I volontari riuniti per aiutare gli ammalati di Sla
Uno dei paesi più colpiti è San Gavino dove i malati sono diversi come ricorda Antonio Garau, uno dei componenti del comitato “Pro Mondo”: «Vogliamo formare un fondo con progetti mirati per incentivare la ricerca sulle cause della Sla prima nel Medio Campidano e nella Marmilla e poi in tutta la Sardegna, regione con una delle incidenza più alte d’Europa». Alla riunione hanno partecipato non solo i familiari di alcuni ammalati, ma anche alcune persone che stanno combattendo contro questa terribile con grande coraggio e determinazione. «L’assistenza ai malati di Sla – aggiunge Antonio Garau – deve essere mirata anche alla tutela della famiglia soprattutto nelle ore notturne quando non ci sono gli operatori specializzati. Per un malato di Sla un giorno è un anno di vita, facciamo nostre le proposte dettagliate presentate da un malato di Monserrato, Tore Usala che, tra l’altro, chiede un’assistenza di 12 ore al giorno e una fisioterapia specializzata».
A chiedere che si faccia chiarezza sulle origini della malattia c’è anche Tiziana Lai di Sanluri, moglie di Bruno Leanza, affetto da Sla da diversi anni: «Vogliamo capire come mai questa zona è così colpita: se si tratti di un discorso ambientale, dal momento che siamo circondati da miniere come quella di Furtei o di Montevecchio dove si utilizzava il cianuro per estrarre i minerali, o se sia un fatto genetico. C’è qualcosa di strano: la nostra è una delle zone più colpite al mondo».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Venerdì 08 gennaio 2010
Popularity: 1% [?]
Articoli correlati:
- Gara di solidarietà per aiutare lo speaker Anicetto Scanu
- Volontari del soccorso, nuova sede
- Nuove regole per i volontari

