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Risultati per marzo, 2010

Una speranza per i lavoratori della fonderia

Scritto da admin il 31 marzo 2010

Cassa integrazione supplementare e corsi per i dipendenti. Anche i 46 operai dell’impianto di San Gavino inseriti nel provvedimento adottato per la fabbrica di Portoscuso. Strada tracciata dalla Regione d’accordo con i dirigenti della Portovesme.

Cassa integrazione supplementare e corsi di formazione scaccia crisi per la fonderia di San Gavino. Si è tenuto lunedì un Consiglio Provinciale straordinario, a cui ha presenziato l’assessore regionale all’Industria Sandro Angioni, a seguito dei nuovi accordi presi a sostegno della crisi che sta colpendo le realtà legate all’industria del piombo del territorio.

ASSEGNI Secondo le nuove intese, anche i 46 operai della fonderia “Portovesme srl” di San Gavino usufruiranno, insieme ai 140 dello stabilimento del Sulcis Iglesiente, dei percorsi formativi e degli ammortizzatori sociali garantiti dalla Regione con l’accordo siglato il 29 marzo scorso nell’assessorato regionale al Lavoro di Cagliari. Il protocollo, firmato dai rappresentanti della Regione, delle Province di Carbonia Iglesias, Medio Campidano e Cagliari, della Portovesme srl, dell’Agenzia regionale per il lavoro, della Confindustria Sardegna Meridionale e delle organizzazioni sindacali, ha garantito lo stanziamento di 340.000 euro per assicurare a ciascun lavoratore circa 340 euro lordi di aggiunta alla cassa integrazione, a patto che partecipi ai corsi di aggiornamento professionale all’interno dell’azienda.

AGGIORNAMENTO I corsi, in materia ambientale e di sicurezza, inizieranno il 6 aprile, ed hanno trovato il parere favorevole dell’assessore regionale all’Industria Sandro Angioni, e del presidente della provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco. «Portiamo avanti il nostro impegno a favore della Portovesme srl», ha detto Sandro Angioni, durante il consiglio straordinario, «con gli strumenti che abbiamo a disposizione, tenendo conto del cattivo andamento del mercato del piombo».

POSTI SALVI La politica attuata dal programma regionale viene incontro anche alle necessità della dirigenza aziendale che, grazie al sostegno in arrivo, potrà temporeggiare evitando drastici licenziamenti. Tra i politici della zona emerge però qualche dubbio, riconducibile a esperienze simili già vissute, in passato, dal territorio mediocampidanese. «I corsi di formazione in materia di ambiente e sicurezza», ha detto il consigliere provinciale, Agostino Pilia, «sono gli stessi sostenuti dai lavoratori della miniera di Montevecchio prima della sua chiusura. Occorre uscire da questa prassi della beneficenza per restituire dignità a dei lavoratori che, hanno dimostrato troppa pacatezza alla notizia del prolungamento della cassa integrazione per altri 36 mesi, oltre l’anno preventivato».

Fonte: Ivan Fonnesu, Unione Sarda di Mercoledì 31 marzo 2010

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In questo momento il cane si trova a Villacidro. Gli attuali custodi non posso tenerlo e cercano disperatamente qualcuno che possa occuparsene! E’ un cane dolcissimo, affettuosissimo e educatissimo.

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Grazie a tutti per la collaborazione!

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Finita l’era del binario unico. Treni più veloci e più sicuri con l’eliminazione di numerosi passaggi a livello nei centri.
Sei anni di lavori, 220 milioni: l’ultimo tratto completato ieri mattina a Samassi. Svolta per i viaggi in treno: 55 chilometri col doppio binario.

Il doppio binario

Il doppio binario

Più sicurezza e puntualità e treni che si incrociano senza doversi attendere l’uno con l’altro. Non sarà certo l’alta velocità, ma un bel passo verso trasporti su rotaia più moderni ed efficienti sicuramente. La linea Cagliari-San Gavino da ieri saluta il completamento del raddoppio dei binari. Ventinove marzo 2010: la data è di quelle da ricordare.
A Samassi, nel tratto in prossimità della stazione, sono infatti terminati i lavori per la sistemazione del doppio binario. Era il tassello che mancava, nel progetto della tratta Decimomannu-San Gavino Monreale. Trentanove chilometri (da Decimo a San Gavino) che portano a 55 i chilometri di linea a doppio binario tra Cagliari e San Gavino: 30 passaggi a livello eliminati, 220 milioni di euro di investimento.
Ecco i numeri dell’operazione raddoppio, cominciata alla fine del 2004, realizzata da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs), «nel quadro del più ampio progetto di rinnovamento e razionalizzazione della rete ferroviaria della Sardegna».
A Villasor, Serramanna, Samassi e San Gavino i lavori per la realizzazione del doppio binario sono stati accolti come un’opera fondamentale, anche se non tutto e filato liscio come l’olio.

PROTESTE A Serramanna (dove è sorto anche un Comitato che proponeva lo spostamento dei binari fuori del centro abitato) la scelta di mantenere il doppio binario nella sede originaria è stata contestata duramente. Le proteste, alla fine, sono rientrate e i lavori sono proseguiti spediti. I 39 chilometri di nuove linee si aggiungono ai 16 già esistenti fra Cagliari e Decimomannu. Con i nuovi binari, eliminati gli incroci fra i treni nelle stazioni e 30 passaggi a livello.

LE OPERE Soddisfatti i vertici di Rfi: «Questo consente di raddoppiare la potenzialità della linea e di aumentare sensibilmente la velocità dei convogli». I passaggi a livello sono stati sostituiti da 16 cavalcaferrovia e 6 sottovia. E per ricucire, e riunire i territori orfani dei passaggi a livello ecco otto nuovi ponti in cemento e acciaio. Nei comuni di Villasor, Serramanna, Samassi e San Gavino sono state realizzate 4 nuove circonvallazioni stradali, per il raccordo delle opere sostitutive dei passaggi a livello con la viabilità esistente. In tutte le stazioni interessate dai lavori di raddoppio sono stati realizzati 4 nuovi sottopassi pedonali e un sovrappasso e adeguati gli impianti alle normativa sul superamento delle barriere architettoniche: marciapiedi alti (per facilitare l’entrata e l’uscita dai treni), rampe di accesso, percorsi tattili per i non vedenti. I lavori strutturali, relativamente alle circonvallazioni e ai sottopassi, sono ancora in fase di realizzazione.

SCAVI È il caso di Serramanna, dove gli scavi per il tunnel della stazione di via Matteotti sono accompagnati da qualche lamentela dei residenti che protestano per i disagi. Tra Cagliari e San Gavino il doppio binario perfetto è comunque realtà. «Le stazioni di Villasor, Serramanna, Samassi e Sanluri sono state collegate al nuovo sistema di controllo del traffico dal Posto centrale di Cagliari», dicono ancora da Rete Ferrovie Italia. Novità anche nella nuova stazione di San Gavino Monreale che diventa punto di intercambio ferro-gomma. Un cambiamento che, secondo Rfi, «contribuirà ad alleggerire il traffico viario in entrata e in uscita da Cagliari».

Fonte: Ignazio Pillosu, Unione Sarda di Martedì 30 marzo 2010

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Commissione sport, è bufera

Scritto da admin il 30 marzo 2010

Protesta di cinque club: disattese le nostre indicazioni

È polemica sulla nomina dei componenti della commissione sport segnalati da alcune società sportive. Secondo queste ultime l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessore allo Sport, avrebbe disatteso le indicazioni date dalle società. Ecco perché i presidenti di cinque società (Italmpiombo, Circolo Santa Teresa, Due Castelli, Vitalis Basket e Campidania) hanno scritto una lettera di lamentele indirizzata al sindaco, all’assessore competente e ai consiglieri comunali. «La Giunta comunale», rimarcano, «ha disatteso completamente le indicazioni fornite dagli addetti ai lavori, scaturite dopo ampio dibattito. Nessuno dei nomi proposti è stato preso in considerazione».

Delle undici società presenti, la maggior parte aveva proposto il nome di Luca Vaccargiu, della società Campidania, che non è stato preso in considerazione. Tra gli altri nomi segnalati anche quello di Cinzia Gianesi della Vitalis Basket, Antonello Podda dell’Atletica Podistica e di Ottaviano Tronci del Tennis Club Monreale. Amareggiato è lo stesso Luca Vaccargiu: «Mi dispiace che la scelta sia stata poco corretta perché non si è presa in considerazione l’espressione delle società sportive presenti».

Sulla questione il consigliere di minoranza Nando Usai ha presentato una interrogazione in cui accusa la Giunta di non tenere in considerazione le istanze della cittadinanza. Da parte sua l’assessore allo Sport, Giovanni Mostallino, respinge le accuse: «Nel verbale di quella riunione non c’è nessun accenno al fatto che i più nominati dovessero far parte della commissione. Mancano alcuni componenti delle società sportive e si è data qualche settimana di tempo alle società per fornire i nominativi. Su dieci nomi dati ne sono stati scelti tre: Roberta Mura, Luigi Sedda e Ottaviano Tronci. Il sindaco ha scelto come presidente Mauro Altea, una persona di sua fiducia. Si vuole strumentalizzare l’operato della Giunta e dello stesso assessore, incarico che ricopro con grande dignità e onore, dal momento che anche un consigliere di maggioranza ha chiesto che fosse nominato Vaccargiu. Faccio l’assessore senza fare nessun torto alle società sportive».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 30 marzo 2010

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Biodiversità, Sardegna scrigno di tesori

Scritto da admin il 29 marzo 2010

Salvare le specie autoctone dall’estinzione e valorizzare, in Sardegna, la biodiversità. L’impegno dell’Amministrazione provinciale. Nell’Isola, pecore nere, maiali pezzati e cavallini fossili viventi. Provincia e “Città del Bio” in prima fila per tutelare le specie animali e vegetali.

Immagini dal convegno

Immagini dal convegno

Dicono, della Sardegna, che sia la terra della biodiversità per eccellenza. Lo è di certo il territorio della provincia del Medio Campidano, dove da tempo si sta giocando un’importante partita ecologico-ambientale: la tutela della diversità tra specie viventi, siano esse di origine animale che vegetale. Al vertice di questa eccezionale piramide, l’antico cavallino della Giara, quel “fossile vivente” che ancora scalpita sull’altopiano. Poi, via via, i cervi di Monte Vecchio e maiali “sardi” di Villacidro, le pecore nere di Arbus e “Sa Forresa”, la pecore dalle corna possenti che pasola nei campi di Tuili e Villanovaforru.

IL DIRETTORE Ignazio Garau, cagliaritano trapiantato a Torino e direttore dell’associazione “Città del Bio”, parla dell’isola come «di un grande scrigno di tesori». «Proprio nel Medio Campidano – dice – si coniugano due aspetti: le aree naturali protette dove si conserva la differenziazione di specie animali e vegetali e la biodiversità nel mondo agricolo e zootenico».

I SUINI Intanto Villacidro, dove un giovane allevatore, Giacomo Vacca, ha abbandonato la comodità di un ufficio (prima al Cras, poi al Consorzio di bonifica) per dedicare anima e corpo a “salvare” il maiale sardo (riconosciuto nel Registro anagrafico delle razze suine autoctone nazionali), quel suino di taglia medio-piccola e dalla caratteristica colorazione nera e bruno-pezzata che ancora sopravvive nella montagne dell’Ogliastra, del Sarrabus Gerrei, in qualche zona del Nuorese. Un magnifico animale che l’amministrazione provinciale del Medio Campidano vuole salvaguardare ma soprattutto valorizzare, contribuendo a tutelare gli allevamenti di Coxia de basciu, Coxia de susu, Villascema, Nardi, Croigas e Pranu e mesu.
Esattamente come si sta tentando di fare con la pecora nera tipica dell’Arburese o con la “sorella” dalle lunghe e robuste corna di Tuili e Villanovaforru.
«Sono animali che rappresentano un capitale prezioso, allevamenti che possono garantire reddito e opportunità di diversificare le produzioni», dice ancora Ignazio Garau. «Non possiamo immaginare che tutte le produzioni vengano standardizzate, uguagliate. Bisogna invece puntare sulle differenze. Un formaggio prodotto in collina non sarà mai uguale a quello di pianura, così come il latte e i suoi derivati della pecora nera non potranno mai assomigliare a quelli delle altre specie che vivono magari in Sardegna ma in aree diverse. Proprio queste diversità dovranno essere valorizzate fino a farle diventare ambasciatrici del territorio».

IL VALORE Lo saranno le specie animali, lo dovranno essere anche le produzioni, seppur di nicchia, del comparto agricolo. Un progetto che la Provincia del Medio Campidano sta inseguendo da anni ma che ha fatto proprio anche l’agenzia regionale Laore. «Ma i veri protagonisti dovranno esserlo i cittadini con la richiesta di un’agricoltura sostenibile. Oggi più che mai visto che stiamo assistendo ad una fase ampia di deindustrializzazione», raccomanda il direttore della “Città del Bio”.
Per questo il rischio di estinzione va combattuto con forza. Il Violetto di Provenza, il carciofo senza spine che da un quarantennio, nel Medio Campidano, sopporta una fase di coma, dev’essere tutelato. E tutelate devono essere le api, messe in serio rischio di scomparsa nel mondo intero. Claudio Serafini, vicepresidente della “Città del Bio”, ricorda il ruolo ricoperto dalla Sardegna in quanto isola e dalla Provincia in veste di amministrazione pubblica. «L’Italia è al primo posto in Europa con le sue produzioni biologiche e la Sardegna riveste un buon piazzamento. Anche nelle esportazioni di prodotti di altissima qualità. Proprio quelli che potrebbero rappresentare ancora di più uno straordinario volano per lo sviluppo turistico».

Fonte: Andrea Piras, Unione Sarda, Lunedì 29 marzo 2010

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Parte dalla fonderia la protesta della Cgil

Scritto da admin il 28 marzo 2010

È partita davanti ai cancelli della fonderia di San Gavino la raccolta firme della Fiom-Cgil a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia e sulla rappresentanza sindacale. «Vogliamo - spiega il segretario territoriale Gigi Marchionni – che i lavoratori possano decidere dei loro contratti e contestare il fatto che vengano applicati accordi a loro insaputa».

Negli ultimi anni i metalmeccanici hanno subito in diverse occasioni accordi separati, firmati dalle imprese con sindacati di minoranza e senza che ai lavoratori fosse consentito di votare quegli accordi con il referendum.
La fonderia è stata scelta come luogo simbolo. Intanto ieri c’è stata un’assemblea unitaria dei lavoratori in cassa integrazione che sono preoccupati per il loro futuro occupazionale e vogliono vedere atti concreti per la riapertura della fabbrica.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Domenica 28 marzo 2010

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