Bollette meno care, lavoro certo: allarme-fonderia
Insomma alla tante promesse non sono seguiti i fatti e c’è il pericolo concreto che gli svizzeri della Glencore perdano la pazienza e decidano di abbandonare la Sardegna. Così sarebbe la fine sia per lo stabilimento di Portovesme sia per la fonderia dove arriva il piombo che viene ulteriormente raffinato con la separazione dei preziosi argento e oro. Ciò che preoccupa di più i sindacati è il silenzio delle istituzioni: «Fino ad ora – aggiunge il sindacalista Gigi Marchionni – la Regione non ha mantenuto fede alle promesse fatte e i lavoratori cominciano ad essere esasperati. Eppure a livello regionale il Medio Campidano ha diversi esponenti che potrebbero interessarsi del problema». Così il mondo del lavoro lancia un forte grido d’aiuto ad una politica, troppo spesso sorda ai problemi della gente comune e dei tanti disoccupati e cassa integrati per i quali il lavoro è diventato o resta solo un lontano miraggio.
I segnali al momento non sono certo positivi anche perché potrebbe far pensare ad una chiusura anche il fatto che non è stato sostituito il materiale refrattario dello stabilimento di San Gavino, cosa che avviene normalmente per consentire una pronta ripresa della produzione: «Al momento non ci sono le firme per gli ordini e ci chiediamo quale sarà il futuro per la fonderia. Siamo scocciati – conclude Gigi Marchionni – per tutto quello che sta succedendo. Inoltre la fonderia non è l’unica azienda che sta vivendo una situazione drammatica basti pensare anche alla Keller o ai lavoratori della ex Scaini che aspettano ancora una collocazione».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 25 settembre 2009
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