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Risultati per gennaio 9th, 2010

Due delle vittime dello schianto erano sangavinesi

Scritto da admin il 9 gennaio 2010

San Gavino, il tragico rientro da una serata di festa a Quartu.

È il tragico bilancio dell’incidente avvenuto ieri a breve distanza a Monastir alle 19,20. Ugo Lisci e la figlia Manuela sono morti nella tragica carambola sulla 131 stavano rientrando a San Gavino da Quartu dopo aver fatto visita a Barbara, una dei quattro figli dell’uomo, nato 68 anni fa a Pabillonis. Era dipendente dell’Anas: faceva il custode di una casa cantoniera.

Ugo Lisci, una delle vittime dell'incidente di ieri sera

Ugo Lisci, una delle vittime dell'incidente di ieri sera

La notizia della sciagura è piombata in paese verso mezzanotte: un tam tam di telefonate e di voci incredule che ha attraversato le case e le famiglie che risiedono in via Pascoli. Un piccolo rione di alloggi popolari, abitato da lavoratori e operai. A tarda notte l’abitazione dei Lisci che si trova nella periferia del paese era sbarrata. Scampato alla sciagura, il figlio Mattia che viaggiava col padre e la sorella è ricoverato all’ospedale di San Gavino: i medici lo stanno curando nel reparto di chirurgia. Le sue condizioni non sono gravi, ma il ragazzo versa in profondo stato di choc.
Ha balbettato soltanto qualche parola incomprensibile ai soccorritori che lo trasportavano in corsia. Ricorda poco o nulla. I medici gli hanno somministrato dei forti sedativi. Nelle prossime ore appena starà meglio, i carabinieri potranno sentirlo per ricostruire da un testimone diretto la dinamica del terribile incidente che ha provocato tre morti e dodici feriti.

Ugo Lisci era rimasto vedovo quattro anni fa. La moglie era morta di tumore dopo una lunga malattia. A San Gavino abitava con lui solo il figlio Mattia, l’ultimogenito di 23 anni. Gli altri tre avevano scelto strade diverse: Barbara era rimasta in Sardegna. Dopo aver trovato lavoro a Cagliari, vive a Quartu. Gli altri Manuela e Nicola (il primogenito) erano emigrati: lavoravano nella penisola da un paio d’anni. La ragazza (che aveva trentacinque anni e non era sposata) era rientrata a San Gavino per trascorrere le festività assieme al padre e al fratello più piccolo. Erano stati giorni di festa e di serenità in una famiglia che era stata colpita negli anni scorsi dalla morte della madre. L’appuntamento col destino crudele li ha sorpresi all’altezza di Monastir.

Fonte: Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Sabato 09 gennaio 2010 12.04

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Schianto sulla Carlo Felice: 3 morti e 15 feriti

Scritto da admin il 9 gennaio 2010

Schianto sotto il diluvio sulla 131. Una strage: 3 morti, 15 feriti a Monastir.

È il tragico bilancio dell’incidente avvenuto ieri a breve distanza a Monastir alle 19,20. Dopo un tamponamento a catena, sull’asfalto bagnato da un’intensa pioggia sono rimasti i cadaveri di tre persone: Ugo e Manuela Lisci (di San Gavino, padre e figlia) e Aldo Erby, di Nuraminis: scesi dalle loro auto dopo il primo contatto, sono stati tutti investiti da una quarta auto. I primi due sono stati travolti da una vettura proveniente in senso opposto. Il terzo è morto poco dopo l’arrivo dell’ambulanza

Schianto sotto il diluvio sulla 131 Una strage: 3 morti, 15 feriti a Monastir

Schianto sotto il diluvio sulla 131 Una strage: 3 morti, 15 feriti a Monastir

MONASTIR Sull’asfalto scarpe da ginnastica e brandelli di carne, una dentiera accanto a un orologio in frantumi, sangue, rottami di ogni genere sparsi nel raggio di quaranta metri. Alle 19,22 di ieri il chilometro 18 della Carlo Felice si è trasformato in un inferno. Sotto una pioggia gelida e maledetta. Tre morti e quindici feriti. Un bilancio impressionante, inaccettabile.

LE VITTIME Ugo e Manuela Lisci, 67 e 35 anni, padre e figlia di San Gavino Monreale, hanno perso la vita sul colpo. Falciati da un’auto dopo essere usciti illesi da un primo tamponamento, scaraventati nella corsia opposta e qua travolti e dilaniati da un Suv che ha proseguito la corsa per centinaia di metri prima di fermarsi. Aldo Erby, 55 anni, agricoltore di Nuraminis, invece respirava ancora quando sono arrivati i primi soccorsi. Una dottoressa, medico anestesista, si è fermata e ha tentato disperatamente di rianimarlo con un massaggio cardiaco. Poi è arrivata l’ambulanza del 118, ma quando l’uomo è stato caricato sulla barella il suo cuore ha smesso di battere.

DINAMICA INCERTA I carabinieri della compagnia di Dolianova, guidati dal capitano Davide Colajanni, si sono trovati di fronte una scena raccapricciante. Un intrico di lamiere e corpi irriconoscibili, feriti sotto choc, urla, confusione. La prima parzialissima ricostruzione è arrivata solo a tarda notte. A innescare la carambola mortale sarebbe stato un primo tamponamento, avvenuto alle 19,15 sulla direttrice Cagliari-Sassari, che ha coinvolto una Citroen C2 condotta da Maria Caterina Tola, 55 anni, di Samatzai, e la Fiat Punto Grigia su cui viaggiavano Ugo, Manuela e Mattia Lisci, 19 anni, figlio e fratello delle due vittime, rimasto miracolosamente illeso e trasportato in stato confusionale al Santissima Trinità.

IL SECONDO SCONTRO Pochi istanti e dalla stessa direttrice di marcia è sopraggiunta la Fiat Punto con al volante Aldo Erby, che tornava in paese dalla moglie e dalla figlia dopo essere stato a Cagliari a far spesa. L’agricoltore di Nuramis si è trovato la strada sbarrata e non è riuscito a evitare l’impatto, finendo così contro la Punto dei Lisci ferma in mezzo alla carreggiata. Un impatto violento, ma non fatale. Erby infatti è sceso dall’auto, non prima di aver indossato il giubbino catarifrangente, per sincerarsi delle condizioni degli altri feriti. E come lui hanno fatto anche Ugo e Manuela Lisci. Mattia invece, il più giovane della famiglia, è rimasto prudentemente sul lato destro della carreggiata, salvandosi così la vita.

FALCIATI IN MEZZO ALLA STRADA Pochi istanti dopo al chilometro 18 della 131 è comparsa la sagoma scura di una Grande Punto con a bordo una famiglia di Senorbì, Agostino Collu, che è al volante, la moglie Maria Giovanna Sirigu e il figlio Mirko. Il conducente, che in ospedale dichiarerà di essere sicuro di non aver investito nessuno, ha notato solo all’ultimo momento le tre auto semidistrutte in mezzo alla strada: ha frenato, ma l’asfalto viscido ha fatto slittare il veicolo che ha sbandato senza più alcun controllo. È un attimo: la berlina, almeno stando ai primi rilievi dei carabinieri che attendono però ancora il timbro dell’ufficialità, avrebbe centrato in pieno Aldo Erby, Manuela Lisci e il padre Ugo, proiettandoli in aria. I loro corpi sono ricaduti come manichini sulla corsia opposta, una ventina di metri più in avanti rispetto al punto d’impatto. Qua padre e figlia, sono stati nuovamente travolti da un potente Suv diretto verso Cagliari. Il veicolo ha straziato i loro corpi, arrestandosi solo dopo quasi un chilometro. A quel punto il conducente ha chiamato i soccorsi, poi è stato portato nella caserma dei carabinieri di Monastir per essere interrogato.

INCIDENTI A CATENA Dopo l’incidente mortale si susseguono nel giro di pochissimi minuti altri due tamponamenti, il primo centocinquanta metri prima, in direzione Cagliari, con quattro auto coinvolte, il secondo quattro chilometri più a Sud, sulla direttrice per Sassari. Anche qui feriti, disperazione, urla, paura, ululare di sirene. Per soccorrere tutti servono sette ambulanze del 118, mentre sul posto vengono dirottati mezzi dei Vigili del fuoco. A eseguire i rilievi sono i carabinieri di Monastir e la Polstrada. Il traffico va in tilt. La Carlo Felice viene chiusa sino a mezzanotte per un lungo tratto. Alle 23 vengono rimosse le auto coinvolte. I cadaveri di Manuela e del padre Ugo restano invece sull’asfalto, sotto la pioggia che non smette, coperti dai teli bianchi, in attesa del via libera alla rimozione da parte del pm, arrivato solo alle 24.

Fonte: Massimo Ledda, Unione Sarda di Sabato 09 gennaio 2010

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