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Acqua, inquinamento-fantasma

L’articolo dell’Unione Sarda arriva con il consueto ritardo di 24 ore, e contiene anche alcune imprecisioni (volute o no non sta a noi deciderlo) e omissioni.
E’ curioso come non vengano mai citate le fonti di informazione alternative a quelle cartacee (da cui spesso i giornalisti attingono a mani piene), salvo poi richiedere esplicitamente di riportare nomi e cognomi dei giornalisti quando qualche articolo viene riportato sui siti di informazione locale.
Non vogliamo fare sterile polemica, ma nell’era dell’informazione digitale sarebbe giusto dare il dovuto peso alle forme di “informazione alternativa”, senza etichettare tutto ciò che non è carta stampata con “mancanza di informazione”.
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Siamo certi che queste persone siano qualcosa più di “niente”.

E ora vi lasciamo alla notizia.

«Non usatela». Poi il Comune fa marcia indietro. L’Asl riscontra la presenza di metalli, ma nuove analisi la escludono: allarme e disagi.
La presenza di metalli pesanti (in misura minima) riscontrata in una fontanella in disuso. Il sindaco firma un’ordinanza che scatena scompiglio nelle famiglie. Poi le nuove analisi restituiscono tranquillità: l’acqua non è inquinata. Divieti ritirati.

Fontana pubblica

Fontana pubblica

Inquinamento-fantasma dell’acqua a San Gavino. Alluminio, ferro e manganese superiori alla norma. È stata la presenza eccessiva di questi metalli pesanti nell’acqua che ha creato allarme tra la popolazione a San Gavino nella giornata di ieri e di giovedì pomeriggio: un vero e proprio giallo tra smentite e voci infondate sulla presenza di cianuro nell’acqua. Il motivo potrebbe essere dovuto al fatto che l’acqua potabile non arriva più dai pozzi comunali ma dalla diga di Santu Miali non lontana dalla miniera di Furtei in cui il cianuro veniva utilizzato per l’estrazione dell’oro.

CAMPIONI I fatti: il servizio igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl 6 ha effettuato alcuni giorni fa i consueti campionamenti di acqua di rete per il controllo di verifica. I risultati delle analisi compiuti dall’Arpas di Cagliari pervenuti giovedì hanno riscontrato in un punto di prelievo di un campione in via Vivaldi un valore superiore alla norma di questi tre metalli pesanti nell’acqua che è stata ritenuta non idonea al consumo umano. Di qui l’immediata segnalazione ad Abbanoa che gestisce la rete idrica e al sindaco Gianni Cruccu invitato ad emettere un provvedimento urgente per avvisare la popolazione del problema. Il primo cittadino, di fronte alla segnalazione della Asl 6, con un’ordinanza vieta subito l’utilizzo dell’acqua per uso potabile. L’avviso viene esposto al Comune, in molte bacheche pubbliche e in una buona parte degli esercizi commerciali. Tuttavia molti cittadini, rimasti completamente ignari del provvedimento del sindaco, hanno fatto sentire le proprie lamentele anche perché ci sarebbe potuto essere un rischio per la propria salute.

ANALISI Ma la situazione non finisce qui perché, subito dopo le analisi della Asl, c’è l’intervento di Abbanoa che effettua degli ulteriori accertamenti: «Le analisi di controllo effettuate dall’ufficio – scrive uno dei tecnici del gestore idrico – hanno riportato valori che rientrano nella norma sia nel punto di prelievo indicato in via Vivaldi che in un’abitazione situata in via Cimarosa e quindi nelle vicinanze. Non si è in grado di affermare con certezza la causa del fuori norma , ma si può realmente ipotizzare che i valori possano essere dovuti al mancato utilizzo della stessa fontanella per un lungo periodo con un conseguente ristagno dell’acqua nella tubazione e la perdita delle caratteristiche di potabilità».

ORDINANZA A quel punto la Asl ha effettuato delle controanalisi con i valori di questi metalli pesanti tornati alla normalità. Un sospiro di sollievo per tutti anche perché la presenza del manganese ingerita in grosse quantità dall’organismo umano potrebbe risultare cancerogena. Di qui una nuova ordinanza emessa ieri dal sindaco Gianni Cruccu in cui ha dichiarato l’acqua di nuovo idonea all’uso potabile.
A rasserenare gli animi ci pensa il Igino Pintor, responsabile del servizio alimenti e nutrizione della Asl 6: «I valori erano leggermente superiori alla norma. In ogni caso – spiega – non c’è nessun tipo di pericolo anche per chi dovesse aver bevuto l’acqua, altrimenti avremo fatto un divieto assoluto di utilizzo. Succede spesso che nelle analisi dei campioni ci siano dei valori superiori alla norma: talvolta il fatto è dovuto alle pessime conduzioni delle condutture».

ASSESSORE Rassicurazioni arrivano anche dall’assessore all’ambiente Paolo Onnis: «Le analisi sono state compiute in una fontanella inattiva da anni in cui forse è rimasta un residuo di saldatura. Ora è tutto a posto». Insomma il giallo è stato sciolto con buona pace dei cittadini, anche se la mancanza di informazione ha contribuito ad agitare gli animi.

Fonte: Gugi Pittau, Unione Sarda di Sabato 05 dicembre 2009

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