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Risultati per marzo 5th, 2009

Bagni sporchi? Colpa del carnevale

Scritto da admin il 5 marzo 2009
 Il manager dell’Asl 6 interviene dopo la denuncia fatta da un carabiniere
Vedi le fotoBagni sporchi per colpa della pentolaccia. È l’analisi con cui la direzione sanitaria della Asl di Sanluri motiva il disguido ai servizi igienici dell’ospedale, mettendo la parola fine alla polemica scoppiata nei giorni scorsi. La manager Savina Ortu tira in ballo le sfilate di carnevale, che hanno condotto al pronto soccorso decine di giovani ubriachi. Ma riconosce l’inadeguatezza dei locali e annuncia che, in attesa del nuovo ospedale di San Gavino, partirà una ristrutturazione straordinaria.
Le mascherate hanno giocato un brutto scherzo alla buona immagine del Nostra Signora di Bonaria. All’origine del disagio, sopportato domenica pomeriggio dagli utenti del pronto soccorso, ci sarebbe l’elevato afflusso di giovani colpiti da malore dopo le sfrenatezze della pentolaccia. Così recita il comunicato ufficiale firmato da Savina Ortu, direttore generale della Asl 6, che giustifica le cattive condizioni dei servizi igienici con gli spropositi carnevaleschi: «Nella giornata di domenica il servizio di prima emeregenza è stato interessato da un numero di accessi di gran lunga superiore alla media, complici anche gli eccessi delle ultime sfilate di carnevale e delle pentolacce».
Il vergognoso stato in cui versavano i bagni usati dal pubblico sarebbe dunque dipeso da cause fortuite: «Il lavandino era temporaneamente ostruito, sebbene gli addetti avessero provveduto regolarmente a pulire i locali secondo i turni programmati», aggiunge la manager, negando che «i turni di pulizia non venissero effettuati da due giorni». Parole che lasciano perplesso Piero Mais, il carabiniere che ha denunciato la situazione: «La melma depositata sul lavabo rivela che quei turni non erano stati esattamente rispettati».
Per evitare incidenti analoghi, la direzione ha comunque predisposto «un ampliamento del servizio, con l’attivazione di ulteriori interventi che consentano di ovviare tempestivamente agli inconvenienti». Senza contare che ormai l’ospedale non è più all’altezza, come ammette la stessa Ortu: «Purtroppo le condizioni della struttura sono evidentemente inadeguate, tant’è vero che è in atto la procedura di costruzione della nuova, la cui progettazione preliminare è stata approvata dalla Conferenza dei servizi e dall’unità tecnica regionale». E poiché i tempi di realizzazione non saranno rapidissimi, viste anche «le attuali condizioni, la direzione ha programmato una ristrutturazione straordinaria, soprattutto nell’area del pronto soccorso».

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Larticolo apparso sul Giornale di Sardegna odierno

L'articolo apparso sul Giornale di Sardegna odierno

E alla fine la candidatura è arrivata. Da fonte scientifica autorevole, per di più con un ruolo istituzionale: la Sardegna è il posto migliore per le centrali nucleari promesse dal governo Berlusconi. E non per una delle quattro che dovrebbero sorgere in Italia, bensì per l’intero pacchetto. «La Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico», ha riferito ieri Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) durante una audizione davanti alla commissione Territorio e ambiente del Senato. L’audizione è un momento nel quale il Parlamento comincia a farsi delle idee precise su un problema, ascoltando i tecnici di settore prima di esaminare disegni di legge del Governo o proposte di deputati e senatori. E ieri, a Palazzo Madama, è toccato al numero uno della sismologia italiana parlare del ventilato ritorno all’energia figlia dell’atomo. Il responsabile dell’istituto statale è stato chiaro: «La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia – ha aggiunto Boschi – Bisogna evitare che il problema venga affrontato con le informazioni sbagliate», ha proseguito il sismologo: «Ho visto sui giornali che un sito proposto era quello di Augusta, in Sicilia: non potrebbe esserci un’area più sbagliata, perché si trova su una faglia sismica».
La Sardegna invece è terra antica, stabile, dove le scosse di terremoto sono rare e leggere. Ecco che un sistema delicato e potenzialmente devastante come una centrale nucleare nell’isola, secondo Boschi, sarebbe sistemato bene, al riparo da eventi sismici catastrofici. Così non una ma quattro centrali potrebbero trovare spazio nella regione. Decidere, comunque, non è in capo a Boschi. Il governo non ha ancora avviato le procedure per i criteri tecnici di scelta dei siti: dopo questi, sulla base di rapporti scientifici, l’esecutivo dovrà stilare una lista di zone candidate e poi procedere alla individuazione delle quattro aree che saranno oggetto di quella che viene chiamata nelle carte ministeriali «servitù nucleare». Nei giorni scorsi, il neo presidente della Regione Ugo Cappellacci aveva assicurato che «nessuna centrale nucleare verrà costruita nell’Isola: se vorranno farlo, dovranno passare sul mio corpo», ha concluso il governatore. Ma la sua resistenza potrebbe non bastare: nel disegno di legge sull’energia (che ancora non è stato votato) il governo è autorizzato a superare il no delle Regioni.

Discussione sul forum: Al Senato la proposta nucleare: tutte in Sardegna le quattro

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