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Risultati per novembre, 2009

Incendi, cementificazione e speculazione edilizia

Scritto da admin il 30 novembre 2009

Analizziamo brevemente il processo di “revisione” del piano paesaggistico regionale.

Cappellacci

Cappellacci

Prima di tutto le ragioni del metodo: il presidente della Regione ha messo in moto un sistema ecumenico nel quale affida ai Comuni le proposte cambiamento dello strumento di pianificazione territoriale. Per usare le sue parole: “Vogliamo un processo partecipativo con il territorio, per intraprendere una riflessione condivisa“. La cornice filosofica di questo processo Cappellacci l’ha già anticipata in campagna elettorale. Il corollario è condensato in un’affermazione estremamente esplicita, che il presidente ha ribadito nei giorni scorsi nella conferenza stampa preparatoria alle conferenze territoriali che comunciano oggi: “Bisogna riaccendere la fiammella dell’edilizia per riavviare lo sviluppo economico nella nostra regione“. Dunque, si riparte dalle ragioni del cemento.

Il Piano paesaggistico non più quindi come strumento di tutela ambientale, ma come contenitore di un’edificazione possibile nella fascia costiera. Un messaggio che era passato in campagna elettorale e che ha sicuramente attecchito, vista la risposta inequivocabile delle urne: il centrodestra ha infatti vinto in 67 dei 72 comuni costieri della Sardegna. L’interpretazione di questo dato non è poi tanto difficile: è la restaurazione di un concetto abbastanza discutibile, anche sul piano economico, secondo il quale la proliferazione del mattone è la molla dell’economia. Non importa se economisti di indubbia autorevolezza hanno bocciato questo teorema, parlando di crescita nel breve periodo, ma investimento nefasto nel ciclo economico di medio e lungo periodo. Si “consuma” la risorsa primaria, cioè l’ambiente, arrivando così a un fatale deprezzamento del capitale immobiliare. Il ciclo virtuoso del turismo, in uno scenario di forte concorrenza internazionale, va verso un pericoloso rallentamento. In estrema sintesi, si dà ossigeno al comparto edilizio attivo sulle seconde case.

Ora, tralasciamo ulteriori dettagli tecnici e limitiamoci ad osservare i numeri di questo 2009, in cui Cappellacci ha vinto le elezioni col suo cavallo di battaglia “Abbattiamo il Piano Paesaggistico di Soru”, e in cui la Sardegna è nuovamente tornata agli onori delle cronache (nere) per gli incendi e per i morti a causa del fuoco.

Che i fuochi avessero origine dolosa l’abbiamo sostenuto da subito, e tra i giornali del periodo troviamo ulteriori conferme documentate.

Giorgio Oppi, assessore all’ambiente della Sardegna: “È vero che c’è stato un caldo eccezionale, ma un’escursione in tre giorni di 14 gradi non basta a spiegare: sembra che dietro ci sia una strategia; diversi incendi sono partiti contemporaneamente.”

Certo non ci sono (ancora) le prove che ci sia un’unica mano dietro queste “coincidenze”. Ma in ogni caso è lecito affermare che la riforma della giunta Cappellacci ha rilanciato gli speculatori edilizi (teniamolo a mente, spesso non sono nemmeno sardi) che hanno subito approfittato per spianarsi la strada in vista dell’abbattimento dei limiti per le costruzioni sulla costa.

“Il venti per cento di incendi è scoppiato vicino alle coste: Arzachena, Loiri, Budoni. In questo caso il sospetto che dietro le fiamme ci siano i cementificatori è giustificato. Il fuoco per chiedere agli amministratori comunali e regionali mani libere per costruire non solo sulle coste ma nelle immediate vicinanze. Il sospetto però si scontra contro una contraddizione logica. Gli amministratori di Arzachena, infatti, dove il centro destra supera il 60 per cento dei consensi elettorali, non hanno alcun bisogno di essere «convinti» con il fuoco. Per loro che si debba costruire il più possibile è un impegno programmatico. Ugo Cappellacci, poi, su quell’impegno ci ha pure vinto le ultime regionali. Appena eletto il leader Pdl ha detto che tra i primi obiettivi della sua giunta ci sarebbe stato lo smantellamento del sistema di tutela del paesaggio messo in piedi da Renato Soru”.

Compatrioti sardi, direi che è tempo di smettere di guardare le bandiere dei partiti nazionali, e iniziare a pensare alla nostra terra, che viene rovinata ogni giorno da questi signori in doppiopetto manovrati dall’alto.
Finchè saremo così ciechi da difendere ad oltranza le scelte sbagliate di chi abbiamo votato, saremo sempre vittime di soprusi e ingiustizie. Dimostriamo, per una volta, di amare davvero la nostra terra, e apriamo gli occhi.

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Ospedale, trasloca la protesta

Scritto da admin il 28 novembre 2009

Consiglio comunale riunito davanti alla Regione: «Trovate i soldi per il raddoppio promesso». Alla seduta invitati i sindaci della provincia.
Il sindaco ha convocato per martedì 22 dicembre l’assemblea civica a Cagliari davanti alla sede del Consiglio regionale. Una riunione di protesta per il mancato finanziamento del progetto di ampliamento dell’ospedale. «Vogliamo certezze»

L'Ospedale di San Gavino

L'Ospedale di San Gavino

Adesso basta con le chiacchiere, servono chiarezza e impegni precisi. È con questo spirito che il sindaco di San Gavino Monreale Gianni Cruccu ha deciso di convocare un consiglio comunale aperto martedì 22 dicembre alle 10 presso la sede del consiglio regionale, mettendo all’ordine del giorno il nuovo ospedale di San Gavino. In più il primo di cittadino lancia un appello alla mobilitazione ed invita a partecipare tutti i 28 sindaci della provincia del Medio Campidano, i consiglieri dell’ente intermedio, i quattro consiglieri regionali del territorio, le associazioni di volontariato e soccorso della provincia e tutti i gruppi politici del consiglio regionale: «Siete tutti a conoscenza – sottolinea Gianni Cruccu rivolgendosi a tutti i destinatari – di quanto è avvenuto sulla vicenda della costruzione del nuovo ospedale del territorio e delle risposte date dall’assessore regionale alla sanità Liori. Visto l’assordante silenzio in cui è caduto l’argomento, ritengo opportuno che possiate aderire alla proposta di convocare un consiglio comunale aperto».

Una convocazione che fa seguito all’incontro dell’assessore alla sanità che aveva rassicurato sulla costruzione del nuovo ospedale, ricordando che saranno messi a disposizione 45 milioni di euro. Vale a dire quasi la metà (92 in totale) di quelli previsti per la costruzione della nuova struttura progettata dall’Università di Bologna. Di qui la richiesta di chiarezza e di sapere quando inizieranno i lavori per il nuovo ospedale: «Il problema – rimarca l’assessore comunale alla sanità Giancarlo Corda – sono i tempi. Vorremo avere più certezze anche perché come consiglio abbiamo apportato una modifica al piano urbanistico per consentire la realizzazione del nuovo ospedale. Non va dimenticato che la nostra Asl ha un’altissima percentuale di mobilità passiva verso altre strutture che incide nella spesa per milioni di euro. Per una visita cardiologica in media ci vogliono tre mesi di attesa, per la mammografia i tempi sono biblici. Per non parlare dell’oculistica oppure in caso di complicazioni per la pediatria i bambini sono costretti ad andare a Cagliari».
Invita alla lotta anche il consigliere di minoranza Nando Usai: «I cittadini di questo territorio non sono malati di serie «B». Il rispetto degli accordi fin qui presi vuol dire mantenere il numero degli occupati sia direttamente sia indirettamente. I diritti ed i doveri sono uguali per tutti i cittadini. Il consiglio regionale deve rispettare i cittadini ed i malati che necessitano dell’Ospedale di San Gavino». Preoccupato dello spostamento di 47milioni di euro è il consigliere Franco Serrenti: «Sono una cifra importante per l’ospedale, che non può essere privato di tante risorse solo perché altre scelte politiche in momenti successivi, decidono che questa realtà sanitaria è meno importante di altre».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 28 novembre 2009

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Studenti intervistati da una radio spagnola

Scritto da admin il 27 novembre 2009

Studenti intervistati da una radio spagnola

L’esperienza di gemellaggio a San Gavino con le interviste degli studenti catalani è stata pubblicata dalla radio spagnola «7 Vallès» all’indirizzo www.radio7valles.cat
Ne è entusiasta il docente di lingue Gianni Aresu: «Ogni settimana i ragazzi della «Escola Municipal del treball» parleranno di San Gavino e delle amicizie europee che hanno incontrato proprio nel centro del Medio Campidano. I ragazzi catalani ci salutano e ci trasmettono il loro entusiasmo dopo l’esperienza vissuta da noi».

Sul sito web è sufficiente cliccare sulle foto dei ragazzi per sentire le loro interviste che parlano del progetto «Comenius». Ora ad aprile gli studenti sangavinesi partiranno per la Spagna e saranno ospiti degli studenti catalani.

Fonte: G.Pittau, Unione Sarda di Venerdì 27 novembre 2009

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Petizione per salvare l’ospedale Seimila firme

Scritto da admin il 26 novembre 2009

Petizione per salvare l’ospedale: seimila firme. Migliaia di residenti in città e provincia hanno già sottoscritto l’iniziativa.

Ospedale

Ospedale

Sono oltre seimila le persone che hanno firmato la petizione del comitato «Salviamo l’ospedale del Medio Campidano» nato all’indomani dell’incontro con l’assessore regionale alla sanità Antonello Liori, per chiedere per chiedere impegni concreti per la realizzazione del nuovo presidio. Così la proposta del comitato, formato da diversi cittadini, accomunati da una stessa finalità al di là delle personali idee politiche, trova il consenso della gente comune, come ricorda il presidente Bebo Casu: «Le persone hanno capito l’importanza dell’ospedale per la salute di tutti. Chiediamo il rispetto del progetto da 250 posti mentre dispiace il silenzio dei politici da cui vorremo un sostegno maggiore».
Ai componenti del comitato non va giù il progetto rimodulato presentato a voce dall’assessore Liori: «Questo prevede il taglio di ben 50 posti letto che a suo dire verrebbero ridistribuiti nelle strutture territoriali, una riduzione degli investimenti previsti da 92 a 46 milioni di euro, nonché a una mancata attivazione delle nuove specialità previste. A tutt’oggi non si conoscono atti ufficiali concreti».

I componenti del comitato difendono l’assistenza che può essere garantita solo dall’ospedale. «In un nosocomio concepito con criteri moderni», rimarcano, «i posti letto di lungodegenza non sono altro che posti letto per particolari patologie che richiedono comunque un’assistenza all’interno della struttura ospedaliera. Per quanto riguarda il taglio agli stanziamenti, il costo a posto letto per l’edilizia sanitaria è, come riconosciuto dagli esperti del settore, di 450 mila euro e non, come dichiarato dall’assessore, di 1.200 euro al metro quadrato, investimenti che al giorno d’oggi non sono più sufficienti neanche per la costruzione di una civile abitazione; per cui il conto è presto fatto».

Anche la maggioranza in Consiglio provinciale e il gruppo «Federazione Medio Campidano» ha sottoscritto un ordine del giorno di sostegno al comitato.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 26 novembre 2009

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Bollette Abbanoa, stangata a rate

Scritto da admin il 25 novembre 2009

Concesse le dilazioni (senza pagamento di interessi di mora)

Piovono le bollette di Abbanoa, la società che gestisce la rete idrica comunale, nelle case di San Gavino che in un primo momento si sono ritrovati a pagare il consumo dell’acqua di tre anni nell’arco dei 30 giorni tra fine novembre e dicembre. Oggi è uno dei giorni fissati come scadenza per il pagamento del primo dei bollettini inviati ed al Comune in via del tutto eccezionale sarà aperto uno sportello della società dalle 8.30 alle 13.
Ma per fortuna soprattutto per chi si è visto arrivare bollette che hanno superato i mille o i due mila euro è stata concessa una deroga rispetto alle scadenze previste nei bollettini iniziali: «Ci saranno delle rateizzazioni senza more – spiega l’assessore ai lavori pubblici Bruno Deidda – c’è un modulo da compilare che potrà essere consegnato anche al Comune. Appena sono arrivate le prime bollette abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il direttore di Abbanoa. Ora il problema delle bollette si riduce a un minor numero di utenti perché c’è chi ha già pagato».

Così chi si è ritrovato una fattura tra i 300 e i 500 euro potrà pagare la bolletta in due rate la prima con la scadenza il 1 dicembre e la seconda il 2 gennaio. Chi deve versare tra i 500 e i 1000 euro potrà suddividere l’importo in tre rate, l’ultima delle quali dovrà essere pagata entro il primo febbraio. Per chi deve sborsare tra i 1000 e i 3000 euro ci saranno quattro rate: l’ultima con la scadenza del 3 marzo. Chi si è ritrovato una maxi-bolletta con un importo tra i 3000 e i 5000 euro potrà effettuare il pagamento in 5 rate: l’ultima da saldare entro il 2 aprile. Gli importi dovranno essere suddivisi in parti uguali. Così chi deve pagare 2000 euro dovrà versare quattro rate da 500 euro.
Un problema non da poco dal momento che interessa 1038 cittadini e che ha visto i consiglieri di minoranza presentare alcune settimane fa un’interrogazione al sindaco Gianni Cruccu.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 25 novembre 2009

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COMUNICATO STAMPA

LIBERALIZZAZIONI. PROSPETTIVE DI RIFORME PER IL FUTURO DEL MERCATO.
CAMERA DI COMMERCIO
CAGLIARI, 27 NOVEMBRE 2009

Locandina

Locandina

Venerdì 27 novembre alle ore 16.30, presso l’aula magna Camera di Commercio di Cagliari, Largo Carlo Felice n. 72, si terrà un convegno dal titolo Liberalizzazioni. Prospettive di riforme per il futuro del mercato, promosso fa Federconsumatori della Regione Sardegna in collaborazione con Consumer’s Forum e Camera di Commercio di Cagliari. Durante l’incontro – dibattito, avente ad oggetto lo stato delle “liberalizzazioni” e le prospettive future, verrà presentato il libro L’assedio. Il difficile cammino delle liberalizzazioni a favore del cittadino – consumatore, di Antonio Lirosi, l’economista ex “Mr. Prezzi” che sarà presente all’incontro, e di Enrico Cinotti.

La presentazione dell’opera costituirà prezioso punto di partenza per la formulazione di un’analisi sullo stato attuale delle normative e, soprattutto, sulle ulteriori riforme necessarie alla modernizzazione del Paese.
Interverranno al dibattito il presidente di Federconsumatori della Regione Sardegna Andrea Pusceddu, il segretario CGIL della CDLM di Cagliari Nicola Marongiu, il presidente dell’associazione industriale Province della Sardegna Meridionale Alberto Scanu e il direttore della Confcommercio di Cagliari Giuseppe Scura. Sarà presente, inoltre, Sergio Veroli, presidente nazionale di Consumer’s Forum e vicepresidente di Federconsumatori Nazionale.

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