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Ospedale, espropri nel 2012

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012

L’assessore De Francisci prende l’impegno per i lavori a San Gavino. Pronti 2 milioni per la casa di cura di Guspini.

Simona De Francisci

Simona De Francisci

Il nuovo ospedale di San Gavino si farà. Il Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini sarà salvato. Simona De Francisci, assessore regionale della Sanità, lo ha confermato ieri negli incontri con gli operatori sanitari di alcuni centri del Medio Campidano. Accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problemi della sanità del Medio Campidano, con sopralluoghi alle terme di Sardara, all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini. Breve sopralluogo anche nell’azienda suinicola Mamusa di Villacidro e alla Comunità Betania di Guspini.

RETE OSPEDALIERA Il Medio Campidano è un territorio strategico nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per le strutture sanitarie e la centralità dell’ospedale di San Gavino. «Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini».

IMPEGNO SULL’OSPEDALE L’assessore, incontrando i rappresentanti del “Comitato per il nuovo ospedale”, ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso (178 posti letto) partiranno a breve, il finanziamento di 46 milioni di euro è già a disposizione. «L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito Simona De Francisci - e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano». E ha annunciato che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie. Già a fine anno si dovrebbe procedere agli espropri. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno.

SANTA MARIA ASSUNTA A Guspini ha incontrato gli operatori sanitari e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti della Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, preoccupati per il futuro della struttura sanitaria. «La Regione non può comprarlo perché non è a norma. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, il centro sarà affidato in comodato d’uso gratuito all’Asl 6, che con una spesa di un milione e mezzo o due interverrà per metterlo in sicurezza. Solo allora la Regione valuterà se acquisirlo o farlo acquistare da un privato», ha sottolineato l’assessore. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione Guspini per la vita, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Medio Campidano modello di integrazione tra servizi nel territorio e ospedale

Il Medio Campidano come integrazione modello tra capillari strutture sanitarie del territorio e centralità strategica dell’ospedale, secondo quanto prevedono il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera approvato dalla Giunta Cappellacci l’anno scorso e le disposizioni nazionali. Oggi l’assessore della Sanità Simona De Francisci, durante un’intera giornata dedicata alla provincia, ha voluto conoscere da vicino eccellenze e problematiche della sanità di questo territorio, con sopralluoghi all’ospedale di San Gavino, alla Casa della salute di Villacidro, al centro riabilitativo di Guspini e alle terme di Sardara. Breve sopralluogo anche in un’azienda suinicola di Villacidro. L’assessore era accompagnata dal direttore generale della Asl 6, Salvatore Piu, dai sindaci locali e dai consiglieri regionali del territorio di maggioranza e opposizione. “Questa è una realtà dove l’offerta sanitaria – ha spiegato l’assessore – risponde bene all’esigenza di poter contare su strutture sparse nei vari centri della provincia con un ospedale che, nonostante le tante criticità, funziona ed è un punto di riferimento per i cittadini”.

SAN GAVINO, IMPEGNO SULL’OSPEDALE. A proposito del nosocomio di San Gavino (178 posti letto), l’assessore ha annunciato che i lavori per il primo lotto del nuovo complesso partiranno a breve. Nell’immediato, visitando il reparto di Ginecologia e ostetricia e accogliendo le richieste del personale sanitario, ha aggiunto che sarà operativo il servizio di Pediatria 24 ore al giorno. “L’impegno per la nuova struttura non è mai venuto meno – ha ribadito l’assessore De Francisci – e dialoghiamo con la Asl costantemente per perseguire un obiettivo molto atteso dai centri del Medio Campidano. Nel frattempo, rivolgo un grande plauso a tutto il personale, medici, infermieri e amministrativi, che ogni giorno garantiscono un servizio di qualità pur in una struttura logisticamente carente come altre, purtroppo, in Sardegna”. L’assessore ha poi confermato, incontrando i rappresentanti del Comitato per il nuovo ospedale, che la Regione è al lavoro su altri fronti per garantire l’arrivo di nuove risorse finanziarie.

VILLACIDRO, L’ESEMPIO DELLA CASA DELLA SALUTE. Tappa successiva alla Casa della salute di Villacidro, “esempio di sanità che funziona, a misura d’uomo e che ben si inquadra in quei servizi sanitari che ogni territorio deve esprimere, perché poi si facilita anche il lavoro negli ospedali”, ha detto la De Francisci. A proposito di sanità da potenziare, a breve saranno inaugurati altri due centri, a Lunamatrona e Serramanna.

GUSPINI, S.M. ASSUNTA IN COMODATO ALLA ASL. Nel pomeriggio tappa anche a Guspini, prima alla Comunità Betania e poi al Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, dove l’assessore ha incontrato gli operatori e ascoltato le testimonianze dei familiari dei pazienti. Come soluzione percorribile attualmente, e per garantire la continuità e il rilancio del servizio, la struttura sarà affidata in comodato alla Asl 6, in attesa di intervenire per la sua messa in sicurezza su vari fronti. Contestualmente, è al lavoro una task force di tecnici Asl per predisporre una bozza di atto che, vista la complessità e gli enti coinvolti (Fondazione, Comune, istituti bancari e Asl), a breve sarà condivisa con tutte le parti.

SARDARA, PUNTARE ANCHE SU TURISMO SANITARIO. In mattinata l’assessore aveva fatto tappa alle terme di Sardara. “Sensibilizzeremo i medici per incoraggiare anche le cure termali, efficaci contro diverse patologie, e dall’altra mi farò promotore di un incontro con l’assessore del Turismo Crisponi per valutare insieme la valorizzazione del turismo sanitario anche in manifestazioni di punta come la Bit di Milano”.

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Vivere con 500 euro al mese

Scritto da Redazione il 27 aprile 2012

La crisi nei racconti delle famiglie che non riescono a far quadrare i conti. Qualche giorno fa la Caritas ha annunciato l’apertura di una mensa per i poveri.

Vivere con 500 euro al mese

Vivere con 500 euro al mese

Tante famiglie cercano di sopravvivere con meno di mille euro al mese che in alcuni casi scendono anche a 250. In tanti chiedono di poter lavorare con dignità. È il caso di Luisa Carta, separata con due figlie a carico: «Vado avanti con 500 euro al mese e con questi soldi devo fare tutto: questo non è vivere. Adesso anche le bollette dell’acqua e della luce costano di più. Ho fatto tanti corsi di informatica, guida turistica, mastalcia (la ferratura dei cavalli) e altro, ma non ho mai trovato occupazione: non mi arrendo, sono combattiva, voglio lavorare con onestà».

Vive tra mille sacrifici, ma con una grande forza di volontà anche Luciana Zedda: «Io e mio marito abbiamo un figlio a carico, disabile al cento per cento, non può mai essere lasciato solo. Mio marito è in mobilità, da gennaio non percepisce lo stipendio, meno di 600 euro al mese. Riusciamo solo a sopravvivere con la pensione di accompagnamento per un totale di 750 euro. Mio figlio non può essere lasciato solo mentre a mio marito dicono che non può andare in pensione perché ha 61 anni, ma che è troppo vecchio per lavorare».

Tante famiglie devono fare i conti con la crisi: «Mio marito – racconta Flavia Casulaè stato messo in mobilità e non arrivano più di 640-650 euro al mese, ma ha 62 anni e non può andare in pensione fino a 65. Paghiamo un affitto e io stessa sono obbligata a lavorare tutti i giorni. Sto vivendo alla giornata, vado dove mi chiamano anche per poche ore. Non ci possiamo permettere il lusso di dire questo lo faccio e questo no. Uno dei miei figli ha 28 anni ed è dovuto partire a Bologna in cerca di lavoro. Mia figlia è all’ultimo anno del liceo pedagogico, se non troverà lavoro, andrà fuori».

Contro la crisi cerca di resistere Luca Vacca, di 26 anni: «Ogni tanto mi capita qualche giornata di lavoro, niente di stabile. Sto pensando seriamente di lasciare la Sardegna. In questo modo non si può costruire un futuro».

Insomma bisogna fare i salti mortali per andare avanti in un territorio dove è ripresa la piaga dell’emigrazione, l’undici per cento dei giovani fa le valigie. La crisi a San Gavino è molto forte: più di 400 famiglie si trovano in una situazione di grave povertà e non riescono comunque a chiudere il mese o affrontare improvvise emergenze economiche.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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Referendum Sardegna 2012: Ecco il testo dei 10 quesiti regionali, si vota il 6 Maggio 2012 per abrogare l’istituzione delle nuove province ed esprimere il proprio parere su altri 5 quesiti consultivi.

Referendum Sardegna 2012

Referendum Sardegna 2012

Si avvicina la data del 6 Maggio 2012 durante la quale gli elettori sardi potranno dire la loro sul futuro della Sardegna grazie a cinque quesiti referendari abrogativi e cinque consultivi. Come detto si voterà il 6 Maggio 2012, in un’unica giornata, a partire dalle ore 6:30 del mattino fino alle ore 22:00 della sera. Questo dopo che si è deciso di rinunciare all’election day, cioé al votare lo stesso giorno delle amministrative (che in Sardegna riguarderanno parecchi comuni), più corretto dal punto di vista etico ma assai meno conveniente da quello finanziario.

Referendum n. 1: – Scheda Verde scuro
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.

Referendum n. 2: – Scheda Grigia
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 3: – Scheda Arancione
“Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 4: – Scheda Rosa
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.

Referendum n. 5: – Scheda Verde chiaro
“Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.

Referendum n. 6: – Scheda Gialla
“Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.

Referendum n. 7: – Scheda Viola
“Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.

Referendum n. 8: – Scheda Marrone
“Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.

Referendum n. 9: – Scheda Fucsia
“Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.

Referendum n. 10: – Scheda Celeste
“Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”.

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Iniziativa “San Gavino Resistente”

Scritto da Redazione il 26 aprile 2012

25 APRILE 2012, INIZIATIVA “San Gavino RESISTENTE”
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

Quest’anno il 25 Aprile, di fianco alla podistica e la corsa di Primavera in piazza Marconi non sono mancati i “partigiani”. Partigiani della libertà, dell’antifascismo, della Costituzione. Non avevano i fucili ma tanto materiale per far conoscere la loro associazione, che è associazione di tutti e ha visto nella mattinata l’adesione di tanti cittadini che hanno chiesto e ottenuto la tessera.

San Gavino Resistente

San Gavino Resistente

Erano infatti presenti, con un banchetto e tanto materiale informativo, i militanti dell’ANPI, per chi non lo sapesse, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, l’associazione che fin dal dopoguerra ha tenuto uniti tutti coloro che hanno combattuto per liberare la nostra Italia, per darci quei valori e quelle regole di democrazia e civiltà che ci accompagnano ancora oggi per quanto spesso vengano messe in dubbio.

L’ANPI è fin da sempre presente su tutto il territorio nazionale e ora sbarca anche nel Medio Campidano. A breve, i primi di maggio, vi sarà il suo primo Congresso fondativo.
C’è chi si chiede il perchè, dal momento che il nostro territorio non ha conosciuto una lotta di liberazione come quella portata avanti sulle montagne dell’Emilia, della Toscana e dell’Italia continentale per quanto anche San Gavino abbia conosciuto episodi di resistenza e abbia dato alla vita tanti combattenti che mossi per l’amore della libertà partirono per le montagne dell’Alta Italia arruolandosi nelle divisioni partigiane o che dopo l’8 Settembre non ebbero dubbi ne paure su che parte schierarsi.

La risposta si trova forse in una nota frase di Antonio Gramsci: “Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”. Ed oggi più che mai essere partigiani è necessario. Partigiani del lavoro, della libertà, della Costituzione.

Simone Angei

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San Gavino paese fantasma

Scritto da Redazione il 23 aprile 2012

Polemica tra maggioranza e opposizione sul blocco delle aree edificabili. Giovani costretti a comprare casa nei centri vicini.

San Gavino

San Gavino

La crisi economica si fa sentire e la gente va via. In particolare i giovani emigrano, per cercare lavoro ma anche perché è difficile trovare terreni edificabili per costruire una casa per i tanti vincoli imposti negli ultimi anni. Così il paese si spopola: negli ultimi 26 anni San Gavino ha perso quasi 1.400 abitanti e oggi c’è chi parla di paese fantasma. L’emorragia è continua: al 31 dicembre 2011 i residenti sono 8.909, 51 in meno rispetto al 2010, e il numero degli emigrati (157) supera quello degli immigrati (146).

IL LAVORO Ciò che spinge a spostarsi è soprattutto il non-lavoro, con un paese che negli anni ’50 e ’60 aveva la sua forza nella fonderia che assicurava migliaia di stipendi. Ancora agli inizi degli anni Ottanta i dipendenti erano più di 500 mentre ora i circa 100 lavoratori rimasti sono in cassa integrazione.

IL TERRITORIO L’altro fattore che favorisce l’esodo dei giovani, anche in paesi vicini, è l’inserimento di buona parte delle aree del paese da parte della Regione nel piano di assetto idrogeologico (Pai). Un problema non ancora risolto che si trascina da sette anni e che ha portato alla crisi delle imprese edili. In alcuni casi è impossibile anche effettuare delle semplici ristrutturazioni e molti giovani che avevano acquistato un terreno edificabile non possono più costruire. A questo vincolo si aggiungono il mancato adeguamento del Piano del centro storico (ora bloccato) al Piano paesaggistico regionale e il rischio che il piano delle fasce fluviali della Regione blocchi lo sviluppo dell’area artigianale, dove si trovano tantissime imprese.

OSPEDALE E FERROVIE Per risollevarsi dalla crisi molte speranze cadono sulla costruzione del futuro ospedale, che potrebbe dare lavoro alle piccole imprese locali. Al momento però al di là dei proclami non c’è traccia di un finanziamento dell’opera. Inoltre finora la nuova ferrovia ha contribuito alla crisi di molte attività commerciali in via Roma. Eppure tante speranze, in buona parte tradite, passavano proprio per lo scalo merci, costato diversi milioni di euro e mai entrato in funzione: per ora rimane un’incompiuta.

IL PD Il Pd attacca l’attuale amministrazione: «L’ex stazione ferroviaria ricorda un vecchio villaggio abbandonato come tutta la nostra cittadina, in cui le attività commerciali aprono e chiudono rapidamente non sostenute con iniziative di animazione e incentivazione del centro storico. Ci domandiamo se stiamo diventando un paese fantasma».

LA MAGGIORANZA Ma l’attuale maggioranza respinge le accuse: «Oggi i settori produttivi cittadini e l’amministrazione comunale si adoperano per tentare di superare il difficile momento di crisi che ha cause ben note e alcune molto lontane e indipendenti dalla volontà delle amministrazioni del nostro territorio. Il paese sta cercando di reagire ed è tutt’altro che fantasma, anche se alcune anime in pena si aggirano stancamente per il paese alla ricerca della poltrona perduta».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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«Il sindaco ostacola i consiglieri»

Scritto da Redazione il 22 aprile 2012

La rivolta di minoranza e maggioranza sugli orari di accesso agli uffici comunali. In sei scrivono al prefetto: ci è impedito di svolgere il nostro compito.

Delibere

Delibere

È ancora polemica sugli orari di ingresso al municipio per i consiglieri comunali stabiliti dal sindaco Gianni Cruccu. Per i cinque esponenti della minoranza ma anche per il consigliere di maggioranza Chiaro Brau, ormai sul piede di guerra, la decisione del primo cittadino è inammissibile e non motivata. Di qui la scelta di inviare una segnalazione al prefetto di Cagliari e all’assessorato regionale agli Enti locali.

«Con questo atto – rimarcano i sei consiglieri – viene pregiudicata la possibilità di esercitare le funzioni legate al nostro mandato. La delibera di Giunta richiamata dal sindaco è finalizzata alla regolamentazione degli orari di accesso al pubblico degli uffici comunali. Inoltre anche lo statuto del Comune del 2006 non prevede nessuna limitazione alle attività dei consiglieri comunali». Per i sei consiglieri non c’era la necessità di adottare un simile provvedimento: «Infatti lo stesso sindaco – rimarcano – evidenzia che nessun consigliere ha mai abusato del proprio ruolo. Ecco perché chiediamo al prefetto di Cagliari e all’assessorato regionale agli Enti locali un intervento al fine di garantire il ripristino dei diritti democratici sanciti dalle norme e dai regolamenti e lesi dalla disposizione del sindaco. Questi diritti sono alla base del corretto svolgimento delle proprie funzioni attribuite attraverso il mandato istituzionale di consiglieri».

E se il sindaco Gianni Cruccu contattato telefonicamente, preferisce non rilasciare dichiarazioni, l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Bruno Deidda ribatte alle accuse dei consiglieri di minoranza punto per punto: «Questa segnalazione al prefetto è stata fatta solo per mettere in cattiva luce l’amministrazione e presentarla in chiave antidemocratica. Gli atti si trovano sul sito web del Comune e vengono inviati ai consiglieri. Questo regolamento è stato fatto per migliorare la qualità del lavoro negli uffici. Il nostro obiettivo è migliorare i servizi nei confronti dei cittadini. Così questi orari dati ai consiglieri permettono di organizzare meglio il lavoro ordinario e straordinario. I consiglieri hanno la possibilità di prendere appuntamenti anche in orari diversi. Ricevono puntualmente tutti gli atti e nel caso avessero bisogno di ulteriore documentazione possano concordare un appuntamento con i responsabili di servizio».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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