Il degrado la fa da padrone, aumenta il rischio di caduta calcinacci. Al massimo del suo splendore, per la continua affluenza fu costruita una galleria per aumentare i posti a sedere sino a trecento. I proprietari: speriamo che ritorni in fretta agli antichi fasti

La lenta agonia dell'ex cinema Collu
Che fine farà l’ex
Cinema Collu? Le prospettive oggi sono tutt’altro che floride e la sua salvezza appare, quanto mai, lontana. Lo stabile più celebre di San Gavino è da anni abbandonato, insidiato da piccioni e calcinacci. Fino a quaranta anni fa, il paese poteva vantare una delle strutture più famose di tutto il circondario. Oggi invece è avvolta nel degrado più totale: da anni dimenticata è diventato un pericolo per tutta la popolazione.
L’EDIFICIO Situato nel cuore del paese, di gran valore, non solo per la sua età e architettura ma perché, per trent’anni, fu protagonista indiscusso della zona, in un epoca determinata dall’evento televisivo. L’immagine odierna ha cancellato quel ricordo rivestendolo di disgusto. Ora è la dimora preferita dei piccioni che, non solo sporcano e proliferano ovunque, ma sono anche potenziali vettori di malattie come la salmonellosi e altre sindromi che causano progressivi e irreversibili effetti a livello articolare, cardiaco e cerebrale. Grava inoltre il pericolo dei calcinacci che, specialmente nei periodi di piogge, cadono sui marciapiedi, generando minacce per i passanti.
GLI EREDI «Mi si stringe il cuore ogni volta che ci passo davanti - si lamenta Maria Teresa Collu, una delle proprietarie dello stabile – Il cinema ha rappresentato la mia gioventù e vederlo così mi fa male». La signora Collu è una dei tre eredi dell’edificio ma, per una serie di motivi, non è in grado di addossarsi l’onere di rimetterlo in sesto. «Il mio primo intento fu quello di venderlo ma non fu facile. Diversi anni fa chiesi al Comune se poteva acquistarlo ma non ebbi risposta».
Il cinema fu costruito tra il 1938 e il 1939 da Antonino Collu, che, insieme ai fratelli, aveva un’impresa edile. Tra le loro tante opere, divenute simboliche nel paese, realizzarono quello che per trent’anni, rappresentò il luogo più conosciuto della zona. Fu anche premiato dalla Siae in occasione del suo 25° anniversario d’attività.
«Il cinema apriva alle 15 con lo spettacolo per i ragazzi – racconta la signora - e chiudeva all’una di notte. Era sempre pieno. I primi anni il cinema possedeva solo la platea. Dopo 20 anni, per la continua affluenza, venne costruita una galleria per aumentare i posti a sedere che raggiunsero i trecento. Spero che presto qualcuno si prenda cura dello stabile così da scongiurare ogni pericolo e ridargli nuova vita».
Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Venerdì 29 ottobre 2010
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