Fonderia, i cassintegrati occupano l’aula del Consiglio comunale
Da ieri i lavoratori della fonderia, che fa capo alla Portovesme Srl, hanno occupato l’aula consiliare del Comune. I dipendenti sono in cassa integrazione da quasi un anno e per il futuro non si prospetta nulla di buono come ricordano i rappresentanti sindacale. «La prospettiva di un altro anno di cassa integrazione – sottolinea Roberto Basciu, rsu della Fiom Cgil – è stato un fulmine a ciel sereno: pensavamo che fosse imminente il rientro in fabbrica. Le famiglie non sanno come sbarcare il lunario. La gente ha bisogno di lavorare: c’è chi deve pagare il mutuo e non sa più come fare».
Sulla stessa linea Antonello Corona, della Fsm Cisl: «L’azienda ha ottenuto tutto ciò che chiedeva: dalla riduzione del costo dell’energia all’autorizzazione del parco eolico. Ci aspettavamo una riduzione della cassa integrazione ed un rientro al lavoro». Un dramma anche per Anselmo Collu della Uilm: «Con la sola cassa integrazione – rimarca – è difficile andare avanti».
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Cruccu si è subito schierata al fianco dei lavoratori: «Condividiamo la lotta dei lavoratori - ha detto il primo cittadino nell’ultimo consiglio comunale – la prima cosa che faremo è convocare l’amministratore delegato della Portovesme Srl Carlo Lolliri. Inseriremo all’ordine del giorno del prossimo consiglio anche un punto che ricordi la situazione dei lavoratori della Sardinia Gold Mining e della ex Scaini: la Regione aveva promesso le assunzioni entro il 31 dicembre mentre non è stato ancora fatto niente». I lavoratori della fonderia al termine dell’assemblea hanno sottoscritto un documento in cui evidenziano una situazione ormai insostenibile dal momento che la fonderia è ferma da dieci mesi.
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 09 marzo 2010
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