05
febbraio 2012
domenica
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Risultati per gennaio 19th, 2010

Le piogge incessanti dei giorni scorsi hanno reso le strade di San Gavino impraticabili: grosse buche negli incroci delle vie principali e calcinacci caduti da vecchie case diroccate rappresentano un serio rischio sia per i pedoni che per gli automobilisti.
La via Dante, una delle arterie principali visto che ospita diverse scuole, un parco, un teatro, un’azienda sanitaria e alcune attività commerciali, è una delle più pericolose: ancora oggi è ricca di crepe e priva di un’adeguata illuminazione e di un marciapiede continuo. Questa è una delle lamentele più frequenti fra i sangavinesi che, per innumerevoli motivi, percorrono questa strada e che rischiano di bagnarsi per le pozzanghere o addirittura di essere investiti dalle automobili.

L’amministrazione comunale si è impegnata da subito a ricoprire le fosse ma, per quanto riguarda la via Dante, per ora non si possono compiere importanti interventi. «Tra i programmi a breve termine – afferma l’assessore all’Urbanistica, Bruno Deidda – e che fanno parte dei provvedimenti del nuovo assetto urbanistico, è previsto il rinnovamento del manto stradale di una zona della via Dante che va dai cancelli della vecchia ferrovia fino al parco, all’imbocco di via Leonardo. Nell’altra parte non possiamo ancora intervenire: i tecnici stanno effettuando una perizia nell’ambito di una causa civile con la Safer, la ditta che gli scorsi anni ha svolto i lavori per la nuova ferrovia». Secondo l’accusa, i camion che per tutto il tempo dei lavori, hanno transitato lungo la via Dante, hanno rovinato ulteriormente l’asfalto.

Il Comune ha provveduto a impegnare una somma per pagare un perito nominato dal tribunale che, lo scorso 9 gennaio, ha effettuato un sopralluogo ed ha visionato lo stato della strada. Entro novanta giorni si deciderà l’ammontare delle spese e un giudice stabilirà la percentuale che dovranno stanziare il comune e le Ferrovie dello Stato.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Martedì 19 gennaio 2010

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Stazione al buio, i pendolari protestano

Scritto da admin il 19 gennaio 2010

Da diversi giorni manca l’illuminazione nei parcheggi della nuova stazione ferroviaria. È la denuncia dei pendolari che ogni giorno vanno in treno a Oristano o Cagliari per lavoro e che in queste sere invernali rientrano in uno scalo sempre al buio. «Questa situazione va avanti da tempo», lamentano alcuni lavoratori, «ma sembra che nessuno se ne sia accorto. Il rischio di essere investiti da qualche auto in queste condizioni è molto alto, soprattutto quando piove a dirotto come nei giorni scorsi».
Da qui la richiesta di un’immediata soluzione del problema. In più molti pendolari, appena scesi dal treno, percorrono un piccolo sterrato pieno di ostacoli non lontano da un vicino supermercato: «In questa strada – sottolineano i pendolari – ci sono da diversi mesi alcuni tubi che sono da ostacolo a chi cammina. La stazione sembra davvero terra di nessuno: non sono state tracciate bene le strisce pedonali e nelle strade di accesso mancano i marciapiedi e si rischia di essere investiti. È una vergogna».
Inoltre non c’è neanche un bar aperto per poter prendere un caffè o un’edicola in cui acquistare i giornali. Una situazione che va avanti da tempo e che non sembra sia risolvibile in tempi brevi.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 19 gennaio 2010

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Remigio Pianu sulle orme di Bruce Lee

Scritto da admin il 19 gennaio 2010

Parteciperà nelle Filippine ai campionati del mondo di arti marziali

Remigio Pianu

Remigio Pianu

Il sogno si è avverato. Remigio Pianu parteciperà al campionato mondiale di kali, l’arte marziale filippina di cui, due mesi fa, si è laureato campione italiano. Il suo è un percorso fisico e simbolico. Fisicamente, perché da San Gavino, dove è nato 28 anni fa, da mamma di Pabillonis e papà di Serramanna, a Varese, dove vive fin da bambino, Remigio si prepara a raggiungere le Filippine, dopo aver fatto tappa a Cornaredo. Simbolicamente, perché il campionato mondiale che si svolgerà a Manila dal 19 al 21 febbraio prossimi è il traguardo (magari intermedio) di un lungo percorso formativo. Oggi Remigio insegna arti marziali nella palestra delle scuole medie “Dante Alighieri”, in via Morselli.

«Mi è sempre piaciuta l’arte marziale», spiega Remigio, che nella vita lavora come magazziniere in Svizzera. «Mi è sempre piaciuto il jeet kune do, l’arte marziale di Bruce Lee, per capirci. Da quella sono passato al kali filippino e ad altre». Proprio nel kali ha ottenuto le maggiori soddisfazioni. Lo scorso 14 novembre, a Cornaredo, in Lombardia, ha partecipato ai campionati nazionali di kali della Wfc Italia, imponendosi nel double stick (doppio bastone), la specialità regina. Una cavalcata esaltante sino alla finale più bella e attesa, contro il suo amico-rivale Vincenzo Amabile.
Ora lo attende la sfida ai maestri filippini, ma con questo risultato ha già ottenuto lo scopo di dare un po’ più di popolarità alla propria arte marziale: «Il kali filippino ha vari stili, a seconda delle isole filippine nelle quali è praticato», spiega Pianu. «In Italia ci sono diverse scuole. Sono sport duri, pesanti, praticati chi ha bisogno di difendersi. Si sa, la delinquenza qui al nord è sempre in aumento. All’estero lo praticano soprattutto i militari». Poi conclude con un aneddoto: «Le teste di cuoio americane sono chiamate così perché indossavano protezioni di pelle dura per evitare di essere uccise a colpi di macete dai guerriglieri filippini, esperti proprio nel kali».

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