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Risultati per marzo, 2011

Oggi si inaugura il biplano simbolo del Centro di Salute Mentale

Oggi si inaugura il biplano simbolo del Centro di Salute Mentale

Un modello in scala originale di biplano Sopwith Fi Camel accende i motori oggi alle 10 nel piazzale del Centro di salute mentale di San Gavino. Lo hanno costruito i ragazzi del Centro di Salute mentale della Asl di Sanluri con le associazioni dei familiari di Oltre il Sogno e di Andalas de Amistade.

Tre mesi e mezzo di intenso lavoro nel capannone messo a disposizione dalla famiglia Pilleri di Villacidro per assemblare, saldare e infine dipingere il monoposto largo 9 metri e con una superficie alare di 30 metri.
L’aereo verrà messo in moto da uno studente delle medie di San Gavino. I ragazzi hanno infatti partecipato a una giornata di sensibilizzazione, sui temi della sofferenza, organizzata dal Csm di San Gavino e si sono cimentati in un tema dal titolo: “I miei vicini di casa del Centro di Salute Mentale”.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 26/03/2011

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Immigrati a Lampedusa

Immigrati a Lampedusa

La notizia apparsa sull’Unione Sarda di ieri ha scatenato le discussioni e le polemiche. Tralasciando il pensiero di ogni singolo cittadino sull’opportunità di ospitare dei profughi di guerra libici, rimaneva l’interrogativo sulla locazione individuata dal giornalista (ex casermette), che lasciava intuire che ci fosse qualcosa di poco chiaro.
In tanti hanno chiesto una dichiarazione da parte dell’amministrazione comunale, che è arrivata mediante la voce del Sindaco e che vi riportiamo.

Il Sindaco ha già risposto con questa lettera al Prefetto in data 22 marzo 2011: Si riscontra la nota n. 244 del 3 marzo 2011, pari oggetto, per comunicare che questo comune non dispone di propri locali agibili da poter adibire a centri di accoglienza per i rifugiati in arrivo dal Nord Africa.

Gli unici locali di cui si è in possesso sono i vecchi casermoni militari che, però, presentano condizioni di inagibilità estreme avendo le coperture pericolanti, pavimenti e muri da ristrutturare e la mancanza di servizi essenziali come acqua e bagni.

Per poter adibire detti locali al servizio di che trattasi vi è la necessità di ingenti risorse economiche che questo comune non è in grado di reperire e tantomeno spendere per le risapute questioni legate al rispetto del Patto di Stabilità.

I sangavinesi possono dunque dormire sonni tranquilli. Le casermette non verranno invase da orde di profughi libici.
In tanti inneggiavano al “prima di pensare ai profughi libici, pensiamo alle persone povere di San Gavino“. Bravi, ottima idea! Adesso sarebbe il caso di dimostrare che non era una frase di circostanza, e che dato che i tanto temuti nordafricani non arriveranno, la comunità si darà da fare per i compaesani indigenti.

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Intervista a Nicola Orrù

Scritto da Redazione il 25 marzo 2011

Intervista a Nicola Orrù

Intervista a Nicola Orrù

Il Carnevale è la festa più attesa dell’anno, e come sempre porta con sè chiacchiere, pettegolezzi e polemiche. Per saperne di più abbiamo intervistato Nicola Orrù del Gruppo AnnoZero, uno degli organizzatori del Carnevale 2011.

- Innanzitutto congratulazioni a te e al gruppo AnnoZero. Cosa si prova a vincere il Carnevale 2011 dopo un anno di “pausa”?
Grazie per le congratulazioni! Il mio sorriso è dovuto al mio stato d’animo e chiaramente a quello del gruppo che rappresento, è chiaro che dopo un anno di assenza dal carnevale il primo impatto è di incredulità, ma la felicità è tanta, è inutile negarlo; siamo partiti con tanto entusiamo e voglia di fare, l’unico motivo per cui ci siamo rimessi in gioco è per i nostri iscritti storici e per divertirci insieme a loro e così è stato, tra i tanti problemi nati, affrontati e risolti, questo è il risultato un primo posto, (ho dormito con Su Torraponi).

- Domanda secca: 27° o 28° edizione? Sembrano essere tutti in disaccordo.
27° edizione, in quanto nel 2009 sono stati realizzati i carri sangavinesi, ma non si è svolta nessuna manifestazione.

- Quest’anno il carnevale e’ stato organizzato dai carristi. Puoi fare un bilancio? Difficoltà, risorse, risultati.
Il bilancio è sicuramente positivo poichè nonostante il poco tempo a disposizione si è organizzata una manifestazione nel miglior modo possibile, sono del parere però, che per organizzare una manifestazione di questo tipo è necessario progettare il tutto almeno qualche mese prima, infatti le maggiori difficoltà sono nate proprio dai tempi ristretti. Le risorse maggiori a livello umane sono arrivate dai carristi, da Alioska Mancosu che si è reso disponibile a seguire la parte pubblicitaria e dall’amministrazione comunale che ha supportato l’evento, mentre per quanto riguarda le risorse economiche, oltre alla cifra messa a disposizione dall’amministrazione comunale, si è potuto contare sui commercianti sangavinesi che hanno contribuito allamanifestazione. I risultati mi sembrano ottimi con il poco tempo avuto, figuriamoci se avessimo avuto più tempo, cosa saremo riusciti ad organizzare?

- Come ogni anno ci sono state polemiche. Iniziamo dal problema dei portoghesi e dalla necessita’ di un servizio di security. Puoi spiegarci le ragioni di tale scelta?
Costruire un carro, progettarlo, realizzarlo, pensare ai costumi, alle stoffe e tutto quello che occorre per dare il colpo d’occhio finale ha un senso, vedere rovinate le allegorie dei carri da persone non iscritte ai gruppi (portoghesi) indispone sia i carristi che ci mettono anima e cuore nella realizzazione del carro, sia gli stessi iscritti, che pagano per essere riconosciuti partecipanti di quel determinato gruppo o carro allegorico, quindi usufruire della musica e delle bevande fornite dal gruppo, tutto ciò non è possibile grazie ai portoghesi, se solo lo capissero! Il servizio security presente la domenica era necessario a garantire il flusso omogeneo della sfilata, mentre la security presente in qualche gruppo per far in modo di eliminare i portoghesi dalla sfilata è stata un ottima pensata, ma da quel che so non è andata a buon fine, si spera che negli anni avvenire ci sia la possibilità di transennare completamente il percorso, in modo che possano accedere alla sfilata solo le maschere singole, i gruppi a piedi e i carri con i loro iscritti, tutti regolarmente iscritti alla manifestazione.

- Si e’ parlato tanto anche della mancata premiazione dei gruppi a piedi, abbiamo sentito tante mamme lamentarsi per questo. Ci piacerebbe conoscere il punto di vista dei carristi.
Purtroppo nella confusione della serata delle premiazioni ci sono stati diversi malintesi e questa grave dimenticanza è una di quelle che spero venga risolta al più presto.

AnnoZero: foto di gruppo

AnnoZero: foto di gruppo

- Passiamo a parlare di economia. Quanto costa organizzare il Carnevale? Tanti di noi non hanno idea di quanto costi realizzare un singolo carro. Puoi aiutarci a comprendere meglio gli sforzi economici necessari per allestire un gruppo come AnnoZero?
Da dove vuoi che inizi? Organizzare un carnevale comporta tantissime spese: SIAE, assicurazioni, security, trofei, contributo ai carri dei paesi circostanti, spese di contratto, marche da bollo, protezione civile, persone addette al controllo delle strade, service musicale e presentatori della manifestazione, contribuiti ai carri sangavinesi, IVA da pagare allo stato e quant’altro, tutte cifre importanti, che alla fine dei conti fanno somma! Quando invece si parla di un singolo gruppo come AnnoZero, si parla di: Ferro, ferro zincato in bobine, rete zincata, elettrodi, bobine di filo di ferro, dischi per smeriglio, bostik, vinavil, farina, pitture murali, vernici sintetiche, trasparente con catalizzatore, bevande, service musicale, gasolio, gruppi elettettrogeni, bollette Enel, ricariche telefoniche, tanto lavoro, tanto freddo e tanto sonno perso, senza dimenticarci della pazienza di mogli e fidanzate, il tutto per una cifra che si aggira attorno ai 15mila euro!

- Il carnevale, secondo i carristi, “fa girare soldi a San Gavino” e per questo i carristi chiedono la partecipazione attiva dei commercianti. A questo punto e’ doveroso chiedervi dove vengono comprati i materiali per la realizzazione dell’evento.
Innanzitutto spero che le attività commerciali di San Gavino abbiano lavorato tantissimo durante il carnevale, grazie anche al loro contributo si è potuta realizzare la manifestazione, i materiali per la
realizzazione del carro allegorico di AnnoZero oltre le stoffe e i gruppi elettrogeni sono stati interamente acquistati a San Gavino Monreale.

- Si vocifera che qualcuno voglia spostare il baricentro del carnevale del Medio Campidano in altri paesi. Per San Gavino sarebbe una disfatta. Come vi ponete di fronte a questa prospettiva?
Ho seri dubbi che i sangavinesi e in questo caso i carristi principalmente, si lascino sottrarre una manifestazione così importante per il nostro Paese, quindi non penso possa accadere una situazione simile.

- Abbiamo fatto il punto su questa edizione. Progetti, suggerimenti, idee, sogni, aspettative sulla prossima edizione.
Troppo difficile questa risposta per una domanda così facile da fare, mi auguro che la prossima edizione sia il proseguo di ciò che si è iniziato quest’anno, che le persone coinvolte siano sempre di più,
per il rilancio del nostro carnevale.

- Gran finale: che voto daresti al carnevale sangavinese 2011?
Voto 11, è il Carnevale 2011!

E così si conclude la nostra intervista, sperando di aver toccato tutti i punti “sensibili“ di questo Carnevale. Un ringraziamento a Nicola Orrù per la sua cortesia e disponibilità, adesso la parola passa a voi lettori. Volete commentare o aggiungere qualcosa? Siamo a vostra disposizione, come di consueto.

Fonte: Comprendo del 23/03/2011

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«Viviamo con le fogne a cielo aperto»

Scritto da Redazione il 24 marzo 2011

Il sindaco: problemi burocratici ma ora investiremo 420 mila euro
L’esasperazione degli abitanti delle case Gescal di via Dante

Strade dissestate, al buio, senza adeguati impianti fognario e idrico, gravi condizioni igieniche. Questa la triste immagine di un quartiere, nel cuore di San Gavino, che ospita poco più di quaranta famiglie e che necessita di urgenti lavori di manutenzione.

L'esasperazione degli abitanti delle case Gescal di via Dante

L'esasperazione degli abitanti delle case Gescal di via Dante

RICHIESTA D’AIUTO Gli abitanti delle palazzine Gescal di via Dante, esasperati, denunciano le gravi condizioni nelle quali sono costretti a vivere oramai da anni e lanciano un disperato appello all’amministrazione affinché risolva al più presto questa situazione di totale degrado. «Chiediamo solamente di condurre la nostra vita in maniera decorosa. Siamo tante famiglie costrette, da anni, a vivere in un incubo, abbiamo chiesto aiuto a tutti gli organi competenti ma nessuno ci ha dato risposta». A denunciare la situazione Cristian Livolsi, Antonio Figus e tanti altri residenti del quartiere che convivono lo stesso disagio. «Viviamo al buio, in pessime condizioni igienico-sanitarie per via delle fogne a cielo aperto. Le strade ricche di pozzanghere d’inverno e zecche d’estate». Il manto stradale ormai inesistente è divenuto instabile per la fuoriuscita delle radici delle piante che hanno divelto la pavimentazione. I viottoli sono impercorribili e soprattutto per gli anziani e disabili della zona, costretti a rimanere segregati in casa. Costeggiano inoltre rami e ciuffi d’erba incolta, per via dei mancati interventi di pulitura e potatura. «Cedendo le nostre quote a Comune abbiamo il diritto di riavere almeno un’entrata dignitosa e illuminata, giacché proprio quel tratto è il più danneggiato». Concludono i residenti.

LA REPLICA Dal canto suo il sindaco, Gianni Cruccu, spiega che, una delle difficoltà che la Giunta ha incontrato sono state le proprietà. «Per attuare l’intervento è stato necessario definire l’acquisizione di tutte le aree. Il Comune, per questo motivo, ha affidato gli incarichi a un notaio – per fare gli atti – e a un perito, esperto di pratiche catastali.». Tuttavia rassicura i residenti delle aree di via Dante e di via Risorgimento e annuncia che i lavori saranno eseguiti. «La giunta comunale, come scelta politica, – spiegano il sindaco e l’assessore all’Urbanistica, Bruno Deidda – ha deciso d’intervenire per le reali situazioni di degrado. Si tratta di un intervento complessivo di circa 420 mila euro che prevede il ripristino stradale, delle fognature, dell’illuminazione e della rete idrica, compresi tutti i sottoservizi come il recupero delle zone verdi».

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 23/03/2011

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Ecco dove andranno i profughi libici

Scritto da Redazione il 24 marzo 2011

La Regione individua i siti. Gheddafi bombarda l’ospedale di Misurata. Sì del Senato alla missione.

Ecco dove andranno i profughi libici

Ecco dove andranno i profughi libici

Duecento posti letto sarebbero già pronti. Si guarda soprattutto alle scuole inutilizzate, ma anche a qualche ex caserma. Comincia a prendere forma l’operazione accoglienza per i libici che arriveranno in Sardegna. Gli sbarchi potrebbero cominciare da un momento all’altro e il Viminale ha già fatto sapere che l’Isola si dovrà preparare a dare ospitalità a duemila persone in fuga dalla guerra. Si punta sul soggiorno diffuso, con la distribuzione dei migranti in cerca di asilo politico un po’ in tutte le province.

IL VERTICE Dalla riunione organizzata ieri dalla Regione con le prefetture e gli enti locali è decollata la «cabina di regia» che diventerà il riferimento operativo per il piano d’accoglienza dei rifugiati. E alcuni comuni si sono già fatti avanti, dando la loro «disponibilità» a ospitare i cittadini nordafricani. In prima fila ci sono Cagliari, Oristano, San Gavino Monreale, Tempio, Senorbì, Erula e Giave.

I SITI POSSIBILI Non c’è nulla di ufficiale ma filtrano le prime indiscrezioni sulle strutture che potrebbero accogliere chi fugge dalla Libia. A Cagliari c’è l’ipotesi dell’istituto Marconi di via Mercalli, dal momento che ormai praticamente tutta l’attività didattica del tecnico industriale è stata trasferita a Terramaini. A San Gavino si pensa alle ex casermette militari, come di ex caserma si parla a Giave. A Senorbì è stata individuata Villa Aresu, mentre a Tempio c’è l’ipotesi dell’ex istituto di formazione regionale. Ma sono sotto osservazione anche diverse scuole senza più alunni in varie località dell’Isola (a partire da Oristano).

GLI SCENARI «Dai rappresentanti delle province e dei comuni sono arrivati importanti suggerimenti», fanno sapere in una nota congiunta gli assessori regionali Giorgio La Spisa e Nicola Rassu. «Abbiamo già la disponibilità di alcune strutture. Sono oltre 200 i posti disponibili, suddivisi in diverse province». Nessun riferimento ufficiale, ma solo la convinzione che «entro pochi giorni la Sardegna sarà pronta ad affrontare questa emergenza, potendo contare su importanti professionalità». Si guarda all’accoglienza «mediante il coinvolgimento del sistema scolastico» ma anche «a un equilibrato rapporto con la comunità locale». Da qui l’intenzione di puntare sulla mediazione culturale, «attraverso il coinvolgimento del volontariato e della protezione civile».
Non mancano i problemi pratici. A partire dalla questione delle risorse. In ballo c’è uno stanziamento di 500 milioni fissato dal Governo, ma è ancora da inventare il piano di trasferimento delle risorse alle regioni o ai comuni. I sindaci sardi vorrebbero più chiarezza, anche perché i conti in rosso non consentono troppe spese straordinarie. È da mettere in piedi poi il sistema delle mense e anche quello dell’organizzazione dei servizi dedicati ai bambini o alle donne con figli piccoli.

IL VERTICE La Regione parla di «ampia disponibilità» data «dal sistema degli enti locali» per «condividere un piano di corresponsabilità» che avrà «il duplice obiettivo del trattamento adeguato da riservare alle persone in difficoltà e della necessità di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico». I rappresentanti della Regione (con gli assessori La Spisa e Rassu c’era il direttore generale della presidenza Gabriella Massidda) hanno osservato che nei prossimi giorni, «dopo una rapida ricognizione, comunicheranno la localizzazione dei siti adeguati ad accogliere i profughi».

I COMUNI Il sindaco di Cagliari Emilio Floris conferma la disponibilità del capoluogo «a fare la sua parte» davanti a un’emergenza umanitaria come quella di chi fugge dalla guerra. «Ma ora viene la fase difficile», sottolinea, «perché bisognerà capire quante persone arriveranno effettivamente dalla Libia. Sarà importante organizzare un’assistenza sociale adeguata e anche le strutture dovranno essere attrezzate per un’emergenza di questa portata». Nelle prossime riunioni «servirà chiarezza davanti a molti aspetti». Ed è sulla stessa frequenza il segretario dell’Anci Sardegna Umberto Oppus «Gli enti locali attendono che siano chiari alcuni elementi operativi». Per esempio «deve essere ancora stabilito se i siti per i profughi dovranno essere al centro dei comuni o in aree esterne più periferiche».
Già domani (se non verrà anticipato a oggi) si prevede un nuovo vertice coordinato dalla prefettura di Cagliari. Giovanni Balsamo sarà l’interfaccia dalla Sardegna per il prefetto Giuseppe Caruso, che ha ricevuto dal Governo l’incarico di commissario straordinario per gestire l’emergenza rifugiati.

Fonte: Unione Sarda del 23/03/2011

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Domenica Insieme

Scritto da Redazione il 23 marzo 2011

Centro Commerciale Naturale

Centro Commerciale Naturale

Il Centro Commerciale Naturale sta organizzando per la mattina di Domenica 10 Aprile un incontro al Parco Rolandi in Viale Rinascita con intrattenimento per i bambini ma soprattutto un’occasione per il paese che vuole confrontarsi e incontrarsi!
Questa giornata si chiamerà DOMENICA INSIEME e l’invito a partecipare è esteso a chiunque voglia presentare la propria creatività lavorativa!

Potete contattare il Presidente dell’associazione all’indirizzo lixifrancesca@hotmail.it oppure recarvi all’Hotel Crocus per avere maggiori informazioni.

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Raccolta di documenti per il nuovo museo

Scritto da Redazione il 23 marzo 2011

Raccolta di documenti per il nuovo museo

Raccolta di documenti per il nuovo museo

Ha preso il via la campagna di acquisizione dei documenti che porterà all’apertura del museo e centro di documentazione Due Fonderie, che rientra nell’ambito delle politiche di valorizzazione delle strutture e del patrimonio storico locale poste in atto dall’amministrazione comunale. «In un anno e mezzo di attività, – sottolinea l’assessore alla Cultura Cinzia Uda – abbiamo provveduto all’apertura al pubblico dell’archivio storico comunale, al completamento dei laboratori artigianali siti nella vecchia stazione “Sita” e al recupero e alla ristrutturazione delle case in terra cruda della Piazza Melas. Tra gli obiettivi, la valorizzazione della tradizione della cartapesta (museo laboratorio) e delle chiese di San Gavino Martire e Santa Severa».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 23/03/2011

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