Maturità, boom di non ammessi
Più severità dei docenti nella valutazione delle materie e condizioni di disagio sociale e familiare: secondo i presidi sono le cause del record di esclusi dagli esami di maturità. Va meglio nei licei e nei tecnici, un disastro negli istituti professionali.
Medie record negli 8 istituti. Caso limite a Villamar: 12 studenti su 17 esclusi dal test di diploma. Insufficienze e abbandoni: fuori un ragazzo su 5.
Spicca il caso dell’istituto alberghiero di Villamar, dove su una classe di 17 alunni ben 12 dovranno ripetere l’anno. Tutta colpa della riforma del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che ha imposto agli studenti la sufficienza in tutte le materie, contrariamente allo scorso anno che bastava solo la media del 6?.
«Con le disposizioni ministeriali», spiega il preside Giancarlo Vinci, «sicuramente c’è stato un maggiore numero di non ammessi, ma abbiamo cercato di analizzare situazione per situazione. Solo in qualche caso è mancato l’interesse e l’impegno, per lo più sono state le numerose assenze a compromettere l’ammissione. Ragazzi che, per ragioni diverse, non hanno mai partecipato a stage formativi e negli ultimi mesi sono proprio scomparsi senza motivi». Per Antonio Macchis, dirigente del liceo classico Emanuele Piga di Villacidro, in questa sconfitta, il rigore imposto dalla Gelmini ha giocato la sua parte. Osserva: «Una cosa è certa: se il consiglio di classe non farà falsi, se opererà in maniera seria, dovrà necessariamente penalizzare chi arriva alla vigilia del diploma con carenze gravi. Perchè un 5 e mezzo che diventa 6 ci può stare, con un 5 non si boccia nessuno, ma un 2 o anche un 4 non darà mai il lascia passare per l’esame di maturità. L’unico dato positivo è che gli studenti si sono dati da fare per evitare che una sola negatività potesse compromettere la promozione».
Salvatore Mannu, vicepreside dell’istituto pedagogico Emilio Lussu di San Gavino, è convinto che le cause dell’insuccesso siano tante. «A incidere, più che il 6 in tutte le discipline, sono soprattutto le problematiche sociali del territorio. Alunni, ad anno scolastico inoltrato, costretti a seguire le famiglie in cerca di un lavoro».
La pensa allo stesso modo Gianni Pirastu, capo dell’istituto professionale Alessandro Volta di Guspini. «L’adeguamento alla norma Gelmini – ricorda – è partito dal primo giorno di scuola. Abbiamo martellato i ragazzi dall’inizio dell’anno: senza tutte le sufficienze non si passa. Un percorso didattico che ha permesso agli insegnanti, in sede di scrutini di operare con l’equilibrio di sempre. Il dramma vero, per le professionali, è l’abbandono dei libri cammin facendo. Alla base situazioni familiari non facili in una terra dove la povertà la fa da padrona e dove gli stessi ragazzi faticano ad inserirsi».
Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Mercoledì 16 giugno 2010
Popularity: 1% [?]

