07
febbraio 2012
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Risultati per giugno 8th, 2010

“Il nuovo Ospedale accoglie la legittima richiesta dei cittadini per una sanità adeguata nel territorio – ha detto l’assessore Liori – E la recente approvazione in Giunta della delibera, che assegna la copertura economica (46 milioni di euro), consente l’avvio dell’intervento”.

Progetto per il nuovo ospedale

Progetto per il nuovo ospedale

Si è svolto in un clima cordiale l’incontro dell’assessore della Sanità, Antonello Liori – alla presenza del Commissario della Asl, Beppe Ottaviani – con una delegazione del Comitato per l’Ospedale di San Gavino: “Il nuovo Ospedale accoglie la legittima richiesta dei cittadini per una sanità adeguata nel territorio – ha detto l’assessore Liori – E la recente approvazione in Giunta regionale della delibera, che assegna la copertura economica (46 milioni di euro), consentendo l’avvio dell’intervento, è la riprova del mio interessamento verso questo importante passo della riorganizzazione territoriale delle strutture sanitarie.

Diminuite le risorse stanziate dal Governo nazionale – ha spiegato Liori – abbiamo dovuto rivedere l’idea iniziale e, rispetto al vecchio progetto del nuovo ospedale, mancheranno 50 posti letto di riabilitazione in lunga degenza, che verranno coperti, per quanto possibile, dalle altre strutture del territorio. Una rete che, insieme all’ospedale, potrà favorire la completezza dell’assistenza sanitaria. Altre risorse, per il completamento del progetto, potranno essere ricavate dalla vendita del vecchio ospedale.

E’ presto per parlare delle specialità che troveranno posto nel nuovo ospedale, non sono scelte che posso fare da solo. Dipenderà dalla programmazione territoriale della Asl e dal Piano sanitario regionale che andremmo ad approvare in Consiglio regionale. Senza trascurare che è in corso di approvazione, anche la Riforma sanitaria che ridisegnerà gli assetti istituzionali ed organizzativi della sanità isolana.

Infine - ha concluso Liori – devo evidenziare il comportamento dei cittadini, che hanno sempre accolto con civiltà le mie comunicazioni, anche se qualche volta queste non hanno rispecchiato esattamente il loro volere. Oltretutto, il mio rapporto con il Medio Campidano è ottimo, ed è forte anche con il presidente della Provincia, Fulvio Tocco. Sono certo che insieme a lui, ed al Sindaco di San Gavino, riusciremo a ridurre i tempi necessari per la realizzazione della struttura. E’ interesse di tutti, istituzioni politiche e sanitarie, che possa essere completata nel più breve tempo possibile.”

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Primo sì alla Camera per tagliare le province con meno di 200mila abitanti. Approvato in commissione Affari Costituzionali un emendamento che cancella le mini-province.

Il relatore al ddl sulla Carta delle Autonomie Donato Bruno

Il relatore al ddl sulla Carta delle Autonomie Donato Bruno

Piccole province addio, ritornano d’attualità le misure inizialmente previste nella manovra. Arriva infatti il taglio delle mini-province sotto i 200 mila abitanti. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha infatti approvato un emendamento del relatore al ddl sulla Carta delle Autonomie, Donato Bruno, che prevede che la popolazione delle province non possa essere in ogni caso inferiore ai 200 mila abitanti. L’emendamento è passato con i voti di Lega e Pdl mentre le opposizioni hanno votato contro.

Il taglio viene attenuato per le province il cui territorio sia per oltre il 50% montano: sopravvivranno quelle sopra i 150mila abitanti. L’emendamento sulle Province era l’unico rimasto da votare. Ora si attendono i pareri delle commissioni competenti sull’intero articolato, che molto probabilmente mercoledì avrà l’ok con il mandato al relatore a riferire in assemblea.
I criteri ai quali il governo si deve attenere, come si legge nel testo, partono dalla «previsione della soppressione di province in base all’entità della popolazione di riferimento, all’estensione del territorio di ciascuna provincia e al rapporto tra la popolazione e l’estensione del territorio e tenendo conto della peculiarità dei territori montani» per cui «il territorio di ciascuna provincia abbia un’estensione e comprenda una popolazione tale da consentire l’ottimale esercizio delle funzioni previste per il livello di governo di area vasta e tale da realizzare le maggiori economie di scala» e dunque una «popolazione di riferimento» che «non possa in ogni caso essere inferiore ai 200.000 abitanti, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica relativi all’anno 2009». E ancora «attribuzione a una o più province contigue nell’ambito della stessa regione delle funzioni e delle corrispondenti risorse umane e strumentali della provincia da sopprimere; individuazione di una disciplina transitoria che assicuri la continuità dell’azione amministrativa e dei servizi ai cittadini».


Un servizio di SkyTG24 un anno fa denunciava gli sprechi e i costi della nostra provincia. Davvero i nostri politici se ne accorgono solo dopo le elezioni? E cosa accadrà alla giunta provinciale se la legge passerà? Restate sintonizzati, la questione avrà interessanti strascichi, ne siamo certi.

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Radio K-240 Puntata #0005

Scritto da admin il 8 giugno 2010
Radio K-240

Eccoci qua!!! Finalmente con la 5a puntata per voi e solo per voi ascoltatori fedeli!
Finalmente vi sveliamo lo scottante argomento trattato: le leggende metropolitane…
ne approfittiamo per ringraziare il gruppo, che non temendo le punte dei forconi, è venuto ad allietarci con le sue musiche…un ringraziamento di tutto cuore per l’unplugged e l’intervista (più spontanea di così…) ai Rubbish Dump !!
A voi la gustosissima (e lungherrima) puntata…


Il player funziona solo sotto Firefox e compatibili.

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I cittadini protestano: fiamme domate nell’ex ferrovia.

Fuoco alle sterpaglie

Fuoco alle sterpaglie

Momenti di pericolo venerdì e domenica per due incendi scoppiati nell’area della vecchia ferrovia ormai dismessa. Le fiamme hanno lambito le case vicine con il fumo che ha invaso alcune abitazioni e per fortuna venerdì c’è stato il tempestivo intervento dei residenti che hanno evitato il peggio gettando acqua sul fuoco. «Venerdì intorno alle 16 – racconta Antonio Garau, che abita a ridosso della ferrovia – si sono viste le prime avvisaglie di fumo, che sembrava lontano, ma mezz’ora dopo la nostra abitazione è stata invasa dal fumo con una forte puzza di gomma e plastica. Le erbacce hanno ricoperto tutta la ex sede ferroviaria che sta diventando una discarica abusiva».

In poco tempo il fuoco raggiunge un filare di alberi, le fiamme diventano molto alte con un’auto parcheggiata là vicino. «Ho avvisato i vicini del pericolo – rimarca Antonio Garau – e ho telefonato subito ai pompieri. Intanto mi sono messo a spegnere il fuoco. Alle 17,05, a fuoco ormai quasi spento, arriva un mezzo della protezione civile del nucleo di Pabillonis: ci hanno spiegato che sono stati allertati dalla forestale, ma hanno ritardato perché hanno avuto indicazioni sbagliate».
Insomma uno scampato pericolo grazie all’intervento di alcuni cittadini, ma la situazione sarebbe potuta degenerare se il fuoco fosse arrivato in viale Trieste, in un punto in cui sono ricresciute le erbacce. «Mi chiedo, a chi addossare la colpa? Per non parlare della nostra strada ancora in terra battuta, via Brivanda, lunga solo una cinquantina di metri, abitata da oltre vent’anni da sei famiglie: vi si affaccia anche il cortile di un asilo nido. Il Comune non ha mai provveduto a falciare le erbacce. E quest’anno si è aggiunta l’incuria dell’ex ferrovia».
Domenica pomeriggio il secondo incendio all’altezza di via Mazzini.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 08 giugno 2010

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