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Assolta per il bebé malato

Scritto da Redazione il 29 settembre 2011

La nascita in ospedale di una bambina malformata: il processo. Ostetrica innocente, inquisiti ginecologa e pediatra

Assolta per il bebé malato

Assolta per il bebé malato

Se la bambina combatte dalla nascita con un deficit motorio al braccio destro la colpa non è dell’ostetrica dell’ospedale di San Gavino che ha disposto il ricovero della mamma. Semmai la responsabilità è da attribuire alla ginecologa, all’ostetrica e alla pediatra che hanno seguito il parto e che, misteri della giustizia, erano già finite sotto inchiesta e prosciolte.
Ecco perché la sentenza di ieri mattina lascia l’amaro in bocca ai genitori della piccola che si erano costituiti parte civile con l’avvocato Herika Dessì. In sostanza: una perizia attribuiva la responsabilità all’ostetrica Roberta Pau che non aveva indicato nella cartella clinica le difficoltà della paziente durante il primo parto e scagionava chi materialmente aveva assistito la donna in sala parto.

DUE MESI La sentenza che ieri ha concluso il processo col rito abbreviato, rimette invece tutto in discussione: nel disattendere le richieste del pm Guido Pani che aveva sollecitato due mesi per lesioni colpose, il gup di Cagliari Alessandro Castello ha assolto la Pau (difesa dagli avvocati Aldo Luchi e Riccardo Fiorelli). Non solo: a sorpresa ha restituito gli atti alla Procura affinché proceda contro la ginecologa Gabriella Serreli, la pediatra Eurilla Sequi e l’ostetrica Emanuela Vacca.
I fatti risalgono al 16 ottobre 2007: una donna ha partorito la sua secondogenita che ha accusato subito un grave problema alla spalla a causa delle difficoltà del parto. La donna aveva segnalato che in occasione della nascita del primo figlio c’erano stati problemi eppure è stata mandata in sala travaglio per un parto spontaneo invece che col cesareo.

LA DIFESA Nella cartella clinica non sono state riportate indicazioni sulle difficoltà legate al primo parto: per la difesa della Pau è stata la paziente a non dire nulla. Secondo l’accusa, invece, la partoriente ha raccontato tutto ma le sue parole sono cadute nel vuoto.

Fonte: Unione Sarda, Giovedì 29 settembre 2011

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Interrogazione ASL 6 Notizie

Scritto da Redazione il 23 settembre 2011

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 677/A

INTERROGAZIONE AGUS, con richiesta di risposta scritta, sulla nascita di un giornale dell’Azienda sanitaria n. 6 di Sanluri.

***************

Il sottoscritto,

premesso che dagli organi di stampa emerge la notizia della nascita di un giornale dell’Azienda sanitaria locale n. 6 e che risulterebbe immediatamente ritirato;

considerato che un organo di informazione è sempre un importante contributo alla conoscenza e sul settore sanitario non è mai abbastanza, visto l’ampio coinvolgimento dell’opinione pubblica nei servizi erogati dall’azienda sanitaria locale;

ritenuto che la notizia sia meritevole di approfondimento, non fosse altro perché dalle notizie emerse risulterebbe un organo di comunicazione unilaterale che naturalmente si aggiungerebbe al sito ufficiale dove normalmente vengono comunicate le attività ed i servizi dell’azienda sanitaria, mentre non si ha notizie dei perché si sia proceduto all’immediato ritiro;

auspicato che la decisione sia maturata con l’intento di informare in maniera più capillare i cittadini utenti, considerato che il sito istituzionale non consente alla generalità dei cittadini utenti di accedervi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, per conoscere:
1) le ragioni che hanno indotto al repentino ritiro del primo numero;
2) le ragioni che hanno indotto la direzione della ASL n. 6, all’utilizzo della carta stampata per l’ulteriore informazione istituzionale;
3) se sia consentito ai cittadino utente di intervenire sulle comunicazioni, con repliche o segnalazioni;
4) quale sia la tiratura prevista e quali le modalità distributive;
5) a quanto ammonti l’impegno finanziario, e chi sia l’assegnatario.

Cagliari, 14 settembre 2011

ASL 6 Notizie

ASL 6 Notizie

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Katiuscia Ariu, malata di Sla e partita in Thailandia per sottoporsi a un cura con le cellule staminali vietate in Italia, sta decisamente meglio. Il medico del 118 Corrado Casula e l’infermiere Paolo Virdis, volontari, l’hanno assistita nel viaggio di ritorno.

Katiuscia torna a Mogoro col sorriso dopo la cura in Thailandia contro la Sla

Katiuscia torna a Mogoro col sorriso dopo la cura in Thailandia contro la Sla

«Katiuscia sta decisamente meglio: ha cominciato a muovere le braccia e la bocca e questo ci fa ben sperare». Al rientro dopo oltre due mesi trascorsi a Bangkok, Massimo Cuccu è ottimista: è convinto che la terapia somministrata alla moglie Katiuscia Ariu, 35 anni malata di Sla, consentirà alla giovane donna di stare ancora meglio. Katiuscia, il marito e il fratello Gianluca, con l’assistenza del medico del 118 Corrado Casula e dell’infermiere Paolo Virdis, sono tornati ieri intorno alle 13.30 all’ospedale San Martino.

IL VIAGGIO Lo scorso aprile la coppia di Mogoro aveva deciso di tentare questa speciale cura con le cellule staminali per combattere la malattia che da qualche mese aveva colpito Katiuscia. «Abbiamo parlato con alcune persone che hanno già fatto questa cura in Thailandia con risultati positivi. Ci ha motivato a seguire la loro esperienza», aveva raccontato Massimo Cuccu. Gli ostacoli erano legati alle spese: erano necessari 45 mila euro che nel giro di un paio di mesi sono stati raccolti grazie alla solidarietà di tanti.

Fonte: Unione Sarda online di Giovedì 08 settembre 2011

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Sla, scovato il meccanismo molecolare che la causa

Scritto da Redazione il 23 agosto 2011
Sla, scovato il meccanismo  molecolare che la causa

Sla, scovato il meccanismo molecolare che la causa

Identificato il processo alla base della sclerosi laterale amiotrofica (Sla): secondo uno studio pubblicato da Nature all’origine di qualsiasi forma di questa malattia – che sia familiare, sporadica o associata alla demenza – c’è il mancato funzionamento del sistema cellulare di «riciclaggio» delle proteine nel midollo spinale e nel cervello, un meccanismo che, nelle cellule sane, permette di «rimpiazzare» le proteine danneggiate.

Secondo i ricercatori della Feinberg School of Medicine della Northwestern University (Chicago, Stati Uniti) è la mancata attività della proteina ubiquilina 2 a non garantire il funzionamento del sistema di riciclaggio. La principale conseguenza è l’accumulo delle proteine danneggiate e della ubiquilina 2 in vere e proprie «matasse» che causano la degenerazione dei neuroni.

Secondo Teepu Siddique, supervisore dello studio, “questi risultati aprono un nuovo scenario nella ricerca di trattamento efficace per la Sla. Ora sarà possibile testare nuovi farmaci che, regolando questo sistema o ottimizzandolo, facciano funzionare il tutto nel modo corretto”. E non si escludono risvolti positivi anche nella cura di altre patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson, in cui la rimozione delle proteine danneggiate è essenziale per il corretto funzionamento dei neuroni.

Fonte: Silvia Soligon, Salute24 del 23/08/2011

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Nuovo ospedale, pressing sulla Regione

Scritto da Redazione il 1 agosto 2011
Ospedale di San Gavino

Ospedale di San Gavino

Prosegue la mobilitazione per chiedere la realizzazione del nuovo ospedale. Di recente sindaci, amministratori provinciali, sindacati (Edoardo Bizzarro per la Cisl e Caterina Cocco per la Cgil), il manager della Asl 6 Salvatore Piu, i primari dei reparti si sono ritrovati nel vecchio nosocomio di San Gavino per fare il punto della situazione. «Vogliamo tenere alta l’attenzione – rimarca l’assessore provinciale alla sanità Nicola Garau – sul nuovo ospedale e nello stesso tempo conoscere meglio le criticità di quello attuale: mancano i posti letto come nel caso della rianimazione dove ce ne sono solo 4 mentre ne servirebbero almeno 6. È un ospedale efficiente anche se angusto e non all’altezza dei fabbisogni del territorio: le camere sono da 4 posti con i bagni nel corridoio».

Intanto nell’ospedale esistente si cerca di gestire al meglio gli spazi: la sala riunione dei medici del terzo piano sarà utilizzata per attività di oncologia mentre sono ripresi i lavori sugli impianti elettrici e per mettere a norma gli ascensori. Insomma il nuovo ospedale è un’opera irrinunciabile per tutti

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 01 agosto 2011

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Test dell’udito per i neonati

Scritto da Redazione il 14 luglio 2011
Test dell'udito per i neonati

Test dell'udito per i neonati

Attivato nell’ospedale di San Gavino lo screening uditivo neonatale. Dal 20 giugno l’Unità Operativa di Nido e Neonatologia, diretta da Roberto Antonucci, ha attivato un programma gratuito di screening uditivo per tutti i nuovi nati nel presidio ospedaliero di Nostra Signora di Bonaria. È disponibile un test rapido e non invasivo, basato sullo studio delle emissioni otoacustiche. La strumentazione è di piccole dimensioni ed è costituita da una sorta di micro computer al quale è collegato un sondino che viene posizionato nel condotto uditivo esterno del neonato. Lo strumento genera piccoli suoni ai quali l’orecchio del neonato risponderà con la formazione di un’eco. Nell’orecchio con ipoacusia le emissioni otoacustiche risultano assenti. Con il test, un deficit uditivo può essere accertato dai primi giorni di vita.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Giovedì 14 luglio 2011

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L’ospedale? Vecchio e inadeguato

Scritto da Redazione il 1 luglio 2011

«Il nuovo ospedale di San Gavino si farà». Lo sostiene il manager dell’Asl 6 mentre monta la protesta contro il rischio che la Regione neghi i finanziamenti.
Il manager dell’Asl 6: a San Gavino cantiere entro un anno. La donna morta in sala parto: fiducia nei medici e nel lavoro della magistratura.

Il manager dell'Asl 6 Salvatore Piu

Il manager dell'Asl 6 Salvatore Piu

Al secondo piano della direzione generale, protetto da uno scudo di aria fresca, il manager dell’Asl 6 Salvatore Piu va dritto al punto: «L’ospedale di San Gavino ha un mucchio di problemi. Di vecchiaia, strutturali, logistici, tecnici, tecnologici. Tutto è obsoleto. Stiamo intervenendo per settori: ci siamo già occupati dell’impianto elettrico, ora stiamo adeguando gli ascensori. Poi faremo qualcosa per cardiologia, rianimazione. Metteremo le mani solo per sopravvivere altri tre-quattro anni, non di più. Ho bloccato il progetto per il nuovo pronto soccorso perché spero che sia costruito l’intero ospedale. Siamo in corsa e continuiamo ad andare avanti».

LA PROTESTA Fin qui le speranze. Perché la realtà rischia di essere più complicata. Politici e sindacati, cittadini e associazioni sono sul piede di guerra: temono che i finanziamenti regionali per San Gavino siano stati dirottati verso altre destinazioni. Riunioni su riunioni non sono riuscite a cancellare il sospetto. «Mi risulta che i soldi ci siano, entro dodici mesi formalizzerò gli espropri», promette il manager, «i fondi erano previsti in una delibera del febbraio 2011, che però prevedeva l’inserimento dell’ospedale nel piano sanitario regionale. Quel documento però ancora non è stato discusso dal Consiglio regionale. Dico di più: il primo lotto funzionale potrebbe essere pronto nel 2013. È l’obiettivo che mi è stato dato dal presidente della Regione e dall’assessore alla Sanità. La prima verifica del mio operato sarà tra 15 mesi, se non avrò aperto il cantiere non sarò riconfermato al vertice dell’Asl».

MORTE IN SALA PARTO «Ho disposto subito un’inchiesta interna. La nostra voglia di verità è uguale a quella della famiglia», dice Salvatore Piu, «soprattutto per la signora che aveva trentaquattro anni, per il marito e la figlia che hanno diritto di sapere cos’è accaduto. Detto questo, sono assolutamente fiducioso in un chirurgo che ha oltre mille parti in carriera». Non crede che la somma dei problemi stia creando una fama sinistra all’ospedale? «Ho passato venticinque anni della mia vita a difendere l’ospedale di Muravera, che considero un avamposto dello Stato. A San Gavino, rispetto a Muravera, ci sono anche i numeri che giustificano l’attività che svolge, l’ospedale ha fidelizzato i cittadini». Alcuni reparti hanno una fama sinistra o no? «Non parlerei di fama sinistra. Prendiamo il pronto soccorso. È ospitato in locali disastrosi e lavora con un organico ridotto all’osso, un primario e cinque medici. In queste condizioni dovremmo fare un monumento a chi tutti i giorni fa ben oltre ciò che è previsto dai contratti di lavoro».

Fonte: Paolo Paolini, Unione Sarda del 1/07/2011

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