreale aveva fino a qualche decennio fa e rilanciare la piccola e media impresa. Sono questi solo alcuni dei commenti della piazza all’indomani delle dimissioni di 9 consiglieri comunali che hanno così mandato a casa il sindaco Stefano Musanti e la sua Giunta di centrosinistra. 
Per molti è stato un fulmine a ciel sereno, per altri il naturale epilogo di una crisi in atto già da tempo. «Sono molto deluso – commenta Gianfranco Serra, un giovane di 27 anni – è mancata la collaborazione all’interno del Comune. Negli ultimi 15 anni ho visto il paese sempre più in degrado: la fonderia è stata ridimensionata, non c’è lavoro per i giovani e si è riusciti anche a far crollare il carnevale». Tanta delusione anche nelle parole di Franco Serrenti, pensionato: «Quello che è successo è la mancata sintesi tra gli ex Ds e la ex Margherita con i consiglieri di quest’ultimo partito che sono passati subito all’opposizione. Le speranze degli elettori sono state tradite: la ferrovia è stata spostata, ma resterà inattivo lo scalo merci. Per il nuovo ospedale c’è il progetto ma mi chiedo se arriverà o se continuerà ad essere portato via con il decentramento dei servizi». Per molti cittadini è arrivato il momento di dire basta alle divisioni politiche e lavorare nell’interesse del paese: «È una situazione di emergenza, – sostiene Antonio Contu, commerciante – servirebbero 17 persone che hanno voglia di lavorare per il paese ponendo fine al degrado al quale sta andando incontro». 

Intanto ieri mattina si è diffusa la voce che la presentazione delle dimissioni da parte dei 9 consiglieri non fosse valida in quanto al momento della consegna non tutti erano presenti. Ma a scanso di equivoci intorno alle 13 i 9 dimissionari si sono presentati al protocollo del Comune ed hanno fatto protocollare di nuovo la stessa richiesta. 
E i consiglieri? In maggioranza c’è molta amarezza: «Dispiace - dice l’assessore uscente alla Cultura Marco Pisunon aver portato a termine il lavoro iniziato 3 anni e mezzo fa. Odi, sete di potere e interessi personali hanno prevalso sulla politica e sul buon senso. Da cittadino mi auguro che i tempi per le prossime elezioni siano brevi». Tra la minoranza, i due dissidenti del Pd Bruno Deidda e Rosalba Tola respingono le accuse del commissario Achille Passoni che li colloca fuori dal partito: «Non è vero che ci siamo accordati con il centrodestra. Nella minoranza 5 consiglieri sono di centrosinistra. Il problema è la gestione del Pd a San Gavino: il partito è stato danneggiato – sostiene Rosalba Tola – dagli ex Ds. Noi siamo regolarmente iscritti al partito e abbiamo il diritto di essere convocati ed ascoltati. Il paese ha tantissimi problemi: il Pai irrisolto, le strade in condizioni pietose». Assai critico anche il consigliere di minoranza Francesco Orrù: «Quello che è successo è l’epilogo di una situazione precaria che andava avanti da tanto tempo. Il sindaco non aveva più una maggioranza politica e c’era una palese assenza della Giunta, anche fisicamente. Di raro venivano rintracciati: c’era uno scollamento con i cittadini». 

La notizia si è sparsa anche tra gli emigrati: «Mi auguro – dice Corrado Delunas, che si trova in Liguria – che alle elezioni si presentino persone che vogliono bene al paese senza guardare Sanluri e Villacidro. San Gavino ha mille risorse a partire dallo zafferano Dop. Il paese, considerato il fallimento della grande industria, dovrebbe investire maggiormente nell’agricoltura e nelle cooperative di artigiani. San Gavino ha un teatro che potrebbe essere sfruttato molto di più per gli spettacoli mentre la domenica si potrebbero aprire i negozi per attirare i turisti di passaggio e magari chiudere durante la settimana, magari il lunedì sera. C’è però una grande lacuna: manca il verde e gli alberi».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 07 febbraio 2009

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