Agricoltura a un passo dal fallimento
Affollata assemblea per discutere sulla crisi che mina la stabilità di molte aziende
Il Consiglio comunale di San Gavino raccoglie il grido d’aiuto lanciato dagli agricoltori e dagli allevatori del Medio Campidano (e non solo) che si trovano a combattere contro una forte crisi economica e, soprattutto contro provvedimenti (come la legge regionale 44/88) che rischiano di portare al fallimento numerose aziende agricole. In particolare c con quelle che hanno contratto dei mutui proprio con il provvedimento emanato dalla Regione e bocciato dall’Unione Europea.
Se n’è parlato per oltre tre ore in un teatro affollato da non meno di 150 persone nella massima assemblea cittadina, aperta a tutti, e convocata su richiesta dei consiglieri di minoranza Nicola Garau e Stefano Musanti. A prendere la parola, dopo i saluti del sindaco Gianni Cruccu e dell’assessore all’agricoltura Paolo Onnis, sono gli agricoltori. «Dobbiamo difenderci – spiega Giorgio Silanos di San Gavino – anche dalle multinazionali che impongono i prezzi sul mercato».
Un appello per una lotta senza divisioni viene lanciato da Mario Mereu, coordinatore regionale di «Altragricoltura». «Il problema più grave – denuncia – è l’indebitamento delle aziende». Pronto a dare il proprio sostegno anche l’assessore all’agricoltura di Serramanna: «Gli agricoltori – rimarca Cadau – si sono indebitati per dare risposte alla nostra collettività, non mi tirerò indietro in questa battaglia». Sulla stessa linea il sindaco di Samassi. «L’agricoltura – rimarca Ennio Cabiddu – è un bene fondamentale, ma tra i settori rappresenta l’anello debole». Sfiduciato è Fortunato Ladu di Pabillonis che opera da 32 anni in agricoltura: «Ho perso 40 mila euro di contributi per i mezzi agricoli, da 3 anni non ricevo fondi per il rimboschimento e per il benessere animale».
Per il leader di Irs, Gavino Sale, ci sono precise responsabilità. «Grossi gruppi finanziari e bancari – dice – sfruttano le terre in Marocco e in altri paesi e sono gli artefici principali del pignoramento delle aziende agricole. In Sardegna importiamo l’86 per cento di quello che consumiamo: dobbiamo essere di nuovo produttori e pretendere la defiscalizzazione dei prodotti sardi».
Il Consiglio comunale viene chiuso dall’intervento di Fulvio Tocco che lancia un duro atto d’accusa nei confronti della Regione: «Chiedo con urgenza la messa in campo di alcuni interventi. L’economia sarda ha il suo vero motore nelle imprese agricole e zootecniche. Sarebbe sufficiente far incontrare gli interessi degli allevatori con quelli dei produttori di derrate per spalancare nell’immediato un enorme mercato direttamente in casa. E’ il mercato di un patrimonio di tre milioni e seicentomila capi di ovini e caprini».
Fonte: Unione Sarda di Lunedì 20 luglio 2009
Popularity: 1% [?]
Articoli correlati:
- Keller vicina al fallimento?
- Municipio occupato: «Le aziende agricole rischiano di fallire»
- Incubo-fallimento per la Monreale
