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Risultati per ‘Salute’ Category

«Ospedale e casa di cura necessari per la Provincia»

Scritto da Redazione il 18 novembre 2011

Vertice a Sanluri tra sindacati, Asl e sindaci

Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Un reddito medio pro capite di 6.193, il più basso tra tutte le Province della Sardegna, il 18 per cento in più di anziani rispetto al resto dell’Isola, in 10 anni 4.174 abitanti in meno e poi bassa natalità e forte spopolamento. Sono questi i numeri che fotografano più delle parole la realtà del Medio Campidano e che spingono i sindacati a chiedere aiuto sui problemi dei servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio.

I SINDACATI Cisl, Cgil e Uil, per una volta tutti dalla stessa parte, ieri a Sanluri, nei locali de Montegranatico, hanno ancora un volta lamentato ritardi e negligenze. «Non possiamo più tollerare», ha detto Efisio Lasio della Cgil, «le chiacchiere. Di parole ne abbiamo spese tante. È l’ora dei fatti». Edoardo Bizzarro della Cisl ha aggiunto: «Le iniziative sono programmate. Il guaio è che restano imprigionate nelle buone intenzioni. Pensiamo all’ospedale di San Gavino, alla struttura “Maria Assunta” di Guspini, alla Casa della salute di Arbus, di Serramanna, di Tuili, di Lunamatrona, al centro di riabilitazione cardiologica di Villamar. Vivono sulla carta. Punto e basta».

IL PIANO Stessa sorte per i Plus (Piani locali dei servizi alle persone) e per tutte quei servizi che dovrebbero essere gestiti in forma associata. «Una serie di prestazioni», ha proseguito Bizzarro, «che faticano a sottrarsi alle logiche di campanile. Un esempio per tutti: si pretende una comunità alloggio per Ciascuno dei 28 paesi».

IL MANAGER Diagnosticati i mali, sono state individuate le cure. La prima è quella proposta dal direttore della Asl 6, Salvatore Piu: «Occorre sanare il buco nel bilancio della Azienda di 20 milioni di euro. Lo faremo senza ridurre i servizi. Iniziando a recuperare 35 milioni di euro spesi per il rimborso delle prestazioni sanitarie erogate da strutture ospedaliere di altre Province, poi riportando a San Gavino i 400 parti persi, infine con il nuovo servizio di risonanza magnetica che partirà a gennaio 2012».

I TAGLI Dito puntato sui tagli, con qualche eccezione. «Non sono contrario alle sforbiciate», ha sottolineato il sindaco di Villamar, Pier Sandro Scano. «È inutile negarlo, sprechi ce ne sono. Ad ogni livello. Dobbiamo convincerci che le risorse vanno alle priorità. Si potrebbe ridurre questo proliferare di osservatori. Ne abbiamo troppi. Non possiamo ignorare la messa in sicurezza di un fiume. Con quel che avanza, ammesso che ce ne sia, si può pensare ad altro».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda del 18/11/2011

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Nasce il 118 per gli animali

Scritto da Redazione il 7 novembre 2011

Il servizio funzionerà 24 ore su 24, intesa tra Asl 6 e veterinari
Corso per 30 volontari, la sede vicino alla fonderia

Nasce il 118 per gli animali

Nasce il 118 per gli animali

Un pronto intervento per gli animali in difficoltà, un 118 a quattro zampe. È questa l’idea della sezione del Medio Campidano dell’associazione nazionale Protezione Animali Natura Ambiente (Anpana) che ha il proprio quartier generale a San Gavino. «Saremo un punto di riferimento», spiega il presidente della sezione, Gianni Palombo, «per tutti gli animali che possono essere aiutati: non solo cani, ma anche gatti, maiali, pecore, cavalli. Siamo circa 30 volontari ed abbiamo fatto il corso per guardie zoofile con la forestale, ora dobbiamo fare altri corsi di formazione con la Asl 6».

L’IDEA L’idea è quella di un 118 veterinario a cui tutti i cittadini possono rivolgersi anche in caso di ritrovamenti di animali feriti o comunque in difficoltà. La sede sarà a poche centinaia di metri dalla fonderia in un’area verde di 19 ettari affidata dal Comune all’associazione Anpana: «C’è già una casa dove devono essere fatti alcuni lavori di ristrutturazione: ci sarà un locale adibito al primo soccorso. Così gli animali potranno trovare le cure adeguate e un posto dove poter guarire. Il servizio funzionerà 24 ore su 24 e sarà fatto in stretta collaborazione con la Asl 6 e con i veterinari locali. Abbiamo già l’apporto di una veterinaria di Villacidro. Inoltre come mezzo di intervento chiederemo alla Asl o ad altre associazioni qualche ambulanza dismessa ma che sia comunque in buone condizioni oppure qualche mezzo non più utilizzato dall’esercito».

IL SERVIZIO L’attivazione del servizio, che coprirà tutti i 28 paesi del Medio Campidano, avrà benefici indiretti anche per l’uomo perché evitare la morte degli animali o il peggioramento delle loro condizioni di salute permette di scongiurare il pericolo di epidemie o infezioni batteriche.
Intanto l’Anpana che in Sardegna può contare su un esercito di 300 volontari intende potenziare la propria opera in questo ambito. «L’idea», spiega l’ispettore regionale Raffaele Manfredi, «è quella di estendere l’ambulanza veterinaria a tutta la Sardegna: Il problema potrebbero essere i costi per reperire gli automezzi. A Nuoro un gruppo di volontari dell’Anpana cercano di risolvere i problemi degli animali feriti. Il personale che opera deve essere formato con adeguati corsi. Tra la provincia di Cagliari, Medio Campidano e Sulcis ci sono già otto persone formate come guardia particolare zoofila come prevede la legge nazionale 189 del 2004 sulla tutela e protezione degli animali».

L’ANPANA Così il servizio di emergenza per gli amici a quattro zampe permetterà di salvare la vita degli animali feriti. L’Anpana del Medio Campidano non appena partirà il servizio pubblicizzerà anche il recapito telefonico al quale rivolgersi per gravi situazioni di emergenza sanitaria degli animali e non è raro trovare anche un gatto o un cane feriti.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 07/11/2011

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L’ex fonderia ai raggi x

Scritto da Redazione il 22 ottobre 2011

Accordo Comune-Igea per un’indagine nell’area industriale. Studio sul rapporto tra inquinamento e malattie.
L’investimento di 700 mila euro permetterà di eseguire un’indagine ambientale nell’area intorno al sito industriale dell’ex fonderia su un raggio di circa due chilometri.

L'ex fonderia ai raggi x

L'ex fonderia ai raggi x

Dopo anni d’attesa, San Gavino sarà al centro di particolari studi geologici per accertare la pericolosità di un’area considerata da tempo altamente tossica. Il Comune e Igea, la società che si occupa d’interventi geoambientali, stanno per stringere un importante accordo per cercar di far luce sui numerosi casi di gravi malattie tumorali e neurologiche degenerative incentrate sul territorio. Sotto accusa il gigantesco polo chimico dell’ex fonderia e tutta l’area circostante.

COLLABORAZIONE Grazie alla collaborazione col Comune, l’Igea avrà l’incarico di effettuare investigazioni sul territorio interessato per capire se esistono elementi inquinanti in quell’area sospetta. «Il nostro compito», puntualizza il direttore minerario dell’Igea, Bruno Cocco, «è di effettuare il piano della caratterizzazione: un intervento propedeutico prima di qualsiasi messa in sicurezza, se necessaria». L’investimento di settecentomila euro permetterà di eseguire una meticolosa indagine ambientale nell’area intorno all’ex sito industriale dell’ex fonderia su un raggio di circa due chilometri».

L’INTERVENTO «L’intervento prevede l’estrazione di campionamenti di terreno che saranno analizzati in laboratori altamente specializzati per verificare il grado d’inquinamento ambientale da metalli pesanti che risiedono nella zona. Quando sapremo se il terreno e le falde sono inquinati, sarà possibile capire che tipo di bonifica si dovrà eseguire», spiega il sindaco Gianni Cruccu.

LO STUDIO Un recente studio americano ha dimostrato che vi è un’incidenza, non riconosciuta in precedenza, dell’inquinamento ambientale su alcune malattie degenerative riscontrate nella popolazione sarda incentrata nel Medio Campidano e, in particolare, a San Gavino. Le analisi effettuate hanno riscontrato la presenza di metalli pesanti nelle urine dei malati di Sla che a San Gavino colpisce più che altrove.

APPELLI Da anni amministratori, associazioni e singoli cittadini hanno lanciato accorati appelli affinché si avviassero indagini nell’area dell’ex fonderia. Coincidenze e dubbi hanno spinto a cercare spiegazioni e a far chiarezza su un problema che ha colpito tanti abitanti del paese, mietendo numerose vittime. Il dubbio è che ci sia un collegamento diretto tra l’inquinamento ambientale da metalli pesanti emessi dall’ex fonderia, rimasta attiva per più di sessant’anni, e l’alta incidenza di pazienti colpiti da gravi malattie tumorali, da sclerosi multipla e, in particolare da Sla, sclerosi amiotrofica laterale, il cui paese ha registrato un alto numero di casi anche all’interno dello stesso nucleo familiare. Tante analogie, troppi decessi ma finora nessuna risposta certa.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Sabato 22 ottobre 2011

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Appello del comitato per il nuovo ospedale

Scritto da Redazione il 12 ottobre 2011
Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Prosegue la mobilitazione a sostegno della nascita del nuovo ospedale di San Gavino. Il comitato, che ha raccolto oltre seimila firme per la nascita del nuovo centro, chiede che alle parole seguano fatti concreti: «Istituzioni e partiti politici – spiegano i componenti del comitato – riconoscono la necessità del nuovo ospedale e hanno espresso solidarietà ed impegno affinché l’opera venga realizzata. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione alquanto scivolosa. Non appena l’obiettivo sembra a portata di mano, sorgono sempre impedimenti: qualche carta non è al suo posto, bisogna ricominciare tutto. Ma cosa ostacola realmente la costruzione del nuovo ospedale del Medio Campidano?».

Così riprende la lotta per un’opera indispensabile per la sanità del territorio. Ora spetterà al nuovo assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, fare il punto della situazione e fare chiarezza sulla disponibilità dei fondi per la costruzione della nuova opera, il cui costo previsto è di circa 76 milioni di euro. (g.pit.)

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 12 ottobre 2011

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Parcheggi e disabili: via crucis

Scritto da Redazione il 1 ottobre 2011
Parcheggi e disabili: via crucis

Parcheggi e disabili: via crucis

È diventata una via crucis per Antonella Zaccheddu la richiesta di un tesserino per un parcheggio provvisorio riservato agli invalidi. «Sono stata operata per una frattura al piede - racconta – l’8 settembre e ho fatto la richiesta al Comune di San Gavino per un posteggio provvisorio dal momento che non posso camminare. I vigili mi hanno risposto che non me lo possono dare senza essere sottoposta alla visita della commissione medico-legale della Asl 6, anche se ho presentato il foglio rilasciato dall’ospedale ed ho la legge 104 con una invalidità riconosciuta al 75 per cento. Il problema è che la commissione non si riunisce di frequente ed alla Asl mi hanno detto che il permesso lo deve rilasciare il Comune».

Insomma Antonella Zaccheddu combatte una battaglia contro un’assurda burocrazia: «Mi sono rivolta – prosegue Antonella – anche ai carabinieri che mi hanno reindirizzato ai vigili. Mi chiedo solo perché non si vuol riconoscere un diritto. Ora ho intenzione di rivolgermi al tribunale per i diritti del malato». Ma non è questa l’unica sventura per Antonella Zaccheddu, il cui intervento chirurgico in ospedale a San Gavino era saltato all’ultimo momento per uno sciopero del radiologo: «Eppure digiunavo dalla sera prima e la mattina mi era stata fatta la flebo e messo il camice per andare in sala».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Sabato 01 ottobre 2011

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Assolta per il bebé malato

Scritto da Redazione il 29 settembre 2011

La nascita in ospedale di una bambina malformata: il processo. Ostetrica innocente, inquisiti ginecologa e pediatra

Assolta per il bebé malato

Assolta per il bebé malato

Se la bambina combatte dalla nascita con un deficit motorio al braccio destro la colpa non è dell’ostetrica dell’ospedale di San Gavino che ha disposto il ricovero della mamma. Semmai la responsabilità è da attribuire alla ginecologa, all’ostetrica e alla pediatra che hanno seguito il parto e che, misteri della giustizia, erano già finite sotto inchiesta e prosciolte.
Ecco perché la sentenza di ieri mattina lascia l’amaro in bocca ai genitori della piccola che si erano costituiti parte civile con l’avvocato Herika Dessì. In sostanza: una perizia attribuiva la responsabilità all’ostetrica Roberta Pau che non aveva indicato nella cartella clinica le difficoltà della paziente durante il primo parto e scagionava chi materialmente aveva assistito la donna in sala parto.

DUE MESI La sentenza che ieri ha concluso il processo col rito abbreviato, rimette invece tutto in discussione: nel disattendere le richieste del pm Guido Pani che aveva sollecitato due mesi per lesioni colpose, il gup di Cagliari Alessandro Castello ha assolto la Pau (difesa dagli avvocati Aldo Luchi e Riccardo Fiorelli). Non solo: a sorpresa ha restituito gli atti alla Procura affinché proceda contro la ginecologa Gabriella Serreli, la pediatra Eurilla Sequi e l’ostetrica Emanuela Vacca.
I fatti risalgono al 16 ottobre 2007: una donna ha partorito la sua secondogenita che ha accusato subito un grave problema alla spalla a causa delle difficoltà del parto. La donna aveva segnalato che in occasione della nascita del primo figlio c’erano stati problemi eppure è stata mandata in sala travaglio per un parto spontaneo invece che col cesareo.

LA DIFESA Nella cartella clinica non sono state riportate indicazioni sulle difficoltà legate al primo parto: per la difesa della Pau è stata la paziente a non dire nulla. Secondo l’accusa, invece, la partoriente ha raccontato tutto ma le sue parole sono cadute nel vuoto.

Fonte: Unione Sarda, Giovedì 29 settembre 2011

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