25
maggio 2013
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Risultati per la catagoria ‘Ambiente’

Da alcuni giorni dai rubinetti dei comuni di Sanluri, San Gavino, Guspini, Sardara e Pabillonis esce acqua torbida e maleodorante.

Acqua torbida

Acqua torbida

Piove tanto in questi giorni ed il potabilizzatore di Santu Miali di Abbanoa, in territorio di Sanluri, non riesce a trattare in maniera adeguata l’acqua grezza proveniente dal bacino del Tirso che presenta una rilevante concentrazione di alghe. Per questo l’acqua dei rubinetti nei Comuni di Sanluri, San Gavino, Guspini, Sardara e Pabillonis, serviti appunto dall’impianto di Santu Miali, si presenta torbida e maleodorante, con parametri differenti previsti la normativa vigente e riguardanti comunque solo queste due anomalie temporanee.

Abbanoa, però, tranquillizza gli utenti e con un comunicato ha spiegato che non c’è pericolo per la salute pubblica. “Trattandosi esclusivamente di problemi relativi alla torbidità e all’odore – è detto nel comunicato della società di gestione del servizio idrico – non c’è alcun rischio per la salute. Nella filiera di trattamento sono stati immediatamente adottati tutti gli accorgimenti possibili per contenere la disfunzione. Gli ultimi controlli effettuati danno comunque il fenomeno in diminuzione“.

Fonte: Unione Sarda Online

I tre paesi stilano il bando per la gara d’appalto. Previsto il potenziamento dei contenitori.

Rifiuti

Rifiuti

A distanza di due anni Sardara mette fine all’odissea delle proroghe sulla gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani. È pronta la gara per il nuovo appalto che coinvolgerà tre Comuni: Sardara, San Gavino, Pabillonis. Centri che provengono da esperienze diverse e che ora andranno invece a un appalto unico.

Se ne parla dal 2010, da quando l’amministrazione stava lavorando al progetto per stringere un accordo con l’Unione dei Comuni Terre del Campidano. Poi le cose andarono diversamente: Samassi, Serrenti, Serramanna scelsero vie diverse. E ora il paese delle terme stringe il patto con gli altri paesi dell’Unione e dà il via libera al maxi appalto.

A breve saranno pubblicati il bando e il disciplinare di gara che, fra l’altro, prevede un costo complessivo di circa 9 milioni di euro per 6 anni. Somma sufficiente a garantire il servizio senza appesantire la tariffa a carico dei cittadini, fatta eccezione per l’aumento previsto con la Tares, il nuovo tributo comunale a partire da gennaio sui rifiuti e sui servizi. «Abbiamo anzitutto preteso che fosse garantita la qualità del servizio di raccolta perché non si verifichino più le criticità con cui si è dovuto fare i conti nel passato», dice il sindaco Giuseppe Garau. «Non solo: a giorni le nostre famiglie avranno un contenitore per l’umido e un altro per il secco, eliminando così l’inconveniente di tappezzare le strade con buste colorate, antiestetiche e maleodoranti».

Un potenziamento dei contenitori in uso giustificato anche dall’ulteriore aumento del 50 per cento della Tarsu. L’imperativo categorico da parte dei sindaci interessati è che «la raccolta deve migliorare così come devono crescere gli interventi a favore della differenziata». Accordo unanime sul «rafforzamento dei controlli per contrastare il fenomeno dell’abbandono del sacchetto selvaggio e la formazione di discariche a cielo aperto». Un fenomeno piuttosto diffuso, nonostante la presenza dell’ecocentro e del ritiro porta a porta con regolarità.

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda

Paese più pulito con 60 assunti tra i disoccupati

Scritto da Redazione il 29 dicembre 2012
Rifiuti in campagna

Rifiuti in campagna

Rendere il paese più pulito e nello stesso tempo creare posti di lavoro per i disoccupati. È con questo obiettivo che l’amministrazione comunale ogni anno assume 60 persone che vengono impegnate nello spazzamento delle strade, nella cura delle aree verdi e nella bonifica delle discariche a cielo aperto che spuntano nei luoghi più insoliti del paese. «Ogni tre mesi – spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Onnis – vengono assunte 15 persone (5 per ogni cooperativa sociale sangavinese) tramite i servizi sociali. In questo modo in un anno diamo lavoro a 60 persone: si tratta di lavoratori a basso reddito che vengono seguiti dall’ufficio tecnico comunale. Il progetto di circa 80 mila euro è stato finanziato dalla Regione all’interno delle misure per il contrasto delle povertà».

Il paese viene diviso in tre diverse aree che vedono l’impiego di queste persone che lavorano per conto della ditta Eurogest che gestisce il sistema di raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade. «In questo modo – aggiunge l’assessore Paolo Onnis – il paese si presenta più pulito, ma anche più sicuro».

Intanto il Comune ha da tempo dichiarato guerra aperta a chi abbandona rifiuti soprattutto in campagna anche se da qualche tempo si ha un migliore controllo del territorio grazie all’azione della compagnia barracellare e ai volontari dell’Anpana (associazione nazionale protezione animali natura ambiente). Questo consentirà un risparmio per le casse del Comune che in passato ha speso più di 10 mila euro per la bonifica di una discarica abusiva d’amianto in località Funtan’e canna. «Purtroppo - conclude l’assessore Paolo Onnis – la maleducazione è ancora forte. Tempo fa, ad esempio, era stata trovata una discarica di gomme d’auto».

Inoltre in zone strategiche del paese a breve dovrebbero essere collocati nuovi raccoglitori per i rifiuti, in particolare contenitori per le cicche di sigaretta, le batterie, toner e cartucce esauste. Ci saranno anche distributori di bustine per la raccolta degli escrementi degli animali.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

«Senza auto, pronti a dimetterci»

Scritto da Redazione il 20 dicembre 2012

Acquistato dalla Regione per cento euro, non ha la targa né l’assicurazione. Giampaolo Mascia: aspettiamo da mesi che immatricolino il mezzo.

Barracelli

Barracelli

È arrivata da oltre tre mesi l’auto acquistata dalla Regione per il costo simbolico di 100 euro ma al momento si trova ancora nel magazzino del Comune e non può essere utilizzata dai barracelli. Lo denuncia con forza il capitano della compagnia Giampaolo Mascia, nominato lo scorso anno per ricostituire il corpo dei barracelli dopo tanti anni di inutili tentativi: «Siamo in attesa del fuoristrada che si trova a San Gavino da oltre tre mesi, ma il veicolo non è ancora utilizzabile perché non ha la targa. Ci chiediamo che cosa si stia aspettando perché senza mezzo non possiamo fare quasi niente e in campagna dobbiamo utilizzare le nostre auto che vengono danneggiate. Il fuoristrada è in buone condizioni, basterebbe mettere la targa e pagare l’assicurazione per metterlo in circolazione. Non penso che al Comune non ci sia la disponibilità finanziaria».

Insomma l’amarezza è tanta anche perché i barracelli hanno operato tutta l’estate e oltre fino alla fine di settembre nel servizio antincendio: «Abbiamo avuto – continua Mascia – tanta forza di volontà perché eravamo a piedi e abbiamo aspettato con pazienza, ma non si può andare avanti in queste condizioni. O in Comune si decidono a darci il mezzo oppure siamo pronti a lasciare tutto e a rassegnare le dimissioni. In questo ultimo periodo ci risulta che nelle campagne siano aumentati i furti proprio perché non possiamo esercitare la necessaria vigilanza».

Insomma la pazienza è finita e il capitano Giampaolo Mascia chiede fatti concreti e ora aspetta anche l’okay della prefettura per tre nuovi barracelli che si aggiungerebbero ai 10 già in servizio (Giuseppe Pau, Marco Solinas, Nevio Manieli, Roberto Piras, Andrea Mocci, Silverio Massa, Stefano Dessì, Mario Pilloni e Michela Canargiu).

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

«Via Roma, non chiudete il rifornitore»

Scritto da Redazione il 19 dicembre 2012

Nel 2013 l’impianto sarà trasferito in periferia: 200 firme contro la decisione.

Distributore di via Roma

Distributore di via Roma

Un secco no alla chiusura del distributore di carburante in piazza Cesare Battisti a due passi dalla vecchia stazione. È questo quanto chiedono più di 200 cittadini che hanno firmato una petizione per evitare che questa importante attività commerciale abbandoni il cuore del paese contribuendo a un ulteriore impoverimento di via Roma.

Per i commercianti il danno sarebbe notevole, come ricorda Isabella Lisci, titolare di una erboristeria: «Il distributore crea movimento e fa parte della storia di San Gavino. In questa zona del paese non c’è più nulla, sarebbe un duro colpo perché la gente quando passa si ferma per fare acquisti. Inoltre lo spostamento è in una zona periferica, dove però ci sono diversi centri commerciali». Sulla stessa linea Andrea Cirronis, che 8 anni fa ha aperto una rivendita di prodotti alimentari: «Chiudere questa attività, che favorisce l’afflusso di persone, sarà un’altra mazzata. Si perderanno posti di lavoro e il nuovo impianto sorgerà accanto ai nuovi centri commerciali. Da quando la stazione è stata spostata, nel 2007, la situazione è peggiorata».

Contrario allo spostamento del distributore è il consigliere Franco Serrenti che ha già espresso le sue posizioni in un accesso consiglio comunale dove si è scontrato con l’assessore all’Ambiente: «La richiesta di chiusura del distributore è nata da una richiesta dell’assessore all’Ambiente Paolo Onnis del 19 marzo 2010 indirizzata all’Eni e fatta all’insaputa di molti consiglieri. In seguito a questo invito di sfratto l’Eni individua un’area in via Maria Carta di fronte all’ospedale che – secondo i 9 consiglieri di maggioranza che hanno votato il provvedimento in consiglio comunale – sarebbe più sicura del sito attuale. L’impianto sorgerebbe a fianco ad una scuola elementare, al liceo linguistico, a un’area urbana in via di lottizzazione e nei pressi di diversi centri commerciali. Non c’è agli atti del Comune una imposizione regionale che obblighi lo sgombero del distributore: esistono solo generiche leggi di indirizzo. Lo spostamento svuoterà ulteriormente via Roma e impoverirà le attività commerciali già in difficoltà. Il distributore rappresenta uno degli ultimi baluardi economici produttivi del paese mentre lo spostamento non darebbe la certezza degli attuali posti di lavoro».

Ma per l’assessore Paolo Onnis c’erano dei rischi per la salute dei cittadini: «Non aveva senso avere una situazione di rischio ambientale e di incolumità per la gente. Quell’impianto opera in una situazione di precarietà e non è possibile adeguarlo alle norme per le acque di prima pioggia. Non è il primo distributore che chiude perché non rispetta le norme di sicurezza e di incolumità per i cittadini. Il nuovo distributore è in fase di autorizzazione per poter iniziare i lavori: aprirà entro il 2013 mentre il vecchio resterà in funzione fino a quando non funzionerà il nuovo servizio, come è stato approvato in consiglio comunale all’interno del piano carburanti».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

Il Comune offre area in gestione a chi fa il parco

Scritto da Redazione il 19 ottobre 2012
Funtana'e canna

Funtana’e canna

È un’area verde di circa 19 ettari che si trova a ridosso della fonderia e non lontano del paese. Per tanto tempo è rimasta abbandonata e spesso ha visto nascere e moltiplicarsi discariche abusive. Ma ora il Comune guidato dal sindaco Gianni Cruccu vuole cambiare rotta e ha pensato di valorizzarla e renderla fruibile. Così invita privati, associazioni, imprese e consorzi a presentare una manifestazione di interesse per la gestione dell’area per sei anni: i terreni comunali di Funtana’e canna verrebbero quindi assegnati in concessione.

HABITAT DA PROTEGGERE Per farlo c’è tempo fino al 15 novembre e chi vuole presentare la domanda dovrà garantire il rispetto sia dell’ambiente naturalistico che degli animali che lo abitano. Per questo motivo l’amministrazione chiede agli interessati di procedere alla bonifica dell’intera superficie. Infatti non si contano le discariche abusive. In alcune di esse, nel corso degli anni, sono stati depositati anche materiali pericolosi come l’amianto. Chi vorrà gestire l’area dovrà rimuovere, recuperare e smaltire i rifiuti abbandonati da anni su questi terreni coperti in parte da alberi.

UN CANILE PER I RANDAGI Nel parco di 19 ettari dovrà essere istituito anche un servizio di protezione degli animali e di vigilanza ambientale. Dovrà essere costruita una struttura per l’accoglienza e la gestione terapeutica dei cani randagi. L’idea dell’amministrazione è di rendere fruibile da tutti i cittadini questo grande parco attraverso percorsi naturalistici di sensibilizzazione ambientale e una serie di attività collaterali, anche sportive.

SEI ANNI DI GESTIONE Tra le associazioni c’è chi critica la durata di gestione dell’area stabilita nel bando: «Sei anni sono troppo pochi» spiega Gianni Palombo, presidente della sezione del Medio Campidano dell’Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura e ambiente). «Ci vorrebbe un periodo di almeno 30 anni per fare un progetto. Il rischio è che tutto venga messo in discussione con l’arrivo di una nuova amministrazione».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

Comune, guerra alle discariche

Scritto da Redazione il 18 ottobre 2012

Multe e controlli dei vigili per non vanificare gli effetti della raccolta differenziata. L’assessore: «Tolleranza zero per chi abbandona rifiuti in campagna».

Comune, guerra alle discariche

Comune, guerra alle discariche

Nessuna tolleranza contro chi inquina le periferie di San Gavino. È allarme per il fenomeno delle discariche abusive che si presenta in molte campagne con un crescente ammasso di ferrivecchi, computer, televisori e lavatrici. Ecco perché l’assessore all’ambiente Paolo Onnis lancia una crociata contro chi contribuisce al degrado del territorio. «Abbandonare i rifiuti è un fatto di grave inciviltà perché, oltretutto, il ritiro è gratuito. Potenzieremo i controlli nei punti critici. Intanto abbiamo avuto una grande partecipazione dei cittadini e delle associazioni nella giornata ecologica. La risposta è stata molto positiva da parte delle scuole e un ringraziamento particolare va ai componenti dell’associazione Delfino».

Una giornata che è servita a sensibilizzare e responsabilizzare tutti e che ha visto protagonisti gli studenti. In particole la terza C del liceo delle Scienze umane, guidata dalla professoressa Aurelia Cocco, ha pulito l’area intorno al parcheggio dell’ospedale. «Troppe volte i nostri occhi vedono ammassi di rifiuti abbandonati nelle strade e nelle campagne, uno scempio ambientale che rivela non solo il poco rispetto per l’ambiente ma anche l’incapacità di comprendere l’importanza del proprio patrimonio naturalistico e storico», afferma Onnis.

Insomma, non ci sarà più nessuna tolleranza verso chi contribuisce al degrado. «Useremo il pugno di ferro, con ordinanze e multe salate. I controlli dei vigili e di alcune associazioni ambientali saranno intensificati per non vanificare gli sforzi dei cittadini che fanno la raccolta differenziata», conclude l’assessore. Tra le aree a rischio c’è Funtana e’canna, bonificata alcuni anni fa per la presenza di amianto con una spesa di 16 mila euro, e i terreni vicino alla fonderia. Non manca il degrado anche intorno alle strade di accesso al paese.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda