Rischio frane, edilizia ancora bloccata
La Regione chiede conto dei ritardi, polemica in Comune: botta e risposta tra gli attuali amministratori e l’ex sindaco Musanti.
I mancati studi sull’assetto idrogeologico alla base del blocco delle licenze.
L’attuale sindaco Gianni Cruccu ha ricevuto il 2 settembre una lettera dalla Regione al riguardo: «Il servizio alla difesa del suolo dell’assessorato ai lavori pubblici ci ha chiesto di comunicare urgentemente lo stato di attuazione del procedimento e le motivazioni nel ritardo nell’impegno e nella spesa delle somme finanziate per evitare la perdita del finanziamento concesso. La Regione con una delibera del 26 aprile 2006 ha concesso tre milioni di euro a San Gavino per la regolazione degli impluvi nell’abitato di San Gavino, un finanziamento che ha fatto seguito alla tragedia di Villanovagrande Strisali. Dal 2007 al febbraio 2009 c’era l’amministrazione Musanti che ha perso tempo, abbiamo già incontrato il progettista del Pai ed ora sarà portato in consiglio comunale il progetto. Ci sono dei tempi ancora abbastanza lunghi».
EX SINDACO Di diverso avviso è in sindaco uscente Stefano Musanti che spara a zero sull’attuale amministrazione: «Il Pai c’è oggi perché l’ha voluto l’attuale sindaco, siamo noi che abbiamo chiesto dei fondi nel 2005 per porre rimedio alla situazione precedente. La Regione ora ha solo detto che non è stata approvata formalmente nessuna nota dal Comune sullo stato di avanzamento dei lavori, ma ci sono stati una serie di passaggi tra l’ufficio tecnico, il genio civile e la Regione. La precedente amministrazione guidata dal sindaco Melas ha pagato 50mila euro a professionisti per fare le fotocopie dello studio che ha fatto la Regione per ritrasmetterlo alla stessa Regione. Dopo l’uscita della graduatoria avevano il tempo di comunicare le variazioni invece il progetto è stato nascosto nel cassetto volutamente ed è stato permesso che questi vincoli divenissero effettivi nel marzo del 2005 e di questo c’è tutta la documentazione».
TEMPI LUNGHI Ma per l’assessore ai lavori Bruno Deidda la responsabilità è dell’ex sindaco: «Musanti non ha chiesto i finanziamenti del PAI. I tempi sono stati lunghi perché ci sono stati diversi errori sia dell’amministrazione comunale che del genio civile. Una volta approvato il progetto un terzo del paese sarà liberato dal vincolo. Con la modifica del corso del Rio Pardu si libera tutto. Ora bisogna andare al di là delle polemiche sterili che non fanno altro che ritardare i tempi a meno che la precedente amministrazione non abbia interesse a farlo».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 06 ottobre 2009
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