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Risultati per maggio, 2011

Archeosperimentare in Sardegna

Scritto da Redazione il 24 maggio 2011

ARCHEOSPERIMENTARE IN SARDEGNA: UN MODO ALTERNATIVO DI VIVERE L’ARCHEOLOGIA
TERZA GIORNATA DELL’ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE
ARDAULI, S’IRIGHINZU, 29 MAGGIO 2011

Archeosperimentare in Sardegna

Archeosperimentare in Sardegna

Paleoworking Sardegna, associazione culturale attiva nella valorizzazione del patrimonio storico, archeologico ed etnico della Sardegna, con particolare riferimento all’Area del Barigadu, organizza la terza edizione di ARCHEOSPERIMENTARE IN SARDEGNA, III Giornata dell’Archeologia Sperimentale.
Unica associazione sarda impegnata nel settore dell’Archeologia Sperimentale, Paleoworking Sardegna propone un approccio attivo e interdisciplinare alle problematiche dello studio e della salvaguardia del patrimonio culturale isolano: archeologico, storico, etnico.

Con un approccio rigorosamente scientifico, garantito dal gruppo di lavoro guidato da archeologi professionisti e da collaborazioni con Università ed Enti Pubblici di ricerca e salvaguardia del patrimonio culturale, Paleoworking Sardegna conduce progetti di ricerca indirizzati allo studio della preistoria e protostoria sarda, ma anche – e soprattutto – alla divulgazione della conoscenza del passato come rivalutazione del presente e come proposta di sviluppo culturale ed economico del territorio.

Il 29 maggio, a S’Irighinzu (Ardauli), gli appassionati di archeologia potranno ascoltare i professionisti della ricerca archeologica mentre parlano di nuragico al di fuori delle aule universitarie e sale convegni, razzolando per i sentieri del Barigadu assieme all’uditorio e mostrando, con occhi da archeologo, ciò che videro, presumibilmente, i sardi che abitarono quei luoghi tremila anni fa. Oppure un famoso botanico, che lascia l’abito formale del cattedratico per raccogliere piante e fiori assieme agli appassionati, illustrando sul campo le tecniche di raccolta e sfruttamento tipiche dell’età del bronzo.

Per i più piccoli (ma anche per i più grandi) i laboratori di archeologia sperimentale, che mostreranno la scheggiatura dell’ossidiana, l’intreccio dei canestri, l’uso di un arco realizzato con tecniche aderenti a quelle neolitiche, ma, soprattutto, un saggio di scavo stratigrafico per illustrare, sperimentalmente, cosa sia davvero la pratica archeologica. Insomma un modo diretto per entrare in contatto con l’archeologia attraverso gli scienziati che se ne occupano e senza l’intermediazione di difficili letture: chi si reca a S’Irighinzu, può toccare l’archeologia con mano!
Ultimo, ma non ultimo, un esperimento particolarmente intrigante: il cartoonist Enzo Marciante disegna libri a fumetti per illustrare ai più piccoli lo studio della nostra storia millenaria, senza la minima concessione alla fantascienza e con totale rigore scientifico: sì alla fantasia e al rigore, no all’invenzione!

Un nuovo modo di ascoltare, ma soprattutto vivere, l’archeologia: per appassionati e non.

Per informazioni:
dr.ssa Cinzia Loi
e-mail: loic@tiscali.it
sito web: www.paleoworkingsardegna.org
tel: 329 1840635

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Romina Vargiu: «Edema cerebrale»

Scritto da Redazione il 24 maggio 2011

Ipotizzata la causa del decesso, ma il giallo resta apertissimo
Ieri gli esami medici sulla donna di Villacidro Un edema cerebrale e uno scompenso cardiaco: queste sarebbero le cause della morte di Romina Vargiu, spirata il 19 maggio all’ospedale di San Gavino subito dopo aver dato alla luce una bambina. È l’esito dell’autopsia effettuata ieri dal medico legale Francesco Paribello, che però non ha concluso qui il lavoro. Dalle analisi, cui hanno partecipato anche i professionisti Gianbenedetto Melis e Guglielmo Benvenuti (su incarico dei difensori Leonardo Filippi e Paolo Sestu) e Roberto Demontis (su richiesta del legale Andrea Pogliani, che assiste la famiglia della vittima), sono emerse infatti “incongruenze”: alcuni dati della cartella della paziente sono incompatibili tra loro e con i risultati dell’autopsia. Così sarà necessario studiare ulteriore documentazione medica relativa alla situazione clinica della vittima, verificare il tipo di anestesia e attendere i risultati degli esami istologici (20 giorni). Potrebbero aumentare gli indagati.

Fonte: Andrea Manunza, Unione Sarda del 24/05/2011


Un’altra morte per parto

Anche questa disgrazia sarebbe avvenuta nello stesso ospedale. Episodio simile a quello di Romina Vargiu: indagini.

Un'altra morte per parto

Un'altra morte per parto

Non solo Romina Vargiu, morta durante il parto cesareo il 19 maggio all’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino: un’altra donna sarebbe spirata qualche tempo prima in circostanze simili nello stesso reparto. È quanto emerso dalle indagini in corso per risalire alle cause del decesso della giovane di Villacidro: il pm Giangiacomo Pilia ha incaricato la polizia giudiziaria di verificare se davvero le cose stiano così e, nel caso, di prendere contatto col marito della giovane.

LA DISGRAZIA Sulla sussistenza di questo secondo episodio pare però vi siano pochi dubbi, posto che la scoperta è stata fatta da un pubblico ufficiale il quale l’ha comunicata subito al magistrato: ma la vicenda, vista la delicatezza, ha necessità di avere tutti i crismi della certezza, dunque nei prossimi giorni gli inquirenti convocheranno l’uomo a palazzo di giustizia perché spieghi quando e dove è accaduta la disgrazia e perché non abbia presentato una denuncia. Anche quest’altra ragazza sarebbe stata sottoposta a un taglio cesareo, un particolare che non può non ricordare ciò che è successo appena cinque giorni fa.

ROMINA Ancora alle 17,30 di giovedì scorso Romina Vargiu, 34 anni, ride e scherza col marito nel reparto di Ostetricia. Poco dopo la donna entra in sala parto per dare alla luce la sua primogenita, ma l’immediato via vai di medici fa capire che qualcosa non va. Alle 20,30 la neo mamma muore: fa nascere la bambina ma lei non sopravvive. Colpa, secondo la Asl 6, di una forte emorragia. «Un caso rarissimo di mancata coagulazione del sangue», dice il direttore generale Salvatore Piu. Parte l’inchiesta e nel registro degli indagati finiscono il primario del reparto di Ostetricia e Neonatologia Carlo Tomasi e il ginecologo Alessandro Biggio, che avevano eseguito il taglio cesareo e tentato di rianimare la paziente. Ma ieri l’autopsia ha fatto emergere elementi che potrebbero cambiare le carte in tavola.

Fonte: Andrea Manunza, Unione Sarda del 24/05/2011

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Campidano Photo Contest

Scritto da Redazione il 23 maggio 2011

Concorso fotografico e Workshops in abbinamento alla selezione “fotomodella per un giorno” promosso dall’Associazione “Stazione Culturale del medio Campidano” dal Foto Studio Altea; dal Bar Congia; dall’Hotel Crocus con il supporto del prestigioso marchio NIKON.

Stazione Culturale del medio Campidano

Stazione Culturale del medio Campidano

Con la presente l’organizzazione è lieta di invitarVi il 17 e 18 giugno a partecipare come fotografo amatore al concorso fotografico con tema libero, le sezioni saranno due “Fotografia non elaborata” e “Arte Fotografica Digitale”. In occasione del Contest verranno allestiti 3 workshops per appassionati e fotoamatori a partire da venerdì 17 giugno con il corso sull’utilizzo del CLS (creative light system di Nikon), seguiranno sabato 18 giugno i lavori con scatti in interno ed in esterno con modelle/i come da programma allegato. I partecipanti dovranno portare ed utilizzare le loro attrezzature (possibilmente l’apparecchio reflex). Durante l’evento il prestigioso marchio NIKON (attraverso Nital) sarà presente con tutte le attrezzature (macchine ed obiettivi) che saranno a disposizione per un “Touch Test”.

Per chi volesse soggiornare (visto il probabile protrarsi dell’impegno nella sera di venerdì) è prevista una convenzione con hotel e ristoranti a prezzo fisso, anch’essi prenotabili online sul sito dell’Associazione.
Vi invitiamo a comunicarci quanto prima il Vostro interesse a partecipare al concorso, inviandoci le fotografie e compilando il form che troverà disponibile nel sito web: www.stazioneculturale.com

Sarà nostra cura, a seguito di tale Vostro riscontro, prendere contatto con il referente che vorrete indicarci, per consentire alla nostra struttura organizzativa di individuare le soluzioni più idonee a valorizzare i Vostri elaborati coerentemente con gli obiettivi della manifestazione e delle adesioni ricevute. La partecipazione al concorso e ai workshop richiede una quota di partecipazione. Se desidera ricevere ulteriori informazioni riguardo ai Workshops e al concorso fotografico, non esiti a contattarci.

Per facilitare la trasparenza e la precisione dei rapporti, alleghiamo il Programma delle giornate e il Regolamento generale per la partecipazione al concorso.

Segreteria organizzativa: info@stazioneculturale.com – Tel 349.47.87.343 – www.stazioneculturale.com

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Un’integrazione a metà

Scritto da Redazione il 22 maggio 2011

Un'integrazione a metà

Un'integrazione a metà

Sin dagli anni ’80 San Gavino ha ospitato diverse nazionalità provenienti da tutto il mondo ma soprattutto dal Marocco, Tunisia e Sud America rendendo questo paese piu’ ricco e sotto certi punti di vista multiculturale. Gli stranieri che si sono stanziati nel nostro territorio si sono integrati abbastanza bene con la lingua autoctona e soprattutto con il lavoro. Ma la prerogativa fondamentale per chi va a vivere in un paese o in una città diversa da quella natia per potersi realmente integrare è conoscere le usanze e le tradizioni del posto cosi come le devono conoscere coloro che ospitano tali migranti e soprattutto avere un dialogo e un’apertura mentale che permetta di mettersi in relazione con ”la gente del posto” altrimenti l’integrazione o non avviene affatto oppure avviene solo a metà; e questo è o sarebbe un grosso insuccesso sotto molti aspetti. Quindi diciamo un si è urlato ad alta voce alle diverse etnie come un modo per accettare e capire culture e modi di vivere diversi dal nostro ma sicuramente pregni di un mistero e di una voglia di conoscere cio’ che a noi è del tutto ignoto.

Saiu Alessandra

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Il parto diventa una tragedia

Scritto da Redazione il 21 maggio 2011

Romina Vargiu

Romina Vargiu

Una giovane donna di Villacidro muore dopo il cesareo Il giorno in cui la nascita di una nuova vita avrebbe dovuto allietare un’intera famiglia, si è trasformato in un appuntamento con il dolore. Romina Vargiu (34 anni, di Villacidro) è morta mentre dava alla luce la sua primogenita. Aurora, il nome della bambina che mai potrà abbracciare la madre, è salva e sta bene, anche se è stato necessario ricoverarla nella Clinica pediatrica di Cagliari, a seguito di problemi respiratori passeggeri.

LA TRAGEDIA Romina ha dato la sua vita per permettere ad Aurora di sopravvivere, ma lasciando un profondo vuoto nella comunità di Villacidro, che si stringe attorno alla tragedia di un’intera famiglia. Il dramma è avvenuto intorno alle 20,30 di giovedì, nell’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino. Per i medici dell’azienda ospedaliera la causa del decesso sarebbe da imputare a una forte emorragia che non sarebbero riusciti a bloccare, mentre era in corso il parto cesareo. Salvatore Piu, direttore generale dell’azienda sanitaria locale: «Siamo vicini ai parenti e al loro dolore per questa morte improvvisa. Siamo costretti a constatare che si tratta di un caso rarissimo di mancata coagulazione del sangue avvenuto durante un normale intervento di parto cesareo».

I PARENTI Nonostante il responso del referto medico, i parenti della ragazza non si danno pace e chiedono chiarezza sull’accaduto. «Vogliamo giustizia anche se nessuno ci potrà restituire la nostra Romina». Per far luce sulle reali cause del decesso, sono state aperte due inchieste. Una giudiziaria della magistratura di Cagliari, l’altra interna all’azienda ospedaliera che sarà presieduta da un medico esterno.

I DUBBI In attesa del risultato delle indagini, i dubbi che i medici non abbiano riservato tutte le cure necessarie per salvare la vita della ragazza attanagliano i parenti della vittima. «Romina si è recata in ospedale per delle perdite di sangue alcuni giorni fa», dice Milena Cappon, madre della ragazza, «ma non è stata ricoverata per delle analisi complete». Si suppone che le perdite di sangue accusate da Romina derivassero da un distaccamento della placenta che sarebbe stato confermato, agli stessi familiari, dal medico che avrebbe assistito al parto.
Lunedì scorso Romina si è recata nuovamente in ospedale per effettuare un’ecografia che, secondo i parenti, non sarebbe stata mai eseguita. «Non sappiamo», dice Marco Schiavi, marito di Romina, «se l’ecografia avrebbe potuto mostrare il distaccamento della placenta o se il decesso si possa imputare proprio a quello. Non possiamo fare altro che affidarci all’azione dei legali per far luce su questa tragedia».

ROMINA Romina era una ragazza sana e forte, giovedì mattina è arrivata in ospedale sorridente, ha scherzato con tutti sino alle 19,30, ora in cui è stata accompagnata in sala travaglio. «Sembrava tutto tranquillo», continua la madre in lacrime e ancora incredula, «ma abbiamo capito che qualcosa non stava procedendo per il verso giusto quando abbiamo visto i medici correre nervosamente avanti e indietro per la corsia». La ragazza ha iniziato ad indebolirsi e ad avvertire una forte nausea. Subito la corsa in sala operatoria, per tentare di salvare la bambina con il taglio cesareo. In pochi attimi la tragedia.

Fonte: Ivan Fonnesu, Unione Sarda del 21/05/2011


Due i medici indagati, lunedì ci sarà l’autopsia

Non ha perso tempo il pm Giangiacomo Pilia, titolare dell’inchiesta sulla giovane madre di Villacidro morta durante il parto nell’ospedale di San Gavino. Non appena informato dell’accaduto, il magistrato ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche poi ha atteso che sulla sua scrivania arrivasse la prima relazione dei carabinieri prima di procedere a iscrivere nel registro degli indagati i nomi di due medici. Si tratta di Carlo Tomasi, primario del reparto di ginecologia dell’ospedale, e del ginecologo Alessandro Biggio. Sono loro ad aver operato, giovedì sera, Romina Vargiu. Un taglio cesareo apparentemente facile, durante il quale però qualcosa è andato storto. Per capire cosa il pubblico ministero ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita lunedì mattina dal medico legale Francesco Paribello. Nel frattempo il corpo di Romina è stato portato nel policlinico di Monserrato.

Fonte: Unione Sarda del 21/05/2011

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Cancellati alcuni vincoli per l’edilizia

Scritto da Redazione il 21 maggio 2011

Cancellati alcuni vincoli per l'edilizia

Cancellati alcuni vincoli per l'edilizia

Cadono i vincoli di pianificazione edilizia. È arrivata ieri la revoca della delibera di adozione preliminare del piano stralcio delle fasce fluviali, resa operativa gli scorsi giorni, che bloccava la concessione edilizia in un’altra area del territorio di San Gavino, considerata zona a rischio idrogeologico. Ordinanza che aveva generato in paese un malcontento generale. La nuova disposizione è stata stabilita dal comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino in seguito ad una serie d’incontri svolti gli scorsi giorni.

L’ordinanza arriva dopo la disposizione regionale dell’ Autorità di bacino, che ha deciso la revoca del Piano di stralcio fasce fluviali

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San Gavino, donna muore durante il parto

Scritto da Redazione il 20 maggio 2011

Salvo il neonato, inchiesta della Procura.

Una donna di 34 anni è morta durante il parto la scorsa notte all’ospedale di San Gavino Monreale. La vittima, Romina Vargiu, era originaria di Villacidro. I medici sono riusciti a salvare il neonato.

Non si conoscono al momento le cause che hanno portato alla morte della donna. Non parlano i medici dell’ospedale di San Gavino nè i dirigenti della struttura, mentre i carabinieri che indagano sull’accaduto mantengono il più stretto riserbo.

Ospedale di San Gavino

Ospedale di San Gavino

Il sostituto procuratore di Cagliari, Gian Giacomo Pilia, ha disposto l’autopsia sul corpo della donna. Al momento non risultano esserci indagati, ma dalla Procura stanno per partire gli avvisi di garanzia all’equipe medica, composta da tre o quattro persone, che la scorsa notte ha effettuato l’intervento in sala parto. Un atto dovuto, fanno sapere dal Palazzo di giustizia. Inquirenti e personale ospedaliero, intanto, continuano a mantenere il più stretto riserbo e ancora non si conoscono altri particolari della tragedia.

Fonte: Unione Sarda online del 20 maggio 2011

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