Un carnevale pieno di polemiche
Cresce la tensione a un mese dalla prima sfilata nelle vie del paese. I carristi: la Pro loco ha rifiutato la nostra collaborazione.
«Lavoriamo per salvaguardare il prestigio della manifestazione e continueremo a farlo nel rispetto della popolazione e della cultura locale».
A poche settimane dalla prima sfilata sangavinese, che avverrà il 14 febbraio, i carristi non hanno ancora informazioni certe su chi sono gli organizzatori. Dopo un anno di silenzio si pensava che la rinascita portasse una nuova luce al paese ma, a quanto pare, non è così. C’è molta confusione causata da un carente e poco chiaro legame fra carristi, ProLoco e amministrazione comunale.
«Sembra che l’argomento più importante – sostiene Matzeu – sia soltanto l’organizzazione del carnevale, ma non si parla dei carristi e delle interminabili richieste, alle giunte comunali, di costruire dei luoghi adatti per realizzare e conservare i carri allegorici. Non si parla del duro lavoro, fatto comunque con passione, che svolgiamo ogni anno affinché il carnevale continui a vivere. Non si parla dei veri artefici del carnevale che ogni notte, tra umido e freddo, si riempiono di fango fino alle caviglie pur di onorare quello che è stato, per tanti anni, il fiore all’occhiello e l’orgoglio di San Gavino in tutto il Medio Campidano. A noi interessa non tanto fare le sfilate ma far rifiorire il carnevale».
Per rilanciare il carnevale i carristi hanno chiesto all’amministrazione comunale di collaborare con la ProLoco per aiutarli a gestire al meglio la manifestazione. «Ci è sembrata un’idea interessante – continua – fondere le varie professionalità in una struttura amministrativa e burocratica del tutto regolare che organizza eventi pubblici». Purtroppo la richiesta non è stata accettata: la ProLoco ha rifiutato il loro aiuto attraverso un comunicato pubblico, inviato al sindaco, dichiarando di essere un’associazione capace di organizzare da sola l’evento, senza la collaborazione di altri comitati. Tuttavia, non avendo nessun potere decisionale, attenderà la scelta definitiva dell’amministrazione comunale.
«Noi carristi – conclude – lavoriamo sodo ogni anno per salvaguardare il nostro paese e il prestigio che abbiamo ottenuto in questi anni in tutta la Sardegna e continueremo a farlo nel rispetto della popolazione e della nostra cultura sangavinese».
Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Mercoledì 20 gennaio 2010
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