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Risultati per gennaio, 2011

Il problema di San Gavino? I sangavinesi

Scritto da Redazione il 26 gennaio 2011
Comprendo

Comprendo

Ho scelto un titolo dalle tinte forti per l’articolo di questo terzo numero di Comprendo. Dopo avervi coccolato con la fiaba di Natale, adesso una bella sferzata post-festività. Il bastone e la carota, insomma. La riflessione parte proprio da quello che vediamo accadere ogni anno nei periodi tra le feste, ed in particolare tra la Befana e Carnevale. Il vuoto cosmico, il nulla più assoluto. Come se il paese potesse prosperare solo grazie alle spese sotto l’albero (non credo che i commercianti vivano di quella rendita tutto l’anno) e come se i giovani potessero essere appagati per altri dodici mesi,dopo le belle iniziative del Centro Commerciale Naturale. Certo, direte voi, sta arrivando Carnevale, e i ragazzi si tengono impegnati nella costruzione dei tradizionali carri allegorici.

Carnevale Sangavinese

Carnevale Sangavinese

Se Pasqua è bassa il periodo di attesa è relativamente corto. Ma tra Carnevale e le iniziative successive (Notti bianche? Santa Chiara?) passerebbe comunque un lasso di tempo esagerato. Questo è il primo problema che – a mio avviso – rende San Gavino poco appetibile per chi cerca occasioni di svago tutto l’anno. Tutte le energie e le risorse del paese spese per due/tre iniziative ogni 365 giorni. Cercare di creare degli appuntamenti fissi e cadenzati, non troppo distanti l’uno dall’altro (mercatini, notti bianche, sfilate, mostre, e chi più ne ha più ne metta) potrebbe far rivivere le strade sempre più spopolate del nostro amato paese. Ma c’è davvero, da parte nostra, la volontà di fare qualcosa? Una mano misteriosa ci ha “multato” con l’accusa di non fare nulla per San Gavino. Vogliamo davvero dare ragione a chi ci accusa di apatia e svogliatezza? Sinceramente penso che ci meritiamo molto di più di questo: storicamente San Gavino è un paese ricco di persone di talento e buona volontà. Sforniamo ogni anno artisti, atleti, musicisti e professionisti di rilievo in quasi tutti i settori del sapere umano. Ciò nonostante, ci ritroviamo spesso a rimuginare sui nostri problemi, a dire che “tanto a San Gavino non si fa mai nulla”.

I Terrorway, veri talenti sangavinesi

I Terrorway, veri talenti sangavinesi

E allora questo vuole essere un accorato appello a tutti le persone di buona volontà: vi prego, smentitemi quando dico che “il problema di San Gavino siamo noi sangavinesi”! Mi rivolgo al Comune, con i finanziamenti e le opportunità che solo una Pubblica Amministrazione può darci, mi rivolgo agli imprenditori, affinché investano i loro capitali a San Gavino, mi rivolgo al Centro Commerciale Naturale e a tutti i commercianti, perché continuino a creare iniziative nelle piazze per far conoscere i propri straordinari prodotti e servizi. Mi rivolgo infine a tutti i sangavinesi, me compreso: non chiediamoci cosa fa per noi il nostro paese. Chiediamoci cosa possiamo fare noi per San Gavino.

Fonte: Simone Usai, Comprendo del 25 Gennaio 2011

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Successo del dibattito sul multiculturalismo

Scritto da Redazione il 25 gennaio 2011

Successo del dibattito sul multiculturalismo

Successo del dibattito sul multiculturalismo

«La società multiculturale tra i fondamentalismi e le origini di un possibile dialogo. Oltre i simboli religiosi». È questa la tesi che è stata presentata davanti ai soci dell’Università della Terza Età del Monreale di San Gavino e che è stata sostenuta dalla dottoressa Silvia Mamusa nella facoltà di Scienze della formazione, corso di Scienze della formazione primaria. La tesi, seguita dal professor Radhouan Ben Amara, è stata premiata dalla Commissione delle pari opportunità della Provincia di Cagliari per l’attualità dell’argomento trattato. Durante la presentazione molte domande e curiosità anche sulla presenza a San Gavino di numerose famiglie di immigrati di diverse nazionalità. La cittadina è seconda nel Medio Campidano per questa particolarità.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 25/01/2011

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Slogan politici sulle pensiline

Scritto da Redazione il 25 gennaio 2011

Slogan politici sulle pensiline

Slogan politici sulle pensiline

A San Gavino sulle nuove pensiline dei pullman sono stati scritti alcuni slogan politici. Il curioso fatto da alcuni giorni attira l’attenzione di molti sangavinesi e studenti pendolari che si soffermano a leggere le scritte in alcune zone del paese. A pochi mesi dalla loro sistemazione nelle principali fermate dei pullman, le tre pensiline sono state prese di mira da ignoti che le hanno imbrattate con delle chiare iscrizioni. Un gesto provocatorio o vandalico? Difficile rispondere alla domanda. Evidente è, tuttavia, il messaggio politico: Indipendentzia . Ciò che attrae di più è il metodo adoperato per imbrattarle: l’iscrizione, infatti, non è tracciata a mano ma con l’ausilio di uno stampo che le ha rese tutte identiche.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 25/01/2011

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Borse di studio per studenti meritevoli

Scritto da Redazione il 24 gennaio 2011

Borse di studio

Borse di studio

Il Comune di San Gavino assegnerà 105 borse di studio agli studenti più meritevoli. Con una somma di oltre 21.500 euro, il Comune ha indetto un bando di concorso riservato esclusivamente a studenti residenti, svantaggiati e meritevoli che hanno frequentato l’anno scolastico 2009/10 ed iscritti all’anno scolastico successivo.
Coloro che possiedono tali requisiti possono rivolgersi al Comune, ai quali sarà consegnata la domanda del bando che dovrà essere compilata e protocollata entro quaranta giorni dalla data di pubblicazione.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 24/01/2011

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[Ricette sangavinesi] Simbula Fritta

Scritto da Redazione il 23 gennaio 2011

Simbula Fritta

Simbula Fritta

Oggi vi suggeriamo la ricetta di un piatto antichissimo, di tradizione agro-pastorale. E’ una ricetta semplice, che rispecchia la cultura di un popolo che da sempre preparava delle pietanze con dei beni di prima necessità poco costosi e facilmente reperibili.

Ingredienti:
300 g di semola
100 g di ciccioli e salciccia
100 g di strutto
1 cipolla
sale q.b
acqua q.b.

Preparazione:
Sa simbula è un piatto decisamente rustico, che prevede l’utilizzo di ingredienti alquanto semplici e tipici della tradizione pastorale.
Sbucciate anzitutto la cipolla e tritatela assieme allo strutto, ai ciccioli,e alla salsiccia; fate rosolare il tutto in un tegame di coccio con i bordi alti, aspettate che sia tutto ben dorato, quindi aggiungete 2 bicchieri d’acqua calda e insaporite con un pizzico di sale.
Portate poi ad ebollizione, quindi versate lentamente a pioggia la semola, mescolando accuratamente con una frusta in modo da evitare la formazione di grumi.
Lasciate cuocere per circa 1/2 ora a fuoco moderato, senza smettere di mescolare con il cucchiaio di legno e poi portate in tavola.

Buon appetito!

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Treni, solo la beffa è puntuale

Scritto da Redazione il 20 gennaio 2011

Rischio licenziamenti e bocciature per i ritardi. Corse soppresse, direttissimi trasformati in locali: coro di proteste da Serrenti e San Gavino.
Diffide delle aziende ai dipendenti pendolari per i troppo frequenti cartellini timbrati in ritardo. Gli studenti invece rischiano conseguenze in pagella per i sistematici ritardati ingressi in classe. Fioccano le proteste in tutti i centri serviti dai binari.

Treni, solo la beffa è puntuale

Treni, solo la beffa è puntuale

Ancora disagi per i ritardi dei treni con le puntuali proteste dei pendolari già esasperati dal fatto che negli ultimi mesi del 2010, a causa dello sciopero delle ditte delle pulizie, il viaggio era ormai diventato un’odissea. Da San Gavino a Serramanna (e da tutti gli altri paesi che gravitano sulla strada ferrata) è un coro unanime di lamentele.

ORARI Lunedì 17 gennaio per esempio: il direttissimo che da San Gavino parte alle 7.12 e arriva a Cagliari alle 7.45 si è dovuto fermare in tutte le stazioni intermedie accumulando un ritardo di 22 minuti. I viaggiatori hanno perso la pazienza. «È l’ennesimo ritardo – denuncia Annalisa Garau, pendolare - i danni per noi lavoratori sono stati ingenti oltre al fatto che nei mesi scorsi abbiamo dovuto pagare il prezzo del biglietto o dell’abbonamento del treno quasi senza usufruire del servizio. Come dipendente di una scuola a Cagliari ho ricevuto una lettera di diffida per i continui ritardi al lavoro». E come Annalisa diverse centinaia di lavoratori diretti a Cagliari pagano sulla propria pelle ogni minimo ritardo.
Trenitalia fa sapere che il treno precedente è stato cancellato per un guasto, a quel punto il convoglio successivo si è fermato nelle stazioni di Sanluri Stato, Samassi, Serramanna e Decimannu per far salire a bordo i pendolari. Per il resto l’azienda assicura che nell’ultimo periodo i treni viaggiano in orario.

PROFITTO Anche tantissimi studenti hanno risentito non poco delle cancellazioni dei treni ed ora devono fare i salti mortali per non perdere l’anno scolastico dal momento che con la Riforma Gelmini è previsto un tetto massimo di 50 assenze.
Caso da manuale a Serrenti. In auto fino a Samassi e poi via sul treno verso Oristano che, però, da qualche settimana fa “scalo” a San Gavino. Una mezz’ora («Al freddo della stazione») in attesa della coincidenza, il diretto che arriva da Cagliari. In soldoni: partenza, da Samassi, alle 5 e 40, arrivo a Oristano alle 8 e 15. Due ore e mezza, che si traducono nel ritardato ingresso al lavoro e nelle scuole di molti lavoratori e studenti. Da Serrenti chi vuole studiare deve impiegare quasi 5 ore giornaliere del suo tempo in viaggio.

MADRE «Mio figlio aveva il sogno di studiare al Tecnico Aeronautico di Oristano e noi l’abbiamo accontentato, ma negli ultimi tempi viaggiare col treno, l’unico mezzo disponibile per raggiungere la scuola, è diventato impossibile», dice Maria Giuseppina Cocco, la madre del ragazzo. Il viaggio a ritmi da diligenza sarebbe il risultato della trasformazione, senza preavviso, da diretto in locale del treno su cui abitualmente saliva lo studente serrentese e i suoi compagni. La conseguenza è il sistematico ingresso a scuola in ritardo che rischia di nuocere all’andamento scolastico degli studenti.

Fonte: Gigi Pittau, Ignazio Pillosu, Unione Sarda del 20/01/2011

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Fonderia, nasce il museo storico

Scritto da Redazione il 19 gennaio 2011

Iniziativa del Comune: assemblea pubblica per acquisire il materiale
Appello alla popolazione: «Portateci reperti e vecchie foto».

L'edificio che ospiterà l'esposizione è la vecchia stazione del trenino che trasportava il minerale di Montevecchio.

L'edificio che ospiterà l'esposizione è la vecchia stazione del trenino che trasportava il minerale di Montevecchio.

Il museo dedicato alla storia della fonderia diventa realtà. Le foto, le testimonianze, i filmati di questa fabbrica storica troveranno spazio nel museo e centro di documentazione delle «Due Fonderie».
L’idea è quella di un museo vivo e aperto come spiega l’assessore alla cultura Cinzia Uda: «il 24 gennaio alle 17 nella sede del Museo «Dona Maxima» si svolgerà un’assemblea pubblica che darà l’avvio alla campagna di acquisizione del materiale documentario (foto, manufatti, oggetti, documenti, testi) che servirà per allestire la struttura comunale destinata al museo, che si trova in via Montevecchio e che ospiterà la ricca eredità culturale e materiale dell’antica fonderia di Villacidro e della moderna fonderia di San Gavino, rappresentata dall’organizzazione degli spazi urbani, delle relazioni sociali industriali e dalla presenza di un’originale cultura del lavoro».

PARCO LETTERARIO Un museo inserito nel parco letterario «Giuseppe Dessì» che ha questo nome perché lo scrittore villacidrese nei suoi romanzi cita l’antica fonderia di Villacidro, facendo riferimento a quella di San Gavino.
L’edificio, che ospiterà tutti questi cimeli, ha un’alta valenza culturale perché era la stazione di partenza del trenino verso la miniera di Montevecchio ed ora è stato ristrutturato, arredato e dotato delle attrezzature multimediali. «Nel bilancio pluriennale – aggiunge Cinzia Uda – sono state previste ulteriori somme, aper l’allestimento degli spazi espositivi». Oltre alla ricerca delle fonti documentarie, presenti nell’archivio comunale di San Gavino e in quello di Stato di Cagliari, gli esperti si stanno occupando del reperimento delle fonti orali, attraverso la realizzazione di interviste ai protagonisti del mondo industriale sangavinese (lavoratori, direttori e familiari).

LA SEZIONE Questa attività di ricerca, ancora in corso, è finalizzata all’allestimento del primo nucleo della sezione storico-antropologica del museo. «Quest’ultimo – conclude l’assessore Cinzia Uda – insieme a «Dona Maxima», che ospita e valorizza la tradizione contadina, completeranno l’offerta turistico/didattica locale: le due strutture opereranno in maniera integrata al fine di valorizzare e promuovere la cultura sangavinese».
Insomma San Gavino scommette sul turismo culturale ed ora ci sarà una selezione di due antropologi che dovranno completare la ricerca etno-antropologica con il reperimento di documenti di rilevanza storica.

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