05
febbraio 2012
domenica
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Risultati per luglio, 2009

Canadair ed elicotteri in azione anche stamattina. Fiamme su circa 15mila ettari. Sull’isola ieri sono scoppiati almeno 15 incendi favoriti dalle alte temperature e dallo scirocco.
Il governatore ha annunciato che chiederà al governo di dichiarare lo stato di calamità

Olbia, fiamme vicino alle abitazioni

Olbia, fiamme vicino alle abitazioni

Situazione quasi sotto controllo ma allerta massima in Sardegna, dove la superficie percorsa dalle fiamme supera i quindicimila ettari. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e l’assessore della difesa dell’ambiente, Giorgio Oppi, hanno effettuato questa mattina un sopralluogo nelle zone devastate dalle fiamme che hanno provocato 2 vittime. Il governatore ha annunciato che chiederà al
governo di dichiarare lo stato di calamità. Ma il fuoco imperversa ovunque: Spagna, Grecia, Francia e Canada stanno ancora cercando di superare l’emergenza.

Ora la situazione in Sardegna è migliorata. Quasi tutti gli incendi sono stati spenti. Resta alto il fronte del fuoco nel Logudoro, nella Sardegna nordoccidentale, tra i comuni di Sindia, Semestene e Pozzomaggiore, dove ieri ha perso la vita un un pastore di 57 anni. La centrale operativa regionale del Corpo Forestale ha confermato la “situazione preoccupante”. La situazione sta migliorando in Gallura, soprattutto a Budoni, dove però sono ancora impegnati nelle attività di spegnimento i mezzi pesanti.

Ma soprattutto a causa delle alte temperature, c’è il rischio di nuovi focolai, da un momento all’altro, per questo i vigili del fuoco presidiano il territorio.

Sull’isola da ieri mattina e fino al pomeriggio, sono scoppiati almeno 15 incendi molto impegnativi, a causa delle alte temperature e del vento di scirocco: solo alcuni sono stati spenti grazie all’incessante lavoro dei canadair e degli elicotteri delle squadre della protezione civile, impegnata con i vigili del fuoco e il corpo forestale. I roghi che ieri hanno interessato tutte le province della regione, tranne quelle di Cagliari e dell’Ogliastra, hanno fatto registrare numerose riprese dalle prime ore del mattino. Riprese favorite dalle alte temperature, definite “record”, e dai forti venti di maestrale e scirocco. Secondo la Regione, “sembra che ci sia una strategia dietro gli incendi” visto che “non si capisce come sia stato possibile che questi roghi siano partiti contestualmente”.

Nuovi incendi si sono verificati anche nella notte. Una quarantina di ospiti dell’Hotel Delfino sono stati salvati dai vigili del fuoco intervenuti per spegnere l’incendio che si è esteso all’intera struttura. Le fiamme si sono sviluppate all’interno dell’autorimessa dell’hotel, attorno alle 5 di questa mattina, e il fumo molto denso ha immediatamente interessato l’intera palazzina di tre piani. Con le autoscale, i vigili del fuoco hanno portato via tutti gli ospiti dell’hotel, alcuni dei quali si erano rifugiati sui balconi delle loro stanze, senza che nessuno rimanesse ferito.

Il fuoco è avanzato anche in Gennargentu, nella regione centro-orientale della Sardegna, senza creare preoccupazione per persone e abitazioni. Una delle zone più colpite resta il Sassarese, dove ieri si sono contati due morti: a Pozzomaggiore, dove un allevatore, Mario Piu, 58 anni, è rimasto carbonizzato mentre tentava di mettere in salvo il proprio gregge, e a Mores, dove è morto stroncato da un malore mentre scappava dalle fiamme un altro allevatore, Antioco Serra, 57 anni.

Mezzi aerei della Protezione civile sono stati impegnati questa mattina in sei diversi incendi ad Arbus, Pau, Suni, Bonorva, Budoni e Loiri. “A Cagliari sono già 37 gradi, ad Oristano e nel sassarese supereremo anche i 40 gradi”, ha spiegato il direttore regionale dei vigili del fuoco della Sardegna Sergio Mistretta, e quindi “da un momento all’altro possono scoppiare nuovi focolai”. Per questo i pompieri restano in massima allerta. Mistretta ha rassicurato riguardo i pericoli per la popolazione: “I residenti non corrono rischi perché i paesi non sono mai veramente minacciati. In caso di incendio i turisti invece devono stare in spiaggia: è il luogo più sicuro”.

Cappellacci replica a Bertolaso. Nessun ritardo nella richiesta di aiuto a Roma, né scarsa efficienza dell’apparato antincendi regionale. Così il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci replica al capo della Protezione civile Guido Bertolaso secondo il quale il coordinamento delle attività a terra non avrebbe funzionato a dovere. “Purtroppo ieri c’è stata una condizione climatica complessa, alte temperature e vento di scirocco, che ha reso particolarmente difficile l’opera dei soccorritori“, ha spiegato il presidente della Regione. Durante il sopralluogo a Pozzomaggiore, paese di origine di una delle due vittime dei roghi di ieri, cappellacci ha annunciato che la Regione chiederà al governo di dichiarare lo stato di calamità.

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Sardegna: il fuoco uccide due persone

Scritto da admin il 23 luglio 2009

Nove Canadair in azione, turisti in fuga

Due i morti negli incendi divampati nelle campagne del Sassarese: un pastore, Mario Piu di Pozzomaggiore e un anziano di Mores, stroncato da un infarto, mentre tentava di salvarsi dalle fiamme. Evacuato il carcere di ‘Is Arenas’ nell’Iglesiente

Immagini degli incendi

Immagini degli incendi

Mario Piu è stato sorpreso dalle fiamme a metà pomeriggio, mentre cercava di mettere in salvo il suo gregge, alla periferia di Pozzomaggiore. Una disperata, quanto inutile lotta contro il fuoco: il rogo ha ucciso il pastore e tutte le sue pecore, mentre il fuoco si è insinuato sino al centro abitato di Ittireddu, dove la maggior parte delle abitazioni è stata fatta sgombrare. Stessa sorte per diversi residenti di Ozieri e Nughedu San Nicolò.

DUE MORTI Sono due i morti negli incendi divampati in Sardegna. La seconda vittima – riferiscono i carabinieri della compagnia di Bonorva – è un anziano di Mores. L’uomo, Antioco Serra, 57 anni, secondo quanto si è appreso, è stato stroncato da un infarto mentre tentava di salvare la vigna e il bestiame. I carabinieri hanno poi precisato che non c’è alcun disperso. Nelle fasi concitate di raccolta delle prime informazioni, infatti, era stato dato per scomparso un allevatore che è poi risultato il pastore di Pozzomaggiore morto carbonizzato insieme al suo gregge di pecore.

L’EMERGENZA Non si attenua l’emergenza incendi in Sardegna con tutte le squadre dei comandi provinciali dei vigili del fuoco impegnate, assieme al Corpo Forestale della Regione e alla Protezione Civile – con ben nove Canadair, due terzi della flotta antincendio dello Stato – per spegnere i numerosi roghi che, alimentati dal vento di scirocco, stanno distruggendo decine di ettari di macchia mediterranea, bosco e sterpaglie. La situazione peggiore nell’Oristanese e in Gallura, dove sono state evacuate diverse abitazioni, stazzi e aziende agricole. Decine le persone che si sono recate al Pronto Soccorso di Olbia, compresi vigili del fuoco e volontari, rimasti intossicati dal fumo.

TRAFFICO IN TILT Circolazione ferroviaria a singhiozzo sulla linea Oristano-Chilivani e Chilivani-Sassari, e traffico a tratti bloccato sulla statale 131, la principale via di collegamento tra il Nord e il Sud della Sardegna. I due vasti incendi che interessano da stamani la Planargia e i boschi di Monte Arci, nell’Oristanse, stanno mettendo a dura prova l’apparato regionale antincendi, coordinato dal Centro operativo di Fenosu, dove la situazione viene definita “catastrofica”. E’ stata istituita l’unità di crisi, prevista in questi casi dalle procedure della Protezione civile, e si sta anche procedendo allo sgombero di case coloniche e aziende agricole. Situazione molto grave anche sul Monte Arci, dove un incendio partito dai monti di Pau si è rapidamente esteso e ora sta minacciando anche i boschi di Villaurbana.

IN GALLURA In Gallura case evacuate a Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro, dove si sono vissuti momenti di panico tra residenti e turisti, alle prese non solo con il fumo denso ma anche con le elevate temperature che rendono il clima irrespirabile. A Loiri, un gruppo di persone ha abbandonato le proprie case per cercare riparo in un’antica chiesa. Roghi anche nell’Iglesiente, dove le fiamme hanno minacciato la colonia penale di Is Arenas, che è stata evacuata per precauzione, nel Sassarese (alla periferia di Alghero e nelle campagne di Giave, Ozieri, Bortigiadas), nelle campagne di Nuoro e nel Cagliaritano, a Fluminimaggiore, Decimoputzu e Siliqua.

TEMPERATURE RECORD Un’ondata di calore sta investendo tutta l’isola, con punte massime di 46 gradi registrati a Valledoria, in provincia di Sassari. Il dipartimento idrometeoclimatico dell’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha rilevato in pochi giorni – dallo scorso fine settimana ad oggi – un aumento di circa 16 gradi delle temperature massime. Colpa dell’anticiclone di matrice africana che domina sul Mediterraneo – spiegano gli esperti – che ha portato anche in Sardegna un flusso di aria calda e secca, determinando valori termici decisamente al di sopra di quelli tipici del periodo. Per avere un po’ di refrigerio bisognerà attendere sabato, quando il rapido passaggio di un’onda depressionaria associata a una perturbazione atlantica garantirà – assicurano i meteorologi dell’Arpas – il ritorno delle temperature sui valori stagionali.

Fonte: Unione Sarda di Giovedì 23 luglio 2009

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Ferruccio Bertolotti

Ferruccio Bertolotti

Per i sangavinesi è stato e sarà sempre il “sindaco”. Ferruccio Bertolotti per oltre tredici anni, in legislature diverse, dal 1964 al 1994, ha amministrato San Gavino. Questo pomeriggio, a Cagliari al suo funerale, a rendergli omaggio ci saranno numerosi suoi ex concittadini, che con affetto e stima lo chiamavano signor sindaco.
Nato settantadue anni fa a Firenze, giunse nell’isola che era bambino. Giovanissimo si iscrisse alla Democrazia Cristiana. Il 10 dicembre del 1964 fu eletto per la prima volta sindaco di San Gavino. Diede un’impronta personale all’amministrazione comunale mettendo in cantiere numerose opere pubbliche. Giovane, spigliato e dalla conversazione facile, riuscì a riconquistare la fiducia dei sangavinesi, che lo riconfermarono primo cittadino. Tenne l’incarico fino al novembre del 1974. Una ascesa prorompente nella Dc regionale. Nel giugno del 1970 fu eletto consigliere regionale e per un centinaio di preferenze non riuscì a farsi confermare per il secondo mandato. Intanto fu nominato presidente del Consorzio industriale di Villacidro. Il periodo di maggiore crescita occupazionale, anche se la crisi dell’industria tessile cominciava a far sentire i suoi effetti. Ebbe l’oculatezza di dar spazio, accanto a colossi come la Snia, la Scaini e la Keller, alle piccole realtà produttive. E proprio sulle piccole e medie industrie puntò per assorbire la fortissima disoccupazione locale. Dal 30 giugno dell’80 al 5 febbraio dell’81 fu eletto nuovamente sindaco di San Gavino, anche se ormai il suo maggiore impegno era il Consorzio industriale di Villacidro. Dopo dieci anni da consigliere di opposizione, il 20 luglio del 1991 i sangavinesi lo richiamarono alla guida del paese. Fu un periodo politico alquanto tempestoso. Con la caduta della Democrazia cristiana si iscrisse al Partito popolare. Il 31 luglio del 1994 fu costretto a dimettersi per la netta opposizione del suo partito. Motivo: il suo appoggio alla campagna elettorale del figlio Massimo, candidato alle regionali nella lista di Forza Italia. In consiglio comunale respinse ogni accusa. «Non sono un opportunista e tanto meno un disonesto – affermò – Ho aiutato mio figlio Massimo, ma non mi sono impegnato per altri candidati della stessa lista». Da allora il suo impegno politico è stato sempre al servizio del partito di Berlusconi.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu sull’Unione Sarda di Mercoledì 22 luglio 2009

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Agricoltura a un passo dal fallimento

Scritto da admin il 20 luglio 2009

Affollata assemblea per discutere sulla crisi che mina la stabilità di molte aziende

Il Consiglio comunale di San Gavino raccoglie il grido d’aiuto lanciato dagli agricoltori e dagli allevatori del Medio Campidano (e non solo) che si trovano a combattere contro una forte crisi economica e, soprattutto contro provvedimenti (come la legge regionale 44/88) che rischiano di portare al fallimento numerose aziende agricole. In particolare c con quelle che hanno contratto dei mutui proprio con il provvedimento emanato dalla Regione e bocciato dall’Unione Europea.
Se n’è parlato per oltre tre ore in un teatro affollato da non meno di 150 persone nella massima assemblea cittadina, aperta a tutti, e convocata su richiesta dei consiglieri di minoranza Nicola Garau e Stefano Musanti. A prendere la parola, dopo i saluti del sindaco Gianni Cruccu e dell’assessore all’agricoltura Paolo Onnis, sono gli agricoltori. «Dobbiamo difenderci – spiega Giorgio Silanos di San Gavino – anche dalle multinazionali che impongono i prezzi sul mercato».

Un appello per una lotta senza divisioni viene lanciato da Mario Mereu, coordinatore regionale di «Altragricoltura». «Il problema più grave – denuncia – è l’indebitamento delle aziende». Pronto a dare il proprio sostegno anche l’assessore all’agricoltura di Serramanna: «Gli agricoltori – rimarca Cadau – si sono indebitati per dare risposte alla nostra collettività, non mi tirerò indietro in questa battaglia». Sulla stessa linea il sindaco di Samassi. «L’agricoltura – rimarca Ennio Cabiddu – è un bene fondamentale, ma tra i settori rappresenta l’anello debole». Sfiduciato è Fortunato Ladu di Pabillonis che opera da 32 anni in agricoltura: «Ho perso 40 mila euro di contributi per i mezzi agricoli, da 3 anni non ricevo fondi per il rimboschimento e per il benessere animale».
Per il leader di Irs, Gavino Sale, ci sono precise responsabilità. «Grossi gruppi finanziari e bancari – dice – sfruttano le terre in Marocco e in altri paesi e sono gli artefici principali del pignoramento delle aziende agricole. In Sardegna importiamo l’86 per cento di quello che consumiamo: dobbiamo essere di nuovo produttori e pretendere la defiscalizzazione dei prodotti sardi».

Il Consiglio comunale viene chiuso dall’intervento di Fulvio Tocco che lancia un duro atto d’accusa nei confronti della Regione: «Chiedo con urgenza la messa in campo di alcuni interventi. L’economia sarda ha il suo vero motore nelle imprese agricole e zootecniche. Sarebbe sufficiente far incontrare gli interessi degli allevatori con quelli dei produttori di derrate per spalancare nell’immediato un enorme mercato direttamente in casa. E’ il mercato di un patrimonio di tre milioni e seicentomila capi di ovini e caprini».

Fonte: Unione Sarda di Lunedì 20 luglio 2009

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TerrorWay: Substance of the way (live)

Scritto da admin il 18 luglio 2009

Vi abbiamo parlato dei TerrorWay in occasione del Heavy Sands Metal Festsvoltosi lo scorso weekend al Poetto. Si tratta di una thrash metal band sangavinese composta da Ivan F. (alla chitarra), Cosma S. (alla batteria), Anselmo “Memo” M. (alla voce) e Giovanni S. (al basso).

Finalmente possiamo avere il piacere mostrarvi alcune immagini della loro esibizione. Questi sono i Terrorway, e questa è la loro Substance of the way.

Discutine sul forum nella sezione dedicata a Musica e Concerti!

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Micino cerca casa

Scritto da admin il 17 luglio 2009

Raccogliamo e pubblichiamo con piacere l’appello di un’amica di San Gavino Monreale . Net, che cerca una casa per un bellissimo trovatello. Speriamo che qualcuno in cerca di un amico a quattro zampe possa mettersi in contatto con lei.

Il micio trovatello

Il micio trovatello

Il micino trovatello

Il micino trovatello

Ho trovato un gattino bellissimo abbandonato :(
Purtroppo io non posso tenerlo! Chi vuole adottarlo?
Contattatemi all’indirizzo mail annamatzeu@libero.it

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Facce da... San Gavino Monreale . Net