«Porto a Berlino la nostra arte contemporanea»
«Questo evento – spiega Giovanni Casu – si svolgerà a maggio. Vogliamo promuovere la cultura sarda attraverso l’arte contemporanea. Oggi sembra che tutto sia lasciato al caso e si punta soprattutto sulla gastronomia e sul folclore mentre io parlo di una cultura sarda viva che si esprime attraverso l’arte contemporanea e si sa reinventare. Come artista sardo voglio portare qualcosa di specifico e originale non una cultura e una lingua morta».
Giovanni Casu lancia un appello per l’organizzazione di questa grande mostra che vede anche la collaborazione di Ambra Pittoni, una giovane piemontese di origini sarde e Fabrizio, presidente di un circolo di emigrati sardi a Berlino. «In questa città in cui ci sono circa 700 gallerie di arte contemporanea – spiega – ci sono circa 50 artisti sardi, di questi 8-9 fanno arte contemporanea. La mostra si svolgerà nella WirGallery Friedrichshain nella ex Berlino est in un quartiere degli artisti conosciuto per essere alternativo. Siamo già in grado di organizzare questo evento, ma abbiamo bisogno di fondazioni sarde e di tutti coloro che hanno interesse a promuovere gli artisti sardi. Chiediamo un sostegno non solo economico, ma anche una collaborazione».
Questo artista sangavinese, che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a Parigi e a Berlino, due anime della cultura mondiale, città cosmopolite abituate allo straniero e all’integrazione, dove si chiede a chi arriva cosa può apportare e non da dove viene, ha le idee molto chiare. «Ci sono città – rimarca Giovanni Casu – come Lille in Francia che hanno cambiato il proprio volto grazie alla cultura ed hanno modificato la propria economia. Anche in Sardegna ci potrebbe essere una biennale dell’arte contemporanea che potrebbe davvero diventare uno strumento per la promozione dell’identità sarda».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 18 gennaio 2010
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