Lezione sul decreto Monti
La Cisl spiegherà ai pensionati Inps tutte le novità. Riunioni in tutta la provincia. Appello ai Comuni: chiedete le tasse minime.
La pensione che non potrà essere riscossa in contanti, il ritorno dell’imposta sulla prima casa, i rischi in cui s’incorre se non si convertono i libretti al portatore. Sono molte le novità introdotte dal decreto del Governo Monti e diverse persone, soprattutto pensionati, potrebbero avere difficoltà a causa dei cambiamenti introdotti dal decreto. Per questo la federazione pensionati Cisl del Medio Campidano ha organizzato, per febbraio e marzo, una serie di incontri in tutta la Provincia. Gli esperti informeranno i pensionati delle novità e tenteranno di sensibilizzare i Comuni affinché applichino le tariffe minime per le imposte di loro competenza, in particolare per l’Imu (ex Ici).
IL SINDACATO «Durante una riunione con i delegati dei vari Comuni», spiega il segretario provinciale della Cisl pensionati Paolo Melis, «abbiamo affrontato l’aspetto previdenziale e quello fiscale della nuova manovra. Ci siamo resi conto che pochi li conoscono. L’obiettivo degli incontri che organizzeremo in tutti i Comuni del Medio Campidano sarà informare soprattutto i pensionati».
I PENSIONATI Novità importanti riguardano le pensioni. Quelle con importi superiori ai mille euro non potranno essere più corrisposte in contanti, quindi la misura non riguarda la stragrande maggioranza dei pensionati, che percepiscono cifre di gran lunga inferiori: a Pauli Arbarei è la media più bassa della provincia (513 euro), mentre a San Gavino è quella più alta (722 euro). Malgrado queste cifre siano ben lontane dalla soglia dei mille euro, in occasione di conguagli o tredicesima potrebbero superarle. «Molti dei nostri pensionati non hanno dimestichezza con conti correnti e carte di credito, che oltretutto comportano costi», prosegue Melis: «Il decreto non tiene conto di come vive il paese reale e si fa troppo poco per informare i cittadini». Il segretario provinciale della Cisl, Edoardo Bizzarro, sottolinea: «Questa manovra è iniqua perché fa cassa sui piccoli lavoratori e sui pensionati: colpisce le fasce più deboli, cioè chi con i sacrifici di una vita ha risparmiato qualcosa e possiede una casa di proprietà. Pochi di loro sono informati sulle ripercussioni della manovra fiscale sul loro portafogli».
TASSE COMUNALI Per cercare di limitare i danni, il sindacato chiederà anche di incontrare le Giunte comunali, alle quali chiederanno di applicare le tariffe minime per le imposte di loro competenza. «Incontreremo i cittadini paese per paese», conclude Melis, «tenteremo di farlo prima dell’inizio della campagna fiscale e della preparazione della dichiarazione dei redditi. Per qualsiasi altro chiarimento, saremo poi a disposizione nelle sedi in tutta la provincia».
Fonte: Arianna Concu, Unione Sarda
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