Giochi d’acqua nella vecchia fontana
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Anche il Medio Campidano il 6 maggio, in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla Cgil, sarà in piazza. La segreteria provinciale della Camera del Lavoro del Medio Campidano ha organizzato per le 9,30 un presidio in piazza Marconi a San Gavino Monreale, paese simbolo della crisi industriale del territorio. E non poteva essere diversamente, considerata la situazione socioeconomica della provincia, tra le più povere d’Italia. «Un territorio vasto e dalle problematiche differenti con un’economia debole e una percentuale rilevante di disoccupati», afferma Efisio Lasio segretario provinciale della Cgil. La stagnazione economica di questi ultimi anni ha coinvolto in particolare l’apparato industriale. Negli ultimi tre anni sono stati persi oltre mille posti di lavoro e tanti altri si aggiungeranno se non saranno risolte vertenze come quella della fonderia di San Gavino e della Keller di Villacidro, le uniche grandi industrie ancora in attività.
E la situazione rischia di peggiorare per la pressante crisi che attanaglia le piccole e medie industrie del Guspinese-Villacidrese, le imprese edilizie che hanno visto vertiginosamente calare le commesse, l’agricoltura e ora anche il commercio (tanti piccoli negozi hanno già chiuso i battenti, ma anche la grande distribuzione comincia ad avere segnali di crisi). «L’economia è ferma e sta mettendo in grosse difficoltà le fasce più deboli», aggiunge Efisio Lasio, «Per questo il 6 maggio chiederemo alla politica regionale e nazionale uno sforzo maggiore per superare una crisi che sta creando gravi danni ad un territorio già martoriato dalla disoccupazione».
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Pirresi aggrappati ai playout, la squadra di San Gavino retrocessa in Prima categoria
Match deciso solo ai calci di rigore: fatale l’errore di Mingoia
È servita un’ora abbondante di gioco per ricordare alle squadre, bloccate dalla paura, che lo zero a zero non paga. E la partita, da brutta, diventa avvincente. Mauro Puddu, deviazione d’istinto al 27′, e Aru: conclusione da terra al 42′, sono le uniche note del primo tempo. Il Gemini migliora nella ripresa, e Scalas deve compiere un doppio miracolo al 6′ su conclusioni ravvicinate di Melis e Pintus. Al 15′ Picciau a terra in area: proteste del Gemini. Al 39′ Pintus insacca in mischia: 0- 1.
Sembra fatta per i pirresi, ma Mauro Puddu, ieri in ombra, serve l’accorrente Farris che insacca di prepotenza. Si va ai supplementari e la Monreale ribalta il risultato. Mingoia parte da metà campo, cerca e ottiene la sponda di Mauro Puddu e trafigge Secci. Un paio di minuti e il Gemini riacciuffa la gara con Picciau che trasforma dal dischetto. I rigori condannano la Monreale, che paga l’errore del suo uomo più rappresentativo: Mingoia. Sanna segna per la Monreale: 3 a 2. Ambus, per il Gemini fa 3 a 3. Segnano pure Puddu e Meloni. Dopo l’errore di Mingoia, non sbaglia più nessuno: segnano Lai, Farris, Pittiu, Uda e Picciau che fissa il punteggio sul 7 a 6, e fa scoppiare la festa Gemini.
MONREALE: Scalas, Onali, Peddis, Leo, Farris, Porcu, Sedda (40′ st Sanna), Cancedda (35′ st Sardu), Aru (12′ st Uda), Mingoia, M. Puddu. All. Murgia.
GEMINI PIRRI: Secci, Pittiu, Marci, Fadda, Ghisu (16′ st Ambus), Pau, Meloni, Melis (30′ st A. Puddu), Tronci, Picciau, Pintus (42′ st Lai). All. Mazzone.
ARBITRO: Curreli di Iglesias.
RETI : 39′ st Pintus, 44′ st Farris; 2′ 1° ts Mingoia, 10′ 1° ts Picciau (r).
Fonte: Ignazio Pillosu, Unione Sarda del 28/04/2011
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Le cause sono note: si tratta di una vera e propria discarica a cielo aperto. Tutta la zona è abbandonata a se stessa: erbacce alte e sporcizia di ogni entità danno luogo a un continuo proliferare di zecche e soprattutto topi enormi che passeggiano indisturbati per le strade creando continui allarmi alle famiglie che abitano nella zona. L’area, che un tempo accoglieva un migliaio di pendolari al giorno, oggi invece manifesta un imbarazzante degrado ambientale.
A fare un primo passo è stato un gruppo di indipendentisti sardi che si è fatto carico di una forma di protesta del tutto pacifica e civile per scuotere l’opinione pubblica su un problema che, da diversi anni, e precisamente dall’inserimento della nuova stazione agli antipodi del paese, ha provocato una grave emergenza ambientale e un orribile biglietto da visita del paese. Insomma un vero problema igienico-sanitario che da una parte lega le mani all’amministrazione comunale in quanto l’area non le appartiene, ma che, dall’altra, lascia i cittadini in balìa di un vergognoso disagio ambientale.
Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 28/04/2011
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Dopo l’editoriale di Comprendo dell’11 Marzo, e dopo il volantino diffuso dal Comitato “Salviamo l’ospedale del Medio Campidano”, e dopo il nostro martellamento mediatico sul tema, pare che anche la politica locale si sia accorta che c’è qualcosa che non quadra nella questione “Grande Ospedale”. Senza contare che leggiamo ancora un continuo rimbalzare di cifre più o meno realistiche (c’è ancora chi parla di 76 milioni, ai fonte dei 46 stanziati per l’Ospedale): numeri tirati a caso – al rialzo – per tenere buona la popolazione.
Vi riportiamo l’articolo odierno comparso sull’Unione Sarda, che riassume la questione con il solito botta e risposta “L’ospedale si farà?” – “Ma sì che si farà, state sereni“. E nel frattempo passano i giorni, i mesi, gli anni.
Ma diteci, voi non vi sentite presi in giro?
Scoppia la polemica, ma il manager dell’Asl 6 replica: entro breve voglio dare il via agli espropri
L’assessore Garau: il Ministero ha scippato i fondi per San Gavino
LA REGIONE Secondo Nicola Garau non è questo l’unico aspetto preoccupante: «A livello regionale – aggiunge – manca l’approvazione della nuova rete ospedaliera dove ci deve essere scritto il numero dei posti letto che spettano ad ogni Asl. Ecco perché come Provincia abbiamo convocato la conferenza sanitaria provinciale dei sindaci per il 27. Oltre ai primi cittadini sono convocati i sindacati e il nuovo direttore generale per lo stato di attuazione del programma triennale 2011-2013 che abbiamo approvato il 28 dicembre. Sarà l’occasione per parlare del nuovo ospedale. Al momento è tutto fermo. I lavori della nuova struttura potrebbero partire con i 46 milioni d euro mentre i restanti potrebbero essere reperiti o con fondi regionali o con un leasing. Vogliamo che quei soldi vengano spesi nel nostro territorio. Esprimo preoccupazione perché è tutto fermo, nessuno si muove».
LA REPLICA Ma per il nuovo direttore generale Salvatore Piu la costruzione del nuovo ospedale del Medio Campidano non è in discussione: «Non prendo decisioni che non siano condivise, ascolto le associazioni dei cittadini e del volontariato. Dico che questo territorio merita una nuova struttura. La legge ci impone di avere tutti i fondi in cassa per far partire i lavori: da tecnico dico che non si può fare a meno del nuovo ospedale. Voglio procedere con gli espropri quanto prima». Interviene anche il comitato “Salviamo l’ospedale del Medio Campidano”: «Chiediamo che l’assessore regionale alla Sanità Liori si faccia garante degli impegni assunti per la costruzione del nuovo ospedale del Medio Campidano. Ricordiamo che con la delibera della Giunta regionale numero 3 del 26 gennaio 2011 rassicurava sull’azione e volontà da parte dell’attuale Giunta di costruire il nuovo ospedale. Chiediamo un incontro chiarificatore con l’assessore Liori per avere conferma su volontà e tempi necessari all’avvio dei lavori del nuovo ospedale».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 26/04/2011
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Nei giorni scorsi sono comparsi alcuni messaggi scritti con dello spray su alcune lenzuola, appese alla rete metallica (provvisoria?) che impedisce l’ingresso alle aree della vecchia stazione FS.
Al di là degli slogan politici e del credo indipendentista di ognuno di noi, il messaggio è più che condivisibile – se si vuole il bene di San Gavino – e dovrebbe essere abbracciato da ogni cittadino. Ne abbiamo parlato più volte (dando e ricevendo suggerimenti sui possibili riutilizzi di quelle aree per la rivalorizzazione del paese).
Purtroppo questa iniziativa di sensibilizzazione è durata poco. Le lenzuola sono state strappate e i messaggi sono diventati illeggibili nel giro di breve tempo. A voler essere ingenui si potrebbe pensare che sia stato il vento a strappare delle lenzuola fragili (Sbagliato candeggio? Usate Ace!), ma a voler essere più realisti si potrebbe pensare al gesto volontario di qualche essere umano infastidito da questa “propaganda”.
E dato che a noi questa battaglia sta particolarmente a cuore, dato che a noi le censure non piacciono, dato che noi – pur non essendo politicizzati – abbiamo come unico obiettivo il bene del nostro amato paese, lanciamo la nostra sfida: strappateli anche da qui, se ci riuscite!
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