Centro Commerciale Naturale

Il Centro Commerciale Naturale di San Gavino Monreale

Aperture Domenicali – Lettera ai soci

Posted by admin Posted on lug - 04 - 2011

Lettera di Luisa Casu ai soci del Centro Commerciale Naturale di San Gavino


Ciao a tutti,
l’articolo in allegato è dedicato al nostro sindaco e a coloro che lo assecondano nel suo atteggiamento accondiscendente nei confronti di chi fa la voce più grossa.

PDF - AGORA’ di Giorgio Todde

Altra è la risposta che ci si sarebbe aspettata (durante il convegno DOHA del 25 giugno 2011, ndr), un segnale politico preciso in difesa dell’economia locale e dei suoi operatori e dunque, in ultima analisi, dell’interesse di tutti i cittadini sangavinesi.
Vergognosamente deludenti invece, a mio avviso, le motivazioni addotte durante il convegno di sabato scorso 25 giugno dai due Assessori Deidda e Uda (che comunque ci hanno “messo la faccia”, come si dice, assente il Sindaco) per la reiterazione di un’ordinanza pilatesca che la dice lunga sul tipo di visione che caratterizza scelte di questa natura, e che in realtà equivale a un’assenza di progetto riguardo a uno sviluppo possibile, intendo possibilmente equilibrato e duraturo (oggi si usa molto la parola “sostenibile”), da parte dell’Amministrazione per la nostra comunità.

A meno che non si voglia ritenere risposta la considerazione che sia inutile cercare di contrastare o fare concorrenza alla Grande Distribuzione (rigorosamente, anzi deferentemente maiuscola), il problema è la mancanza di lavoro e di conseguenti soldi da spendere.

Oppure l’ennesima promessa e assicurazione di massimo impegno per le futuribili e grandiose opere che l’Amministrazione intenderebbe realizzare. Tutto compatibilmente con il Patto di stabilità, è ovvio, che fa il paio, aggiungo io, con gli esiziali effetti che avranno i tagli disposti con l’ultima, recentissima manovra finanziaria, un miliardo di euro solo per la nostra regione nei prossimi 2 anni.
Argomenti pesanti, sempre utili alla bisogna quando ci si deve trarre d’impaccio.

Peccato solo che tutto ciò avvenga in una regione che ha rinunciato a esigere quanto le spetta in materia di compartecipazione alle entrate, che si è vista scippare i fondi FAS, al contrario di quanto hanno fatto le altre regioni, che non sa spendere le ingenti risorse dei fondi europei, poi disimpegnate per mancata presentazione dei progetti finalizzati al loro utilizzo. Nel 2010 solo lo 0,41% di risorse è stato effettivamente impegnato, nel 2011 rischiamo di perdere 500 milioni di euro nonostante la proroga concessa. I signori sindaci con relativi assessori non farebbero meglio ad assediare il palazzo della Regione per dare la sveglia a una giunta e a un presidente incapaci di affrontare, se non a colpi di spot pubblicitari, le drammatiche emergenze che stanno mettendo in ginocchio la nostra isola e scandalosamente sottomessi di fronte alle continue umiliazioni imposte da Roma?

L’Assessore, nonché vice sindaco Deidda ha considerato invece una sorta di trappola l’aver tirato in ballo l’argomento “ordinanza”, ma di che si doveva parlare in un convegno dedicato soprattutto alla realtà del nostro ambito lavorativo e ai suoi problemi? Forse ricambiare i complimenti che l’Assessore al Commercio ha rivolto a chi ci rappresenta come Associazione, indicandola come modello per i sangavinesi? Siamo contenti per lei, ma il ruolo di un amministratore non è quello di vellicare altrui vanità, per compensare forse le bastonate date sul versante opposto, ma di dare risposte, ricercare e progettare soluzioni ai problemi che si pongono, anche con la collaborazione dei cittadini singoli o associati, e lavorare per realizzarle.

Questa poteva essere un’occasione di confronto, e forse ci si dovrebbe interrogare sui perché di una partecipazione così scarsa: tutti smemorati? Periodo infelice? Improbabili scuse, sufficienti però a farti rimanere a casa o fare altro quando hai la sensazione che lo sforzo di partecipare possa concorrere solo all’effetto di una platea piena che assista a una commedia già scritta.
Sarà anche vero che, come ha detto la nostra Presidente, molti di noi (mi ci metto anch’io per motivi anagrafici) sono un po’ stanchi dopo anni di attività lavorativa e di impegno, per chi li ha avviati e fatti crescere, nella nostra associazione prima e nel CCN poi, ed è giusto che siano i giovani a continuare il lavoro con idee nuove e più entusiasmo. Non vorrei però che gli stessi fossero mandati virtualmente in pensione prima del tempo, a meno che non sia una libera scelta degli interessati.
Perché saremo anche stanchi, forse, imbecilli sicuramente no.

Luisa Casu

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