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Deliberato dalla Giunta regionale l’approvazione del disegno di legge sulla partecipazione della SFIRS al capitale sociale della NewCo, denominata SK Ferroviaria.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Alessandra Zedda, ha deliberato l’approvazione del disegno di legge sulla partecipazione della SFIRS al capitale sociale della NewCo, denominata SK Ferroviaria.

Regione: approvato disegno di legge sulla partecipazione della Sfirs alla NewCo SK Ferroviaria

Regione: approvato disegno di legge sulla partecipazione della Sfirs alla NewCo SK Ferroviaria

La gestione della capitalizzazione della nuova impresa seguirà i seguenti criteri:
- Aumento del capitale sociale, dagli attuali € 10.000,00 fino a € 10.000.000,00; trasformazione della Società a responsabilità limitata in Società per Azioni con potenziale sottoscrizione delle azioni da parte della SFIRS entro una quota del 40% del capitale sociale, con riscatto finale entro un termine da definire.
- Affitto del ramo d’azienda di Villacidro di “Keller Elettromeccanica S.p.A. in liquidazione” per un periodo di 24 mesi, a fronte di canoni annui in via di definizione, con al termine un’opzione di acquisto che sarà esercitata se la nuova società raggiungerà i prefissati risultati commerciali, industriali ed economico/finanziari.
- Apporto di working capital da parte di “Škoda Transportation AS” unitamente all’allocazione di commesse proprie sulla nuova società.
- Assorbimento, in successive fasi, della forza lavoro attuale della Keller Elettromeccanica S.p.a. all’interno della nuova cornice aziendale ed eventuale ampliamento del personale compatibilmente con l’accrescimento del flusso di commesse.

Quello compiuto oggi – ha commentato il presidente Cappellacci - è un passo in avanti importante. Confidiamo di attraversare in tempi stretti insieme al Consiglio Regionale il tratto di strada da percorrere per arrivare alla soluzione auspicata“.

Con la costituzione della NewCo e la relativa partecipazione finanziaria della SFIRS – ha affermato l’assessore dell’Industria – si concretizza la speranza di salvare 400 posti di lavoro. Esprimiamo la nostra fiducia verso il gruppo ceco che porterà tecnologie innovative e all’avanguardia nel nostro territorio in grado di competere a livello internazionale“.

Fonte: Regione Sardegna

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Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Scritto da Redazione il 26 gennaio 2012
Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Keller addio, nascerà la SK Ferroviaria

Si chiamerà SK Ferroviaria e potrà contare su un impegno finanziario che coprirà i prossimi vent’anni. L’annuncio ufficiale che la Keller cambia pelle e si prepara a riavviare lo stabilimento di materiale rotabile è stato dato ieri a Cagliari, durante il vertice tra Regione e Skoda. Zal Shahbaz, vicepresidente della multinazionale ceca, ha incontrato Ugo Cappellacci, Alessandra Zedda e Antonio Tilocca (Sfirs), manifestando le intenzioni della sua società: «Siamo felicissimi di venire ad operare in Sardegna e in Italia, vogliamo unire le tecnologie innovative del nostro gruppo con l’esperienza consolidata della Keller», ha detto Shahbaz, annunciando anche «un investimento ventennale per fare della nuova SK Ferroviaria un’azienda moderna, all’avanguardia, capace di competere anche sul piano internazionale».

Evidente la soddisfazione del presidente Cappellacci: «Andiamo avanti nel percorso intrapreso e con cauto ottimismo confidiamo in un esito positivo della vertenza Keller, ma la costituzione della newco rappresenta senza dubbio un progresso importante nel processo avviato e apre la strada ai successivi passaggi, che compiremo insieme al Consiglio Regionale e che prevedono nuove leggi e la partecipazione della Sfirs al capitale della nuova compagnia».

Parere condiviso dall’assessore Zedda, che giudica «significativo questo spiraglio aperto in una questione complessa, che consente ora di vedere la soluzione idonea a salvaguardare oltre 400 posti di lavoro». Dall’opposizione arriva la volontà di «attivarsi per garantire alla partecipazione della Sfirs un iter accelerato in Consiglio regionale», dichiara Giuseppe Cuccu (Pd). Lo sblocco della vertenza Keller è un’ottima notizia anche per i sindacati, delusi dalla mancata convocazione al vertice: «Vent’anni di investimenti sarebbero una manna dal cielo, però attendiamo di sapere i dettagli del piano industriale», dice Gigi Marchionni (Fiom) e «un tavolo ufficiale per discuterne», aggiunge Andrea Farris (Uilm). In serata è arrivato l’invito al tavolo, convocato per il 7 febbraio.

Fonte: Simone Nonnis, Unione Sarda – Sito Regione Sardegna

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«Allarmismo infondato sui fondi per l’ospedale»

Scritto da Redazione il 25 gennaio 2012

«Si sta creando ad arte un ingiustificato allarmismo sulla presunta perdita dei fondi per il nuovo ospedale di San Gavino».

L'ospedale di San Gavino Monreale

Lo afferma Sisinnio Piras, consigliere regionale del Pdl, definendo voci «diffuse ad arte per creare malcontento da una precisa parte politica» quelle che l’altra mattina hanno provocato la protesta di medici e amministratori provinciali.

«Noi siamo abituati a lavorare sul concreto, non sul virtuale, come la giunta di centrosinistra, o come certi consiglieri che si sono occupati malamente di sanità nel territorio provinciale. Crediamo - sostiene Piras – che il tempo sarà galantuomo e le cassandre presto smascherate. Non ci sono motivi per mettere in dubbio quanto sostiene, numeri alla mano, l’assessore della sanità Simona De Francisci».

«Con la rimodulazione dell’Accordo di programma – conclude Piras – il Medio Campidano avrà il nuovo ospedale, con più risorse, e una sanità territoriale di eccellenza. Chi si è lanciato in campagna elettorale con troppo anticipo dovrà ricredersi».

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Addio al nuovo ospedale?

Scritto da Redazione il 22 gennaio 2012
Progetto per il nuovo ospedale

Progetto per il nuovo ospedale

Riceviamo e diffondiamo la notizia nefasta dello storno del finanziamento per la costruzione del nuovo ospedale di San Gavino Monreale.
Ci chiediamo dove siano stati per tutto questo tempo i consiglieri regionali di maggioranza eletti nel Medio Campidano, e che non hanno appoggiato la casa con la dovuta forza. Nondimeno chiediamo dove fossero i consiglieri di minoranza, che non sono riusciti a dare nessun contribuito reale per risolvere i vari ritardi e intoppi.

Da queste persone ci aspettiamo un segnale forte, a partire dalle dimissioni immediate, per non aver fatto gli interessi della Provincia nella quale sono stati eletti, dei cittadini che hanno reale bisogno di un ospedale decisamente più moderno di quello che abbiamo. Siamo stanchi di questo silenzio.

A voi trarre le conclusioni. A noi sembra la posa della definitiva pietra tombale sul Nuovo Ospedale del Medio Campidano.

Allegati:
Gazzetta n.290 del 14-12-2011
Dettaglio storno

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Un flagello chiamato Sla

Scritto da Redazione il 8 dicembre 2011

Sette consiglieri: cos’ha fatto la Regione in 2 anni?
Nel 2009 l’assessore alla Sanità istituì una commissione con compiti precisi.

Un flagello chiamato Sla

Un flagello chiamato Sla

Nell’ottobre del 2009, l’assessore regionale della Sanità aveva istituito la commissione Sla, che avrebbe dovuto occuparsi di definire i protocolli degli assistiti, gli indirizzi applicativi delle norme vigenti per il riconoscimento dello stato di invalidità, dei programmi di supporto alle famiglie, di realizzare un registro regionale della patologia, di fornire sistemi di comunicazione e presidi appropriati alla gravità dei disturbi degli assistiti, di fornire consulenza sulle tematiche etiche e bioetiche e di creare una rete di tutela dei pazienti e delle famiglie. Cosa abbia fatto la commissione nessuno lo sa. Per questo i consiglieri regionali Claudia Zuncheddu, Luciano Uras, Adriano Salis, Carlo Sechi, Giorgio Cugusi, Daniele Secondo Cocco e Giovanni Mariani hanno presentato una mozione per conoscere tutte le iniziative portate avanti in questi anni dall’Assessorato della Sanità sul problema della gravissima incidenza della patologia nelle popolazioni del Medio Campidano.

LA MALATTIA Sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa, di origine multifattoriale, colpisce tre persone ogni 100 mila: la massima diffusione in Sardegna è stata registrata nel Medio Campidano, dove è stata stimata un’incidenza che va oltre il triplo della media italiana. «Autorevoli studi sulla causa della Sla, portati avanti da esperti ricercatori – affermano i firmatari della mozione – hanno messo in evidenza un aspetto fondamentale finora troppo trascurato e cioè che gli aspetti genetici non siano sufficienti a spiegare l’insorgere di questa patologia, che invece potrebbe essere causata da alcuni fattori ambientali; fra questi, l’esposizione agli agenti tossici o contagiosi, l’utilizzo di diserbanti utilizzati per concimare la terra. L’aspetto però più incisivo di tali ricerche è quello che interessa la correlazione dell’insorgere della Sla con la presenza di alcuni metalli come il cadmio, il mercurio, il piombo e l’alluminio».

I MALATI Quelli residenti nel Medio Campidano sono impegnati da tempo, supportati dalle proprie famiglie, in una dura lotta per avviare nel loro territorio indagini approfondite per capire se queste correlazioni esistano realmente, vista l’incidenza straordinaria della patologia in quest’area. «In un laboratorio dell’Illinois – sottolineano i consiglieri regionali – sono stati analizzati campioni di urine di residenti nel Medio Campidano colpiti da Sla, ed è stata accertata la presenza di diversi metalli pesanti come il bario, lo stagno, l’alluminio, il cadmio». Nella mozione si chiede che la Regione predisponga, in sinergia con specialisti del settore e il coinvolgimento delle persone colpite dalla patologia, uno studio specifico sul problema della Sla in Sardegna, in particolare sul Medio Campidano.

Fonte: Unione Sarda, Gian Paolo Pusceddu

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Interrogazione ASL 6 Notizie

Scritto da Redazione il 23 settembre 2011

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 677/A

INTERROGAZIONE AGUS, con richiesta di risposta scritta, sulla nascita di un giornale dell’Azienda sanitaria n. 6 di Sanluri.

***************

Il sottoscritto,

premesso che dagli organi di stampa emerge la notizia della nascita di un giornale dell’Azienda sanitaria locale n. 6 e che risulterebbe immediatamente ritirato;

considerato che un organo di informazione è sempre un importante contributo alla conoscenza e sul settore sanitario non è mai abbastanza, visto l’ampio coinvolgimento dell’opinione pubblica nei servizi erogati dall’azienda sanitaria locale;

ritenuto che la notizia sia meritevole di approfondimento, non fosse altro perché dalle notizie emerse risulterebbe un organo di comunicazione unilaterale che naturalmente si aggiungerebbe al sito ufficiale dove normalmente vengono comunicate le attività ed i servizi dell’azienda sanitaria, mentre non si ha notizie dei perché si sia proceduto all’immediato ritiro;

auspicato che la decisione sia maturata con l’intento di informare in maniera più capillare i cittadini utenti, considerato che il sito istituzionale non consente alla generalità dei cittadini utenti di accedervi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, per conoscere:
1) le ragioni che hanno indotto al repentino ritiro del primo numero;
2) le ragioni che hanno indotto la direzione della ASL n. 6, all’utilizzo della carta stampata per l’ulteriore informazione istituzionale;
3) se sia consentito ai cittadino utente di intervenire sulle comunicazioni, con repliche o segnalazioni;
4) quale sia la tiratura prevista e quali le modalità distributive;
5) a quanto ammonti l’impegno finanziario, e chi sia l’assegnatario.

Cagliari, 14 settembre 2011

ASL 6 Notizie

ASL 6 Notizie

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Comuni, tagli per 165 milioni

Scritto da Redazione il 20 settembre 2011

La manovra finanziaria varata dal governo costerà a ciascun sardo 145 euro. Soldi che nel 2012 lo Stato toglierà a Comuni e Province e che gli enti locali non potranno investire per servizi una volta considerati indispensabili, dall’assistenza sociale, all’istruzione alle manutenzioni. La Sardegna, comparando i trattamenti ricevuti dalle varie Regioni, è seconda alla sola Liguria (costretta a rinunciare a 169 euro pro capite) tra quelle più depredate. Il dato sui tagli ai 58 Comuni isolani sopra i cinquemila abitanti è stato elaborato dall’Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci.

Comuni, tagli per 165 milioni

Comuni, tagli per 165 milioni

Si tratta, nel complesso, di 165 milioni di euro di cui l’Isola sarà privata nel prossimo anno. Non si parla solo di minori trasferimenti, ma anche di ulteriori limitazioni nella spesa delle risorse già nella disponibilità degli amministratori. Il deputato del Pd Giulio Calvisi, il primo a diffondere queste previsioni, esemplifica in questo modo: «Il contributo complessivo alla manovra richiesto ai Comuni sardi è suddiviso tra i 51 milioni di tagli dei trasferimentida parte dello Stato – spiega il parlamentare gallurese – e gli oltre 114 di riduzione di spesa che i sindaci dovranno operare nei bilanci di previsione del 2012 in virtù dell’inasprimento dei vincoli del patto di stabilità». Non basta dunque leggere i minori trasferimenti previsti per il prossimo anno per avere un’idea precisa delle riduzioni alla spesapubblica imposte dalla manovra.

Come verranno fronteggiati i tagli selvaggi? Calvisi conferma quanto già anticipato da molti amministratori, ulteriormente ribadito dalle testimonianze dei sindaci: «Molti servizi essenziali per i cittadini sono a rischio: trasporto locale, assistenza ai disabili e agli anziani, asili nido e mense scolastiche, per non parlare delle politiche ambientali e delle iniziative per il decoro urbano o per la diffusione degli spazi verdi nelle città e nei paesi». Che siano di destra, di centro o di sinistra, i primi cittadini sardi parlano di sciagura e annunciano la soppressione di sussidi per il pagamento degli affitti ai più poveri, di libri scolastici da far pagare a prezzo pieno, dell’abolizione di sagre e spettacoli e dell’impossibilità a rimettere in sesto strade e edifici pubblici. Ma non basta, perché i sindaci dovranno per forza di cose mettere le mani nelle tasche dei loro amministrati: «I Comuni quindi saranno costretti ad aumentare l’addizionale Irpef per compensare la riduzione di spesa e per soddisfare il contributo richiesto dalla manovra – aggiunge Calvisi - e anche chi in passato è stato virtuoso e non ha aumentato la pressione fiscale dovrà farlo: il risultato scontato sarà quindi quello di un inasprimento della pressione fiscale sui cittadini».

Il quadro non è completo, dal momento che ad essere penalizzate sono anche Regione (circa 365 milioni in meno), Province e la manovra graverà sui cittadini per effetto dell’aumento dell’Iva deciso dall’esecutivo. Sommando queste voci, si raggiunge la cifra complessiva di 625 milioni di euro tra tagli alla spesa pubblica e maggiori costi per i sardi. Il gentile omaggio alla Sardegna da parte del governo amico.

Fonte: Francesco Giorgioni, Sardegna24 del 19 settembre 2011

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