05
febbraio 2012
domenica
ISCRIVITI AGLI RSS

San Gavino Monreale . Net

Il sito di tutti i Sangavinesi

Array ( [SERVER_SOFTWARE] => Apache/2.2 [REQUEST_URI] => /2009/07/ [PATH] => /usr/local/bin:/usr/bin:/bin [REDIRECT_STATUS] => 200 [UNIQUE_ID] => Ty5Y9z6VjWEAAGoLzTQAAABb [HTTP_X_CC_ID] => ccc02-01 [HTTP_IF_MODIFIED_SINCE] => Sat, 25 Sep 2010 10:53:50 GMT [HTTP_HOST] => www.sangavinomonreale.net [HTTP_USER_AGENT] => CCBot/1.0 (+http://www.commoncrawl.org/bot.html) [HTTP_ACCEPT] => text/html,application/xhtml+xml,text/xml;q=0.9,text/plain;q=0.8,image/png,*/*;q=0.5 [HTTP_ACCEPT_LANGUAGE] => en-us,en;q=0.5 [HTTP_ACCEPT_ENCODING] => gzip [HTTP_ACCEPT_CHARSET] => ISO-8859-1,utf-8;q=0.7,*;q=0.7 [HTTP_CONNECTION] => close [HTTP_CACHE_CONTROL] => no-cache [HTTP_PRAGMA] => no-cache [HTTP_COOKIE] => phpbb3_4n5hm_k=; phpbb3_4n5hm_sid=c7ceda96d2df9dc2d56746c2936c3b46; phpbb3_4n5hm_u=1; wpmp_switcher=desktop [SERVER_SIGNATURE] => [SERVER_NAME] => www.sangavinomonreale.net [SERVER_ADDR] => 62.149.140.105 [SERVER_PORT] => 80 [REMOTE_ADDR] => 38.107.179.219 [DOCUMENT_ROOT] => /web/htdocs/www.sangavinomonreale.net/home/ [SERVER_ADMIN] => postmaster@sangavinomonreale.net [SCRIPT_FILENAME] => /web/htdocs/www.sangavinomonreale.net/home/index.php [REMOTE_PORT] => 39558 [REDIRECT_URL] => /2009/07/ [GATEWAY_INTERFACE] => CGI/1.1 [SERVER_PROTOCOL] => HTTP/1.1 [REQUEST_METHOD] => GET [QUERY_STRING] => [SCRIPT_NAME] => /index.php [PHPRC] => [PHP_SELF] => /index.php [REQUEST_TIME] => 1328437496 )

Risultati per luglio, 2009

Multe in arrivo per le strisce blu

Scritto da admin il 31 luglio 2009

Stangata per 200 automobilisti sorpresi senza tagliando di sosta

Quasi duecento verbali di contestazione arriveranno a casa di tutti coloro che hanno lasciato la macchina nel parcheggio segnalato dalle strisce blu senza il regolare pagamento del ticket a San Gavino.
Lo segnala il comandante della polizia municipale Massimiliano Orrù: «Si tratta del periodo compreso tra aprile-maggio-giugno, sono già partiti per la notifica 90 verbali e altri 100 sono pronti per la spedizione. La sanzione prevista dalla legge è di 38 euro + 11 per spese di notifica e procedimento più l’eventuale azione civile da parte del gestore per il recupero della somma dovuta». Di qui l’invito rivolto a tutti i cittadini sangavinesi e non di premunirsi della scheda gratta e sosta prima di effettuare la sosta del veicolo.

Ausiliare del traffico

Ausiliare del traffico

Nel caso in cui non si dovesse trovare subito l’ausiliare del traffico, la raccomandazione è, prima di allontanarsi definitivamente dalla zona, di contattare l’ausiliario al traffico per regolarizzare il parcheggio e consegnare allo stesso il biglietto avviso che viene apposto sul parabrezza . Ma sulla questione di accende la polemica e tra i consiglieri di minoranza c’è chi come Angela Canargiu vorrebbe dei correttivi: «Il verbale – rimarca – viene fatto subito, ma ci vorrebbero almeno 15-20 minuti di tolleranza: i più danneggiati sono stati i baristi che hanno perso molti clienti. Tutti questi posteggi a pagamento non servono. L’interesse di chi gestisce le strisce blu deve essere contemperato da un’azione amministrativa».

Sulla questione interviene l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Bruno Deidda: «Abbiamo ereditato – rimarca – questa situazione dalla precedente amministrazione. Il numero eccessivo di notifiche pone problematiche anche di carattere economico. Da un lato emerge che molti non vogliono pagare i parcheggi nonostante all’inizio ci sia stata una tolleranza, dall’altro c’è la ditta che deve vivere da questo servizio e il Comune che deve far rispettare le regole».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 31 luglio 2009

Popularity: 2% [?]

S’Accabbadora

Scritto da admin il 30 luglio 2009

Per domani, all’agriturismo Su Stai a Sanluri Stato è in programma una serata per conoscere meglio s’accabodora, colei che poneva fine alla vita di un ammalato grave per il quale non si pensava ci fosse guarigione.
Così alle 20,30 ci sarà l’introduzione dal titolo: “S’accabadora tra mito e tradizione”. Seguirà il cortometraggio del regista sassarese Michele Sechi dal titolo: “Sa femmina accabadora, in penitenzia de morti”. Seguirà un dibattito e l’esibizione del gruppo Sos merdules bezzos de Ottana.
Infine si potrà degustare una cena tipica sarda accompagnata dalla musica e i canti di Lino Talloru.

Informazioni al 347 1411284, 070 9388385, 320 2310391.

Riportiamo un brano di Giovanni Arcai, che ci ha fatto dono di un racconto che svela in parte alcuni segreti della nostra tradizione.
In queste righe potrete leggere come venisse praticata già in tempi passati una forma di pietas per animali e uomini incurabili o in fin di vita.
Ad ognuno trarre le proprie conclusioni, noi ci limitiamo a leggere in rispettoso silenzio.

Un particolare rispetto era tributato a su murone – il muflone – re della montagna e oggetto di molti racconti fantasiosi. Era un vanto del padre portarsi il figlio in montagna per fargli conoscere il Signor Muflone, attento e immobile come un dominatore sullo strapiombo. I bambini che avevano avuto questa fortuna la raccontavano con orgoglio ai compagni. Ho il ricordo in parte confuso, in parte lucido, della morte di un vecchio muflone, del quale si raccontavano storie ai bambini. Era stato trovato,
vecchio e morente, in un bosco impervio Si diceva che il muflone ha la vista acutissima, come le aquile. Invecchiando la perde, tanto da non poter più calcolare la distanza fra un dirupo e un altro. Questo muflone vecchio, ma ancora ardimentoso, aveva sbagliato il salto, finendo dentro un crepaccio profondo con le gambe fratturate.

Era condannato a morire lentamente di dolori e di fame, mentre uccelli e altri animali predatori e milioni di insetti schifosi cominciavano a mangiarselo ancor vivo.
Si riunì una sorta di commissione di paesani che possedevano il fucile, “sos accabbadores”, quelli che mettono fine pietosa a una vita. Nella catena di Monteferro, la cui punta supera i mille metri, accadeva tal volta che un cavallo amatissimo si fratturasse una gamba, in un sito donde non era possibile rimuoverlo per curarlo: a parte il fatto che a una gamba rotta di cavallo non si poteva rimediare in alcun modo.
Verso sera la commissione si era trovata nella nostra stanza a piano terra, sei o sette persone, compreso Aristeo, presieduta da thiu Zizzu Murtas, che non era un cacciatore, ma gli era riconosciuto rispetto e autorità. Ricordo che erano della partita thiu Bibbia Idda, thiu Antoni Oro ed altri.

Cinque fucili furono messi alla rinfusa sul tavolo e coperti con un telone. Thiu Zizzu Murtas mi ordinò di togliere una cartuccia dalla sua tasca, colma di cartucce, poi trasse a caso un fucile da sotto il telone e lo consegnò a colui che lo riconobbe suo.

Gli fece aprire la culatta e di sua mano vi infilò la cartuccia; nessun altro poteva toccarla, perché non si capisse il peso. con lo stesso rito furono caricati gli altri fucili. Poi tutti uscirono verso il tramonto, a dare morte pietosa al muflone, con una sola pallottola caricata in uno dei cinque fucili.

Così tutti e cinque avrebbero sparato insieme, ma una sola pallottola avrebbe ucciso l’amico onorato: ucciso da tutti e da nessuno.
Mentre essi uscivano comparve Cicita, mi trattenne con sè e si fece il segno della Croce, chissà se per il muflone o per colui che non sapeva di avere il fucile caricato con l’unica palla di piombo.

Più avanti negli anni appresi che questo sistema lo avevano acquisito anche i reduci della Brigata Sassari. Gli era stato insegnato dai reales – i soliti carabinieri – quando sul campo di battaglia occorreva fucilare una spia, o un traditore, o chi abbandonava i compagni durante un assalto. Ma anche su queste cose terribili c’erano molti misteri, che venivano nascosti ai bambini.

Però fin da presto i bambini più furbi, e più curiosi di scoprire i segreti dei grandi, imparavano in fretta che c’erano anche le accabbadoras. Erano vecchie donne misteriose che andavano a dare gli ultimi conforti ai malati condannati dalla mala sorte a morte lenta e dolorosa, oppure a stare per tempi lunghi sul letto di morte, immobili e privi di conoscenza, pieni di piaghe e già puzzolenti di escrementi e di pus. A buio fatto l’accabadora entrava nella casa – trovava la porta aperta – si sedeva accanto al capezzale, carezzava la testa del tardo a morire, gli cantilenava il rosario, poi una delle tante nenie per addormentare i bambini. Infine una botta secca sul cranio, con un suo attrezzo avvolto nell’orbace spesso e nero. A seconda dei casi l’accabadora chiudeva la bocca col palmo della mano, stringendo delicatamente le narici con due dita. Ottenuto l’effetto, interrompeva la nenia con uno stacco sincopato, come un singulto, si copriva il capo e il volto col fazzoletto nero e lasciava la casa senza incontrare nessuno, senza ricevere né ricompensa né grazie, né scambiare saluti. Poco dopo un qualche familiare scopriva e annunziava la morte con alte grida di dolore, e venivano accesi i ceri attorno al letto.

Più tardi, al liceo, compresi che le Parche erano le accabadoras di tutti gli uomini, ma meno pietose, irresponsabili, inesorabili, perché toglievano la vita anche ai bambini, senza dolore proprio. Questi misteri venivano, in quei tempi, capiti per istinto, senza meraviglia né paura della morte. E si conservava il segreto. Di sicuro non veniva rivelato né ai reales, né a su zuighe, tanto meno agli estranei, ma neppure al confessore: forse perché sapeva, forse perché si era convinti che non si commetteva alcun peccato né reato, ma una dolorosa azione necessaria.

Più avanti negli anni, sempre al Liceo, appresi che forse obbedivano alla “necessitas” di cui parlò il filosofo Carneade, due secoli avanti Cristo, lasciando ai cristiani questo messaggio: “La terra deve essere restituita alla terra, quando la nostra vita verrà recisa come uno stelo di frumento. Lo comanda la Necessità”. Il termine latino “necessitas” indica la fatalità, il destino uguale per tutti, che detta regole uguali per tutti, che detta regole dall’interno di noi stessi. E si obbedisce, anche senza sapere chi mai fosse Carneade.

Giovanni Arcai

Popularity: 1% [?]

Foto del cavalcavia

Foto del cavalcavia

Dopo un’attesa di quasi due anni, è stato finalmente aperto il cavalcaferrovia posto sulla strada statale 197 in direzione Sanluri-Guspini all’altezza di San Gavino. In questo modo è stato eliminato un tappo sulla strada più trafficata del Medio Campidano che costringeva gli automobilisti e i conducenti di mezzi pesanti a percorrere un’insieme di deviazioni nelle strade provvisorie del cantiere ferroviario. Ora invece la società che aveva in appalto la costruzione del ponte ha messo a punto gli ultimi adempimenti e l’altra sera è stato aperto al traffico questo importante tratto di strada. Chi arriva da Sanluri verso San Gavino potrà salire sul cavalcaferrovia e proseguire poi per Guspini o Villacidro oppure svoltare a destra e dirigersi verso la nuova stazione ferroviaria o l’ospedale. Soddisfatto è l’assessore provinciale ai trasporti Gigi Piano: «Abbiamo sempre avuto un contatto diretto con l’Anas e con la società che stava realizzando le opere, svolgendo un’azione di estrema collaborazione e sollecitazione. Siamo contenti perché il cavalcaferrovia è stato realizzato con tutte le condizioni di sicurezza. Buttiamo alle spalle il ritardo».

Ma c’è chi come l’assessore comunale all’urbanistica e ai lavori pubblici di San Gavino non nasconde le possibili insidie: «L’apertura è positiva – rimarca Bruno Deiddama l’ottimale sarebbe stato per chi arriva da Sanluri avere un’altra rotonda prima di salire sul ponte. Inoltre chi dalla stazione ferroviaria si dirige verso Sanluri è obbligato a tornare indietro per percorrere la grande rotonda vicino al cimitero. Agli automobilisti si raccomanda molta attenzione e diligenza seguendo la segnaletica orizzontale e verticale».

Secondo il vicesindaco di San Gavino ci sono delle priorità da seguire per mettere in sicurezza la strada statale 197: «Ci vorrebbe – aggiunge Deidda – la doppia corsia da Sanluri e Guspini e la realizzazione di una rotonda nell’incrocio in curva che interseca la provinciale San Gavino-Villacidro». La provincia da parte sua ha ricevuto dalla Regione un finanziamento da cinque milioni di euro proprio per questa statale: «Abbiamo dato incarico all’Università di Cagliari – rimarca Gigi Piano – per fare lo studio di fattibilità. Faremo sistemare con una rotonda l’incrocio «della morte»«della morte», ma anche altri punti pericolosi come l’incrocio tra San Gavino e Gonnosfanadiga e il tratto da Guspini fino all’incrocio per Pabillonis che risulta molto stretto».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 29 luglio 2009

Popularity: 1% [?]

Giornalismo creativo nel Medio Campidano

Scritto da admin il 28 luglio 2009

Riportiamo un tragicomico articolo comparso oggi sull’Unione Sarda, nelle pagine dedicate al Medio Campidano.
Tragico perchè parla di incidenti stradali (per fortuna non gravi, altrimenti non ci scherzeremmo su), comico perchè la giornalista si lascia “prendere la mano” e sottotitola in maniera fantasiosa:

Mezzo impazzito e carambola a Villacidro, pensionato ferito dai calcinacci ad Arbus

che ci fa pensare ad uno spettacolare incidente a Villacidro con cocci e detriti lanciati a distanza siderale, piovuti dal cielo su poveri ed ignari vecchietti arburesi.

L'articolo comparso sull'Unione Sarda di oggi

L'articolo comparso sull'Unione Sarda di oggi

Chiaramente si tratta di due episodi distinti, come la giornalista spiegherà nel corpo dell’articolo. Resta comunque un sorriso alla fine della lettura, sia perchè fortunatamente non è accaduto nulla di grave alle persone coinvolte, sia perchè il titoletto dell’articolo è senza dubbio uno dei più spassosi che abbiamo mai letto. :)

Popularity: 1% [?]

Intervista al vicesindaco Bruno Deidda

Scritto da admin il 27 luglio 2009

Bruno Deidda

Bruno Deidda

Nel 1984 viene eletto nell’amministrazione comunale di San Gavino nella lista del prof. Silvio Boi. Nei primi anni novanta si iscrive ai Democratici di Parisi, dall’unione dei Democratici col partito popolare nasce La Margherita e a San Gavino si forma un circolo che durerà sino alla nascita del Partito Democratico. Nel 2005 viene eletto con la lista Musanti: gli viene consegnata la delega di assessore all’agricoltura che mantiene per 10 minuti dopodiché la rifiuta e passa, insieme al gruppo della Margherita, all’opposizione.

Con 133 preferenze è stato il più votato in assoluto: è motivo d’orgoglio?
Sono soddisfatto per il risultato elettorale: San Gavino ha dimostrato di voler cambiare. La nostra è una lista che è andata al di là del superamento delle ideologie. Alcuni di noi appartengono ai partiti, ma non c’è un’impronta né di destra che di sinistra. Qualcuno appartiene all’Udc, poi ci sono i moderati del centrosinistra. I nostri voti provengono da cittadini della società civile che hanno scelto le persone e non i partiti.

Come riportare San Gavino Monreale in primo piano nel territorio?
Vogliamo uscire dalla marginalità dando maggiore attenzione all’abbellimento, al riordino interno ed esterno. Vogliamo dare a San Gavino il ruolo che merita nel territorio e che è stato perso in primo luogo per la perdita di tanti posti di lavoro a causa del processo di deindustrializzazione. Vogliamo rivitalizzare il territorio partendo dall’agricoltura.

Quali saranno i suoi primi passi da assessore all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’arredo urbano?
Per quanto riguarda l’urbanistica vogliamo ridare al paese un aspetto decente: il centro storico è in uno stato di completo abbandono e le strade sono fatiscenti.

Ci saranno cambiamenti nelle strade principali?
In viale Rinascita e in via Roma saranno eliminate le piste ciclabili in quanto sono poco funzionali e pericolose. Non è garantita la sicurezza delle persone che vi transitano in bici mentre faremo le piste ciclabili da qualche altra parte laddove sarà consentito dagli spazi. In via Roma con l’eliminazione della pista ciclabile ci sarà maggior spazio per il transito delle vetture.

L’edilizia è bloccata per i vincoli del Piano di assetto idrogeologico (Pai) e della fonderia. Che fare in concreto?
Stiamo lavorando per superare il rischio idrogeologico che sarà notevolmente diminuito con lo spostamento del Rio Pardu. Per il vincolo della fonderia che impedisce la costruzione o la ristrutturazione di abitazioni nel raggio di un chilometro, chiederemo la convocazione di una conferenza di servizi.

Quali eredità vi ha lasciato la precedente amministrazione?
Il fatto negativo è stato la mancanza di rapporto con i cittadini. Inoltre vogliamo tagliare le consulenze esterne e valorizzare le professionalità locali: a San Gavino sono presenti tanti giovani laureati competenti.

Fonte: Gigi Pittau, La Gazzetta del Medio Campidano

Popularity: 1% [?]

Nei campi i liquami dei maiali

Scritto da admin il 25 luglio 2009

Sopralluogo del Nas nell’azienda “Mamusa”.Nel rapporto inviato alla Procura si parla anche di carcasse di animali in decomposizione.
Il disastro ambientale era stato scoperto alcuni mesi fa dagli uomini della polizia municipale allarmati per la presunta contaminazione delle falde d’acqua presenti nella zona attorno all’allevamento di suini Mamusa.

Carcasse di animali in stato di decomposizione, rifiuti speciali ed ancora scarichi non autorizzati di liquami di origine zootecnica. È questo quanto è stato rinvenuto nell’azienda agricola Mamusa, specializzata nell’allevamento di maiali, che si trova nel territorio di San Gavino in località “Cannamenda” non lontano dal confine con Villacidro. Una situazione che sarebbe stata accertata dal nucleo operativo ambientale (Noa) dei carabinieri durante un sopralluogo sull’azienda, anche se il condizionale è d’obbligo dal momento che è in corso un’indagine con un procedimento coperto da segreto istruttorio e devono quindi essere svolti ulteriori accertamenti.

L’AMBIENTE I rischi di inquinamento sono fortissimi anche perché le falde acquifere, che provengono dalla catena montuosa del Linas e si dirigono verso la pianura del Campidano, si trovano ad una profondità di pochissimi metri.
Gli scarichi dei reflui si sono verificati di sicuro nell’arco di alcuni mesi, come hanno potuto accertare con precisione i vigili urbani di San Gavino: «Il 18 marzo con alcuni agenti di polizia municipale – spiega il comandante Massimiliano Orrù – ho accertato su una gora, il cui sostanziale inizio trovasi nei pressi della azienda agricola Mamusa, un consistente scarico di liquami di sicura origine zootecnica, che si sono riversati nei terreni più a valle formando una palude maleodorante e che scorrevano ancora più a valle per circa due chilometri».

LE INDAGINI In seguito a quanto accertato, la polizia municipale ha avviato le indagini di rito per l’identificazione degli autori del fatto. «Gli accertamenti sono durati un mese e mezzo, – spiega il comandante dei vigili urbani - e hanno consentito di raccogliere elementi consegnati alla Procura di Cagliari».
Un’indagine dettagliata e scrupolosa che ha visto come protagonista la polizia municipale di San Gavino. Ma non è finito qui. Due mesi fa l’episodio si è ripetuto: «Il 25 maggio – aggiunge Orrù – abbiamo riscontrato nella medesima località e nelle stesse circostanze un ulteriore riversamento di liquami ancora superiore. Anche in questo caso tutto è stato trasmesso alla Procura della Repubblica».

IL COMUNE Del caso è stata investita l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Cruccu ed in particolare l’assessore all’Ambiente Paolo Onnis ha promosso di recente diversi incontri tra soggetti preposti al controllo e operatori del settore per prevenire ulteriori episodi illeciti e promuovere una cultura del rispetto dell’ambiente.
E sempre di recente c’è stato l’intervento dei carabinieri del nucleo operativo ambientale (Noa) che hanno svolto ulteriori accertamenti nella zona ed in particolare nell’azienda Mamusa scoprendo la presenza di alcune carcasse di animali.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 25 luglio 2009

Popularity: 1% [?]

Facce da... San Gavino Monreale . Net