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	<title>San Gavino Monreale . Net &#187; Cronaca</title>
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	<description>Il sito dei Sangavinesi di San Gavino Monreale, d&#039;Italia, del Mondo</description>
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		<title>«Grazie di cuore ai bagnanti sardi»</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:40:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlano i parenti della donna tedesca salvata nel mare di Funtanazza. «Pronto L&#8217;Unione Sarda?». «Sì». «Sono un parente di Mechrhil Landschuhtz, la donna tedesca che lunedì mattina ha rischiato di annegare a Funtanazza. Vorrei ringraziare tramite il giornale tutte quelle persone che si sono prodigate per salvare la vita alla nostra famiglia». Non è facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parlano i parenti della donna tedesca salvata nel mare di Funtanazza.</strong></p>
<p>«<em>Pronto L&#8217;Unione Sarda?</em>». «<em>Sì</em>». «<em>Sono un parente di Mechrhil Landschuhtz, la donna tedesca che lunedì mattina ha rischiato di annegare a Funtanazza. Vorrei ringraziare tramite il giornale tutte quelle persone che si sono prodigate per salvare la vita alla nostra famiglia</em>». Non è facile capire quando la barriera linguistica è quasi insormontabile. È un breve chiacchierare, che si conclude con tanti &#8220;grazie&#8221; da parte del parente di Merchrhil Landschutz. Sull&#8217;<a href="http://www.sangavinomonreale.net/2010/07/27/funtanazza-turista-tedesco-annegato/">annegamento per congestione di Thomasmartin Birkner</a>, 45 anni, di Monster, emergono nuovi particolari. </p>
<p><div id="attachment_3882" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine23.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine23-150x150.jpg" alt="Funtanazza" title="Funtanazza" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3882" /></a><p class="wp-caption-text">Funtanazza</p></div> In spiaggia non c&#8217;erano solo le tre famiglie tedesche, ma numerosi bagnanti. Il mare era molto agitato. Thomasmartin Birkner ha fatto indossare il giubbotto salvagente al figlio di cinque anni, che si è avvicinato alla battigia. All&#8217;improvviso un&#8217;onda ha travolto il bambino, trascinandolo verso il largo. Immediatamente il padre si è tuffato per portargli soccorso, ma dopo poche bracciate si è trovato in difficoltà. In loro aiuto è andata Mechrhil Landschtz, ma anche lei è stata tradita dalle forti correnti. È allora che è scattata la solidarietà dei bagnanti. Con l&#8217;ausilio di una fune hanno fatto una catena umana raggiungendo, con grosse difficoltà, prima il bambino, poi la donna e successivamente l&#8217;uomo. Una volta portati a riva, una coppia di Capoterra, esperta in primi soccorsi, ha praticato la respirazione bocca a bocca sia alla donna sia all&#8217;uomo, mentre non è stato necessario per il bambino, che grazie al giubbotto salvagente non aveva bevuto acqua. Mechrhil Landsch, pur in stato di asfissia, si è ripresa e quando è arrivata l&#8217;ambulanza è stata immediatamente trasferita all&#8217;ospedale di San Gavino. Per Thomasmartin Birkner non c&#8217;è stato niente da fare. È morto per una congestione, aveva fatto un&#8217;abbondante colazione e gli è stata fatale.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Giovedì 29 luglio 2010</p>
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		<title>Contrassegno illeggibile: multata</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 12:02:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La protesta di un&#8217;automobilista che sostiene di aver esposto il tagliando sulle strisce blu di San Gavino Monreale Il contrassegno con l&#8217;orario del parcheggio poggiato sul cruscotto non era leggibile. È indicato nella multa che Antonella Pilloni di Sanluri si è vista recapitare dalla Polizia urbana di San Gavino. Quarantanove euro perché nella centralissima via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La protesta di un&#8217;automobilista che sostiene di aver esposto il tagliando sulle strisce blu di San Gavino Monreale</strong></p>
<p><div id="attachment_3877" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine22.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine22-150x150.jpg" alt="Strisce blu" title="Strisce blu" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3877" /></a><p class="wp-caption-text">Strisce blu</p></div> Il contrassegno con l&#8217;orario del parcheggio poggiato sul cruscotto non era leggibile. È indicato nella multa che Antonella Pilloni di Sanluri si è vista recapitare dalla <strong>Polizia urbana di San Gavino</strong>. Quarantanove euro perché nella centralissima via Roma «<em>lasciava il veicolo in zona di sosta a pagamento, senza esporre in modo visibile l&#8217;attestato di pagamento con l&#8217;ora di inizio della sosta</em>». </p>
<p>L&#8217;accertamento è del 12 Aprile, la notifica della multa l&#8217;ha ricevuta a giugno. Ricorda bene quel pomeriggio che si è recata a <a href="http://www.sangavinomonreale.net">San Gavino</a> per andare a prendere due amiche e fare una commissione in centro. «<em>Dopo aver parcheggiato mi sono avvicinata a un&#8217;ausiliaria del traffico, avendo in braccio mia nipotina lei si è prodigata per predisporre il tagliando, 30 centesimi per mezz&#8217;ora di sosta. Poi ci siamo avvicinate all&#8217;auto e mi ha vista poggiare il tagliando sul cruscotto. Sono certa fosse leggibile perché al rientro io e le mie amiche abbiamo verificato che alla scadenza del contrassegno mancavano 10 minuti</em>». La sorpresa per la multa è stata grande: «<em>Sono caduta dalle nuvole, sono sicura che il contrassegno fosse leggibile e al mio ritorno all&#8217;auto non ho trovato alcun avviso</em>». </p>
<p>Sbigottita, Antonella si è anche recata al comando della polizia municipale di San Gavino. «<em>Ho anche rintracciato l&#8217;ausiliaria del traffico che non ha voluto sentire ragioni, lei non ricordava. Le mie amiche sono testimoni, chi mi conosce sa che sono una persona che su queste cose non sgarra, ma come dimostrarlo? Ci ho pensato una settimana, non voglio credere alla malafede dell&#8217;ausiliaria ma a una disattenzione</em>», prosegue Pilloni che ha provato a seguire la via del giudice di pace: «<em>Per istruire la pratica dovevo spendere 38 euro. Un po&#8217; eccessivo per chiedere di far valere i propri diritti: mi sono arresa e ho pagato la multa</em>».</p>
<p>Fonte: Arianna Concu, Unione Sarda di Mercoledì 28 luglio 2010</p>
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		<title>«Senza bagnini tuffi a rischio» Tocco: servizio ridotto per i tagli della Regione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:34:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Polemiche dopo la tragedia del turista tedesco annegato a Funtanazza per salvare la vita ai figli. Il presidente della Provincia: «La riduzione delle risorse economiche alle Province e del contributo regionale, di soli 50 mila euro, ha comportato un forte calo della somma disponibile per il servizio, per cui sono stati assunti solo dieci bagnini». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Polemiche dopo la tragedia del turista tedesco annegato a Funtanazza per salvare la vita ai figli. Il presidente della Provincia: «La riduzione delle risorse economiche alle Province e del contributo regionale, di soli 50 mila euro, ha comportato un forte calo della somma disponibile per il servizio, per cui sono stati assunti solo dieci bagnini».</strong></p>
<p>Ha destato enorme commozione ad Arbus e in tutta la costa arburese la notizia della morte di Thomasmartin Birkner, il turista tedesco che ha perso la vita per salvare i suoi due figli in grosse difficoltà nel mare agitato di Funtanazza. E non mancano le polemiche per l&#8217;assenza del servizio di salvamento nella spiaggia dell&#8217;ex colonia marina della miniera di Montevecchio, Francesco Sartori. </p>
<p><div id="attachment_3874" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine21.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine21-150x150.jpg" alt="Tragedia a Funtanazza" title="Tragedia a Funtanazza" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3874" /></a><p class="wp-caption-text">Tragedia a Funtanazza</p></div> <strong>L&#8217;ACCUSA</strong> Ieri nei 47 chilometri di costa arburese non si parlava d&#8217;altro. «<em>Sono certo che se ci fossero stati i bagnini la tragedia si sarebbe potuta evitare. La spiaggia di Funtanazza non è pericolosa. Il tedesco sarebbe morto per una congestione. Sembra, infatti, che poco prima avesse fatto colazione. Il bagnino avrebbe salvato i bambini e il padre non si sarebbe immerso per cercare di portarli a riva</em>», afferma Alberto Cadoni, un assiduo frequentatore di Funtanazza. «<em>Prima di esprimere pareri su fatti delicati, come l&#8217;annegamento del turista tedesco, occorre conoscere i fatti e il ruolo di ciascuno. E non liquidarlo con una solenne lamentela sulla carenza del servizio</em>», sottolinea Bruno Serpi, presidente della Protezione civile di Arbus.</p>
<p><strong>I COSTI</strong> Il progetto predisposto dalla Sala operativa di Protezione civile della Provincia per l&#8217;assistenza ai bagnanti prevedeva sette postazioni (Pistis, Torre dei Corsari, Gutturu &#8216;e Flumini, Piscinas, Scivu, Portu Maga e Funtanazza) con l&#8217;assunzione di quattordici bagnini e la fattiva collaborazione delle associazioni di volontariato del Medio Campidano. «<em>La riduzione delle risorse economiche alle Province e del contributo regionale, di soli cinquantamila euro, ha comportato un forte calo della somma disponibile per il servizio, per cui sono stati assunti solo dieci bagnini per le postazioni più frequentate e pericolose; in quest&#8217;ottica, Funtanazza era considerata, per diversi motivi, quella più tranquilla</em>», ammette il presidente della provincia Fulvio Tocco. Era dagli anni Sessanta che a Funtanazza non accadeva una tragedia in mare. «<em>Come associazione di volontariato volevamo garantire la presenza di un bagnino a Funtanazza, ma non l&#8217;abbiamo trovato. Eppoi chi sarebbe venuto se possiamo garantire solo il rimborso spesa? I giovani, giustamente, preferiscono prestare servizio nei lidi privati e nelle spiagge più rinomate</em>», aggiunge Bruno Serpi. Quest&#8217;anno, oltre alla Provincia, il Comune, la Asl, le associazioni di volontariato, al servizio di salvamento partecipa anche la Capitaneria di porto di Oristano con una sua motovedetta di stanza a Pistis. «<em>Certo il servizio si potrebbe migliorare, ma dobbiamo fare i conti con le disponibilità finanziarie che abbiamo</em>», ribadisce Fulvio Tocco </p>
<p><strong>IL VENTO</strong> Quando sui 47 chilometri di costa arburese soffia il maestrale, il mare a causa delle correnti che si formano diventa pericolosissimo. E in quei giorni è quasi cronaca quotidiana registrare l&#8217;intervento dei bagnini per salvare dall&#8217;annegamento qualche sconsiderato bagnante. </p>
<p><strong>I BAGNINI</strong> Quelli della Protezione civile sono in servizio dalle 9 alle 17, poi le spiagge di Arbus sono senza servizio di salvamento. «<em>Sono ragazzi in gamba. Ma potrebbero essere utilizzati meglio, facendoli turnare. Le spiagge non possono stare senza bagnini dalle 17. Molti bagnanti arrivano a quell&#8217;ora. A farsi carico del salvamento dei villeggianti in difficoltà sono i bagnini dei lidi privati, che operano fino al tramonto del sole</em>», polemizza Cristiano Murgia, titolare del lido GM di Pistis. Proprio avant&#8217;ieri sera il suo dipendente Francesco Bianco ha salvato un turista di Vicenza. «<em>Devo incontrare il coordinatore della Protezione civile Damiano Serpi e il suo vice Sergio Floris, che devo riconoscere stanno facendo un lavoro eccelso, per valutare la possibilità di estendere il più possibile l&#8217;orario di presenza in spiaggia dei bagnini. Non possiamo farli turnare in quanto devono essere sempre in coppia</em>», fa notare il presidente della Provincia, che nei prossimi giorni incontrerà anche i gestori dei lidi privati per valutare la possibilità di una collaborazione.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Mercoledì 28 luglio 2010</p>
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		<title>Funtanazza: turista tedesco salva figlio e nipotina ma muore tra le onde</title>
		<link>http://www.sangavinomonreale.net/2010/07/27/funtanazza-turista-tedesco-annegato/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:12:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martin Birkner, 46 anni, si è tuffato nel mare agitato di Funtanazza, sulla costa di Arbus, per soccorrere il figlio di 6 anni e una nipote di 8. I piccoli erano stati travolti da un’onda mentre giocavano sulla battigia. Ha accusato un malore ed è stato sopraffatti dai flutti. Un turista tedesco è morto ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martin Birkner, 46 anni, si è tuffato nel mare agitato di Funtanazza, sulla costa di Arbus, per soccorrere il figlio di 6 anni e una nipote di 8. I piccoli erano stati travolti da un’onda mentre giocavano sulla battigia. Ha accusato un malore ed è stato sopraffatti dai flutti.</strong></p>
<p><div id="attachment_3867" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine19.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine19-150x150.jpg" alt="Funtanazza, meta estiva per tantissimi sangavinesi" title="Funtanazza, meta estiva per tantissimi sangavinesi" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3867" /></a><p class="wp-caption-text">Funtanazza, meta estiva per tantissimi sangavinesi</p></div> Un turista tedesco è morto ieri mattina nel mare di <strong>Funtanazza</strong>, sulla costa di Arbus, dopo aver preso parte al salvataggio del figlioletto di 6 anni e di una nipotina di 8 che erano stati travolti da un&#8217;onda mentre giocavano sul bagnasciuga. L&#8217;uomo, Thomas Martin Birkner, 46 anni il prossimo settembre, di Munster, è deceduto forse per un arresto cardiaco provocato da una congestione. Ha rischiato di morire anche una donna, zia dei due bambini, Mechthild Landschutz-Ohagen, 44 anni, di Paderbon, che nell&#8217;intervento di salvataggio stava per annegare. La donna, anche lei colpita da congestione, è stata ricoverata nell&#8217;<strong>ospedale di San Gavino</strong> in gravi condizioni. </p>
<p>La vittima faceva parte di una comitiva di tedeschi in sosta con i loro camper a Funtanazza. Ieri mattina hanno fatto un&#8217;abbondante colazione, poi sono andati al mare. Mare agitato, maestrale e giornata post festiva hanno reso deserta la spiaggia, solo due ombrelloni a lunga distanza. Alle 10.30 i due bambini della comitiva sono entrati in acqua, giocando in riva fra le onde, ma una più violenta li ha travolti e poi risucchiati. In loro aiuto sono intervenuti per primi Thomas Martin Birkner (padre del bambino) e la zia dei piccoli, che quasi subito hanno accusato un malore e sono stati sopraffatti dai flutti.</p>
<p>Altri due tedeschi della comitiva hanno portato a riva i due bambini (determinanti i braccioli salvagente che indossavano) e quindi aiutato gli amici ormai sopraffatti dalle onde. Le condizioni dell&#8217;uomo sono apparse subito disperate. Da Portu Maga è arrivata un&#8217;ambulanza della Lasa di Arbus con un medico a bordo. Inutili i tentativi di rianimare Birkner, mentre la donna è stata portata all&#8217;ospedale. Entrambi, ha detto il medico, colpiti da congestione per essere entrati in acqua dopo mangiato.</p>
<p>Poco dopo è scattato l&#8217;allarme anche nella vicina Piscinas, dove due bagnanti si erano trovati in difficoltà. Massimo Scano, 39 anni, di Sanluri, è stato salvato dai bagnini della Protezione civile (Lorenzo Carta e Nicola Serra) e dall&#8217;elicottero dei vigili del fuoco che si trovava già in zona perché allertato su Funtanazza. L&#8217;altro bagnante è invece riuscito a tornare a riva da solo.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Luciano Onnis, La Nuova Sardegna</p>
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		<title>«Durante la lite Antonio Cantile non ha picchiato la moglie»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:40:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Antonio Cantile non ha picchiato la moglie Silvia Pitzalis». Lo precisa il suo avvocato Valeria Spiga. L&#8217;operaio di San Gavino è stato arrestato lunedì per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Verso le 23,50, nella sua abitazione in via Leonardo, c&#8217;è stata una furiosa lite tra lui e la moglie con conseguente parapiglia con Antonello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Antonio Cantile non ha picchiato la moglie Silvia Pitzalis</em>». Lo precisa il suo avvocato Valeria Spiga. L&#8217;operaio di San Gavino <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2010/07/21/marito-manesco-finisce-in-manette/">è stato arrestato lunedì</a> per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Verso le 23,50, nella sua abitazione in via Leonardo, c&#8217;è stata una furiosa lite tra lui e la moglie con conseguente parapiglia con Antonello Carta. </p>
<p>«<em>La colluttazione</em> &#8211; chiarisce l&#8217;avvocato &#8211; <em>è avvenuta solo tra il Cantile e il Carta, non mero vicino di casa ma amico intimo della Pitzalis. Peraltro Antonio Cantile da tempo sospetta che i due abbiano una relazione sentimentale</em>». Se Silvia Pitzalis ha riportato la distorsione del polso (i medici le hanno assegnato quindici giorni di cure) è perché ha tentato di frapporsi tra il marito e il suo amico. Nella colluttazione ad aver avuto la peggio è stato Antonello Carta che ha riportato diverse ferite guaribili in quaranta giorni. Per l&#8217;avvocato Valeria Spiga, Antonio Cantile «<em>non può assolutamente essere definito marito manesco, in quanto non risulta abbia mai percosso la moglie, la quale, anche in querela, non ha mai riferito di percosse, ma solo di minacce, così come anche i testimoni</em>». E aggiunge: «<em>I coniugi si stanno separando e, ciononostante, vivono ancora sotto lo stesso tetto, il che, comprensibilmente, porta a frequenti discussioni mai andate, però, oltre accesi scambi verbali</em>». </p>
<p>Ancora non è stata chiarito come effettivamente si siano svolti i fatti. «<em>Non è ancora accertato chi sia l&#8217;aggressore tra il Carta e il Cantile</em>», sottolinea il legale del Cantile. Essendo stati chiesti i termini a difesa, il giudice monocratico del Tribunale unico di Cagliari ha rinviato il processo al 28 luglio, disponendo l&#8217;allontanamento dalla casa familiare. «<em>È una misura cautelare dovuta in casi come questi nelle more del giudizio</em>», fa notare l&#8217;avvocato. </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gian Paolo Pusceddu Giovedì 22 luglio 2010</p>
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		<title>Marito manesco finisce in manette</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:41:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Botte alla moglie e al vicino intervenuto per difenderla: operaio arrestato Picchia prima la moglie e poi il vicino di casa intervenuto per difendere la donna. Antonio Cantile, 45 anni, operaio di San Gavino, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Verso le 23,50 di avantieri alla centrale operativa della Compagnia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Botte alla moglie e al vicino intervenuto per difenderla: operaio arrestato</strong></p>
<p><div id="attachment_3797" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine16.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine16-150x150.jpg" alt="Antonio Cantile, 45 anni" title="Antonio Cantile, 45 anni" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3797" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Cantile, 45 anni</p></div> Picchia prima la moglie e poi il vicino di casa intervenuto per difendere la donna. Antonio Cantile, 45 anni, operaio di San Gavino, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Verso le 23,50 di avantieri alla centrale operativa della Compagnia di Villacidro è giunta una telefonata. Si chiedeva di intervenire urgentemente nell&#8217;abitazione della famiglia Cantile a San Gavino Monreale in quanto era in corso una furiosa lite tra coniugi. Immediatamente l&#8217;operatore ha inviato sul posto una pattuglia della stazione locale, già impegnata in un servizio di controllo del territorio. Giunti nell&#8217;abitazione di via Leonardo, i militari hanno potuto constatare che Antonio Cantile al culmine di una discussione con la moglie Silvia Pitzalis, l&#8217;aveva violentemente picchiata colpendola in varie parti del corpo. Stessa sorte era toccata ad Antonello Carta, un vicino di casa, intervenuto per difendere la donna. L&#8217;operaio lo ha aggredito con calci e pugni, provocandogli diverse ferite guaribili in quaranta giorni. La donna ha avuto una prognosi di quindici giorni. </p>
<p>Raccolte le testimonianze dei due feriti e di qualche vicino di casa ed eseguiti gli accertamenti di rito, i carabinieri hanno arrestato l&#8217;operaio. Dopo aver trascorso la notte in una camera di sicurezza della Compagnia di Villacidro, Antonio Cantile ieri mattina è comparso davanti al giudice del Tribunale di Cagliari. Essendo stati chiesti i termini a difesa, il giudice ha confermato l&#8217;arresto e rinviato il processo al 28 luglio.Il marito manesco è tornato in libertà ma non può avvicinarsi all&#8217;abitazione della moglie.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda di Mercoledì 21 luglio 2010</p>
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		<title>Ospedale, incendio nella notte</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:06:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prende fuoco un vecchio quadro elettrico. Scatta il piano d&#8217;emergenza per un black out notturno. Disagi tra i dializzati. Le fiamme sono rimaste circoscrite in un locale seminterrato. La Asl: nessun problema. Fuoco nella notte all&#8217;ospedale di San Gavino: un incendio è scoppiato tra lunedì e martedì all&#8217;interno di un seminterrato dove si trovano gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prende fuoco un vecchio quadro elettrico. Scatta il piano d&#8217;emergenza per un black out notturno. Disagi tra i dializzati.<br />
 Le fiamme sono rimaste circoscrite in un locale seminterrato. La Asl: nessun problema.</strong></p>
<p><div id="attachment_3719" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine7.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/07/Immagine7-150x150.jpg" alt="Ospedale di San Gavino" title="Ospedale di San Gavino" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3719" /></a><p class="wp-caption-text">Ospedale di San Gavino</p></div> Fuoco nella notte all&#8217;ospedale di San Gavino: un incendio è scoppiato tra lunedì e martedì all&#8217;interno di un seminterrato dove si trovano gli impianti di climatizzazione e i gruppi elettrogeni. Le fiamme hanno provocato un black out che ha fatto scattare il piano d&#8217;allarme, previsto nei reparti nei momenti di emergenza. Tutto comunque si è risolto per il meglio nel giro di poche ore, stando almeno a quanto ha fatto sapere la Asl. Solo il reparto dialisi ha avuto problemi per tutta la mattinata di ieri a garantire l&#8217;assistenza ai pazienti.</p>
<p><strong>VECCHIO </strong>Le notizie sull&#8217;incidente sono comunque scarne. A quanto pare non è stato segnalato nessun grave inconveniente. Ne è stata presentata una denuncia ai carabinieri. Comunque sia sarebbe stato un corto circuito elettrico a generare le fiamme: sono divampate in un locale che si trova in un corpo separato e sono state comunque rimaste circoscritte al suo interno.<br />
Alcuni reparti dell&#8217;ospedale sono rimasti senza corrente, comprese le sale operatorie. Ne è stata allestita una d&#8217;emergenza per ostetricia e per altre eventuali necessità.<br />
L&#8217;impianto interessato dal corto circuito è di vecchia data e più volte ha creato problemi, lasciando l&#8217;ospedale senza climatizzazione. </p>
<p>Il commissario della Asl 6 di Sanluri Giuseppe Ottiviani ha confermato ieri l&#8217;incidente notturno. «<em>C&#8217;è stato un problema in una sala quadri, ma nessun problema alla sicurezza</em>». In poche parole l&#8217;edificio non ha corso nessun rischio.<br />
«<em>Comunque sono rimasti temporaneamente senza corrente alcuni reparti, comprese le sale operatorie, giusto il tempo di una verifica agli impianti</em>. <em>E&#8217; stata allestita, come da piano di sicurezza, una sala per le urgenze, e sono in corso tutte le verifiche dovute per riprendere l&#8217;attività routinaria prevista per la giornata di domani </em>(oggi ndr.)».</p>
<p><strong>POLEMICHE </strong>Tutto bene quindi, parte qualche disagio nel reparto dializzati. Resta l&#8217;allarme per le condizioni dell&#8217;ospedale. Da tempo si parla di un suo ampliamento e di una ristrutturazione dei locali. La Regione ha anche stanziato dei soldi ma a San Gavino temono che non siano sufficienti. L&#8217;incendio di ieri, pure circoscritto, è comunque un campanello d&#8217;allarme.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Unione Sarda di Giovedì 08 luglio 2010</p>
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		<title>Ospedale. Bambino nato morto, inchiesta dopo la tragedia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 09:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci ha contattato il padre del bambino, segnalandoci che l&#8217;articolo apparso sull&#8217;Unione Sarda è sbagliato al 100%, e che sarebbe stato più opportuno scrivere la verità. In particolare non c&#8217;è traccia, nell&#8217;articolo, del fatto che il padre del bambino sia rimasto a resettare la macchina che segnava il decesso di suo figlio per 40 minuti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#660099">Ci ha contattato il padre del bambino, segnalandoci che l&#8217;articolo apparso sull&#8217;Unione Sarda è sbagliato al 100%, e che sarebbe stato più opportuno scrivere la verità. In particolare non c&#8217;è traccia, nell&#8217;articolo, del fatto che il padre del bambino sia rimasto a resettare la macchina che segnava il decesso di suo figlio per 40 minuti. Da solo. L&#8217;articolo si limita a decantare le lodi di medici zelanti, mentre le cose sono andate evidentemente in maniera differente. </span></p>
<p><span style="color:#660099">Ci scusiamo con la famiglia interessata per aver riportato &#8211; in buona fede &#8211; un articolo comparso sulla principale testata giornalistica della Sardegna, ritenendo fosse attendibile e con fonti verificate. Restiamo a completa disposizione per pubblicare un eventuale rettifica o una testimonianza diretta. Il nostro totale supporto e la nostra più sincera vicinanza va ad una famiglia che sta vivendo una tragedia inimmaginabile.</span></p>
<p><span style="color:#660099"><strong>Simone Usai, 21 Giugno 2010</strong></span></p>
<hr />
<p><strong>Questo è l&#8217;articolo integrale apparso sull&#8217;Unione Sarda</strong></p>
<p>Incinta di otto mesi, si è recata all&#8217;ospedale di San Gavino per sottoporsi all&#8217;ultimo tracciato di gravidanza. Sono bastati pochi minuti al ginecologo di turno per accertare che dal feto non proveniva alcun battito del cuore. Immediatamente la giovane donna, che era già in stato setticemico, è stata sottoposta a parto cesareo per salvarle la vita. Ma il bambino che aveva in grembo era già morto. La donna e il marito, entrambi di San Gavino, sposati un anno, ora chiedono alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari di conoscere la causa del decesso della loro piccolà. È già stata predisposta la perizia necroscopica, che sarà eseguita al Brotzu di Cagliari. </p>
<p><div id="attachment_1712" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2009/10/immagine4.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2009/10/immagine4-150x150.jpg" alt="Ingresso dell&#039;ospedale di San Gavino Monreale" title="Ingresso dell&#039;ospedale di San Gavino Monreale" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-1712" /></a><p class="wp-caption-text">Ingresso dell'ospedale di San Gavino Monreale</p></div> La vicenda è cominciata giovedì. La donna, che sembra avesse accusato dei leggeri malesseri, si è presentata a metà mattinata nel reparto di ostetricia e ginecologia dell&#8217;ospedale di San Gavino per sottoporsi all&#8217;ultimo tracciato prima del parto. Un controllo di routine già previsto da tempo. Al ginecologo che la stava visitando sono bastati pochi minuti per accertare che qualcosa non andava. Non c&#8217;era traccia del battito del cuore. La donna è stata immediatamente accompagnata in sala parto e sottoposta ad intervento cesareo. Quanto si temeva è accaduto: la bambina è nata morta. Addirittura sembra fosse morta da ventiquattro ore, e questo giustificava lo strano malessere di cui la donna si lamentava. Il pronto intervento dei medici le hanno salvato la vita.<br />
Le cause possono essere le più diverse. La più probabile è che la donna avesse un&#8217;infezione in corso non identificata dal ginecologo curante.<br />
Straziati dal dolore, la giovane donna e suo marito hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. Il primo atto della magistratura è stato quello di far trasferire il corpicino della bambina dall&#8217;ospedale di San Gavino al Brotzu di Cagliari per sottoporlo a perizia necroscopica. </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>A proposito di disservizi delle Ferrovie dello Stato e di beffe</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:13:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sui problemi della Stazione delle Ferrovie dello Stato di San Gavino Monreale, ed in particolare sui disservizi relativi alla biglietteria chiusa e all&#8217;impossibilità di munirsi di biglietti prima di salire sul treno. La misura è colma, soprattutto se in risposta alle domande si ricevono bugie (&#8220;la biglietteria è chiusa da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3467" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/06/Immagine14.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/06/Immagine14-150x150.jpg" alt="Ferrovie dello Stato" title="Ferrovie dello Stato" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3467" /></a><p class="wp-caption-text">Ferrovie dello Stato</p></div> <i>Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sui problemi della Stazione delle Ferrovie dello Stato di San Gavino Monreale, ed in particolare sui <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2010/06/07/costretti-viaggiare-senza-biglietto-multati/">disservizi relativi alla biglietteria chiusa</a> e all&#8217;impossibilità di munirsi di biglietti prima di salire sul treno. La misura è colma, soprattutto se in risposta alle domande si ricevono bugie (&#8220;<em>la biglietteria è chiusa da una settimana</em>&#8221; &#8211; falso, è chiusa da mesi, a sentire i pendolari) e se, come in questo caso, oltre il danno si somma anche la beffa ai danni dei viaggiatori.</i></p>
<hr />
<p>Il 15 aprile scorso mi reco alla Stazione di San Gavino Monreale per prendere il treno delle 9.45.<br />
È un giovedì e perciò, mi dico, troverò la biglietteria aperta (che la domenica, e a volte anche il sabato, è chiusa). Errore, la biglietteria è chiusa, e il distributore automatico di biglietti, indovinate un pò, è vandalizzato. Mi dirigo così al binario 4, pensando che non appena vedrò il controllare scendere a terra all’arrivo del treno, lo informerò che non ho potuto fare il biglietto e ho bisogno che me lo faccia lui.</p>
<p>Il treno arriva, ovviamente in ritardo, il controllore scende e vado verso di lui. Gli spiego il tutto e mi sento rispondere che lui non può assolutamente farmi il biglietto, che il nuovo regolamento glielo impedisce, e che quindi se voglio salire sul treno (io voglio, ho un appuntamento molto importante e non posso aspettare il treno successivo) sarà costretto a mettermi immediatamente una multa di 50,00 euro, insomma, diciamo così, donna avvisata, mezzo salvata. La gente è ormai tutta sul treno, decido di salire perché non ho scelta, devo partire a quell’ora. Inizia un battibecco sul treno tra me e il controllore, io protesto e dico che è assurdo, che non è colpa mia se non ho tra le mani il biglietto e che non sono stata disonesta, ma anzi l’ho avvisato a terra, e del resto il biglietto, quando è capitato altre volte, me l’hanno sempre fatto sul treno i suoi colleghi.<br />
Niente da fare, dice che le regole non le fa lui, e mi dà pure della bugiarda ribadendo che i colleghi non possono più fare biglietti sul treno. Dice anche che alla Stazione c’è un cartello che informa che i biglietti si possono acquistare al bar del parcheggio dell’Ospedale e che anche se tutti il cartello lo vediamo (mai visto, sarò orba, ma mi è sfuggito) facciamo i furbetti! M’informa anche che se pago subito sono 50,00 euro, se invece non ho soldi con me mi preparerà un verbale che invierà a casa e i 50 diventeranno 100,00 euro.</p>
<p>Lì io sbianco, e tra le due scelgo la prima, gli do i 50,00 euro (del resto, penso, mi aveva avvisata prima di salire) e gli dico subito che appena giunti a Cagliari mi recherò alla PolFer a fare un esposto. Mi rilascia una ricevuta. Giunti a destinazione corro negli uffici della Polizia Ferroviaria, racconto velocemente il fatto e gli impiegati di turno, molto gentili, mi dicono che forse avrei fatto meglio a non pagare così nell’immediato, non danno man forte al controllore, anche se comunque confermano la questione del regolamento, ma il guaio è che ormai ho pagato. Compiliamo il modulo reclami, che inviamo direttamente alla Direzione Regionale Sardegna. Esattamente un mese dopo, ricevo dal Direttore della Divisione Passeggeri Regionale della Direzione Regionale Sardegna, signor Sandro Tola, una lettera in risposta alla mia protesta, che riporto testualmente e integralmente:</p>
<blockquote><p>Gentile Signorina,<br />
faccio riferimento al reclamo presentato alla biglietteria di Cagliari in data 15 aprile in merito alle difficoltà incontrate lo stesso giorno per l’acquisto del titolo di viaggio sulla relazione San Gavino – Cagliari. Per il futuro, Le raccomando di provvedere per tempo all’acquisto del biglietto che può essere effettuato senza alcun sovrapprezzo e fino a due mesi prima della data prevista per il viaggio in qualunque biglietteria, senza limitazioni temporali, per i biglietti a fasce, sia nelle biglietterie che nei punti vendita esterni indicati negli appositi avvisi esposti nelle stazioni. La raccomandazione di munirsi preventivamente del biglietto riscontra peraltro sempre più consenso anche perché consente di evitare inutili code e/o disagi al momento della partenza. La informo inoltre che è possibile acquistare i biglietti anche attraverso internet, collegandosi al sito www.trenitalia.com.<br />
Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti,<br />
Sandro Tola.</p></blockquote>
<p>Questo è quanto. E ora, tramite <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2010/06/07/costretti-viaggiare-senza-biglietto-multati/">articolo sull’Unione Sarda</a> a firma di Gigi Pittau, vengo a sapere che i biglietti sul treno si possono fare eccome, pagando il sovrapprezzo, ma si possono fare! E allora il regolamento di cui parlava il controllore? Il mio è stato un sovrapprezzo di 50,00 euro!</p>
<p>È una beffa, o un imbroglio?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Federica Pilloni</strong></p>
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		<title>Emergenza incendi a San Gavino: «Il Comune pulisca i terreni incolti»</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:54:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I cittadini protestano: fiamme domate nell&#8217;ex ferrovia. Momenti di pericolo venerdì e domenica per due incendi scoppiati nell&#8217;area della vecchia ferrovia ormai dismessa. Le fiamme hanno lambito le case vicine con il fumo che ha invaso alcune abitazioni e per fortuna venerdì c&#8217;è stato il tempestivo intervento dei residenti che hanno evitato il peggio gettando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I cittadini protestano: fiamme domate nell&#8217;ex ferrovia.</strong></p>
<p><div id="attachment_3442" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/06/Immagine8.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2010/06/Immagine8-150x150.jpg" alt="Fuoco alle sterpaglie" title="Fuoco alle sterpaglie" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3442" /></a><p class="wp-caption-text">Fuoco alle sterpaglie</p></div> Momenti di pericolo venerdì e domenica per due incendi scoppiati nell&#8217;area della vecchia ferrovia ormai dismessa. Le fiamme hanno lambito le case vicine con il fumo che ha invaso alcune abitazioni e per fortuna venerdì c&#8217;è stato il tempestivo intervento dei residenti che hanno evitato il peggio gettando acqua sul fuoco. «<em>Venerdì intorno alle 16</em> &#8211; racconta Antonio Garau, che abita a ridosso della ferrovia &#8211; <em>si sono viste le prime avvisaglie di fumo, che sembrava lontano, ma mezz&#8217;ora dopo la nostra abitazione è stata invasa dal fumo con una forte puzza di gomma e plastica. Le erbacce hanno ricoperto tutta la ex sede ferroviaria che sta diventando una discarica abusiva</em>». </p>
<p>In poco tempo il fuoco raggiunge un filare di alberi, le fiamme diventano molto alte con un&#8217;auto parcheggiata là vicino. «<em>Ho avvisato i vicini del pericolo</em> &#8211; rimarca Antonio Garau &#8211; <em>e ho telefonato subito ai pompieri. Intanto mi sono messo a spegnere il fuoco. Alle 17,05, a fuoco ormai quasi spento, arriva un mezzo della protezione civile del nucleo di Pabillonis: ci hanno spiegato che sono stati allertati dalla forestale, ma hanno ritardato perché hanno avuto indicazioni sbagliate</em>».<br />
Insomma uno scampato pericolo grazie all&#8217;intervento di alcuni cittadini, ma la situazione sarebbe potuta degenerare se il fuoco fosse arrivato in viale Trieste, in un punto in cui sono ricresciute le erbacce. «<em>Mi chiedo, a chi addossare la colpa? Per non parlare della nostra strada ancora in terra battuta, via Brivanda, lunga solo una cinquantina di metri, abitata da oltre vent&#8217;anni da sei famiglie: vi si affaccia anche il cortile di un asilo nido. Il Comune non ha mai provveduto a falciare le erbacce. E quest&#8217;anno si è aggiunta l&#8217;incuria dell&#8217;ex ferrovia</em>».<br />
Domenica pomeriggio il secondo incendio all&#8217;altezza di via Mazzini.</p>
<p>Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 08 giugno 2010</p>
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