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Risultati per ottobre 6th, 2009

Rischio frane, edilizia ancora bloccata

Scritto da admin il 6 ottobre 2009

La Regione chiede conto dei ritardi, polemica in Comune: botta e risposta tra gli attuali amministratori e l’ex sindaco Musanti.
I mancati studi sull’assetto idrogeologico alla base del blocco delle licenze.

Alluvione del 2008

Alluvione del 2008

Si accende lo scontro tra maggioranza ed opposizione sul PAI, il piano di assetto idrogeologico che ormai da quattro anni rende non edificabili quasi la metà delle aree del paese, ponendo pesanti vincoli. La vicenda va avanti dalla primavera del 2005 e non si è ancora conclusa. Il risultato? Molte persone, tra cui tanti giovani, proprietari di un terreno edificabile, si trovano in mano un’area dove al massimo possono impiantare qualche coltivazione. I cittadini chiedono precise risposte anche se in tanti continuavo a vivere quella che sembra essere un’odissea senza fine.

L’attuale sindaco Gianni Cruccu ha ricevuto il 2 settembre una lettera dalla Regione al riguardo: «Il servizio alla difesa del suolo dell’assessorato ai lavori pubblici ci ha chiesto di comunicare urgentemente lo stato di attuazione del procedimento e le motivazioni nel ritardo nell’impegno e nella spesa delle somme finanziate per evitare la perdita del finanziamento concesso. La Regione con una delibera del 26 aprile 2006 ha concesso tre milioni di euro a San Gavino per la regolazione degli impluvi nell’abitato di San Gavino, un finanziamento che ha fatto seguito alla tragedia di Villanovagrande Strisali. Dal 2007 al febbraio 2009 c’era l’amministrazione Musanti che ha perso tempo, abbiamo già incontrato il progettista del Pai ed ora sarà portato in consiglio comunale il progetto. Ci sono dei tempi ancora abbastanza lunghi».

EX SINDACO Di diverso avviso è in sindaco uscente Stefano Musanti che spara a zero sull’attuale amministrazione: «Il Pai c’è oggi perché l’ha voluto l’attuale sindaco, siamo noi che abbiamo chiesto dei fondi nel 2005 per porre rimedio alla situazione precedente. La Regione ora ha solo detto che non è stata approvata formalmente nessuna nota dal Comune sullo stato di avanzamento dei lavori, ma ci sono stati una serie di passaggi tra l’ufficio tecnico, il genio civile e la Regione. La precedente amministrazione guidata dal sindaco Melas ha pagato 50mila euro a professionisti per fare le fotocopie dello studio che ha fatto la Regione per ritrasmetterlo alla stessa Regione. Dopo l’uscita della graduatoria avevano il tempo di comunicare le variazioni invece il progetto è stato nascosto nel cassetto volutamente ed è stato permesso che questi vincoli divenissero effettivi nel marzo del 2005 e di questo c’è tutta la documentazione».

TEMPI LUNGHI Ma per l’assessore ai lavori Bruno Deidda la responsabilità è dell’ex sindaco: «Musanti non ha chiesto i finanziamenti del PAI. I tempi sono stati lunghi perché ci sono stati diversi errori sia dell’amministrazione comunale che del genio civile. Una volta approvato il progetto un terzo del paese sarà liberato dal vincolo. Con la modifica del corso del Rio Pardu si libera tutto. Ora bisogna andare al di là delle polemiche sterili che non fanno altro che ritardare i tempi a meno che la precedente amministrazione non abbia interesse a farlo».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 06 ottobre 2009

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Dimentichiamoci l’idea del grande ospedale

Scritto da admin il 6 ottobre 2009

L’intervento dell’assessore regionale alla Sanità alla riunione del comitato per la difesa del vecchio progetto: non ci sono più i finanziamenti, le scuse formali per il sospetto di clientelismo.

Nuovo grande ospedale addio, almeno come lo aveva progettato e lasciato in eredità (da costruire), con relativi finanziamenti, la giunta Soru. Se ne farà uno più piccolo, comunque adeguato alle esigenze più strette del territorio. Lo ha detto ieri l’assessore regionale alla Sanità Antonello Liori intervendo, con apprezzato senso di responsabilità e di rispetto verso le istituzioni e le popolazioni locali, alla seduta aperta del consiglio provinciale convocata a San Gavino. L’assessore è stato molto franco: «Non ci sono più le risorse, il governo nazionale ha apportato drastici tagli anche per la Sanità, servivano soldi per interventi prioritari, come quello in Abruzzo per il dopo terremoto».

Addio grande ospedale

Addio grande ospedale

Dei cento milioni previsti e in parte (quarantesette) già stanziati dalla precedente giunta regionale, con la parte restante finanziabili con l’accordo di programma fra Governo e Regione, ne sono rimasti trentasette. «Che saranno sufficienti a dare comunque un’assistenza ospedaliera dignitosa alle popolazioni del Medio Campidano», ha detto l’assessore parlando in quella che poteva essere “la tana del lupo” e che invece si è rivelata, come lo stesso assessore ha riconosciuto, «una discussione civile, in un clima serio, colloquiale e costruttivo». Ma in precedenza, rispondendo agli interventi che hanno giudicato «offensive, rozze e cialtronesche» le frasi scritte nella bozza del Piano di sviluppo regionale («Il nuovo ospedale a San Gavino non serve, è solo clientelare»), l’assessore Liori si è giustificato ammettendo che quella bozza non aveva alcuna ufficialità e che comunque lui non ne sapeva niente. «Tant’è che la parte relativa al vostro ospedale è stata cancellata». Alla seduta consiliare, nel teatro comunale, hanno partecipato sindaci e politici del territorio, rappresentanti sindacali, operatori della sanità, associazioni di volontariato e dei malati.

Dopo il sindaco di San Gavino Gianni Cruccu, hanno parlato il primo firmatario della mozione consiliare Carlo Tomasi, l’ex consigliere regionale Alessandro Frau (entrambi medici dell’ospedale), l’assessore alla Sanità di San Gavino Giancarlo Corda, la segretaria provinciale della Cgil Loredana Zuddas, il deputato Siro Marrocu e l’assessore provinciale alle Politiche sanitarie Rossella Pinna.

Fonte: Luciano Onnis, La Nuova Sardegna di Martedì 6 Ottobre 2009

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