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Risultati per ‘Ricette’ Category

Zafferano di San Gavino in TV

Scritto da admin il 19 febbraio 2009

Parlando di San Gavino è naturale parlare anche dello zafferano e di tutte le attività ad esso legate.
Il nostro paese è sempre al centro delle attenzioni nazionali quando si parla di oro rosso, soprattutto ora che il nostro zafferano ha ottenuto il riconoscimento del marchio DOP.

Riportiamo con piacere quindi un filmato che mostra le immagini di un evento gastronomico svoltosi nel Ristorante “Santa Lucia” a San Gavino Monreale.

Buona visione!

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[Ricette] Zeppole

Scritto da admin il 19 febbraio 2009

E’ tempo di carnevale, quindi approffittiamo dell’occasione per condividere con tutti voi una ricetta tradizionale del Campidano (forse più tipica del Campidano merdionale, ma la bontà del dolce ci renderà tutti meno campanilisti, spero!)

Si tratta delle Zeppole, il dolce carnevalesco per eccellenza. E’ una delle tante ricette che conosciamo, questa proviene da San Sperate. 

 

Ingredienti
  • 1 kg farina
  • 300 gr ricotta
  • 400 gr patate bollite
  • 35 gr lievito di birra
  • 3 uova
  • 375 ml latte tiepido
  • 2 bustine zafferano
  • 1 bustina vanillina, novollina e lievito per dolci
  • 2 arance, buccia e succo
  • 1 bicchierino Sambuca o Maraschino

Mischiare le patate con la ricotta, poi le uova. Sciogliere il lievito in un po’ di latte caldo. Aggiungere il resto del latte, la farina gradualmente e un po’ di sale. Poi la vanillina, novollina e zafferano. Per ultimo mischiare il succo delle arance e il lievito.
Lasciare riposare per 2-3 ore in luogo caldo e coprire la scivedda o il recipiente con una coperta di lana. Friggere in olio caldo e abbondante.

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Tutti pazzi per lo zafferano Dop

Scritto da admin il 5 febbraio 2009
Dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Europea, i produttori di San Gavino studiano la strategia per presentarsi uniti sui mercati nazionale e internazionale. E ottenere il giusto ricavo da un prodotto molto gradito dai consumatori.
Unirsi per valorizzare le opportunità del riconoscimento del marchio Dop per lo zafferano di Sardegna. È la strategia condivisa dalla maggior parte dei produttori sangavinesi, che non vogliono lasciarsi sfuggire questa occasione per lanciare l’oro rosso sul mercato nazionale e internazionale. Ne è convinto Gavino Inconis, vice presidente del consorzio di tutela dello zafferano: «Sono soddisfatto – spiega – per il fatto che il percorso sia arrivato alla fine. Non è facile mettere d’accordo tutti, ma questo riconoscimento avrà dei vantaggi come è successo per lo zafferano di San Gimignano e per L’Aquila che, insieme a quello umbro, arrivano a costare anche 30-35 euro al grammo. Purtroppo lo zafferano si continua a vendere per due soldi nonostante l’alta qualità sia riconosciuta da tutti. Dobbiamo vendere il prodotto per quello che vale e l’unico sistema è consorziarsi. Sulla strada della commercializzazione possiamo fare molto di più: la responsabilità maggiore ricade su noi produttori. Noi come Slow Food stiamo vendendo lo zafferano sul mercato sardo a 12 euro, ma al Salone del Gusto di Torino si arriva anche a 15». 

Un appello a lavorare insieme perché da soli non si va da nessuna parte. Ed è entusiasta anche Marco Ennas, presidente della Pro Loco, che da 18 anni organizza la sagra dello zafferano: «La pubblicazione sulla Gazzetta Europea è un punto di arrivo, ma ora bisogna cercare di camminare tutti insieme associandoci e trovando una struttura commerciale per vendere lo zafferano. I produttori potrebbero affidarsi ad un’unica struttura commerciale per piazzare il prodotto sul mercato. È un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Lo zafferano sangavinese non è un prodotto da grande distribuzione: si deve puntare sull’alta ristorazione dove è già conosciuto. Il Comune dovrebbe incentivare le associazioni a portare il prodotto oltre Tirreno nelle tante fiere italiane e non». 

San Gavino con venti ettari coltivati, cento produttori e oltre 200 chilogrammi di zafferano è la capitale dello zafferano, ma ci sono ancora tante difficoltà. «Siamo - aggiunge Franco Sanna – troppo parcellizzati: dobbiamo superare in campanilismo. Lo zafferano da solo non basta: deve essere collegato ad altri i prodotti da inserire in un unico paniere. In questo senso la Dop può avere effetti positivi, ma lo zafferano deve essere affiancato da prodotti tipici come riso, salsiccia, panettone. Il prezzo sul mercato sardo è di 6 euro, 10 è già troppo. I politici possono darsi da fare per mettere insieme queste ditte aiutandole a trovare una loro collazione sul mercato». 
Ma c’è anche chi è assai critico verso la Dop come Antonio Casti, un produttore esperto di storia locale e della Sardegna: «Questo marchio – sostiene – non ci aiuta perché si parla di prodotto sardo mentre il nome di San Gavino, che può vantare una lunga tradizione, è scritto con caratteri microscopici e quasi scompare mentre sono un sostenitore della Denominazione Comunale, (la De.Co.). la commercializzazione va rafforzata: il Comune è totalmente assente. I turisti che cercano zafferano non sanno a chi rivolgersi».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 05 febbraio 2009

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[Ricette Sangavinesi] Insalata di Polpo

Scritto da admin il 4 settembre 2008

Dosi per 6 persone: 1 Polipo Di 1000 G, Olio D’oliva, 2 Cucchiai Aceto Di Vino, 1 Mazzo Prezzemolo, 1 Spicchio Aglio, Acqua, Sale Fino, 1 Cucchiaino Sale Grosso

Preparazione
Prendere un polipo vero: gli otto tentacoli, ognuno provvisto di una doppia fila di ventose, ne conclamano l’identità. Far bollire dell’acqua in una pentola capiente e, tenendo per la testa il polipo, né lavato né pulito in precedenza, immergerlo per 3 volte consecutive nell’acqua bollente. Assicurano i pescatori che tale operazione preliminare, oltre che far assumere al mollusco l’aspetto di un grosso fiore, ne rende morbide le carni. Quindi rinnovare l’acqua della pentola, salarla con un cucchiaino di sale grosso e metterci a freddo il polipo. Portare lentamente all’ebollizione, mettere un coperchio e lasciar sobbollire per oltre 90 minuti, fino a quando, cioè, pungendolo con una forchetta, non ci si assicuri che il polipo è diventato tenero. Per i tempi di cottura necessari ci si deve basare sul peso del mollusco calcolando che per ogni chilo di polipo occorrono circa 90 minuti. A cottura ultimata, rovesciare l’acqua e tenere il polipo nella pentola, coperta, fino a quando non è diventato freddo. Solo allora posarlo sul tagliere, staccare dai tentacoli la testa, liberarla dal sacchetto di inchiostro (tenere da parte la sacca piena del contenuto bruno), tagliarla in listelli, dividere i tentacoli in pezzi di circa 3 cm e mettere tutto in una insalatiera. Preparare il condimento con un bicchiere d’olio, 2 cucchiaiate d’aceto forte, l’aglio, il prezzemolo tritati e il sughetto marrone del polipo, tenuto in serbo. Emulsionare bene il tutto e versarlo nell’insalatiera, rimestare bene e lasciar riposare almeno 1 ora prima di servire. 

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[Ricette sangavinesi] Gattò (o Gateau)

Scritto da admin il 27 agosto 2008

Il Gattò (o Gateau, alla francese) è un dolce tipico del centro-sud Sardegna.

Ingredienti

  • 250 g di mandorle dolci sgusciate
  • 250 g di pinoli
  • 2 limoni
  • olio

Gateau

Preparazione

Pelare le mandorle, immergendole prima nell’acqua bollente al fine di rendere più semplice l’operazione.
Tagliare a fettine le mandorle.
Caramellare lo zucchero mettendolo in un pentolino e facendolo sciogliere tenendo il fuoco molto basso, aggiungere quando lo zucchero è ben caramellato, le mandorle, i pinoli e la buccia grattugiata di un limone.
Versare il composto su della carta forno o su un piano unto d’olio e livellarlo, aiutandosi con un limone, cercare di fare una sfoglia sottile di circa un cm. Tagliare la sfoglia in piccoli pezzi che poi potranno essere sistemati in piatti insieme a delle foglie di mandarino o limone.

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[Ricette sangavinesi] Biancheddus

Scritto da admin il 30 luglio 2008

I bianchini sono un dolce semplicissimo da realizzare e di grande effetto dal punto di vista estetico.
Possono essere realizzati in due versioni:

  • con mandorle
  • senza mandorle

Ingredienti:

  • 200 gr di chiare d’uovo;
  • 550 gr di zucchero;
  • la scorza grattugiata di 1 limone

Biancheddus

Preparazione:

Miscelare i vari ingredienti e lavorare fino a raggiungere la giusta consistenza, (un metodo rudimentale ma utile è quello di raggiungere una consistenza tale che consenta alla forchetta di rimanere in piedi, se l’impasto viene lavorato con frusta elettrica un metodo utile per capire quando è stata raggiunta la giusta consistenza è quello di sollevare la frusta e formare la lavorazione quando la frusta non goccia più).
E’ molto importante raggiungere la giusta consistenza per una buona riuscita dei bianchini!!!
Dopo aver raggiunto la giusta consistenza si può procedere alla cottura disponendo il composto su una teglia con una siringa.
Mettere in forno preriscaldato a 150° .
Sono cotti quando si staccano dal fondo della teglia con facilità senza rompersi.

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