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febbraio 2012
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Risultati per settembre, 2009

No allo scippo dell’ospedale

Scritto da admin il 30 settembre 2009

Nasce un comitato a sostegno del progetto: protesta contro la Regione che ha cancellato i 47 milioni necessari per il nuovo stabile.
Maggioranza e minoranza in Consiglio comunale uniti per un progetto che riguarda l’intero territorio del Medio Campidano. Richiesto ufficialmente il sostegno dei parlamentari sardi, dei consiglieri regionali eletti nella zona e dei sindacati.

L'Ospedale di San Gavino

L'Ospedale di San Gavino

Un comitato per la difesa del nuovo ospedale di San Gavino Monreale. È questa la proposta che si è concretizzata nell’ultimo consiglio comunale con i voti a favore sia della maggioranza e dell’opposizione e che da ora in poi chiamerà a raccolta politici e anche i cittadini comuni. «È un comitato – rimarca il sindaco Gianni Cruccu – di lotta pacifica. Il nostro unico obiettivo è di avere il nuovo ospedale per tutto il territorio. Vogliamo coinvolgere non solo i primi cittadini, ma anche i sindacati, le forze sociali e le associazioni di volontariato».

LO SCIPPO Il consiglio comunale di San Gavino invita alla mobilitazione e non ha intenzione di vedersi “scippati” i finanziamenti per la nuova struttura. Quarantacinque 45 milioni di euro sono stati già deliberati dalla precedente giunta regionale, mentre resta da risolvere il problema degli altri 47 milioni necessari al completamento della nuova opera. «Ancora oggi – aggiunge Cruccu – in ospedale mancano pediatria, neurologia e cardiologia. Tante persone sono costrette ai viaggi della speranza. Ci rivolgiamo alla Provincia, al presidente della Regione, all’assessore alla sanità Antonello Liori, al direttore regionale dell’assessorato alla Sanità, ai consiglieri regionali del Medio Campidano e ai deputati Siro Marrocu e Paolo Fadda. Se è necessario, andremo a manifestare anche sotto il consiglio regionale».

IL DIBATTITO Invita alla mobilitazione anche il consigliere di minoranza Nando Usai: «Riempiamo un treno di cittadini e andiamo a Cagliari per non farci mettere i piedi in testa». Per Giorgio Olla non c’è solo il problema dell’ospedale: «Oggi la sanità ha esigenze diverse, bisogna mettere il cittadino al centro dell’attenzione». Si schiera anche il capogruppo di maggioranza Franco Serrenti: «Il fatto che il nuovo ospedale è stato dichiarato inutile è un’offesa per tutto il territorio». Bisogna andare al di là dei colori politici per Nicola Garau: «Dobbiamo essere uniti, siamo qui a discutere nonostante l’assenza di 4 componenti della maggioranza. Ciò che siamo riusciti ad ottenere è stato grazie all’unione del territorio». Sulla stessa linea l’ex sindaco Stefano Musanti: «Chi dice che quest’ospedale è inutile, venga a confrontarsi con noi». Vuole il coinvolgimento delle istituzioni anche il consigliere di minoranza Angela Canargiu: «La lotta all’inizio deve essere portata avanti con le istituzioni. Il problema riguarda tutti».

IL TERRITORIO Non usa mezzi termini l’assessore ai servizi sociali Giancarlo Corda: «Lo scippo dell’ospedale è una mortificazione per l’intero territorio: abbiamo il minor numero di posti letto in rapporto agli abitanti. L’ospedale di San Gavino è l’unico esistente tra Cagliari e Oristano ed ha un bacino d’utenza superiore a quello della provincia. Bisogna coinvolgere tutte le forze politiche e sindacali».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledi 30 Settembre 2009

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Triathlon, Carlo Ennas campione italiano

Scritto da admin il 28 settembre 2009

È stato ancora una volta un trionfo. Carlo Ennas, atleta della società sangavinese Fuel, è il nuovo campione italiano di triathlon olimpico nella categoria S3 che va dai 30 ai 34 anni.
Carlo Ennas si è cosi confermato per la terza volta campione italiano di triathlon nella distanza olimpica he prevede 1,5 km di nuoto, 40 km di bici e 10 km di corsa nella gara disputata nella località balneare di Lido delle Nazioni in provincia di Ferrara. L’atleta 34enne è arrivato primo al traguardo con il tempo di 1h58’02, confermandosi ai massimi livelli nazionali su quella che è la distanza più importante del triathlon. Carlo Ennas, che ha vinto molti titoli regionali nelle varie distanze di duathlon e triathlon, aveva già conquistato lo stesso titolo nel 2006 e nel 2007 mentre lo scorso anno non ha potuto partecipare a causa di problemi fisici. Non hanno sfigurato i due villacidresi Giovanni Curridori e Gianfranco Cocco, rispettivamente dodicesimo e cinquantanovesimo.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 28 settembre 2009

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Dal Medio Campidano e da Cagliari no al bullismo

Scritto da admin il 26 settembre 2009

Locandina dell'iniziativa

L’offensiva educativa lanciata dalle due province, in collaborazione col Coni, contro gli atti di bullismo, teppismo e violenza nelle scuole sembra essere l’unico obiettivo possibile ed efficace per definire azioni concrete di contrasto e recupero.
Ed è per questo che sono stati coinvolti gli Istituti superiori del territorio: l’Ipsia ed il Buonarotti di Guspini, il liceo scientifico di San Gavino, il classico di Villacidro, l’alberghiero di Villamar ed il Calasanzio di Sanluri.

Con la consapevolezza che non si può demandare ai soli dirigenti scolastici ed ai docenti la responsabilità di una forte azione di programmazione educativa, che nella sua complessità e articolazione coinvolge direttamente la famiglia, le associazioni, la politica e il territorio tutto. Accanto alla scuola ci sarà anche il Coni ed il Centro di cultura psicoanalitica. Saranno loro a dare consigli, a sensibilizzare ed informare sia su Facebook sia anche sul sito web. Il tutto nell’inclusione del rapporto scuola-famiglia e nell’attività significativa e indispensabile svolta dalle associazioni sportive. “Tra i risultati attesi – spiega il presidente provinciale del Coni Emilio Vacca – vi è quello di migliorare la prevenzione al fenomeno e nello stesso tempo educare ad un uso corretto e critico di internet“.

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Bollette meno care, lavoro certo: allarme-fonderia

Scritto da admin il 25 settembre 2009

La fonderia

La fonderia

È tutto fermo nella fonderia di San Gavino, che fa capo alla Portovesme Srl, perché da oltre quattro mesi è scattata la cassa integrazione ed ora nubi nere si addensano sul futuro di questa fabbrica storica che il 10 giugno ha compiuto 77 anni di vita. A lanciare l’allarme sono i sindacati che ricordano questa difficile fase: «Anche l’altro giorno – sottolinea Gigi Marchionni, segretario della Fiom-Cgil – siamo stati convocati da Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme Srl che fa capo alla multinazionale svizzera Glencore. Tra gli altri erano presenti Dario Sanna, direttore dello stabilimento di San Gavino e il responsabile amministrativo Enrico Collu. L’azienda ha ribadito che l’unica cosa che potrebbe salvarla è la riduzione delle tariffe energetiche che fino ad ora non è stata ancora applicata».

Insomma alla tante promesse non sono seguiti i fatti e c’è il pericolo concreto che gli svizzeri della Glencore perdano la pazienza e decidano di abbandonare la Sardegna. Così sarebbe la fine sia per lo stabilimento di Portovesme sia per la fonderia dove arriva il piombo che viene ulteriormente raffinato con la separazione dei preziosi argento e oro. Ciò che preoccupa di più i sindacati è il silenzio delle istituzioni: «Fino ad ora – aggiunge il sindacalista Gigi Marchionni – la Regione non ha mantenuto fede alle promesse fatte e i lavoratori cominciano ad essere esasperati. Eppure a livello regionale il Medio Campidano ha diversi esponenti che potrebbero interessarsi del problema». Così il mondo del lavoro lancia un forte grido d’aiuto ad una politica, troppo spesso sorda ai problemi della gente comune e dei tanti disoccupati e cassa integrati per i quali il lavoro è diventato o resta solo un lontano miraggio.

I segnali al momento non sono certo positivi anche perché potrebbe far pensare ad una chiusura anche il fatto che non è stato sostituito il materiale refrattario dello stabilimento di San Gavino, cosa che avviene normalmente per consentire una pronta ripresa della produzione: «Al momento non ci sono le firme per gli ordini e ci chiediamo quale sarà il futuro per la fonderia. Siamo scocciati – conclude Gigi Marchionni – per tutto quello che sta succedendo. Inoltre la fonderia non è l’unica azienda che sta vivendo una situazione drammatica basti pensare anche alla Keller o ai lavoratori della ex Scaini che aspettano ancora una collocazione».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 25 settembre 2009

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La sfida delle associazioni: «Più spazi per la cultura»

Scritto da admin il 24 settembre 2009

I costi di affitto dei locali sono insostenibili per i gruppi che sono impegnati nel settore. Molte richieste per il teatro.

Non ci sono spazi in cui incontrarsi e aumentano le difficoltà di utilizzare a prezzi accessibili strutture comunali come il teatro. Sono queste alcune delle esigenze emerse nell’incontro tra le associazioni culturali e l’assessore alla Cultura Paola Vanzo. Una nuova iniziativa che ha visto un confronto diretto con i rappresentanti delle 14 associazioni presenti (Anziani Sempre giovani, Coro polifonico, Cif, Pro Loco, Università della Terza Età, Compagnia Muredda, Chine Vaganti, Gruppo Micologico, Il cilindro, Sa moba sarda, Su Tzaffaranu, Banda musicale, Euro 2001 e Piccolo teatro umoristico) che hanno messo sul tavolo i vari problemi. «Ho bandito questa riunione – sottolinea Paola Vanzo – per conoscere le associazioni e le loro problematiche. Tutte devono dare qualcosa alla comunità e collaborare tra loro».

Tanti gli interventi dell’assemblea. «È la prima volta che un assessore ci convoca – sottolinea Roberto Congia, presidente della banda musicalela cultura ha una funzione sociale importantissima e gli spazi vanno salvaguardati». Non hanno una sede comunale le 150 socie del Centro italiano femminile. «Ora – rimarca la presidente Rita Garau – abbiamo in affitto dei locali in via Roma. Esistiamo da 30 anni e ci finanziano con diverse iniziative durante l’anno». Sulla stessa linea Andrea Pau dell’associazione Chine Vaganti: «Abbiamo bisogno di spazi sia per incontrarci sia per il nostro materiale, ora abbiamo un locale in affitto e non ci incontriamo più con altre associazioni come succedeva in passato». Mancano gli spazi anche al Coro polifonico sangavinese che ha dovuto abbandonare la sede di piazza Giovanni XXIII a causa dei lavori per la creazione di un asilo nido. «Siamo ora ospiti – sottolinea il presidente Franco Cossu – nel convento di Santa Lucia grazie a Don Giorgio Lisci. C’è il problema dell’utilizzo di strutture come il teatro e l’anfiteatro che hanno costi troppo alti. Chiediamo che il Comune si dimostri più sensibile a queste problematiche, chiamandoci e sfruttandoci». Così chiedere il teatro per una giornata arriva a costare anche più di mille euro, troppo per le tasche delle associazioni sangavinesi che si basano sul volontariato e sulla comunanza di interessi, come ricorda Gianfranco Serra, presidente del Piccolo teatro umoristico: «Vogliamo poterci esibire nel teatro comunale anche perché non ci sono locali alternativi. A San Gavino per salire sul palco ci chiedono di rendere ignifughi gli arredi con dei costi per noi proibitivi mentre ciò non avviene in altri teatri vicini come Serrenti e in altre strutture del Cagliaritano. Vorremo presentare in teatro la nostra prossima commedia».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 24 settembre 2009

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Piazze e periferia in ostaggio della spazzatura

Scritto da admin il 23 settembre 2009

Bottiglie e piattini di plastica abbandonati, cestini colmi di rifiuti, faretti e panchine distrutte. È questo il triste spettacolo che si presenta in una delle tante piazze del paese: è sufficiente fermarsi in alcuni luoghi di ritrovo per poterlo constatare di persona. Basti pensare al degrado nel parco lettura della biblioteca comunale. Si tratta di un grosso polmone verde nel cuore della cittadina che ormai da troppo tempo sembra essere diventato terra di nessuno. L’erba verde è ormai ingiallita ed ha lasciato spazio ad un ammasso di lattine e di rifiuti di altro genere
Ma il discorso non riguarda solo il parco della biblioteca perché basta spostarsi di pochi metri nella centrale via Dante per vedere le cunette invase da un ammasso di cartacce e rifiuti di ogni genere. Alcuni residenti lamentano la scarsa pulizia della strada in cui si trovano ben tre scuole cittadine, ma non è l’unico caso.
Nella zona tra piazza Raffaello e piazza Michelangelo c’è chi ha pensato di tagliare i fichi d’india ed ha lasciato i rami secchi al centro della piazza. Lo squallore non risparmia neppure la via Roma: in particolare nella piazza Sanna poco distante dai giardinetti i cestini dei rifiuti sono ricolmi di lattine. Uno spettacolo che si ripete nell’ex area Melas con molto frequentatori notturni che abbandonano i rifiuti per terra ogni notte e soprattutto nel fine settimana.

Da parte sua il Comune cerca di attivarsi in tal senso: «Stiamo facendo salti mortali – assicura l’assessore all’ambiente Paolo Onnis – rispetto al personale a disposizione. Dovremo riuscire ad assumere qualche altra persona ma è una vergogna che quello che si pulisce oggi venga sporcato l’indomani. Definisco vandali quelli che sporcano il paese. Se daremo viaggi premio ai cittadini più virtuosi, inaspriremo le pene contro chi continua a buttare i rifiuti per terra. Inoltre saranno aggiunti altri contenitori per i rifiuti».
Critico è invece Giorgio Olla, consigliere comunale di minoranza: «I viaggi premio non sono un incentivo, l’amministrazione deve premiare i cittadini che contribuiscono alla raccolta dei rifiuti cosi come era stato promesso dall’amministrazione che ha istituito la raccolta differenziata. Spesso i cittadini abbandonano i rifiuti, forse bisogna trovare un accorgimento per farli conferire in maniera più immediata».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 23 settembre 2009

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