09
febbraio 2012
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Risultati per ‘Ambiente’ Category

Oggi ho vissuto l’inferno. A tu per tu con un incendio.

Scritto da Redazione il 27 agosto 2011

Puzzo di fuliggine, gli occhi mi lacrimano, l’adrenalina lentamente cede il passo a una forte emicrania ma non posso aspettare un minuto di più: devo raccontare quello che ho vissuto oggi 26.08.2011.

Era il primo pomeriggio, ricevo una telefonata “Claudia, c’è un grosso incendio nella zona di Montevecchio, devo fare un servizio per la stampa, vieni?”, dopo 10 minuti ero già in macchina, usciamo da Gonnosfanadiga e scorgiamo un piccola colonna di fumo in lontananza “E quello cos’è? E’ un altro”.

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Decidiamo di puntare verso quel “piccolo” fuoco, sono le 14,45 , siamo nelle campagne di Arbus, quelle che da che ho ricordi, percorro per andare al mare. Arriviamo, il fuoco è appena partito , ci sono pochi uomini della protezione civile, è ancora domabile, purtroppo hanno solo un mezzo, ci avviciniamo e chiediamo come mai non intervengono “La macchina non funziona”, mi dicono con aria perplessa. In realtà oggi è un giorno particolare, dopo questa bolla di calore asfissiante che ha reso tutto particolarmente arido, oggi è entrato il vento: libeccio, “il peggiore in questi casi”. Siamo lì, facciamo foto, aspettiamo che arrivino i soccorsi. Lentamente arrivano i carabinieri, sudati e infastiditi ci fanno spostare le macchine, hanno la mitragliatrice penzolante, mi chiedo a cosa serva in quel contesto ma poi ricordo che non possono abbandonarla incustodita ma il loro aiuto, anche per questo, è limitato. Arriva la protezione civile, sono scoordinati, urlano tra di loro ma la realtà è che non hanno mezzi adatti, il fuoco si propaga con una rapidità disarmante. Sento un rumore strano e paradossale perché sembra acqua che scroscia ma non è acqua sono le fronde che bruciano ed emanano un calore insopportabile. Io sono lì, attonita che scatto foto e non ho la reale dimensione del danno perché la vista non è delle migliori, c’è tanto fumo e il calore mi allontana.

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Decidiamo di spostarci, ci infiliamo nelle stradine interne, guidati da pastori e agricoltori locali, mi sconcerta la loro tranquillità, “questa zona è durata anche troppo”, erano oltre 10 anni che non la bruciavano, come se fosse una cosa normale, in realtà loro conoscono il territorio e le sue falle e sanno benissimo che qui le ritorsioni nei confronti delle istituzioni e gli errori dei“nemici” spesso si fanno pagare col fuoco, non tenendo in considerazione che a pagarne lo scotto siamo tutti, tutti, nessuno escluso. Ci offrono dell’acqua fresca , è incredibile l’arsura che scatena stare così vicini al fuoco. Mi dicono “Siamo senza mezzi aerei e questo incendio lo combatti solo così”, mi chiedo come mai non ci siano allora questi aerei “Sembrerebbe che siano tutti in Italia, in Liguria, anche quelli sardi sono lì”. La Sardegna in uno dei giorni più pericolosi per gli incendi , sembra che sia senza aerei. Da questa postazione la visione è ancora peggiore. Il cielo è grigio, improvvisamente sembra sia diventata sera, in realtà sono le 15,45 . Il sole è una palla arancione che si confonde con le lingue infuocate sempre più alte e minacciose, a un certo punto sembra che nevichi , in realtà sono le foglie di macchia mediterranea arse che volano nel cielo posandosi sulle cose proprio come neve. Ero con una piccola squadra della forestale, li ho visti sudare e diventare paonazzi nel cercare di lottare con un nemico incredibilmente più grande di lor , ma coi mezzi di terra si può fare ben poco, servono gli aerei, accidenti, gli aerei!

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Oggi ho vissuto l'inferno. A tu per tu con un incendio.

Sono le 17,30 sembra passata un’eternità, vediamo un uomo sfrecciare e correre in una strada laterale “Ha i terreni e una casa qui” , mi dicono. Lo vedo correre disperato ma il fuoco sembra inarrestabile e continua ad avanzare senza sosta. Vediamo la casa, non è lontana, sembra salvarsi, a un certo punto parte il fuoco dal tetto, in pochi secondi è avvolta dalle fiamme, di quel signore non so più nulla, immagino solo il suo dolore. Vediamo dei cervi meravigliosi scappare disperati poco dopo mi sfreccia davanti una splendida volpe in cerca di riparo e penso “Questa è casa loro, cosa c’entrano in tutto questo?” Incontriamo altre persone, un vecchio molto saggio chiede “Ma gli aerei?” la forestale risponde che stanno arrivando, la sua lapidaria risposta dice più di mille parole “Perfettu, arribanta imoi ca esti totu abruxiau”. Sono le 18,15 e sentiamo un suono d’aereo, si accende la speranza, cominciano a gettare acqua, è come se avessero cominciato ad affrontarlo solo ora. Erano le 14,45 quando c’erano solo poche lingue di fuoco, sono le 18,30 e la distruzione è a perdita d’occhio. Vado a vedere cosa lascia il fuoco: sono scheletri neri di alberi e arbusti carbonizzati fumanti, il perfetto scenario dell’inferno Dantesco. Si perché questo mi sento di aver vissuto oggi, ho vissuto l’inferno e l’idea che sia stato un mio simile a scatenarlo mi lascia un dolore inconsolabile.

Fonte: Claudia Aru, Sa Matriota Sarda

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Provincia Medio Campidano, oltre 8mila ettari di superficie coltivata

Provincia Medio Campidano, oltre 8mila ettari di superficie coltivata

Nella prima decade di agosto la Provincia del Medio Campidano coglie un risultato positivo: per il quarto anno consecutivo ha dimostrato che la burocrazia puo’ andare al passo del ciclo biologico di una pianta e rendere virtuosa la funzione della pubblica amministrazione a sostegno dell’economia reale.

L’ufficio finanziario della Provincia ha infatti messo in pagamento i contributi de-minimis destinati alle 1.276 imprese agricole e pastorali che hanno partecipato al progetto Vivere la Campagna 2010 per un importo di oltre 900mila euro. Poco se si considera la somma per l’intero territorio provinciale, ma un aiuto consistente all’integrazione del reddito delle imprese agricole del territorio, colpite da una violenta crisi del settore.

Il IV rapporto sul progetto agro-eco-ambientale ”Vivere la Campagna” evidenzia che la superficie coltivata, sia con il contributo della Provincia e quello dei Comuni, ha superato gli ottomila ettari. Tra i 28 comuni, hanno fatto la parte del leone gli agricoltori di Guspini (772,18 Ha), Sanluri (621,50 Ha), Serramanna (535,23 Ha), San Gavino Monreale (433,56 Ha), Barumini, ( 429,26 Ha), Villamar (424,82 Ha), Sardara (406,63 Ha), Pabillonis (397,00 Ha),) Villanovafranca (364,42 Ha), Pabillonis (397,00 Ha), Serrenti (358,34 Ha), Tuili (244,34 Ha), Lunamatrona (241,80 Ha), Gesturi (223,82 Ha), Arbus (183, 77), Gonnosfanadiga (170, 41Ha) e Villacidro ( 166,78).

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Barracelli sul fronte antincendi

Scritto da Redazione il 23 luglio 2011
Barracelli sul fronte antincendi

Barracelli sul fronte antincendi

È stato affidato alla compagnia barracellare il servizio antincendio. Un’attesa dovuta al fatto che la prefettura doveva consegnare i decreti con cui riconosce l’idoneità dei barracelli segnalati dal capitano della compagnia. Così il responsabile del servizio vigilanza ha predisposto la delibera adottata dalla Giunta l’altro ieri. «Il capitano e alcuni barracelli – spiega il sindaco Gianni Cruccu – sono intervenuti anche senza l’istituzione del servizio, con senso di responsabilità, negli incendi dei giorni scorsi».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 23 luglio 2011

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Incendiario in manette

Scritto da Redazione il 21 luglio 2011

Luciano Saba, 59 anni, bloccato dai militari sul ponte del rio Piras: bruciava pezzi di carta che poi lanciava nel letto del fiume.
Da alcuni giorni il Medio Campidano, in particolare il triangolo Guspini – Gonnosfanadiga – San Gavino, è sotto assedio degli incendiari.

Luciano Saba, 59 anni

Luciano Saba, 59 anni

Un presunto incendiario è stato arrestato dai carabinieri nella tarda mattinata di ieri a Gonnosfanadiga, dopo che, nel letto del rio Piras, si erano sprigionati alcuni focolai che alimentati dal forte vento di maestrale in breve tempo hanno lambito alcune abitazioni. I militari del nucleo radiomobile della Compagnia di Villacidro, giunti sul posto alle prime avvisaglie dell’incendio, hanno arrestato un operaio disoccupato, Luciano Saba, 59 anni, di Gonnosfanadiga, già noto alle forze dell’ordine, su cui esisterebbero seri indizi di colpevolezza in relazione all’incendio.

LA TELEFONATA Verso le undici un cittadino gonnese ha telefonato al 112. Faceva presente che mentre transitava per la via Parrocchia aveva notato un individuo che, dal ponte sul rio Piras, dava fuoco a dei pezzi di carta e li lanciava nel letto del fiume, dove le sterpaglie secche si incendiavano rapidamente. Immediatamente veniva allertata la centrale della Compagnia di Villacidro, che inviava sul posto una pattuglia già impegnata nella zona per il controllo del territorio e contemporaneamente veniva chiesto l’intervento delle unità del servizio di protezione civile della Provincia del Medio Campidano. Il pronto intervento della Protezione civile ha consentito di evitare che le fiamme, alimentate dal forte maestrale, si propagassero alle numerose abitazioni lungo le sponte del rio Piras, tra le vie Su Forrasceddu, Montixeddu e Tevere. Secondo quando comunicato dall’Arma, quando i carabinieri sono arrivati sul posto Luciano Saba aveva ancora l’accendino in mano e si apprestava a dare fuoco ad un pezzo di carta che avrebbe lanciato dal ponte verso le sottostanti sterpaglie, come aveva fatto poco prima. Arrestato, è stato accompagnato alla caserma della Compagnia di Villacidro per l’espletamento delle formalità di rito e successivamente è stato tradotto alla casa circondariale “Buoncammino” di Cagliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

INCENDIARI Da alcuni giorni il Medio Campidano, in particolare il triangolo Guspini- Gonnosfanadiga – San Gavino, è sotto assedio degli incendiari. Domenica pomeriggio un enorme incendio, dopo aver devastato boschi di eucalipti, oliveti, orti e macchia mediterranea, ha seriamente minacciato la periferia di San Gavino. Le squadre della forestale, dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri e gli uomini delle associazioni di volontariato, con l’ausilio dei mezzi aerei (due Canadair e altrettanti elicotteri), hanno dovuto lavorare per circa sei ore prima di avere ragione delle alte fiamme. I momenti più critici si sono avuti quando il fuoco ha raggiunto un deposito di pneumatici usati. Una coltre di fumo tossico si è levata per centinaia di metri d’altezza. Una bomba ecologica che i vigili del fuoco di Sanluri e Cagliari hanno spento a tarda notte. I danni sono stati ingenti, oltre sessanta ettari di coltivazioni distrutte (oliveti, orti, giardini, campi di erba medica), e una ventina di ettari di eucalipti. Altro incendio martedì tra Guspini e San Nicolò d’Arcidano e ieri Luciano Saba ha dato fuoco alle sterpaglie del rio Piras a Gonnosfanadiga.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda, Giovedì 21 luglio 2011

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San Gavino, bomba ecologica

Scritto da Redazione il 20 luglio 2011
San Gavino, bomba ecologica

San Gavino, bomba ecologica

Non si è ancora diradata la nube tossica sprigionata dal gigantesco rogo scoppiato nella discarica a cielo aperto di pneumatici domenica pomeriggio, nelle campagne intorno a San Gavino. Migliaia di copertoni andati in fumo con una colonna nera di petrolio liquefatto ad impestare la zona per un raggio di chilometri e una sessantina gli ettari di boschi e frutteti ridotti in cenere.
Ce la siamo vista brutta”, ha detto Giancarlo Muscas, titolare dell’azienda di allestimenti speciali Kartel System scampata per miracolo alle fiamme insieme all’impresa di Giovanna Carboni, proprietaria di un allevamento di maiali a breve distanza dalla discarica abusiva di pneumatici.
Difficilissime le operazioni di spegnimento che hanno visto in prima linea vigili del fuoco, forestale, protezione civile e volontari. Un disastro ambientale che minaccia di inquinare anche le falde acquifere circostanti.

Incendio e fiamme a San Gavino

Incendio e fiamme a San Gavino

Un cimitero abusivo di animali è stato dissepolto ieri dagli escavatori dei vigili del fuoco, sotto i metri di terra impiegata per contenere l’incendio di domenica scorsa nella periferia di San Gavino e la nube tossica che ha generato.
Carcasse di suini e ovini, ossa e poi ancora eternit, camion sventrati, lana di vetro, bidoni con liquame che fuoriesce. Tutto ben occultato sotto almeno sei metri di terra. Una bomba ecologica sepolta da chissà quanto tempo.
Il proprietario dell’area, espatriato da tempo, non è nuovo alle forze dell’ordine. Su di lui infatti pesa già una condanna ed indagini ancora in corso. “Sono anni che denunciamo questa situazione al Comune e alla Asl ma nessuno interviene”, lamentano gli abitanti della zona.

Fonte: Sardegna24

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Roghi, un lungo pomeriggio di paura

Scritto da Redazione il 18 luglio 2011

Finiti in cenere sessanta ettari, aggredita una discarica abusiva di pneumatici

Roghi, un lungo pomeriggio di paura

Roghi, un lungo pomeriggio di paura

Due canadair, due elicotteri e un imponente spiegamento di forze a terra per domare l’enorme incendio che ieri pomeriggio, dopo aver devastato boschi di eucalipti, oliveti, orti e macchia mediterranea, ha minacciato la periferia di san Gavino. Le squadre della Forestale, dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri e gli uomini delle associazioni di volontariato, con l’ausilio dei mezzi aerei, hanno dovuto lavorare per circa sei ore prima di avere ragione delle fiamme. Un primo elicottero è intervenuto verso le 15, l’altro poco dopo, e hanno iniziato ad effettuare i primi lanci. Il fronte del fuoco ha raggiunto dimensioni incontrollabili, interessando tutta l’area che dal bivio per Gonnosfanadiga porta alle porte di San Gavino. Circa un’ora dopo sono dovuti intervenire due Canadair a dar man forte a ranger, vigili del fuoco e volontari. A tarda sera le squadre di intervento erano ancora al lavoro per spegnere le fiamme, mentre carabinieri, polizia stradale e i vigili urbani di san Gavino erano impegnati a bloccare la statale 197 e a far deviare il traffico in altre strade alternative. I momenti più critici sono stati quando il fuoco ha raggiunto un deposito di pneumatici usati, una discarica che già in passato aveva procurato una denuncia al proprietario del terreno.

Una coltre di fumo nero si è levata per centinaia di metri d’altezza, era visibile anche a Guspini, a Villacidro e a Gonnosfanadiga, creando problemi ai mezzi aerei. Quando il deposito degli pneumatici, che si trovava ad un centinaio di metri dallo stabilimento della Kartel System, ha preso fuoco sono intervenuti i Vigili del fuoco di Sanluri, che hanno dovuto combattere per ore. Vento e fuoco hanno viaggiato alla stessa velocità e l’azione distruttiva è stata intensa. Bisognerà attendere oggi per accertare l’entità dei danni. Si parla di oltre sessanta ettari di coltivazioni distrutte tra oliveti, orti, giardini, campi di erba medica.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Lunedì 18 luglio 2011

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