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Risultati per dicembre, 2009

Festività natalizie ricche di iniziative e spettacoli nella Provincia del Medio Campidano con un intenso programma di attività aggregative e culturali che coinvolgerà i vari centri.

Eventi e festività nalalizie

Eventi e festività nalalizie

La valorizzazione delle risorse del territorio al fine di promuovere e valorizzare le risorse della comunità e la partecipazione giovanile sarà al centro della manifestazione “Dicembre insieme a Serramanna”; la tradizione, l’arte e la creatività contrastinguerà gli spettacoli a Villacidro dove domenica 27 verrà fatta rivivere l’antica tradizione con “su Trigu Cottu”, in Marmilla la settimana di Natale sarà all’insegna della musica, con lo spettacolo Babbo Natale Rockstar, l’orchestra da camera della Sardegna e spettacoli di musica etnica, prosegue a Ussaramanna la rassegna Cantus e Sonus 2, le voci del Mondo con musiche e danze nel Mediterraneo all’epoca di Filippo II.
Il 27 dicembre Pabillonis premierà le opere partecipanti al  Concorso fotografico “Il Fascino dei mestieri nella cultura sarda”, con quale si è voluto documentare ed interpretare in chiave moderna la sopravvivenza, nella nostra isola, di metodi tradizionali nei diversi mestieri e nelle attività quotidiane, svolte con l’eventuale utilizzo di tecniche e strumenti antichi.
Il fascino del mondo e della vita dei “mammut” illustrato in modo semplice e coinvolgendo ogni aspetto della loro esistenza, il rapporto con le popolazioni primitive e le cause della loro misteriosa scomparsa avvenuta durante l’ultima glaciazione sarà al centro della mostra “Al tempo dei Mammut” il Tesoro Paleontologico della Russia che verrà ospitata, dato il grande successo riscosso nei mesi scorsi, fino al 7 gennaio al museo Sa Corona Arrubia a Lunamatrona. A Collinas sarà possibile assistere alla suggestiva rappresentazione della Natività per le strade del centro storico, nonché visitare il presepe storico, realizzato  nel sagrato della chiesa parrocchiale. Tre mesi di lavoro di tanti volontari. Un appuntamento con la solidarietà e con l’usanza di riunirsi attorno alla grande grotta. Una costruzione che obbliga il visitatore a camminare al suo interno ed ammirare montagne, ruscelli, l’alba, il tramonto e la fatica quotidiana

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Buon Natale sulle note della Banda di San Gavino Monreale

Scritto da admin il 24 dicembre 2009

Lo staff di San Gavino Monreale . Net augura a tutti i sangavinesi, che siano in casa per le feste o lontani per studio o lavoro, un felice e sereno Natale.

Approfittiamo dell’occasione per farvi ascoltare gli auguri, tradotti in musica, della Banda Musicale di San Gavino Monreale, eseguiti durante il Concerto di Natale 2009 al Teatro.

Il primo brano che vi proponiamo è Il bel Danubio Blu, un valzer di Johann Strauß jr.

Il secondo brano è la Radetzky Marsch, una marcia militare composta da Johann Baptist Strauß.

Aspetteremo con voi la mezzanotte, accompagnati dalle note di questi due grandissimi compositori austriaci.

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È polemica sulle linee di governo

Scritto da admin il 24 dicembre 2009

L’opposizione: «Un elenco di sogni». La Giunta replica: «Faremo tutto».

Polemica in Consiglio comunale sulle dichiarazioni programmatiche della Giunta. Per la minoranza sono progetti fumosi che non hanno riscontro nel reale. La maggioranza replica sottolineando le assunzioni effettuate e le incompiute ereditate da precedenti amministrazioni.

Secondo il consigliere d’opposizione Nando Usai gli intenti della Giunta sono «un libro di sogni, un elenco di cose non realizzate. Non pretendiamo di avere subito strade e marciapiedi nuovi, ma come pulizia il paese è in uno stato di degrado simile a quello di sei mesi fa. Stesso discorso per il verde e l’arredo urbano». Accuse respinte dall’assessore all’Ambiente Paolo Onnis: «Abbiamo preso in mano San Gavino in condizioni pessime e senza risorse. Gli operatori di “Sardegna fatti bella” potevano essere assunti a marzo, ci abbiamo pensato noi a giugno: quattro per un anno. E abbiamo quindici persone nelle cooperative sociali».

Per Giorgio Olla, della lista civica “Il progetto”, «le dichiarazioni programmatiche devono avere un collegamento con la realtà e individuare gli indirizzi politici per realizzare quanto dichiarato con le risorse disponibili. In questo senso non c’è alcun cambiamento rispetto alla campagna elettorale o alle amministrazioni del passato. Anche per la fonderia non hanno coinvolto le altre amministrazioni. Vediamo quale di questi sogni sarà realizzato nel piano delle opere pubbliche annuali e triennali».

Il sindaco Gianni Cruccu respinge le accuse affermando che «abbiamo cinque anni di tempo per realizzare le dichiarazioni programmatiche. Siamo in ritardo nella presentazione perché abbiamo dovuto occuparci delle incompiute. La Regione ci ha ripreso per i ritardi della precedente amministrazione: il piano di assetto idrogeoligico, la rete del gas, la messa in sicurezza della scuola media. Abbiamo fatto in 6 mesi quello che i precedenti amministratori non hanno fatto in 4 anni: i parchi eolici, la vecchia stazione ferroviaria».

Giovedì 24 dicembre 2009

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Sla, indagine nella provincia

Scritto da admin il 23 dicembre 2009

L’assessore Liori: nascerà un registro regionale. Il responsabile della Sanità in vista alla famiglia con quattro casi su sette persone
L’assessore regionale alla Sanità in vista alla famiglia Porcu che, nei giorni scorsi, aveva lanciato un appello sul giornale: «La Regione aiuti i malati e faccia luce sull’alta incidenza della malattia nella provincia del Medio Campidano».

Un fiocco azzurro balla sulla porta per il quarto nipotino di Antonio Porcu. Inchiodato a letto dalla sclerosi laterale amiotrofica, tracheotomizzato , sorride all’assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, in visita alla famiglia che conta quattro casi di Sla su sette persone. «L’ho letto su L’Unione Sarda, sono qui per informarmi». Con lui il presidente della commissione regionale Sla, Vincenzo Mascia, che promette: «Faremo un’indagine sull’albero genealogico per avere nuovi elementi di valutazione».
Nella stanza col soffitto foderato di perlinato il tempo è scandito dal respiratore elettronico del capofamiglia. «Da quanti anni è malato?», chiede Liori. «Non lo ricordo più», replica Antonio col linguaggio labiale. I familiari si lamentano: «Ci chiedono tredici euro al giorno per accompagnare nostro fratello a fare la fisioterapia». «Controllerò come stanno le cose».

La famiglia Porcu

La famiglia Porcu

Mariano Porcu, pietra angolare della famiglia, elenca le difficoltà per rinnovare la pratica di assistenza del padre, con conseguente sospensione dell’assegno: «Bisognerebbe facilitare questi passaggi». Antonello Liori si difende: «Il Comune di San Gavino dovrebbe avere un fondo per fare anticipazioni in casi come questo. Comunque è vero, ci sono un po’ di passaggi burocratici da snellire, però mi sembra che quest’anno siamo stati abbastanza solerti». Il discorso scivola sull’alta incidenza della Sla nel Medio Campidano: «Credo che ci siano già studi avviati», dice l’assessore, «Comunque chiederemo all’assessorato alla Programmazione – che finanzia la ricerca – di intervenire per capire i motivi di una concentrazione così alta». Nel frattempo «proporrò la creazione di un albo per i malati di Sla. Non abbiamo neppure un registro tumori e stiamo cercando di costituirlo». Tutti passaggi che Liori inquadra anche nell’ottica di un taglio delle spese: «La sanità sarda ha centinaia di milioni di disavanzo, abbiamo la necessità di sapere qual è la situazione reale per programmare gli interventi».

Un tempo la Sla era considerata una malattia rara, con tutti i problemi che questo comportava. Ormai non più: «C’è una ventina di nuovi casi all’anno». Persone che da un giorno all’altro devono fare i conti con una valanga di spese impreviste: «Esistono diverse leggi, e quindi maggiori possibilità di avere fondi, per queste patologie. Stiamo finanziando anche un programma tv che ha l’obiettivo di informare i pazienti». Mariano Porcu racconta che il fratello, Daniele, è appena tornato a casa dall’ospedale: «Vogliamo che viva con noi». «L’ospedale è per i pazienti acuti, tutti gli altri devono stare a casa», ribatte l’assessore. Con chi? «Rinunciare a lavorare per accudire i familiari è una scelta comprensibile sul piano affettivo ma discutibile su quello della programmazione sanitaria. La Regione dovrebbe creare le figure professionali adeguate e assistere i pazienti a casa».

La visita è finita, restano gli impegni presi da Liori. Li rispetterà?

Fonte: Paolo Paolini, Unione Sarda di Martedì 22 dicembre 2009

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Banditi con la ruspa, fallisce il colpo all’Eurospin

Scritto da admin il 22 dicembre 2009

I danni all'Eurospin di San Gavino Monreale

I danni all'Eurospin di San Gavino Monreale

Volevano portare via la cassaforte del supermercato «Eurospin», ma il furto è andato male a Donatello Dedoni, 36 anni, allevatore di San Nicolò d’Arcidano: è finito in cella mentre i suoi due complici sono riusciti a far perdere le loro tracce. Così ieri all’alba alle tre e mezza circa i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Villacidro, insieme ai militari della stazione di San Gavino sono così riusciti a sventare un furto che avrebbe permesso ai tre bandii di portare via la cassaforte. Alle 3.15 circa, dopo aver forzato il cancello di un deposito di legna situato vicino alla stazione ferroviaria di San Gavino a pochi passi dall’Eurospin, Donatello Dedoni, insieme ad altri due complici, ha rubato una ruspa, che subito dopo ha utilizzato per sfondare l’ingresso del supermercato «Eurospin» in via Maria Carta.

Donatello Dedoni

Donatello Dedoni

A questo punto è scattato l’allarme. Una volta fatta irruzione nell’esercizio commerciale, con la pala meccanica del mezzo il 36enne pregiudicato ha portato all’esterno la cassaforte, che conteneva l’incasso del fine settimana. Tuttavia mentre si accingeva a caricarla su un secondo mezzo, un Fiat Strada (anch’esso risultato rubato poche ore prima da un’impresa edile di Oristano), si è accorto della presenza dei carabinieri e si è dato alla fuga, insieme ai due complici, mascherati con un passamontagna.
Il tempestivo intervento dei militari ha fatto fallire il colpo ed ha permesso la cattura immediata di Donatello Dedoni nelle campagne circostanti, mentre i due complici, fuggiti lungo la vicina ferrovia, sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
L’allevatore pregiudicato di San Nicolò d’Arcidano è stato poi trovato in possesso di un passamontagna, di un coltello «pattadese» e di 3 grimaldelli, tutti posti sotto sequestro.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 22 dicembre 2009

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Difendiamo l’ospedale Microcitemico

Scritto da admin il 22 dicembre 2009

Riportiamo una lettera di una nostra amica preoccupata per le possibilità che il Microcitemico di Cagliari venga accorpato al Brotzu. Potrete farvi un’idea delle conseguenze di una scelta del genere leggendo queste accorate parole di una madre angosciata, e a ragione, per le decisioni dell’assessore alla Sanità Antonello Liori.

Dopo le polemiche e le proteste per l’ospedale di San Gavino Monreale, anche a Cagliari ci si mobilita contro una riforma della sanità regionale che non tutela i pazienti, ma mira piuttosto a gestire il denaro e le poltrone.

Con una Legge di Riforma approvata in Consiglio Regionale ad Agosto e un emendamento divenuto operativo senza nessuna preventiva discussione dell’organo consiliare preposto, la Commissione Sanità, si è deciso di accorpare l’ospedale Microcitemico all’azienda ospedaliera Brotzu.
Senza consultare nessuno, gli scienziati di fama internazionale che ci lavorano (prof. Cao, prof. Monni, prof. Galanello ecc. ), che con tenacia e passione si sono battuti perché in Sardegna, a Cagliari, venisse creata una struttura per curare la più grave e frequente malattia genetica presente nell’isola, la talassemia, senza parlare con i pazienti, con le Associazioni che li tutelano, con il personale altamente specializzato che ci lavora, si è deciso di liquidare una delle poche realtà di eccellenza presente nella sanità sarda.
I nuovi reparti dell’ospedale, destinati in origine ad accogliere e ampliare oncoematologia pediatrica, il day hospital talassemici, gli spazi dedicati alle malattie rare, i laboratori di ricerca che lavorano in collaborazione con l’Università e con importanti multinazionali, saranno destinati ad altro, ancora non si sa a cosa e soprattutto a chi.
Si è deciso di estromettere l’Università dalla gestione della struttura, presenza che invece garantisce cure all’avanguardia e ricerca costante, mettendo in un unico calderone motivazioni quali risparmio, efficienza e non meglio precisati vantaggi per i malati. Chi ha deciso questa riforma ha dimostrato di non sapere come funziona il Microcitemico e soprattutto di non conoscere i pazienti che qui vengono curati.

Il Microcitemico, soprattutto il Day Hospital Talassemie, accoglie persone che da quando nascono, per ogni giorno della propria vita, devono seguire cure e fare controlli specifici, seguiti costantemente da specialisti che diventano quasi parte della propria famiglia. Il medico di riferimento, il cardiologo, l’oncologo, il radiologo, l’endocrinologo del Microcitemico conoscono uno per uno i propri pazienti, che non sono individui che sporadicamente hanno bisogno di cure, ma sono persone che hanno sempre bisogno di cure, che non si possono improvvisare.
Il Microcitemico ospita un reparto di Ginecologia all’avanguardia nella diagnosi prenatale e nella cura dell’infertilità, cui accedono ogni anno migliaia di coppie che aspettano un bimbo o lo cercano. L’ospedale Microcitemico è una seconda casa per i malati “cronici” che qui fanno le terapie che gli consentono di vivere, è la punta di diamante della prevenzione delle gravi malattie genetiche, ereditarie, metaboliche che pongono la Sardegna ai primi posti in Italia, e purtroppo per alcune patologie al mondo, fra le regioni in cui sono più presenti queste malattie. Il Microcitemico è soprattutto un ospedale pediatrico, che cura ogni giorno bambini di tutta la Sardegna e di tutto il mondo, unico esempio di struttura sanitaria sarda che accoglie “viaggi delle speranza”.
Per scongiurare l’accorpamento al Brotzu, dettato da esigenze veramente poco chiare e che toglierebbe competenze, strutture, ricerca al Microcitemico, si è da subito creata una forte mobilitazione, soprattutto fra i pazienti e le Associazioni di tutela, con appelli alla stampa e sottoscrizioni su internet. Purtroppo, quello che invece appare chiarissimo è che tutte le ragioni addotte finora per giustificare questa operazione (razionalizzazione della spesa, maggiore efficienza operativa, ??) sono palesemente false. Inoltre, sentire un assessore regionale alla sanità dire che i suoi interlocutori non sono gli scienziati mette veramente in grande allarme. Chi sono allora, questi interlocutori? Non sono gli scienziati che hanno speso l’anima per questo ospedale, non sono i pazienti e le Associazioni che li tutelano, non sono il personale che ci lavora, e allora chi? Lo dicano, chi sono questi interlocutori!

Visto che si parla tanto di meritocrazia, perché non viene applicata in questo caso? Lasciando stare i riconoscimenti per il lavoro svolto all’ospedale Microcitemico, anche a livello internazionale, trascurando la sua storia, si sentano i pazienti e i loro familiari. Ci può essere strumento migliore di valutazione di una struttura come questa del parere dei pazienti e dei loro familiari? Non credo proprio.
Una cosa è certa, non bisogna permettere che si facciano operazioni di potere sulla pelle dei nostri figli. Io sono pronta a fare qualsiasi cosa per impedire che ai malati seguiti al Microcitemico vengano tolti diritti basilari, conquiste costate anni di fatica e ricerca, assistenza e cure che solo la presenza dell’Università possono garantire. Nessuno farà tornare indietro la speranza di vita dignitosa e felice dei piccoli talassemici, dei tantissimi pazienti seguiti per malattie rare, dei bambini con gravi patologie oncoematologiche. Qui è in ballo la vita di tantissimi bambini e mi appello con fiducia, al di là delle posizioni politiche e ideologiche, a tutti quelli che sanno cosa voglia dire avere questi problemi, mobilitiamoci e non lasciamo che ci tolgano il nostro ospedale.

Per razionalizzare la spesa sanitaria, così sostengono, di fatto si taglia una realtà di eccellenza unanimemente riconosciuta: la vicenda ha poco di razionale e non so se sia vero che si risparmierà, ma dico di più, anche se così fosse, non si può risparmiare sulla pelle dei più deboli!
Invito i cittadini Sardi a non chiudere gli occhi su questa grave vicenda, qui c’è in ballo la salute e il futuro di tanti nostri figli, a cui qualcuno vuole negare il diritto a una vita piena, serena, normale.

Sestu, 22 Dicembre 2009

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