Costa Verde: “E’ necessario un ticket per accedere al mare” Una contraddizione: da una parte una Provincia attenta alle risorse locali e alla sua promozione, con l’obiettivo di destagionalizzare l’afflusso dei turisti, dall’altra si ricorda che esiste una Costa solo nel periodo estivo. Una contraddizione, appunto. Che fare? Lo abbiamo chiesto all’assessore al turismo Fabrizio Collu.
Assessore, arriva l’estate e non si riesce ad evitare la solita figuraccia. Mare, spiaggia, dune, villaggi: ovunque sacchetti selvaggi e montagne di rifiuti. Quanto costa pensarci prima e non farsi cogliere in panne?“Se intende un costo in termini di soldi, costa e parecchio. Ma il vero problema è che siamo di fronte ad un fenomeno di inciviltà difficile da combattere: non si può controllare ogni turista o vacanziere che arriva al mare. Se vogliamo risolvere il problema, dobbiamo renderci conto che tutti noi siamo chiamati, ciascuno nel proprio ruolo, a rispondere in maniera seria e programmata a una rivisitazione del nostro rapporto con l’ambiente. Gli scenari che si prospettano per il nostro futuro, prossimo e non più remoto, non possono e non devono lasciarci indifferenti”.
Scusi, è inutile che si predica la collaborazione quando poi si arriva sulla Costa e si trova il deserto: non c’è un cestino per i rifiuti, manca l’informazione e non si trova nessuno che sappia dire manco un bah. Il proprietario della villetta (pazienza se paga il servizio) si riporta la busta a casa, ma il turista, la mette in valigia?
“La risposta è semplice. Punto di partenza potrebbe essere quello di far pagare un ticket. Soprattutto per accedere sulle spiagge di notevole pregio. Penso a Piscinas, bene dell’Unesco, dove l’arrivo dovrebbe passare attraverso un controllo ed un biglietto da pagare, magari ad Ingurtosu, creando una piccola stazione di pullman che conduce sulla spiaggia. Col beneficio di creare occupazione e proteggere una meraviglia della natura”.
Insomma, privatizziamo le spiagge?
“Voi giornalisti esagerate sempre. Non ho detto questo, semplicemente di controllare chi arriva e chi parte. Diamo servizi ed informazioni, tramite punti dislocati lungo le zone più frequentate, con la distribuzione di sacchetti per evitare lo scempio di una discarica continua e tanto altro ancora”.
Cosa c’è in quest’altro?
“Un aiuto diretto ai nostri progetti: spiagge sicure e spiagge pulite. Li attiviamo tutti gli anni e da quattro anni ormai. Il primo fa capo all’assessore all’ambiente il secondo alla protezione civile”.
Quindi, di sua competenza. E’ già avviato?
“Sì, tutti i giorni, sino al 15 settembre, dalle 10 alle 19, sei postazioni di soccorso, diciassette bagnini mobilitati con moto d’acqua, gommoni, ricetrasmittenti, defibrillatori, barelle galleggianti. In tutto 90 mila euro per garantire scurezza lungo i quarantasette chilometri di spiagge da Capo Pecora a Capo Frasca. Un servizio affiancato dalle strutture balneari esistenti, ma soprattutto dai volontari del 118 che per tutta l’estate risiedono a Torre dei Corsari, da dove sarà più facile partire per l’intervento di soccorso. Un lavoro che arriva dopo un anno intenso di iniziative da parte della Protezione civile”.
Mi pare di capire che si ritiene soddisfatto. Sbaglio?
“Anche un po’ rammaricato. Sappiamo benissimo che sulla Costa ci sono tanti tratti di mare sicuramente meno noti, ma uniche ed altrettanto frequentati, ad esempio Camp’è Sali, Is Cannizzonis, Capo Pecora, Su Pistoccu…, purtroppo sarebbero necessarie almeno 600 euro in più per attrezzarli tutti. Non possiamo. Ci limitiamo a postazioni nelle località più frequentate: Scivu, Piscinas, Portu Maga, Gutturu Flumini, Pistis, Torre dei Corsari. Tutte dotate di presidi di pronto intervento, di apparato radio ricetrasmittente, di boe di segnalazione, di megafoni, di corsie di atterraggio per le imbarcazioni da diporto e di torri di avvistamento. A Tunaria, unico porticciolo della Costa, c’è la sede di due squadre per gestire l’emergenza con gommoni e moto d’acqua. Torre dei Corsari, invece, il villaggio più popolato, con mille e cinquecento presenze giornaliere, è completo di quattro colonnine Sisb, dislocate nei 70 metri di spiaggia finissima, pronte a diffondere l’Sos lanciato dai bagnanti con la semplice pressione di un pulsante”.
Fonte: Santina Ravì, Gazzetta del Medio Campidano
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