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Risultati per ottobre 22nd, 2009

Un museo sulla fonderia con le foto d’epoca e i ricordi

Scritto da admin il 22 ottobre 2009

L’iniziativa è del Comune: «La fabbrica ha cambiato il destino del nostro paese facendolo conoscere in tutto il mondo».

Fumaiolo della fonderia di San Gavino

Fumaiolo della fonderia di San Gavino

Un museo dedicato alla storia della fonderia per evitare che vengano disperse testimonianze, documenti e immagini di una fabbrica che entrò in funzione nel lontano 1932. È questa l’iniziativa dell’amministrazione comunale intenzionata a preservare i ricordi di una fabbrica che ha cambiato la storia di San Gavino Monreale, trasformandolo da centro agricolo a paese industriale, e del territorio.

LA SCELTA Lo evidenzia il vicesindaco Bruno Deidda: «Questo museo intende conservare la memoria storica e vogliamo realizzarlo con il contributo di tutti i cittadini. Facciamo affidamento ai ricordi e alla sensibilità degli ex dipendenti non solo di San Gavino, ma di tutto il territorio. Sappiamo che ci sono molte tesi di laurea sull’argomento, fotografie, libri e materiale audiovisivo. La fonderia ha fatto conoscere il nome di San Gavino in tutta Italia e non solo».

I LAVORATORI Il Comune vuole mantenere vivo il ricordo della fatica e dell’impegno dei tanti che hanno lavorato nella fonderia che a San Gavino ha portato tanto benessere e sviluppo, favorendo in pochi decenni il raddoppio della popolazione residente. Il luogo che ospiterà tutti questi cimeli ha un’alta valenza perché era la stazione di partenza del trenino verso la miniera di Montevecchio. Inoltre è inserito nel parco letterario “Giuseppe Dessì” e ha già il nome di museo delle due fonderie perché lo scrittore villacidrese nei suoi romanzi cita l’antica fonderia di Villacidro, facendo riferimento a quella di San Gavino.

I RACCONTI L’idea è quello di un museo vivo e aperto come evidenzia l’assessore alla cultura Paola Vanzo: «Vogliamo ricostruire la memoria storica attraverso il racconto delle persone che ci hanno lavorato e che hanno passato una vita dentro quella fabbrica. Due antropologhe stanno studiando il progetto».
Ancora oggi i ricordi degli anni d’oro della fonderia, che superò anche i 600 dipendenti, sono vivi in chi ci ha lavorato e soprattutto a San Gavino quasi tutti hanno avuto amici o parenti impiegati in quella fabbrica nata per volontà dell’ingegner Giovanni Sartori (direttore del complesso minero-metallurgico di Monteponi) che nel marzo del 1930 parlò per la prima volta della possibilità di costruire una fonderia di piombo a San Gavino per valorizzare le produzioni minerarie di Montevecchio.

POLO MINERARIO Così le due più grandi realtà minerarie sarde del momento, la Monteponi e la Montevecchio costituirono il 17 giugno 1930 la “Società Italiana del Piombo” per la costruzione di una fonderia progettata dall’ingegner Rolandi. Negli anni Sessanta era ancora attiva la linea del trenino delle miniere che arrivava fino a Montevecchio.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 22 ottobre 2009

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Un’altra morte nella strada maledetta

Scritto da admin il 22 ottobre 2009

Incidente ieri mattina, scontro tra un’auto e una moto, giovane perde la vita: i medici non sono riusciti a salvare Andrea Sitzia, impresario edile di Gonnostramatza.

Ancora una vittima nell’incrocio tra la strada statale 197 Sanluri-Guspini e la provinciale San Gavino-Villacidro. Ieri mattina, poco dopo le 10, un tragico incidente è costato la vita ad Andrea Sitzia, 36 anni di Gonnosfanadiga.
Il giovane, che percorreva la statale a bordo della sua moto, una Honda 600 di colore rosso, si è scontrato con la Opel Corsa gialla condotta da O.O., un settantenne sangavinese che stava attraversando l’incrocio dirigendosi verso Villacidro.

Immagini del luogo dello scontro

Immagini del luogo dello scontro

LO SCONTRO Non è chiara la dinamica dell’incidente, ma l’impatto è stato violentissimo e mentre il settantenne sangavinese non ha riportato traumi e ferite, subito sono apparse gravi le condizioni di Andrea Sitzia, la cui moto è andata ad urtare lo sportello anteriore sinistro dell’Opel Corsa.
Il giovane è stato sbalzato sul parabrezza dell’auto. A quel punto sono subito arrivati i carabinieri della stazione di San Gavino coordinati dal maresciallo Sergio Passalacqua e i soccorsi dei medici del 118 che, senza perdere un attimo di tempo, hanno portato il giovane all’ospedale di San Gavino.

I SOCCORSI Andrea Sitzia, che nello scontro aveva riportato diverse lesioni e fratture, è stato sottoposto anche ad un lungo intervento chirurgico. I medici hanno tentato in tutti i modi di salvarlo, ma purtroppo non c’è stato niente da fare e il suo cuore ha cessato di battere nel pomeriggio alle 14.45 circa.

LA MORTE La notizia della morte del giovane si è subito diffusa a Gonnosfanadiga ed ha destato profondo cordoglio: Andrea era conosciuto da tutti per la sua voglia di lavorare ed era titolare di un’impresa edile e di noleggio di escavatori specializzata nel movimento terra. Un’attività che il giovane trentaseienne aveva intrapreso seguendo le orme del padre Mariano. Andrea aveva molti amici e tutti lo ricordano per la sua voglia di fare, per il suo carattere socievole e per la sua passione per le moto.

LA SICUREZZA Quest’ennesima tragedia ripropone ancora una volta il problema della sicurezza su una statale come quella 197 disseminata di croci in tutto il suo percorso. Uno dei punti più critici rimane proprio questo che è stato tristemente definito «l’incrocio della morte» e che è sistemato in curva con una visibilità scarsa.
Eppure basterebbe creare una rotonda illuminata per costringere i veicoli a rallentare o ancora l’installazione di un autovelox che potrebbe essere un deterrente contro l’alta velocità.
La Provincia del Medio Campidano ha previsto la costruzione di una rotatoria già due anni, ma per adesso l’intervento non si è ancora concretizzato.

L'auto e la moto coinvolte nell'incidente

L'auto e la moto coinvolte nell'incidente

LA PROTESTA Nel 2002, dopo l’ennesima tragedia sulla strada, i consigli comunali dei paesi attraversati dalla statale 197 e dalla 196 di ritrovarono proprio nell’incrocio della morte percorrendo tutta la circonvallazione per chiedere maggiore sicurezza nelle strade.
Da allora sono passati sette anni, tante parole sono state spese ma nel frattempo nella statale 197 si sono verificati tantissimi altri incidenti alcuni con conseguenze mortali.
Difficile capire quando questo incrocio pericolo verrà eliminato. Forse i lavori sono difficili per la burocrazia perché il punto interseca strade di competenza diversa (Anas, Provincia e Comune), ma una cosa è certa: ogni vita umana non ha prezzo.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 22 ottobre 2009

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