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Risultati per maggio 4th, 2009

La chiesa di Santa Chiara

Scritto da admin il 4 maggio 2009

“La chiesa madre di Santa Chiara Vergine è stata per tanti secoli il centro della vita del sangavinese, da quando, cioè, discostaronsi gli abitati da Nurazzeddu verso ponente in cui esisteva una chiesetta figliale, di Santa Chiara Vergine dell’Ordine Serafico (e) fu eretta in parrocchia verso la seconda metà del secolo XVI e precisamente tra il 1574 e il 1584. È la chiesa che ci ha accolto appena nati, ci ha visto suggellare il nostro sogno d’amore e nella quale abbiamo celebrato tutte le ricorrenze più importanti della nostra vita fino all’estremo saluto ai nostri cari. A distanza di circa cinque secoli la chiesetta si è trasformata tanto da essere invidiata come una cattedrale. Ogni angolo, anche il più minuscolo e nascosto, ha da narrarci la sua storia, testimonianza di usanze della storia dei sangavinesi che l’hanno voluta, hanno contribuito ad ingrandirla, ad abbellirla, a renderla più consona ai loro desideri”.

“La chiesa parrocchiale di Santa Chiara”, Eugenio Ibba


Particolare architettonico interno della chiesa parrocchiale di Santa Chiara

Particolare di un capitello

La chiesa di Santa Chiara fu costruita verso il XV secolo, in una posizione più centrale rispetto a quella di San Gavino Martire, e sorge nella piazza Guglielmo Marconi. Tra la fine del XVI e l’ inizio del XVII secolo, la cappella di Santa Chiara divenne parrocchia. Nel ’700 fu ristrutturata e costruita la torre campanaria. Intorno al 1950 le pareti interne laterali e il soffitto avevano dei dipinti di santi, in seguito le pareti sono state pitturate di bianco e il soffitto è stato rifatto con delle travi in legno togliendo alla chiesa di Santa Chiara tutto il suo splendore. Ha la forma di una croce latina, il campanile anticamente era situato sulla parte laterale destra della chiesa, era molto alto e finiva a punta, mentre ora sulla sinistra è più basso. La chiesa ha un portone principale, e una piccola entrata nella cappella laterale. Nella navata centrale ci sono due file di banchi, e altre due file nelle cappelle latarali.
Molte statue che ci sono nella chiesa, esattamente sette, sono opera di Antonio Lonis e sono: la Vergine del Carmine; San Giuseppe; San Giovanni Battista; San Domenico; Sant’Isidoro; Sant’Efisio; Sant’Antonio. Il soffitto è di legno scuro, e il pavimento è di marmo. L’altare è di marmo bianco e marrone, accanto ci sono quattro angeli in marmo bianco, due su e due giù. Al centro dell’altare c’è la statua della santa, Santa Chiara è la patrona del nostro paese, e si festeggia il 12 Agosto di ogni anno.
I festeggiamenti si svolgono dal 10 al 13 Agosto: le celebrazioni religiose sono varie, e tutte culminano nella grande processione che prende tutte le vie della cittadina. Per l’evento inoltre sono organizzati numerosi eventi collaterali, tra i quali mostre, concerti, manifestazioni di piazza, ed inoltre si potranno ammirare numerosissime bancarelle ove sarà possibile trovare prodotti tipici del luogo.

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Ha compiuto quasi un anno di vita l’Unione dei Comuni Terre del Campidano, ma di fatto esiste solo sulla carta. Il motivo? La mancanza dei finanziamenti che la Regione non ha ancora erogato. Del nuovo ente fanno parte San Gavino Monreale, centro capofila, Samassi, Sardara, Serrenti e Pabillonis. 
Il grido d’allarme lo lanciano con forza alcuni sindaci a partire da quello di Samassi, Ennio Cabiddu: «Abbiamo fatto tutto quello che era previsto ma la Regione non ha ancora erogato i circa 140 mila euro previsti. Lancio un appello affinché provveda a sbloccare questo finanziamento». I disagi sono concreti e si fanno sentire in particolare per Samassi e Serrenti. «Questi due centri – sottolinea Ennio Cabiddu – per tutto il 2009 fanno parte del Cisa, consorzio che si occupa della gestione della nettezza urbana. La Regione nella Finanziaria ha deciso che i soldi per questo servizio non saranno più dati ai consorzi, ma alle Unioni dei Comuni che dopo verseranno la loro parte a chi di competenza. Il risultato per ora è che siamo nel Cisa e nell’Unione dei Comuni senza soldi e il rischio è che le spese ricadano sui cittadini». Spiega il sindaco di Serrenti Luca Becciu: «Con queste risorse, che non ci sono ancora state trasferite, si potrebbero risolvere aspetti importanti di carenza di personale nella pianta dei Comuni per gestire alcune funzioni complesse che richiedono figure specializzate. Basti pensare alle procedure per la gestione degli appalti, allo sportello delle attività produttive o all’ufficio personale». Tante opportunità che per ora rimangono solo teoriche anche se questa nuova associazione non avrebbe grandi costi. Infatti i sindaci o gli amministratori delegati non hanno nessuna indennità: «L’arrivo del finanziamento – aggiunge Ennio Cabiddu – sarebbe anche un modo per incoraggiare un territorio e per gettare le basi di una più stretta collaborazione nel nostro distretto agroalimentare. Le Unioni dei Comuni potrebbero essere le naturali appendici della Provincia». 
Tra gli altri servizi questa nuova associazione si propone di attivare anche uno sportello unico per lo sviluppo (Ufficio Europa). Inoltre ci sarà il difensore civico, il catasto unificato e un’unità per il controllo di gestione e di valutazione.
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda Lunedì 04 maggio 2009

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