Costa Verde invasa dall’immondezza: contratto rescisso
Un botta e risposta e un rimpallo di responsabilità e negligenze. «Rescindere il contratto», dice il sindaco, «rientra nei compiti degli uffici. E non è una decisione da prendere a cuor leggero. Ma non possiamo permettere di ritrovarci l’estate prossima sovrastati dall’immondezza. Sul mio tavolo continuano a piovere segnalazioni e denunce di cittadini che lamentano il mancato ritiro del porta a porta». Disservizi che per il Comune hanno significato un nuovo appalto per l’indifferenziata e un costo aggiuntivo di oltre 100 mila euro. Senza contare che del villaggio turistico di Gutturu e Flumini sino a Scivu se n’è fatta carico la Provincia e i vigili urbani hanno dovuto sobbarcarsi un lavoro di controllo e prevenzione, togliendo spazio ad altre esigenze. Col risultato finale che la costa, e ancora di più i centri abitati, hanno dovuto fare i conti con sacchetti non raccolti, quasi mini-discariche. «Ammetto», spiega il gestore del ditta appaltatrice Gavino Floris, «che si sono verificati dei disguidi, in parte dovuti ad un numero di presenze non previste e in parte ai tanti incivili che piuttosto che differenziare preferiscono ammucchiare. Non credo di essere il solo responsabile. Farò valere le mie considerazioni nelle sedi opportune. Perché alla fine sono i risultati che contano. Quelli dei rifiuti conferiti in discarica: ad agosto 294 tonnellate per un totale di differenziato del 63,17 per cento. Il servizio va migliorato. Non ci sono dubbi. Io stesso avevo proposto la raccolta giornaliera dell’umido. Si è preferito ridurlo a tre volte la settimana e compensare il costo con il ritiro nelle case sparse».
Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Mercoledì 28 ottobre 2009
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