Cultura, i ragazzi danno la sveglia
Un gruppo di giovani si candida a gestire spazi comunali. Esordio con un concerto dell’associazione « Kenemèri» (Senza padroni)
Associazione senza scopo di lucro e bandiere politiche. L’appello all’amministrazione comunale. Il progetto della «Città dei giovani».
Creare una nuova associazione culturale per avere più spazi e far sentire la propria voce. È questa l’iniziativa di un gruppo di giovani sangavinesi nata con l’obiettivo di favorire l’incontro socio-culturale tra le persone, promuovere uno scambio di idee continuo, mantenere viva la voglia di fare per il paese e organizzare eventi eterogenei. Insomma le nuove generazioni vogliono essere protagoniste e non più semplici spettatori degli eventi culturali e degli spettacoli organizzati da altri. «Con tutto ciò – spiega Camilla Fois, una delle fondatrici dell’associazione – vorremmo dare nuova veste alla vita culturale di San Gavino, con il diretto coinvolgimento dei giovani in un sistema collaborativo, volto al miglioramento del nostro ambiente sociale».
Il nome scelto è in lingua sarda «Kenemèri» (“Senza padroni”) è indicativo del clima in cui nasce questa nuova associazione. La voglia di fare è tanta e già stasera alle 22.30 questo gruppo di giovani ha organizzato un concerto di due gruppi musicali «The Made in Indonesia e Nous Autres» che suoneranno in un locale che dà sulla piazza Cesare Battisti.
«Non sarà presente alcuno spettro politico, – rimarca il gruppo dei fondatori – ma solo tanta forza di volontà in funzione di un risveglio generale della cittadina; essendo un progetto aperto e votato al rispetto e alla collaborazione tra individui, sarà rivolto a chiunque vorrà assistere e partecipare alle iniziative. La nostra associazione non avrà scopi di lucro ma sarà indirizzata all’acquisizione e allo sviluppo di spazi sociali destinati a tutti».
I giovani di «Kenemèri» hanno già dimostrato capacità progettuale e fantasia partecipando alla realizzazione della «Città dei giovani» che nascerà in una parte dei locali dell’ex scuola di via Convento. «Questo progetto a cui teniamo particolarmente – sottolinea Camilla Fois – che è nato dalle nostre menti, su richiesta e con l’aiuto del precedente assessorato alle politiche giovanili. Questo progetto è sopravvissuto al cambio di amministrazione e speriamo vivamente che rimanga intatto sino alla fine, coinvolgendoci direttamente in un autogestione totale degli spazi e dei tempi, al fine di mantenere inalterato lo spirito con cui l’iniziativa ha preso piede. La nostra speranza è che il progetto, data la sua importanza per la comunità, accolga consensi e appoggi da parte della cittadinanza e dell’amministrazione».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 17 ottobre 2009
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