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San Gavino Monreale . Net

Il sito di tutti i Sangavinesi

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Risultati per novembre, 2009

Disagi in via Pascoli da mesi chiusa al traffico per chi proviene da Sardara. Protestano alcuni residenti e gli automobilisti costretti ad accedere a San Gavino allungando il percorso di circa 2 chilometri, affrontando una curva in ingresso pericolosissima posta nelle vicinanze dell’ospedale.

Di qui un’interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza Angela Canargiu e Giorgio Olla al sindaco Gianni Cruccu e all’assessore ai lavori pubblici Bruno Deidda che ha dato una risposta nell’ultimo consiglio comunale: «Fino a poco tempo fa – spiega – Via Pascoli era una strada senza uscita mentre la realizzazione della nuova stazione ferroviaria ha modificato le direttrici di traffico con i mezzi pesanti che hanno pesantemente danneggiato la sede stradale». Di qui l’esigenza di porre rimedio a questa situazione che vede la presenza di pericolose buche in una via che ospita servizi importanti come l’ufficio postale e il centro di aggregazione sociale e l’oratorio della parrocchia di Santa Teresa.

«Per garantire un adeguato livello di sicurezza – aggiunge il vicesindaco Bruno Deidda – l’amministrazione prima della sua apertura ha deciso di adottare tutte le precauzioni del caso con adeguati interventi di moderazione del traffico dei veicoli in ingresso. In particolare la riduzione del limite di velocità a 30 chilometri all’ora, il divieto di transito al traffico pesante e la realizzazione di strisce pedonali in quota con i marciapiedi in modo da poter garantire la giusta sicurezza ai residenti e a coloro che usufruiscono dei servizi della zona». L’amministrazione, che ha aperto un contenzioso con l’impresa esecutrice dei lavori, cercherà di eliminare i disagi per i residenti. «Redatte le perizie e ricevute le dovute autorizzazioni – conclude Deidda – verificheremo la rimozione del divieto di transito lato Sardara e il divieto di sosta da un lato».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 24 novembre 2009

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S’infiamma la polemica in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione sulla recente demolizione del capannone della fonderia. Per la minoranza le colpe sono degli attuali amministratori mentre per la Giunta guidata dal sindaco Cruccu le responsabilità sono della precedente amministrazione.

Tanti gli interventi in un’assemblea aperta ai cittadini. «Si tratta», afferma il sindaco uscente Stefano Musanti, «di un compendio di grande rilevanza. Il sito della fonderia è un bene identitario. In questi anni abbiamo lavorato affinché si scongiurasse un atto del genere, anche se la Syndial, che si occupa della bonifica dell’area, ne aveva chiesto la demolizione già nel 2008. Ora quest’area rimarrà sempre chiusa al pubblico e bisogna evitare che la Syndial faccia un’altra discarica».

Immediata e dettagliata la replica dell’assessore all’Ambiente Paolo Onnis: «L’amministrazione comunale in carica non ha potuto far nulla per modificare lo stato delle cose. È strano che coloro che avrebbero potuto farlo, propongono solo questo Consiglio comunale. Siamo arrivati quando di fatto era già stata decisa le demolizione del capannone. Non mi sembra che la precedente amministrazione abbia avuto un ruolo importante. Musanti ha fatto un elenco di intenzioni di cui non abbiamo avuto riscontro».

Poi la parola è passata al pubblico, «La nostra comunità», rimarca il direttore della biblioteca, Marco Spano, «ha il diritto di conservare quelle memorie che hanno portato San Gavino alla ribalta a livello nazionale e non solo. Non è possibile eliminare il materiale inquinante, intervenire per il risanamento e rimontare la struttura?».

Amareggiata è Rosaba Tola, pensionata: «I monumenti storici sono trascurati fino a quando crollano. Da una parte e dall’altro si è detto che siamo riuniti per il bene di San Gavino, ma sembrerebbe che si voglia sorprendere in fallo l’amministrazione». Un Consiglio terminato dopo quasi 5 ore di discussione con posizioni che tra minoranza e maggioranza rimangono distanti.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 23 novembre 2009

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Due mesi in galera da innocente

Scritto da admin il 22 novembre 2009

Il Dna lo scagiona: non ha rapinato il parroco. Assolto l’operaio di San Gavino arrestato con l’accusa di aver aggredito un prete a Sardara.
L’esame eseguito dai carabinieri del Ris sulle tracce di sangue lasciate dopo il colpo: appartengono a un rapinatore responsabile di altri assalti ai danni dei parroci di Nule e Serrenti.

Alessandro Tiana

Alessandro Tiana

Due mesi di carcere, tre agli arresti domiciliari e due d’obbligo di firma, la sensazione di essere dentro un incubo la cui fine è stata suggellata dall’esame del dna. Alessandro Tiana, 38 anni, operaio di San Gavino, non è l’autore della rapina, compiuta il 28 gennaio scorso ai danni del parroco della chiesa dell’Assunta in Sardara. I giudici del secondo collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Cagliari, presieduta dal giudice Claudio Gatti, lo hanno assolto dall’accusa di rapina e violazione di domicilio.
E’ stato l’avvocato Enrica Anedda Endrich a chiedere la comparazione del dna del suo assistito con quello isolato dalle tracce di sangue rinvenute sulla finestra forzata dal ladro per entrare nella casa canonica. Esame non richiesto dalla Procura, che ha dato per scontato la colpevolezza dell’operaio di San Gavino in quanto il parroco lo aveva riconosciuto prima dalle foto segnaletiche e poi in aula.
L’altro ieri il pubblico ministero Gian Carlo Moi, che sostituiva la collega Virginia Boi, che ha seguito tutte le indagini, aveva chiesto tre anni e sei mesi di carcere per Alessandro Tiana. Ma a sorpresa i carabinieri del Ris, incaricati dal Tribunale di effettuare le analisi del Dna, hanno “smentito” il sostituto procuratore. Infatti il sangue rinvenuto nella casa parrocchiale appartiene ad un altro rapinatore, di cui non si conosce il nome, che in passato ha compiuto delle rapine ai danni dei parroci di Nule e Serrenti.

L’odissea giudiziaria di Alessandro Tiana è iniziata il 18 aprile scorso, quando i carabinieri della compagnia di Villacidro lo arrestano. Il parroco di Sardara lo aveva riconosciuto tramite le foto segnaletiche, indicandolo quale autore della rapina alla canonica. «L’ho detto subito, che io non c’entravo con la rapina al parroco di Sardara. Mi hanno portato in carcere. Sono stati giorni terribili. Sapevo di essere innocente. Da allora ho vissuto in un incubo. Mi sentivo impotente. Accusato ingiustamente e non potendo dimostrare subito la mia innocenza, ho avuto non pochi problemi, anche di ordine psicologico», afferma Alessandro Tiana, che solo adesso si rende conto di essere uscito da un incubo. «Anche se mi ci vorrà ancora del tempo per superare lo choc». Intanto l’avvocato di fiducia dell’operaio ha già preannunciato una richiesta di risarcimento danni.

La sera del 28 gennaio scorso don Vincenzo Salis risponde ad una telefonata. Dall’altra parte del cavo una voce anonima chiede il suo intervento per un incidente mortale accaduto alla periferia del paese, nel bivio della 131. In auto raggiunge il posto indicato dalla telefonata, ma non trova alcun segno di incidente. Il sacerdote, convinto di essere stato vittima di uno scherzo di cattivo gusto rientra in canonica, dove avrà una sgradita sorpresa. Le luci della casa sono accese e davanti si trova un ladro che con una roncola in mano minaccia di ucciderlo. Don Salis è paralizzato dalla paura. E questo permette al ladro di scappare con il bottino: 860 euro, le offerte della settimana e di due donazioni per l’oratorio. Ai carabinieri lo descrive come “un uomo alto, giovane, tra i 30 e i 35 anni”. E quando gli inquirenti gli fanno vedere alcune foto segnaletiche non ha dubbi, indica quella di Alessandro Tiana. E con la stessa certezza lo identifica poi in aula su richiesta del Pubblico ministero. Fino a che gli esami del Dna hanno dimostrato che l’operaio di San Gavino con quella rapina non aveva niente a che fare.

Fonte: Unione Sarda di Domenica 22 novembre 2009

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Comune di San Gavino Monreale
RICHIAMATA

la deliberazione di Giunta Regionale n. 18/18 del 26.03.2008 con la quale venivano assegnati ai Comuni parte dei beni trasferiti alla Regione sarda dagli accordi del 07.03.2008 ed in particolare per il Comune di San Gavino il cespite Capannoni militari Cunventu identificato col codice CAB0571;

RICHIAMATA

la deliberazione del Consiglio Comunale n. 53 del 29.07.2008 con la quale si manifestava la volontà di acquisire dalla Regione Autonoma della Sardegna l’immobile sito nel comune di San Gavino Monreale denominato Capannoni militari Cunventu al prezzo simbolico di . 51,65; VISTA la nota della Regione Sardegna n. 44839 del 06.10.2009 ns. prot. N. 16545 del 08.10.2009 con la quale si chiede a codesta amministrazione di effettuare il pagamento della somma di . 51,65 e di trasmettere con sollecitudine copia del mandato al fine di indicarne gli estremi nella determinazione di vendita; VISTO l’art. 3, comma 3 della L.R. n. 35 del 05.12.1995 che testualmente dice le disposizioni della legge regionale 31 ottobre 1952, n. 34, per la vendita a prezzo simbolico dei beni regionali per finalità pubbliche, di interesse pubblico o sociale, restano in vigore solo per le cessioni effettuate a favore degli enti locali territoriali e degli enti regionali;

DATO ATTO

che detti immobili sono individuati nel P.U.C. vigente e sono individuate catastalmente al foglio 57 mappali : 425 sub 1 / 426 sub 1 / 427 sub 1 / 428 sub 2 / 429 – di categoria C02 – e foglio 57 mappali : 428 sub 1 / 428 sub 3 – di categoria A/4, come da visure allegate agli atti; VISTO lo schema di contratto predisposto dalla Regione Sardegna;

RITENUTO OPPORTUNO

impegnare e liquidare la somma di . 51,65 alla Regione Sardegna secondo le modalità richieste;

RITENUTO

altresì opportuno provvedere alla trasmissione della copia del mandato di pagamento alla Regione Sardegna;

DETERMINA

La premessa narrativa suesposta si intende qui di seguito trascritta e ne fa parte integrante e sostanziale;
1. Di impegnare la somma di € 51,65 in favore della Regione Autonoma della Sardegna per l’acquisizione degli immobili individuati nel P.U.C. vigente e sono individuate catastalmente al foglio 57 mappali: 425 sub 1 426 sub 1 / 427 sub 1 / 428 sub 2 / 429 – di categoria C02 – ; e foglio 57 mappali : 428 sub 1 / 428 sub 3 – di categoria A/4, come da visure allegate agli atti;

2. Di imputare la somma di . 51,65 al Titolo 02 Funzione 09 Servizio 01 Intervento 20100 cap 29114.7 ACQUISIZIONE AREE-CAP.VINC.E. 1350.9 Impegno P1246 sub 0 2008;

3. Di liquidare la somma di . 51,65 mediante bonifico bancario sul c/c acceso presso UNICREDIT Banca S.P.A., intestato alla Regione Autonoma Sardegna CODICE IBAN IT 74 J 03002 04810 000010951778 con la causale: acquisto immobili denominati Capannoni Oggetto: IMPEGNO E LIQUIDAZIONE SOMME NECESSARIE ALL’ACQUISIZIONE DEL CESPITE “CAPANNONI MILITARI CUNVENTU” DALLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI n. 1527 del 09-11-2009 – Pag. 2 – COMUNE DI SAN GAVINO MONREALE militari cunventu nel comune di San Gavino Monreale, Cap EC410.001 CENTRO Resp. 00 04 01 03 imputando la spesa sull’Imp 1246/08 di cui sopra;

4. Di dare atto che ai fini del rispetto del patto di stabilità e in riferimento alla presente imputazione di spesa, si prevede che la spesa di 51,56 venga liquidata nel 2009, in quanto è inserita nelle previsioni di cassa comunicate ai fini del patto di stabilità, giusta comunicazione all’ufficio Ragioneria del 06/11/2009 prot. n. 18667;

5. Di trasmettere alla Regione Sardegna copia del mandato al fine di indicarne gli estremi nella determinazione di vendita;

6. Di dare atto che per il rogito del contratto di compravendita ci si avvarrà del segretario comunale.

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Tradizioni, teatro, inglese, informatica e salute. Sono questi alcuni degli argomenti che saranno trattati nelle lezioni dell’Università della Terza Età. Stasera alle 17 nella mediateca di viale Rinascita prende il via il modulo dedicato alla salute col medico Carlo Tommasi che parlerà di menopausa e andropausa.
Subito dopo spazio alla lingua e cultura sarda con il professor Matteo Porru. A seguire tante altre novità rispetto al precedente anno accademico. «I corsi di inglese – spiega il presidente Salvatore Manno – saranno arricchiti non solo dalla competenza delle dottoresse Maria Elena Addari e Luisa Piras, ma anche dalla presenza di una lettrice di lingua madre Franca. Per le lezioni la preside dell’istituto comprensivo ci metterà a disposizione un suo laboratorio. Ci saranno anche lezioni di informatica perché senza il pc ed internet non potremo più vivere. Inoltre si continuerà con l’attività sportiva grazie alla collaborazione con l’atletica podistica del paese». Spazio anche alle visite guidate che saranno precedute da un incontro informativo con uno dei soci, Luciano Casu, che sarà il referente di queste attività.

I soci potranno prendere parte anche ad un laboratorio teatrale seguito in particolare da Tonina Ennas e Luciano Locci. Ci saranno anche alcune pillole di cultura latina ed ancora la possibilità di vedere le stelle grazie ai contatti con un’associazione di Cagliari che si occupa di astronomia.
La voglia di fare è tanta come ricorda il presidente: «Abbiamo iniziato tre anni fa con molto scetticismo come spesso capita nei nostri centri. Se dopo tre anni siamo ancora qui vuol dire che questa iniziativa è riuscita. Abbiamo anche i grandi progetti: bisogna crederci e contare sull’appoggio dei nostri amministratori comunali e provinciali. In mediateca ci sarà la possibilità di fare lezione in videoconferenza».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 20 novembre 2009

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Una mostra su caccia e pesca per sfatare i luoghi comuni

Scritto da admin il 19 novembre 2009

Marco Spano

Marco Spano

I cacciatori non sono nemici dell’ambiente, al contrario di quanto si potrebbe pensare. Lo mette in risalto una interessante mostra sulla caccia e sulla pesca, organizzata dalla cooperativa Agorà e allestita nella biblioteca comunale in via Leonardo. «Se c’è un fruitore dell’ambiente – spiega il direttore Marco Spano – interessato a conservare gli habitat naturali questo è il cacciatore. Io pratico l’attività venatoria da 38 anni: la caccia permette anche di trascorrere una giornata in campagna in ambienti spesso poco conosciuti». Il significato di questa mostra intitolata “Homo Venaticus” è quello di fornire un contributo al dibattito sul corretto utilizzo delle risorse naturali e dell’ambiente in generale, secondo l’ottica di chi oggi pratica queste attività. L’esposizione presenta un ricco patrimonio di libri e materiale audiovisivo sull’attività venatoria.

«Oggi non è pensabile poter andare a caccia e pesca «per mangiare», ma non è neanche pensabile – commenta Marco Spano – che l’uomo, nomade cacciatore-raccoglitore per milioni di anni, e invece sedentario allevatore e agricoltore solo da diecimila anni, possa e debba rinunciare alla sua più intima e primordiale natura che lo ha portato all’attuale grado evolutivo».
La caccia e la pesca sono oggi considerate dai più come «attività sportive». «Credo che questo sia fuorviante e riduttivo – aggiunge Marco Spano – perché sono invece convinto che l’uomo moderno pratichi la caccia e la pesca semplicemente spinto da un ancestrale impulso a procurasi il cibo con le proprie capacità».

Di qui l’idea di un approccio al problema di carattere socio-antropologico. La mostra è visitabile il lunedì dalle 15.30 alle 18.30, martedì dalle 10 alle 13, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, il sabato dalle 9 alle 12. Per informazioni telefonare al numero: 070 9339071.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 19 novembre 2009

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