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febbraio 2012
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Risultati per ‘Provincia Medio Campidano’ Category

Smaltimento e bonifica di piccoli quantitativi di amianto in strutture private

Smaltimento e bonifica di piccoli quantitativi di amianto in strutture private

L’Assessorato alle Politiche Ambientali della Provincia del Medio Campidano ha pubblicato il Bando per lo smaltimento e la bonifica di piccoli quantitativi di amianto nelle strutture private. Tale bando è finanziato con risorse proprie dell’Ente. L’iniziativa deriva dalla constatazione che con i criteri del Bando ordinario della L.R. 22/2006 l’eliminazione di piccoli quantitativi risulta troppo onerosa e quindi non viene mai realizzata. Su proposta del Consiglio Provinciale già nella precedente consiliatura venne richiesto lo stanziamento di fondi appositi.

Essendosi verificate le condizioni per poter avviare il progetto si è dunque assunta questa iniziativa che prevede un intervento diretto con una ditta incaricata dalla Provincia il ritiro e l’eliminazione di piccoli quantitativi anche talvolta giacenti a terra nei cortili delle abitazioni. Attualmente le somme stanziate ammontano a 50.000 € con un massimo di 2000 €uro a intervento e le pratiche, se ritenute ammissibili, verranno evase in ordine di protocollo. Potranno usufruire dell’intervento i proprietari di un immobile e anche coloro che abbiano la sola disponibilità di un immobile (locatari, comodatari, usufruttuari ecc.), sito nel territorio della Provincia del Medio Campidano, nei quali sono contenuti manufatti che prevedono la bonifica di materiali contenenti amianto. I manufatti contenenti amianto devono essere presenti negli edifici o nelle pertinenze o abbandonati su suolo privato di proprietà del soggetto richiedente.

Sono ammessi interventi per:
Bonifica di serbatoi, in numero massimo di 2 (due);
Lastre di copertura al solo piano terra massimo mq 30;
Lastre a terra massimo mq 30;
Pavimenti massimo mq 30;
Coibentazione massimo mq 30;
Pannelli massimo mq 30;
Canne fumarie al solo piano terra;

I rispettivi proprietari dovranno attivarsi immediatamente, entro un termine massimo di 15 giorni dal ricevimento della comunicazione di ammissione all’intervento da parte dell’Ente, per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per effettuare i lavori di smaltimento e ottenere i titoli abilitativi, se previsti, prima dell’inizio dei lavori di smaltimento da parte della ditta esecutrice. Inoltre sarà onere del proprietario sgomberare l’area di intervento e metterla a disposizione dell’impresa esecutrice completamente libera e pronta all’intervento di sola rimozione dei manufatti in amianto. Il Bando è in pubblicazione sul sito della Provincia assieme all’apposito modulistica.

Sono state ammesse per semplificare le procedure tutte le modalità per la presentazione della domanda: via fax, via pec, tramite servizio postale mediante raccomandata A/R, o altro servizio di recapito autorizzato, o consegnato a mano all’ufficio Protocollo in Sanluri via Paganini n° 22. Con questa iniziativa la Provincia fa un ulteriore passo in avanti per l’eliminazione di questo pericoloso materiale, ancora troppo sottovalutato rispetto alle gravi conseguenze che può avere sulla salute dell’uomo. Tale iniziativa, unica in Sardegna, viene assunta autonomamente dall’Amministrazione Provinciale al di fuori dei finanziamenti regionali. Continua comunque il programma regionale della Legge 22/2006 che con recente delibera ha stanziato per il Medio Campidano ulteriori 500.000 € che consentiranno di esaurire la graduatoria dell’ultimo bando 2011 in modo da soddisfare le oltre 500 domande pervenute e dare una fattiva e tangibile risposta verso l’eliminazione totale dell’amianto dall’ambiente urbano.

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Un centro affidi per il recupero dei minorenni

Scritto da Redazione il 6 febbraio 2012
Un centro affidi per il recupero dei minorenni

Un centro affidi per il recupero dei minorenni

Il distretto socio-sanitario di Guspini e di Sanluri, in collaborazione con la Asl e la Provincia del Medio Campidano si uniscono per far crescere il servizio sociale. San Gavino è ora la sede provinciale del Centro Affidi, un progetto socio-educativo familiare volto alla tutela e al recupero di bambini della zona che vivono in famiglie in difficoltà. L’obiettivo è il recupero dei minori attraverso l’affidamento temporaneo in famiglie affiancate da un’équipe di operatori specializzati.
Un importante provvedimento che tende a sostituire strutture più costose e che non possono surrogare il calore familiare.

Venerdì a San Gavino, presso il centro di aggregazione sociale in via Pascoli, l’inaugurazione. Vi hanno preso parte il consigliere provinciale Nicola Garau, il vice sindaco di San Gavino, Bruno Deidda e l’assessore alle Politiche sociali e alla sanità, Gian Carlo Corda. «Siamo lieti di ospitare un servizio che permette di mettere in campo tutta una serie d’interventi in collaborazione con i servizi sociali del territorio e con operatori specializzati. Il mio auspicio è che si riesca a operare in modo crescente e che si trovino sempre più famiglie disposte ad accogliere bambini meno fortunati carenti del sostegno socio-educativo, psicologico e igienico-sanitario», ha commentato l’assessore Corda.

Presenti anche le rappresentanti dei due distretti, Elisabetta Manunza, referente del centro affidi di Guspini e Luisa Pittau responsabile di Sanluri che ha sottolineato. «Il centro affidi va pensato come un servizio di tutti, appartiene alle istituzioni e alle famiglie che convivono al suo interno. È l’accoglienza di una comunità intera che richiede una grande responsabilità». A esporre il progetto, il gruppo tecnico che si occuperà del centro composto da: un coordinatore, un pedagogista, un assistente sociale e uno psicologo.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda

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[Lettera] Rifugiati politici o scrocconi?

Scritto da Redazione il 1 febbraio 2012

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta arrivata da un nostro lettore, che pone delle domande sull’assistenza che la Provincia del Medio Campidano sta offrendo ai rifugiati politici giunti dall’Africa lo scorso anno. Ovviamente questa lettera espone il punto di vista personale dell’autore, e non della redazione. L’auspicio è che possa nascerne una discussione e un sano confronto.

Lettera aperta

Lettera aperta

Spero che questa lettera non venga interpretata come lo sfogo di persone razziste e incapaci di accogliere, premetto che non lo è e non vuole essere così. Solo ho bisogno di capire dove sta l’eguaglianza fra i cittadini nati o appena arrivati. La provincia del Medio Campidano ha prontamente risposto alcuni mesi fa all’emergenza libica accogliendo profughi e rifugiati che sono fuggiti verso le coste italiane. Giusta e buona scelta ma da privato cittadino mi faccio delle domande che condividono anche altri cittadini.

Queste persone sono totalmente assistite dal nostro stato in modo in cui nessun cittadino bisognoso e’ mai stato assistito ovvero:
- Affitto pagato
- Bollette pagate
- Cibo
- Stipendio mensile

Il mio non è un attacco, ma mi chiedo in che modo questo sia giustificato agli occhi di tanti di noi che arrancano, accettano qualsiasi lavoro, fanno fatica ad arrivare a fine mese senza chiedere niente. Perchè io che lavoro da precario devo vedere queste persone passare le ore a bere al bar con inmano cellulari da 400 euro? Perchè li devo vedere rifiutare una giornata di lavoro? Perchè io devo sentirmi chiedere soldi per strada con la scusa che i loro bambini stanno morendo di fame? Perchè io ho smesso di fumare e loro fumano Marlboro?
Qualcuno mi risponda per favore.

Franco

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Firme per 10 referendum

Scritto da Redazione il 3 dicembre 2011
Firme per 10 referendum

Firme per 10 referendum

Raccogliere al più presto dieci mila firme necessarie per andare alle urne la prossima primavera con dieci referendum validi per cambiare la Sardegna. Questo l’obiettivo principale che sta portando avanti il Movimento Referendario Sardo, una compagine apolitica composta da più da amministratori del Medio Campidano che, lo scorso giovedì si è riunito a San Gavino presso l’Hotel Crocus per affrontare 10 punti che stanno mettendo a repentaglio la crescita e lo sviluppo dell’intera zona.

Primo fra tutti l’abolizione delle province. In particolare quella del Medio Campidano, giudicata inadeguata alle esigenze di tutto il territorio. Secondo i referendari, penalizzerebbe sia i Comuni, sia l’Unione dei Comuni, cui sottrae risorse finanziarie indispensabili per lo sviluppo economico e territoriale. Ridurre il numero dei consiglieri regionali e dei loro stipendi, abrogare il sottogoverno degli enti regionali: questi alcuni dei dieci punti messi in discussione durante l’assemblea di San Gavino. Nei prossimi giorni sarà avviata nei vari centri la raccolta di firme.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 3/12/2011

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«Ospedale e casa di cura necessari per la Provincia»

Scritto da Redazione il 18 novembre 2011

Vertice a Sanluri tra sindacati, Asl e sindaci

Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Un reddito medio pro capite di 6.193, il più basso tra tutte le Province della Sardegna, il 18 per cento in più di anziani rispetto al resto dell’Isola, in 10 anni 4.174 abitanti in meno e poi bassa natalità e forte spopolamento. Sono questi i numeri che fotografano più delle parole la realtà del Medio Campidano e che spingono i sindacati a chiedere aiuto sui problemi dei servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio.

I SINDACATI Cisl, Cgil e Uil, per una volta tutti dalla stessa parte, ieri a Sanluri, nei locali de Montegranatico, hanno ancora un volta lamentato ritardi e negligenze. «Non possiamo più tollerare», ha detto Efisio Lasio della Cgil, «le chiacchiere. Di parole ne abbiamo spese tante. È l’ora dei fatti». Edoardo Bizzarro della Cisl ha aggiunto: «Le iniziative sono programmate. Il guaio è che restano imprigionate nelle buone intenzioni. Pensiamo all’ospedale di San Gavino, alla struttura “Maria Assunta” di Guspini, alla Casa della salute di Arbus, di Serramanna, di Tuili, di Lunamatrona, al centro di riabilitazione cardiologica di Villamar. Vivono sulla carta. Punto e basta».

IL PIANO Stessa sorte per i Plus (Piani locali dei servizi alle persone) e per tutte quei servizi che dovrebbero essere gestiti in forma associata. «Una serie di prestazioni», ha proseguito Bizzarro, «che faticano a sottrarsi alle logiche di campanile. Un esempio per tutti: si pretende una comunità alloggio per Ciascuno dei 28 paesi».

IL MANAGER Diagnosticati i mali, sono state individuate le cure. La prima è quella proposta dal direttore della Asl 6, Salvatore Piu: «Occorre sanare il buco nel bilancio della Azienda di 20 milioni di euro. Lo faremo senza ridurre i servizi. Iniziando a recuperare 35 milioni di euro spesi per il rimborso delle prestazioni sanitarie erogate da strutture ospedaliere di altre Province, poi riportando a San Gavino i 400 parti persi, infine con il nuovo servizio di risonanza magnetica che partirà a gennaio 2012».

I TAGLI Dito puntato sui tagli, con qualche eccezione. «Non sono contrario alle sforbiciate», ha sottolineato il sindaco di Villamar, Pier Sandro Scano. «È inutile negarlo, sprechi ce ne sono. Ad ogni livello. Dobbiamo convincerci che le risorse vanno alle priorità. Si potrebbe ridurre questo proliferare di osservatori. Ne abbiamo troppi. Non possiamo ignorare la messa in sicurezza di un fiume. Con quel che avanza, ammesso che ce ne sia, si può pensare ad altro».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda del 18/11/2011

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Indigestione di zafferano

Scritto da Redazione il 9 novembre 2011

Tre sagre in contemporanea, protestano i sindaci . Gli amministratori di Turri e Villanovafranca contestano la Provincia.

Foto di Emanuele Secci

Foto di Emanuele Secci

Lo scorso fine settimana è stato colorato di viola in Marmilla con le sagre dello zafferano di Turri e Villanovafranca. Feste dell’oro rosso rovinate dalla pioggia. Ma a Comuni e Pro Loco ha dato molto più fastidio un’altra macchia di viola comparsa a Villacidro. Una festa dello zafferano organizzata dalla Provincia con la polverina rossa di San Gavino nel Mercato rurale delle Tre Terre. Si, la stessa Provincia Verde che ha compartecipato finanziariamente alle sagre di Turri e Villanovafranca e le ha inserite nel programma dell’ “Agri Cultura” per la promozione dei prodotti locali. «Più che una promozione una concorrenza sleale alle nostre iniziative», hanno detto a Turri e Villanovafranca. Il presidente della Provincia Fulvio Tocco ha gettato acqua sul fuoco: «Nessuna concorrenza con i Comuni. Nel mercato rurale ogni settimana si promuovono i prodotti dei territori».

LE ACCUSE Una giustificazione che non cancella il disappunto e la delusione di chi nei due paesi ha lavorato settimane per allestire le sagre del fiore violaceo. «E’ assurdo quello che è successo, la Provincia che fa concorrenza a se stessa», ha esordito il presidente della Pro Loco di Turri Eventino Picchedda, «non ci hanno avvisato della loro scelta, che abbiamo appreso dai giornali. Un mese fa ci siamo incontrati con la Provincia per calendarizzare le iniziative del mercato rurale. Noi di Turri ci eravamo proposti per il 29 ottobre per promuovere la sagra. Ma ci è stato risposto di no. E poi hanno deciso una festa dello zafferano proprio sabato scorso».

LA FESTA Questo era il programma a Villacidro: dalle 9,30 alle 12,30 raccolta dei fiori nei campi di San Gavino, dalle 13 alle 15 degustazioni, dalle 15 alle 19 lavorazione del fiore. «Una mancanza di coordinamento, avremo preferito un confronto», ha aggiunto il vicesindaco di Turri Vinicio Casu. Ci è andata più pesante il collega assessore Cristiana Picchedda: «Perché non hanno spostato la festa di qualche settimana? Ma la magra figura l’ha fatta la Provincia. Noi rimaniamo le cenerentole. Con Villanovafranca ci accordiamo per proporre programmi diversi. Ed invece oltre al danno della pioggia la beffa della Provincia». Non è stato più tenero il sindaco di Villanovafranca Daniela Figus: «Hanno creato disorientamento. Perché non hanno spostato il mercato rurale nei nostri paesi in occasione delle sagre?».

LA REPLICA La risposta del presidente Tocco: «Ogni sabato al mercato ci sono laboratori sulle produzioni tipiche. Nessuna guerra dei Comuni. Il mercato e le sagre sono due cose diverse». L’assessore provinciale all’agricoltura Fernando Cuccu ha ammesso: «Forse occorre calendarizzare meglio gli eventi».

Fonte: Antonio Pintori, Unione Sarda del 09/11/2011

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