08
febbraio 2012
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Risultati per gennaio, 2010

Buche e fango nei parcheggi dell’ospedale

Scritto da admin il 27 gennaio 2010

Dopo le numerose segnalazioni di buche (spesso voragini) nell’asfalto delle strade sangavinesi – spesso poco illuminate – e nonostante la riforma della viabilità e le promesse dell’assessore Bruno Deidda, ci troviamo di fronte ad un nuovo caso ai limiti del possibile.
Vi riportiamo l’articolo così come compare sull’Unione Sarda.

Buche, improvvisi avvallamenti e fango. Sono questi alcuni dei problemi che contraddistinguono l’accesso ai parcheggi interni dell’ospedale di San Gavino. Lo segnalano alcuni dipendenti che anche di recente hanno dovuto camminare a zig zag per raggiungere la propria auto ed evitare le pozze d’acqua. Ma non è questo l’unico disagio perché anche i malati trasportati dalle ambulanze che arrivano al pronto soccorso devono subire continue sollecitazioni, assai dolorose soprattutto nei casi di fratture del paziente.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 27 gennaio 2010

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Luminarie in via Roma accese come a Natale

Scritto da admin il 27 gennaio 2010

Nonostante le festività di fine anno siano ormai trascorse, nelle strade principali di San Gavino sembra di essere ancora a Natale. Le luminarie di via Roma, infatti, sono ancora accese.

Per l’assessore all’Urbanistica Bruno Deidda si tratta di una questione tecnica. Le luminarie appartengono al Comune. L’impresa che ha ottenuto l’appalto per la costruzione, la manutenzione e la conservazione delle illuminazioni di Natale non può toglierle in quanto sono ancora troppo bagnate dalla pioggia. «Sono luci particolari – sostiene Deidda – a basso consumo energetico, che devono essere conservate solo se completamente asciutte». Inoltre non possono essere spente perché sono collegate con l’illuminazione pubblica.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Mercoledì 27 gennaio 2010

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Il Carnevale Sangavinese è salvo!

Scritto da admin il 26 gennaio 2010

Maschere durante una sfilata

Maschere durante una sfilata

Nella giornata di ieri è finalmente stato trovato un accordo tra amministrazione comunale e carristi, che ha messo fine al mistero e all’incertezza che aleggiava sulla 26° Edizione del Carnevale Sangavinese. Le sfilate, come da tradizione, si svolgeranno la domenica e il martedì grasso. Sono state scongiurate inopportune sovrapposizioni con le sfilate di Guspini e Marrubiu.

Nicola Mancosu, del Fibra Ottica Group, dice: “Le sfilate saranno domenica 14 e martedi grasso 16, un ringraziamento ai carristi e alla amministrazione comunale“. E’ infatti grazie all’impegno congiunto di tutti che si è trovato un compromesso accettabile e che potesse favorire il rilancio del carnevale dopo un anno di stop forzato. “Un grazie speciale ai sostenitori del gruppo di facebook *Per chi vuole che le sfilate sangavinesi siano domenica 14 e martedi 16*, anche noi in piccolo abbiamo dato il nostro contributo facendoci sentire!“.
In realtà il contributo del gruppo è stato rilevante, dato che ha permesso l’interazione tra i carristi e l’assessore Fedele Melas, che ha fatto da tramite tra le parti in causa.

Raccogliamo anche il commento di Alioska Mancosu: “A proposito delle sfilate a San Gavino penso che grazie alla tenacia dei carristi e del buon senso del sindaco credo che a partire da quest’anno si possa riprendere il percorso intrapreso qualche anno fa e interrotto dall’amministrazione comunale passata“.

Anche Nicola Orrù, del Gruppo AnnoZero è contento dell’accordo raggiunto, però lancia delle domande dal nostro forum.: “L’Associazione Culturale AnnoZero aveva presentato la stessa proposta, cioè domenica 14 e martedì 16 febbraio.“. Si chiede di rendere noto, in definitiva, come mai la proposta avanzata (peraltro unica risposta al bando per l’organizzazione del carnevale sangavinese) sia stata respinta. E aggiunge: “Che fine hanno fatto i mamuthones?“.

Comunque per ora tutti i giovani sangavinesi possono tirare un sospiro di sollievo. Il Carnevale è tornato per le vie del nostro paese!

Troverete la discussione sul forum nel topic 26° Carnevale Sangavinese [2010].

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Un fiore a domicilio per ogni malato

Scritto da admin il 26 gennaio 2010

Le iniziative del Centro italiano femminile

Sono tante le iniziative di solidarietà delle donne del Centro Italiano Femminile per alleviare le sofferenze altrui. L’opera delle socie del Cif continua instancabile con l’aiuto alle tante persone in difficoltà.
Tra le altre attività l’11febbraio, giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, sarà ricordata la giornata del malato con un fiore che viene ad ogni persona sofferente. Ci sarà poi «La giornata della donna con la famiglia».
Tutto si svolge all’insegna della gratuità e della solidarietà: «La povertà esiste anche a San Gavino – evidenzia la presidente Rita Garau – da parte nostra c’è sempre molta discrezione: nelle famiglie entriamo sempre in punta di piedi e non dimentichiamo mai che le persone vanno aiutate in tutti momenti dell’anno».

Intanto di recente c’è stata una grande festa nella sede del Centro Italiano Femminile per i 90 anni di Eva Secci, una delle socie più anziane iscritta all’associazione da quasi 30 anni. A festeggiare la nonna c’erano tantissime socie del Cif che nella sede di via Roma hanno preparato un abbondante rinfresco. Per Eva Secci è stata davvero una serata indimenticabile che si aggiunge alle tante iniziative. Questa associazione affonda le sue radici nel passato: «Il Cif – dice Rita Garau – è nato nel 1944 come associazione a carattere religioso».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 26 gennaio 2010

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Una nuova opportunità per l’inserimento nel mercato del lavoro di nove disabili visivi. È stato questo il senso del progetto «Occhio alla svantaggio» che ha permesso a diversi ipovedenti e non vedenti di seguire un percorso formativo con lezioni teoriche a cui si è aggiunto uno stage di 200 ore, che ha consentito di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante le lezioni teoriche.

Occhio allo svantaggio

Occhio allo svantaggio

Gli enti e aziende coinvolti sono state la Asl 6 che ha ospitato due corsisti mentre gli altri partecipanti al progetto hanno trovato posto nei Comuni di San Gavino, Gonnosfanadiga, Quartu Sant’Elena e Samassi, nella Provincia del Medio Campidano, nell’azienda Co.Mo.Chi. di Sanluri e nella Cooperativa Agorà Sardegna di Selargius. Il bilancio è più che positivo e se ne è parlato a conclusione del progetto in occasione di un convegno-dibattito, ben organizzato dall’associazione «Logos» di Samassi, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone.

L’orientamento al lavoro, le prospettive per l’inserimento lavorativo e le opportunità nelle nuove professioni per disabili visivi sono stati i temi esposti da Alessandra Fantinel, tutor del progetto; da Ambrogio Posadinu, direttore generale dell’In.Sar e da Veronica Mattana, referente per l’I.Ri.For. Luciano Paschetta si è soffermato sul significato del «sentirsi capaci nel mondo del lavoro», mentre Mauro Sanna, consigliere dei consulenti del lavoro della provincia di Cagliari, ha parlato degli aspetti legislativi sull’assunzione dei disabili riscuotendo l’attenzione e la richiesta di ulteriori informazioni da parte delle aziende presenti.
Benedetta Bellò e Michela Loi hanno esposto uno studio sulle aziende del Medio Campidano, analizzando gli aspetti psicosociali dei datori di lavoro che possono incidere sulla decisione di assumere un disabile nella propria azienda.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 25 gennaio 2010

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Il trentesimo regno

Scritto da admin il 24 gennaio 2010

Il trentesimo regno

Il trentesimo regno

“Oltre i ventisette reami, nel trentesimo regno”. Questo é il modo in cui, nelle fiabe russe, viene introdotto il territorio ove si nasconde il famoso “uccello di fuoco”, la terra dominata dal diabolico gigante-non morto Koščej (un vero e proprio lich con tanto di uovo-filatterio ove custodisce la sua anima), la landa per la quale la Baba Jaga si muove a bordo della propria casetta dalle zampe di gallina, il luogo dove pascolano i cavalli magici e i contadini scemi diventano zar.

Nello stesso modo all’autrice piace definire anche il mondo fantasy che ha inventato, anche se poco ha a che vedere con la favolistica russa. Ha immaginato un’Eurasia preistorica, si è spinta fino alle sue estreme propaggini settentrionali e ha fantasticato su come gli antichi popoli vivessero la loro esistenza primitiva, secondo i ritmi eterni della terra, guidati da un atavici culti sciamanici. I mortali e gli Immortali nel suo mondo convivono apertamente nelle stesse tribù, e spesso sotto lo stesso tetto, anche se ci sono i primi, atroci segni delle future divisioni tra stirpi “elfiche” e “umane”.

I suoi protagonisti appartengono alla stirpe degli immortali, dei Qvanmujas, e il lungo contorto cammino delle loro secolari esistenze si svilupperà tra guerre e selvaggi riti orgiastici, esaltazione mistica e vertiginose cadute nei più profondi abissi infernali.

In questo romanzo l’autrice ha profuso tutto il suo amore per le leggende slave e antico-nordiche e sarà ben felice se qualcuno vorrà condividere parte del suo immaginario.

Potete ordinare il libro sul sito di Edizioni Montag oppure direttamente su IBS.

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