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Risultati per giugno, 2010

In coda all'articolo è disponibile la lettera che la Regione ha inviato ai Circoli sardi

In coda all'articolo è disponibile la lettera che la Regione ha inviato ai Circoli sardi

Nell’ambito delle iniziative previste dal Programma annuale 2010, ai sensi della L.R. n° 7/91 art. 15 e del DPGR n° 191/91 art. 11, figurano gli interventi di solidarietà in favore dei lavoratori sardi emigrati e delle loro famiglie, che si trovino in particolari situazioni di indigenza, da realizzare in collaborazione delle Organizzazioni dei sardi emigrati. L’intervento consiste nell’assegnazione di un sussidio straordinario, non reiterabile nell’arco dell’anno. A tal fine si invitano i Circoli e le Federazioni a voler informare gli associati e la comunità di riferimento di tale iniziativa.

Per poter usufruire dei benefici gli interessati dovranno inviare una domanda all’Assessorato del Lavoro – Servizio Emigrazione, Via XXVIII febbraio, 1 – 09131 Cagliari, indicando lo stato di bisogno e allegando i seguenti documenti:

a) stato di famiglia;
b) certificato o documento da cui risulti lo stato di emigrato del capo di famiglia o dello stesso richiedente;
c) certificato rilasciato dal sindaco o dall’autorità consolare attestante che il richiedente o il familiare trovasi in grave situazione di indigenza e necessità di assistenza;
d) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante il reddito del capo di famiglia e dei componenti il nucleo familiare.

Possono essere allegati, inoltre, certificati e documentazione medica in caso di gravi malattie; certificati di licenziamento per cause estranee all’interessato e altra eventuale documentazione a sostegno dello stato di indigenza dichiarato. Si resta a disposizione per eventuali chiarimenti e/o informazioni.

Gli Uffici di segreteria del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella sono a disposizione dei Soci e dei Sardi negli orari di apertura del Circolo: martedì, venerdì e sabato, ore 21-23.
(Info: Segreteria 015 34638 – Piero, 3396841751)

Allegato: Lettera 25 giugno 2010, prot. 22508, della Regione Autonoma della Sardegna.

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Mostra di pittura dell’Associazione Delfino

Scritto da admin il 25 giugno 2010
Locandina

Locandina

Da oggi fino a domenica, a San Gavino, dalle 17.30 alle 19.30, presso il museo “Due fonderie”, in via Montevecchio, i ragazzi dell’Associazione Delfino onlus, con il patrocinio del Comune, presentano una mostra di pittura. I lavori sono realizzati dagli allievi dall’artista Marco Pascalis, che hanno partecipato al laboratorio di pittura. Nella rassegna saranno esposti anche i costumi indossati dalla compagnia teatrale “I teatranti” e attrezzature sportive della neo squadra di calcio “Delfino Calcio”. L’ingresso è libero.

Fonte: Marcella Pistis, Venerdì 25 giugno 2010

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C’era anche una folta delegazione di sindaci sardi davanti al Senato per protestare contro i tagli agli enti locali previsti dalla manovra del ministro Tremonti. Un “cappio al collo”, un vero “saccheggio” contro i cittadini, hanno denunciato con manifesti, magliette, slogan

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

Il cappio al collo, la maglietta rosso fuoco «Premiata macelleria Tremonti», oppure lo striscione bianconero «Saccheggiano i comuni, affosseranno le famiglie»: quale sventoliamo? L’uno, l’altra e l’altro ancora, in piazza Navona, tra le fontane, a cento passi dalle colonne del Senato. I sindaci di Sardegna mettono testa, piedi e mani dapertutto: non si fanno mancare nulla, nella calda, è mezzogiorno, il sole picchia, mattinata della protesta. Voluta dai comuni, da ben ottomila municipi contro tutti, ministri, viceministri e sottosegretari, «Parlano, parlano, scialacquano e sperperano», ma organizzata “per difendere tutti”: la gente. I cittadini, ai quali “non possiamo togliere, negare all’improvviso i servizi sociali, gli autobus e le scuole”, dicono in coro da una parte all’altra. Chissenefrega quanti sono, i sindaci, la massa c’è, dalle Alpi alle isole, Lampedusa compresa.

Sono una ventina, i sardi presenti, altri cento da casa hanno detto sì alla levata di scudi della loro associazione nazionale, l’Anci, contro la Manovra Tremonti, quella che provocherà il saccheggio, dice Umberto Cocco, sindaco appena eletto di Sedilo. Dentro la folla, c’è il resto della pattuglia sbarcata alle otto sull’altra sponda del Tirreno, confusa in una babele di fasce tricolori, listate a lutto, come promesso. Lingue e carnagioni mescolate, c’è un vicesindaco nero, governa in provincia di Roma, e un altro svela: «Sono cinese da parte di madre». L’Italia è cambiata, ma qui sta assieme bene, spalla contro spalla. Fa quadrato con facilità, senza pregiudizi, senza frantumazioni di territorio e censo politico. Nord e sud, destra e sinistra, marittimi e montanari: uniti per la causa. Ennio Cabiddu da Samassi tira la corda del prossimo cittadino-impiccato: è lui il capofila. Piccoletto e tignoso, sa tirarsi appresso quattro lombardi, due napoletani e sei siciliani, nel primo girotondo.

È un bel vedere, questa protesta che sa d’Italia schietta e genuina, negazione animata di chi sputa su tricolore, Inno e Unità della Nazione. Cabiddu guida, comanda e dice: «Amministro cinquemila abitanti e so quanti sacrifici faccio e impongo ogni giorno, perché nessuno di loro cada in disgrazia». Chi gli sta vicino, è un bergamasco, più alto una volta mezzo, e grosso almeno tre, ma l’entusiasmo di chi amministra «Samassì», non ci sarà verso di fargli cambiare l’accento, i lumbard sono fatti così, lo trascina nella ribellione. Solo dopo, il valligiano confesserà, sudato e paonazzo, di essere del centrodestra, ma s’inchina ammirato davanti alle parole del suo estemporaneo capitano eco-pacifista: «Il governo – dice Cabiddu – al mio Comune vuole portar via duecentomila euro e al tuo?»

Quasi il doppio, risponde l’altro: è una questione di proporzioni, ma ecco apparire subito la solidarietà nazionale, pura e dolce: «Se io sto male, tu stai peggio», dice ancora il sindaco nostrano, nel passare mano e corda a una cinquantina di napoletani. C’è voglia di farsi sentire, nella ressa tricolore davanti al palchetto tirato su per Sergio Chiamparino, il presidente dell’Anci. Nell’attesa, Antonio Canu da Sennori e Giovanna Sanna, Florinas, discutono di prossime rasoiate finanziarie e, amari, del fatto che essere stati virtuosi nella spesa non ha pagato. «Siamo stati dei sindaci fessi», fa eco ai due Nino Zanda, Gonnosfanadiga: «Invece di essere premiati, i comuni hanno fatto risparmiare quattro milioni allo Stato, ci prendono a randellate». Si sentono offesi e vilipesi: è un attentato alla democrazia, alla Costituzione, alla giustizia sociale, sottolineano due file più indietro. Con Tore Cherchi, Carbonia, che serra le fila dei sardi: è lui il presidente regionale dell’Anci. «La partecipazione – dice – è stata forte e trasversale. Speriamo che il governo lo capisca e faccia meno danni possibili».

Non sarà così: nessuna concessione arriverà dal ministro Tremonti. Lo stesso Giorgio La Spisa, assessore regionale al Bilancio, esce dall’incontro parlando di «netta chiusura da parte del ministro». Al massimo c’è spazio per rivedere il Patto di stabilità. Un altro nemico da abbattere: i Comuni hanno i soldi in cassa, ma non li possono spendere, altrimenti cresce il deficit. «È assurdo», dice Marco Sini, Monserrato, «Siamo alla tirannia», gli va dietro il vicesindaco di San Gavino, Bruno Deidda. La rabbia è spessa due metri sui sanpietrini, con Antonio Luigi Orani, Ittiri, molto preoccupato per quello che accadrà. Chi amministra sta in frontiera e sa che “la Sardegna ha bisogno dell’assiste sociale”, fa sapere Mauro Cois da Sarroch, che pure amministra uno dei comuni meno poveri fra i 377 dell’Isola: «Senza, sarà un disastro», commenta, con il suo assessore alle Finanze, Gianluigi Ganau, che dice secco: «Centosessanta mila euro in meno, tanto vogliono toglierci».

In tutto la Sardegna sarà impoverità di centosettanta milioni, è stata la previsione dell’Anci regionale. Un’enormità, per il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, e tutti gli altri sardi in piazza. «Abbiamo già dato e dato molto», ritorna all’assalto il prode Ennio (Cabiddu) e quando lo dice, ecco apparire, due fontane prima, un filotto di autoblu. L’occasione è ghiotta, per lasciarsela sfuggire: «Taglino quelle, guardate quante sono: lo Stato è arrogante e centralista». Ma non doveva essere anche federalista? «Macché, dà sempre meno, e taglia sempre tanto». Parole sante, subito tradotte in bergamasco per quelli che chiudono il girotondo: «Abbracciami, tu che sei il sindaco di Samassì».

Fonte: La Nuova Sardegna del 24 giugno 2010

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Provincia, la squadra di Tocco

Scritto da admin il 24 giugno 2010

Nominati i responsabili dei vari settori: conferme e volti nuovi. C’è anche un assessore per il litorale di Arbus.
Fabrizio Collu presidente del Consiglio provinciale. Gli assessori: Fernando Cuccu (Bilancio), Gianluigi Piano (strade) e Giuseppe De Fanti (ecologia e litorale). Nicola Garau alla Sanità e Michele Cuccui al Turismo, Simona Lobina al Lavoro

La squadra di Fulvio Tocco

La squadra di Fulvio Tocco

«Un’assemblea rinnovata e arricchita di tanti giovani, che deve dare risposte rapide ed efficaci ad un territorio dinamico». Fulvio Tocco, riconfermato presidente della provincia del Medio Campidano, ha salutato così i presenti nell’aula provinciale di Villacidro. Il primo atto è stato quello di convalidare gli eletti e poi presentare la nuova giunta. Simona Lobina, che fungerà anche da vice presidente, avrà la delega alle politiche del lavoro, emigrazione, immigrazione e pari opportunità.
A Fernando Cuccu, assessore uscente, è stato assegnato ancora una volta il dicastero del bilancio e seguirà anche la cultura, i beni culturali e le attività produttive. Riconferma anche per Giuseppe De Fanti che oltre le politiche ambientali, ecologia, gestione rifiuti, sarà assessore anche alle problematiche del litorale di Arbus. «Vogliamo prestare una particolare attenzione ai 47 chilometri di costa arburese», ha specificato Fulvio Tocco. Altro assessore confermato Gianluigi Piano ai lavori pubblici, edilizia, pianificazione e controllo delle rete stradale provinciale e pubblica istruzione. Michele Cuccui, volto nuovo e il più giovane assessore, avrà il compito di seguire il turismo sport, spettacolo e politiche giovanili. Nicola Garau ha avuto le deleghe delle politiche sociali, sanitarie e formazione professionale.

L’ABITO Insediato il Consiglio, Fulvio Tocco, abito blu, volto sorridente, ha voluto tranquillizzare la minoranza. «Sul piano politico assicuro un’apertura alle proposte che verranno, e che saranno oggetto di una valutazione attenta, seria e rispettosa, capace di andare oltre le differenti collocazioni politiche». Non ha voluto anticipare i punti principali del programma amministrativo della giunta. Prima di tutto il lavoro. Ogni passaggio del suo intervento ha fatto cenno alla necessaria collaborazione tra maggioranza e minoranza. «Dovremo prendere coscienza della situazione che andremo ad affrontare con il patto di stabilità. Fare amministrazione pubblica non è facile. Cercheremo un rapporto diretto con le amministrazioni comunali del Medio Campidano», ha sottolineato il presidente.

VOTAZIONI Si è passati alle votazioni per l’elezione del presidente del Consiglio. C’era già un accordo tra i 24 consiglieri: presidente è stato eletto Fabrizio Collu e vice presidente Gianni Lampis. È stato aperto il dibattito; i consiglieri Pantaleo Talloru, Agostino Pilia, Andrea Mura, Nicola Cau Alessandro Serra, Carlo Tomasi, Gino Deias, Massimo Sanna ed Efisio Meloni hanno messo in evidenza la necessità di una stretta collaborazione tra maggioranza e minoranza per costruire insieme un progetto di sviluppo di tutto il territorio. «Alle parole di circostanza – ha affermato Nicola Cau – devono seguire i fatti. Ed è il presidente che si deve fare garante del dialogo tra le parti».

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Giovedì 24 giugno 2010

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Giorgio Casu

Giorgio Casu

La prima mostra? Alla Casa Bianca. Giorgio Casu, un giovane artista sardo, ha esposto una sua opera, raffigurante Obama, alla White House. Il suo dipinto  (acrilico su tela) è stato scelto, tra altri centinaia, per una mostra allestita in occasione di un evento di beneficenza pro-Haity.
E’ arrivato là, nelle stanze del potere, di colui che decide le sorti del mondo. E sembra davvero una storia sorprendente quando la si sente raccontare da Giorgio, classe ‘75,  capelli neri ondulati, occhi scuri, viso emaciato, che da San Gavino Monreale, un paese in provincia di Cagliari è partito, 7 anni fa, per inseguire il suo sogno.

Ma come può accadere che un ragazzo di un piccolo paese della Sardegna arrivi a esporre un proprio quadro alla Casa Bianca?
“E’ stato un processo graduale. A 18 anni mi chiedevano  di fare qualche caricatura, tatuaggi in cambio mi davano dei soldi o mi invitavano a cena. A 19 ho fondato, insieme a un paio di amici, un’associazione culturale di fumetto”.

E poi, come mai dal fumetto sei passato ai dipinti?
“Non mi sono mai avvicinato all’arte, è Lei che si è avvicinata a me. In pratica ho sempre disegnato, anche da piccolo, insomma non è stata una scelta. Avevo 27 anni,   quando ho realizzato il primo dipinto su tela, ero in Inghilterra, me l’aveva commissionato un tizio a cui  chiesi solo 13 pound (il numero più sfortunato dell’ Inghilterra), lui me ne avrebbe dato di più ma io non accettai.  Anche perché lui aveva pagato pennelli, colori, insomma i costi erano stati coperti” – dice sorridendo Giorgio-.Da allora non mi sono mai fermato, hanno continuato a chiedermi quadri, dopo 6 mesi avevo  una mostra in una galleria dove vendevo già per 500 pound”.

Dunque non è stato tutto rose e fiori?
“Per un periodo ho dipinto le noci di cocco, quelle utilizzate come coppe del gelato, con cui tutti facevano i posacenere, io li dipingevo e gli facevo un buco in cui inserire  la sigaretta. I cocchi diventarono  famosissimi”.

Insomma uno il lavoro se lo inventa?
“Mentre lavoravo in un centro psichiatrico come educatore avevo aperto studio a casa mia,  facevo i cocchi, e in più insegnavo arte in un istituto tecnico professionale, essendo laureato in Scienze dell’educazione”.

E poi come mai la decisione di vivere e lavorare a Ny
“Dalla Sardegna sono partito prima  per l’Inghilterra, poi un breve periodo in Thailandia, fino ad arrivare in Australia, dove ho vissuto  per 2 anni, continuando a viaggiare, scoprire, conoscere, sono stato in Indonesia, alle isole  Figi, Ho dipinto più di 400 quadri in sei anni.
Ad un certo punto l’Australia è cominciata a starmi stretta, non mi dava più  stimoli. Proprio in quel periodo incontrai una mia amica fotografa di Ny, Layla, che mi propose di trasferirmi nella Grande Mela per lavorare insieme a lei. E allora, quando  il visto stava ormai per scadere, decisi che  il prossimo passo doveva essere Ny, dove arrivai il 20 novembre del 2007″.

Com’è andata?
“Il 20 dicembre ho fatto una mostra lampo di un giorno. Quel primo mese a ny è stato uno dei più produttivi, avevo realizzato 7 quadri. Ricordo che il primo quadro  a Ny  è stato su Basquiat.  Avevo deciso di fare un soggetto nero perché  questa città mi ricorda la musica jazz, Harem, la cultura nera, la musica.Dopo la prima mostra sono arrivate tante richieste, contatti, e da li è cominciata la mia carriera newyorkese,  circa due anni e mezzo fa”.

Fino ad arrivare alla White House, strabiliante…
“E’ stato un sollievo, era in ballo da due mesi, alla fine la mia amica Leila ha mostrato il mio dipinto del presidente agli organizzatori della mostra, che mi hanno chiesto se avessi voluto esporlo il lunedì successivo alla Casa Bianca”.

Immagino tu abbia chiesto un po’ di tempo per pensarci …
“La cosa incredibile è che il mio quadro diventerà parte della collezione permanente della White House”.

Cos’è  l’arte?
“E’ fare quello che voglio, quando voglio. Un’immagine mi appare, e io la faccio”.

E l’originalità?
“Io faccio quello che mi va, poi se piace  lo saprò dopo”.

Dai tuoi quadri emerge un talento giocoso ribelle, prendi le immagini e le stravolgi per ribaltarne il significato e comunicarci cosa?
“Voglio unire diversi stili, colori, culture. per creare una forma d’arte globale che poi è la metafora nel meltin pot  newyorkese.  Io dipingo quello che vivo andando in giro nel mondo.

Cosa vuoi fare da grande?
“Voglio fare l’artista e un giorno sperare di dare un colore alla Casa Bianca”

Fonte: Maria Luisa Giuliano, America Oggi del 22-06-2010

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Summer Party

Scritto da admin il 23 giugno 2010

Segnaliamo con piacere una festa ad ingresso gratuito che si terrà in concomitanza con la manifestazione “Per una Lira”, dato che non è cosa da tutti i giorni vedere un evento di questo genere a San Gavino Monreale.


SUMMER PARTY 26/06

Summer Party 26/06

Summer Party 26/06


START ore 23:00

Line-up
Dj’s ANDREA MURU
UNIX
SCHNINER
+GUEST SURPRISE

INGRESSO RIGOROSAMENTE GRATIS

Indirizzo: Strada per Pabillonis (100 metri dopo i passaggi a livello)
Info: 340 0028612

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