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	<title>San Gavino Monreale . Net</title>
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	<description>Il sito di tutti i Sangavinesi</description>
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		<title>L&#8217;Asl cerca un medico di famiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bando pubblico è ormai necessario dopo i tre recenti pensionamenti. Si avvia a soluzione il problema dell&#8217;assistenza di base dopo le paure degli abitanti. Ancora un pensionamento tra i medici di famiglia a San Gavino. Questa volta a terminare la propria attività lavorativa il 31 maggio sarà il dottor Giorgio Casula. Si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il bando pubblico è ormai necessario dopo i tre recenti pensionamenti. Si avvia a soluzione il problema dell&#8217;assistenza di base dopo le paure degli abitanti.</strong></p>
<div id="attachment_8620" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino19.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino19-150x150.jpg" alt="L&#039;Asl cerca un medico di famiglia" title="L&#039;Asl cerca un medico di famiglia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8620 colorbox-8619" /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;Asl cerca un medico di famiglia</p></div>
<p>Ancora un pensionamento tra i medici di famiglia a San Gavino. Questa volta a terminare la propria attività lavorativa il 31 maggio sarà il dottor <strong>Giorgio Casula</strong>. Si tratta di un pensionamento che fa seguito a quello avvenuto il 14 aprile di <strong>Giuseppe Casula</strong> ed ad altri due che risalgono rispettivamente un anno e tre anni fa. Il problema ad oggi è la mancata sostituzione di tutti questi medici. I sangavinesi sono preoccupati ma ora la Asl 6 corre ai ripari. Così i pazienti del medico Giorgio Casula per non rimanere privi di assistenza potranno scegliere un nuovo medico.</p>
<p>Per fare questa nuova scelta dovranno indicare un nuovo specialista di famiglia tra quelli che hanno disponibilità di accogliere pazienti. Sarà possibile recarsi a San Gavino all&#8217;anagrafe degli assistiti del distretto che si trova al piano terra del poliambulatorio di via Nurazzeddu dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e il pomeriggio dalle 15 alle 18 il lunedì e il mercoledì.<strong> In ogni caso per informazioni è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13,30 al numero telefonico 070 93747508. </strong> È possibile chiedere un appuntamento negli uffici della Asl per evitare lunghe e noiose file dal momento che i pazienti del dottor Giorgio Casula sono quasi 1500. </p>
<p>Il sindaco Gianni Cruccu e l&#8217;assessore comunale ai Servizi sociali e alla Sanità Giancarlo Corda hanno di recente incontrato il direttore generale della Asl, Salvatore Piu, per chiedere una rapida sostituzione dei medici che sono andati in pensione. </p>
<p><strong>Da parte della Asl arrivano precise rassicurazioni</strong>: «<em>Nessun sangavinese</em> &#8211; rimarca Salvatore Piu &#8211; <em>rimarrà senza medico di famiglia. I dottori che abito in prossimità di San Gavino hanno titolo ad acquisire i pazienti aprendo l&#8217;ambulatorio nel paese. Il bando sarà predisposto non appena ci sarà questo nuovo pensionamento a fine maggio</em>». </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>La rabbia dei pensionati</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi corteo di protesta: affamati per colpa del Governo. La manifestazione è stata organizzata dai tre sindacati. I pensionati del Medio Campidano scendono in piazza. Domani sfileranno per le strade di San Gavino contro l&#8217;iniquità della politica economica e finanziaria del governo sulle pensioni, sulla fiscalità, sulla mancata separazione della previdenza dall&#8217;assistenza, sulla non autosufficienza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi corteo di protesta: affamati per colpa del Governo. La manifestazione è stata organizzata dai tre sindacati.</strong></p>
<p>I pensionati del Medio Campidano scendono in piazza. Domani sfileranno per le strade di <a href="http://www.sangavinomonreale.net">San Gavino</a> contro l&#8217;iniquità della politica economica e finanziaria del governo sulle pensioni, sulla fiscalità, sulla mancata separazione della previdenza dall&#8217;assistenza, sulla non autosufficienza, sulla famiglia, sui costi della politica, sul mancato sostegno allo sviluppo e al lavoro e ai bisogni prioritari del paese. <strong>L&#8217;appuntamento è alle 9,30 nel parcheggio di fronte all&#8217;ospedale. </strong></p>
<div id="attachment_8617" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino18.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino18-150x150.jpg" alt="La rabbia dei pensionati" title="La rabbia dei pensionati" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8617 colorbox-8616" /></a><p class="wp-caption-text">La rabbia dei pensionati</p></div>
<p>Alle 10 in corteo, i pensionati raggiungeranno la <strong>piazza Marconi</strong>. Sono in programma gli interventi del sindaco di San Gavino Gianni Cruccu, del segretario provinciale Uilp Uil Luigi Floris, il segretario territoriale della Cisl Edoardo Bizzarro e il segretario nazionale Spi Cgil Riccardo Terzi. «<em>La manifestazione del 18 maggio è la sintesi di tutte le assemblee che si sono svolte nel territorio. Oltre alla difesa del potere di tutte le pensioni, ci battiamo per il potenziamento e il mantenimento dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio</em>», afferma Paolo Melis della Fup Cisl. </p>
<p>Infatti i pensionati chiedono a viva voce la costruzione del <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/04/29/ospedale-espropri-nel-2012/" title="Ospedale, espropri nel 2012">nuovo ospedale di San Gavino</a>, la salvaguardia del Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini, l&#8217;apertura del Centro cardiologico di Villamar, la realizzazione dei centri della salute e delle case famiglia previste nel piano strategico dell&#8217;Asl 6. «<em>Ma anche l&#8217;abbattimento delle liste d&#8217;attesa e l&#8217;eliminazione dei ticket sulle viste specialistiche</em>», aggiunge Tore Malloci della Spi Cgil. «<em>E la definizione e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza sociale e sanitaria, a partire dal ripristino ed adeguamento delle risorse destinate alla non autosufficienza</em>», conclude Luigi Floris della Uilp Uil. </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda</p>
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		<title>VII rassegna dei Cori Di Maggio</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi presentiamo la locandina del concerto che il coro polifonico Sangavinese terrà (vista l&#8217;indisponibilità del teatro) nel saloncino di Santa Lucia il 26 Maggio 2012, assieme al coro di Santa Cecilia di Carbonia e al coro di voci bianche di Serrenti. Si tratta della VII rassegna dei Cori Di Maggio, presentato da Rosalba Sanna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi presentiamo la locandina del concerto che il <a href="http://www.sangavinomonreale.net/aziende/musica/coro-polifonico-sangavinese/">coro polifonico Sangavinese</a> terrà (vista l&#8217;indisponibilità del teatro) nel saloncino di Santa Lucia il <strong>26 Maggio 2012</strong>, assieme al coro di Santa Cecilia di Carbonia e al coro di voci bianche di Serrenti. Si tratta della VII rassegna dei Cori Di Maggio, presentato da Rosalba Sanna. </p>
<div id="attachment_8611" class="wp-caption aligncenter" style="width: 630px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/Manifesto-VII-cori-di-Maggio-2012.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/Manifesto-VII-cori-di-Maggio-2012-844x1024.jpg" alt="Manifesto VII cori di Maggio  2012" title="Manifesto VII cori di Maggio  2012" width="620" class="size-large wp-image-8611 colorbox-8610" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesto VII cori di Maggio  2012</p></div>
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		<title>Accesso agli atti comunali: risparmio o limite?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8605" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/28082009663.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/28082009663-150x150.jpg" alt="Il Municipio di San Gavino Monreale, teatro di aspre polemiche" title="Il Municipio di San Gavino Monreale, teatro di aspre polemiche" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8605 colorbox-8604" /></a><p class="wp-caption-text">Il Municipio di San Gavino Monreale, teatro di aspre polemiche</p></div>
<p>Nelle scorse settimane abbiamo letto con curiosità gli sviluppi della <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/04/22/il-sindaco-ostacola-i-consiglieri/">polemica</a>, portata avanti da alcuni consiglieri comunali sangavinesi, riguardo alla nuova <strong><a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/04/10/le-delibere-negli-orari-per-il-pubblico/">regolamentazione degli orari</a></strong> di ingresso negli uffici del municipio per i consiglieri comunali, comunicata dal sindaco Cruccu con una lettera a loro indirizzata. Secondo le nuove norme, i consiglieri potranno accedere agli uffici solo negli orari dedicati al pubblico, come i comuni cittadini, e in altri due giorni. </p>
<p>Da una parte troviamo i <strong>contrari </strong>ad un provvedimento che “pregiudica la possibilità di esercitare le funzioni legate al mandato” anche perché “<em>lo statuto del Comune del 2006 non prevede nessuna limitazione alle attività dei consiglieri comunali</em>”. Dall’altra i <strong>favorevoli </strong>ad un sistema che “<em>migliora la qualità del lavoro negli uffici</em>”, liberi degli oneri di assistenza ai consiglieri a tempo pieno, fermo restando che resta la libertà, mediante richiesta scritta, di avere appuntamenti in orari diversi da quelli stabiliti. Raccontata così, sembrerebbe che ci siano solo svantaggi in una scelta così impopolare. </p>
<p>Ma mettendo da parte le frasi forti e da <strong>campagna elettorale</strong> anticipata come “<em>democrazia limitata</em>”, analizziamo la questione con la dovuta onestà intellettuale. Se tutti gli atti vengono inviati via e-mail agli assessori e ai capigruppo in consiglio comunale, e se gli stessi vengono resi disponibili online sul <a href="http://www.comune.sangavinomonreale.vs.it/">sito internet del Comune</a>, si può davvero parlare di “<em>scelta antidemocratica</em>” o di ”limitazioni di libertà al mandato dei consiglieri”? </p>
<p><strong>C’è davvero la necessità di accedere senza limitazioni di orario agli uffici interni, impegnando gli impiegati, che potrebbero usare quel tempo per sbrigare altre pratiche utili alla cittadinanza? </strong>E se alla luce di questi dati non c’è un danno, impedimento o rallentamento al lavoro dei consiglieri, perché tutte queste polemiche per un provvedimento che porta risparmio per tutta la comunità? Addirittura sembra che sia stato inoltrato un ricorso al Prefetto e un altro all’Assessorato Regionale agli Enti Locali. La domanda sorge spontanea: chi pagherà i costi di tutti questi ricorsi?   </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Simone Usai, Comprendo</p>
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		<title>Pazienti ricoverati in corsia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Situazione esplosiva in Medicina: letti sistemati nei corridoi. I sindacati: i malati hanno una sanità di serie B. Corridoi affollati di letti dei pazienti. Uomini e donne messi quasi in fila separati in qualche caso solo da pochissimi metri. È questo quanto succede questi giorni nel reparto di Medicina, al terzo piano dell&#8217;ospedale di San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Situazione esplosiva in Medicina: letti sistemati nei corridoi. I sindacati: i malati hanno una sanità di serie B.</strong></p>
<div id="attachment_8601" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino17.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino17-150x150.jpg" alt="Pazienti ricoverati in corsia" title="Pazienti ricoverati in corsia" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8601 colorbox-8600" /></a><p class="wp-caption-text">Pazienti ricoverati in corsia</p></div>
<p>Corridoi affollati di letti dei pazienti. Uomini e donne messi quasi in fila separati in qualche caso solo da pochissimi metri. È questo quanto succede questi giorni nel reparto di Medicina, al terzo piano dell&#8217;ospedale di San Gavino. È una vera e propria emergenza e, oltre all&#8217;affollamento delle stanze (40 i posti letto in totale), lunedì pomeriggio c&#8217;erano nei corridoi del reparto tredici letti con i parenti dei pazienti costretti in spazi davvero angusti. </p>
<p><strong>LA SITUAZIONE</strong> Così questo reparto dell&#8217;ospedale non solo non ha un posto libero nelle stanze, ma scoppia con una situazione che si ripete spesso nel fine settimana e nei mesi estivi. Insomma per molti pazienti solo un letto nell&#8217;andito con poco rispetto della privacy e il bagno più vicino nel corridoio. Per medici e infermieri è una corsa continua da un paziente all&#8217;altro. La notte poi la situazione peggiora perché per i 40 pazienti delle diverse stanze e per i 12 restanti in corsia c&#8217;è solo un medico di guardia con al massimo due-tre infermieri e due-tre operatori socio-sanitari in servizio.</p>
<p><strong>IL MANAGER</strong> La situazione è critica, come conferma il direttore generale della Asl 6 Salvatore Piu: «<em>Nel nostro presidio ospedaliero mancano i posti letto per la lungodegenza perché la Medicina dovrebbe avere solo i ricoveri per i casi acuti. Bisogna ricoverare i pazienti della lungodegenza in strutture alternative e non in quel reparto, com&#8217;è stato stabilito anche dalla conferenza sanitaria dell&#8217;ottobre 2011 in un piano strategico triennale che è stato votato anche dai sindaci. La struttura di Guspini, ad esempio, ha 20 posti letto per questi casi. È importante avere un nuovo ospedale destinato alle esigenze del territorio. In più abbiamo un alto indice di inappropriatezza dei ricoveri mentre il territorio dovrebbe fare più da filtro. Il paziente che sta nell&#8217;andito del reparto ha diritto ad avere una stanza e il bagno</em>». </p>
<p><strong>I SINDACATI</strong> Denunciano che i cittadini del Medio Campidano hanno una sanità di serie B: «<em>Abbiamo bisogno di un nuovo ospedale</em> &#8211; evidenzia Edoardo Bizzarro, segretario provinciale della Cisl &#8211; <em>sulla vecchia struttura non si può intervenire. Dobbiamo garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini che invece sono costretti a spostarsi: è una situazione inammissibile e la carenza del personale non garantisce una prestazione efficace</em>». Sulla stessa linea Caterina Cocco, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica: «<em>Non si può lavorare in questo modo e la situazione è drammatica sia per i pazienti che per il personale dell&#8217;ospedale. Fino a venerdì ci saranno i lavoratori della casa di cura di Guspini che danno una mano da settembre. Il personale è andato in pensione senza essere sostituito</em>».</p>
<p>Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>«Troppe questue, così non va»</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comitati e singoli cittadini bussano continuamente nelle case creando tensioni. Maria Chiara Matzeu: più collaborazione per superare tante difficoltà. Tante feste con altrettante questue in tempi brevi e scoppia il caos. Così i sangavinesi vedono bussare alla propria porta i componenti di diversi comitati o di feste religiose o di raccolte fondi di associazioni o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comitati e singoli cittadini bussano continuamente nelle case creando tensioni. Maria Chiara Matzeu: più collaborazione per superare tante difficoltà. </strong></p>
<p>Tante feste con altrettante questue in tempi brevi e scoppia il caos. Così i sangavinesi vedono bussare alla propria porta i componenti di diversi comitati o di feste religiose o di raccolte fondi di associazioni o cittadini che chiedono un aiuto anche per curarsi. Succede a San Gavino dove nell&#8217;ultimo periodo si sono anche accavallate le diverse questue. </p>
<div id="attachment_8593" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino16.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino16-150x150.jpg" alt="Troppe questue" title="Troppe questue" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8593 colorbox-8592" /></a><p class="wp-caption-text">Troppe questue</p></div>
<p>Lo racconta Maria Chiara Matzeu, componente sia del comitato per i festeggiamenti di <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/04/29/san-gavino-martire/">San Gavino Martire</a> che di altre iniziative cui partecipa con entusiasmo: «<em>Come comitato di San Gavino, la cui festa cade la prima domenica di maggio, facciamo sempre la questua una volta che la parrocchia comunica alla curia che il comitato si è costituito ufficialmente. Quest&#8217;anno per una settimana circa ci siamo fermati e abbiamo ripreso subito dopo mentre il comitato di Sant&#8217;Antonio aveva già iniziato la questua. Una sera sono stata anche apostrofata da uno dei componenti del comitato. Sono convinta che sia sufficiente un po&#8217; di collaborazione e un aiuto nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Capita già tra il comitato di Santa Chiara e quello di Santa Lucia. Inoltre passare a fine mese non è opportuno perché in tanti aspettano le pensioni e magari hanno già dato qualcosa per altre manifestazioni. Ad esempio ad aprile c&#8217;è la contrada di primavera e il primo maggio la pedalata ecologica</em>». </p>
<p>Si può trovare un accordo anche per Antonio Bandino, presidente del comitato di <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2011/08/13/immagini-dalla-festa-di-santa-chiara/" title="Immagini dalla Festa di Santa Chiara">Santa Chiara</a>,: «<em>È una questione di buon senso a meno che uno non voglia fare il furbo. La festa della patrona cade il 12 agosto ed è ovvio che la questua deve essere conclusa prima per contattare gruppi musicali</em>».</p>
<p>La collaborazione è l&#8217;arma vincente anche per Antonino Caboni, componente storico del comitato di Sant&#8217;Antonio e del gruppo de <strong>Is arrustidoris</strong>: «<em>Anni fa ci siamo incrociati col comitato di Santa Rita per la questua, ma poi non è più successo. Sarebbe bello unificare i gruppi di ricerca e fare un unico gruppo di lavoro per tutte le feste così in pochi giorni si può fare la questua». Pertanto insieme si può lavorare meglio anche per Maria Chiara Matzeu: «Per la questua ci vogliono tempi tecnici, ma se il comitato ha 16-20 persone in 5 giorni si può girare tutto il paese</em>».</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>Intervista a Monsignor Giovanni Dettori</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi proponiamo in esclusiva la versione integrale dell&#8217;intervista a Monsignor Giovanni Dettori, Vescovo della Diocesi di Ales-Terralba dal 2 maggio 2004, pubblicata in versione ridotta su Comprendo 34 del 08/05/2012. Possiamo fare una chiacchierata? Volentieri. Spero si tratti di cose belle che aiutino chi si mette in ascolto. Parliamo di Imu. L’accusa che rivolgono alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8596" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/dettori.png"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/dettori-353x620.png" alt="Monsignor Giovanni Dettori" title="Monsignor Giovanni Dettori" width="150" class="size-medium wp-image-8596 colorbox-8595" /></a><p class="wp-caption-text">Monsignor Giovanni Dettori</p></div>
<p>Vi proponiamo in esclusiva la versione integrale dell&#8217;intervista a <strong>Monsignor Giovanni Dettori</strong>, Vescovo della Diocesi di Ales-Terralba dal 2 maggio 2004, pubblicata in versione ridotta su <a href="http://www.comprendo-online.it/2012/05/08/comprendo-numero-34/">Comprendo 34</a> del 08/05/2012. </p>
<p><strong>Possiamo fare una chiacchierata?</strong><br />
Volentieri. Spero si tratti di cose belle che aiutino chi si mette in ascolto.</p>
<p><strong>Parliamo di Imu. L’accusa che rivolgono alla Chiesa è di non volerla pagare,è vero?</strong><br />
L’accusa c’è, ma è totalmente infondata. Infatti la Chiesa desidera essere trattata come le altre istituzioni. Se la Chiesa, a livello sociale, svolge un’attività che viene riconosciuta benefica, se tratta di educazione, istruzione, formazione della persona, se ha una valenza di sostegno morale, sociale ed economico, non dovrebbe essere gravata di tasse. Invece, nella misura in cui svolge attività di lucro, è bene che paghi.</p>
<p><strong>A dirla tutta, neanche le sedi di partito, quelle dei sindacati e soprattutto le banche lo pagano, neanche su quelle abitazioni che hanno preso a quei poveri disgraziati a cui le hanno sequestrate e magari messe all’asta, lo sapeva?</strong><br />
Non credo sia utile paragonare la Chiesa alle banche! Esse lavorano sul guadagno e tutta la loro attività ha questo scopo. Mi sembra corretto che paghino. Se invece le sedi di partito o sindacali hanno un valore di aiuto alla società senza alcun interesse economico, dovrebbero essere esenti. Ma questo non spetta a me stabilirlo&#8230; La legge sull’Imu ha ancora bisogno di chiarimenti e di una indagine sulla realtà dei fatti.</p>
<p><strong>Il parroco di Villasanta, in Brianza, Don Ferdinando Mazzoleni, all&#8217;interno del suo editoriale sulla prima pagina del bollettino parrocchiale, ha scritto che le tasse introdotte dal governo Monti non andrebbero pagate. Piuttosto che dannarsi per la vita eterna togliendosi la vita, cosa ne pensa?</strong><br />
Ben a ragione Gesù, parlando delle tasse, ha fatto una distinzione netta: <em>“Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”</em>. Questo vale anche per noi. Il Governo dovrà ben determinare e chiarire quali sono le tipologie di beni su cui la Chiesa dovrà pagare: sulle stesse chiese, sugli Oratori, le case parrocchiali, le strutture pastorali per la catechesi, le sale della comunità, ecc&#8230;</p>
<p><strong>L’accusa mossa dal web in generale è quella di una Chiesa priva di moralità, mi spiego meglio: si continua a dare la comunione a Fini, Casini, Berlusconi nonostante sia risaputo che sono separati e a volte la si nega ai comuni mortali. Cosa risponde?</strong><br />
Mi sembra un’accusa molto generica, facendo di ogni erba un fascio! Ogni sacerdote, come ogni persona regola il suo modo di agire da quello che conosce. Infatti, anche tanti “comuni mortali” pur conviventi, sposati solo civilmente, con gravi situazioni morali, ecc&#8230; si accostano a “fare la comunione” senza che il sacerdote si rifiuti o faccia scandalo. Sarebbe un modo di svelare e dare in pasto al pubblico situazioni non del tutto conosciute. Per di più esiste la coscienza  e la responsabilità di ogni singola persona. Darei maggiore importanza all’impegno che il sacerdote e l’intera comunità si assumono nella partecipazione ai Sacramenti testimoniando nella vita ciò che credono. Chi fa il furbo e va contro il Vangelo non è mai stata, e non lo sarà mai, norma dell’agire della Chiesa. Non è compito della Chiesa accusare, ma invitare alla conversione e ad una vita coerente col Vangelo e con i doveri del proprio stato.</p>
<p><strong>Abbiamo parlato di problemi in generale… con l’Imu rischiano di chiudere oratori e le colonie al mare e in montagna?</strong><br />
Nel portare avanti le varie attività educative, certamente la Chiesa non fa commercio e non ci guadagna. Oratori, colonie, mense per i poveri, attività sportive, teatrali che hanno una grande valenza socio-educativa e culturale, di fatto impegnano incalcolabili risorse economiche  e umane, grazie anche ai tanti volontari che generosamente prestano gratuitamente la loro opera e la loro competenza educativa. Se tutte queste attività e i locali opportunamente utilizzati per questi scopi venissero gravati ulteriormente dalle tasse, si rischia certamente la chiusura. Il costo di tutte le attività educative non viene ricompensato. Grazie all’8%°  la Diocesi riesce a dare un aiuto, ma è sempre insufficiente. Mi auguro che le attività educative non vengano mai meno onde evitare che si riversino in una società già sofferente altre responsabilità e carenze. Oggi il problema educativo nella società è all’ultimo posto! Basterebbe fare un giro per le strade dei piccoli centri e, peggio ancora nelle città, per verificare il degrado sociale e morale in cui versano sopratutto i giovani.</p>
<p>A mio avviso, sarebbe molto meglio tassare pesantemente i vari luoghi di corruzione e di guadagni illeciti, i luoghi di diseducazione civile e morale. Per la società sarebbe un grande vantaggio la chiusura dei giochi promossi dallo stato che provocano lo sfascio delle famiglie . Non parliamo di emittenti televisive dove l’immoralità è di casa: inutilmente educhiamo ragazzi e giovani se poi, noi adulti, siamo i primi a promuovere una vita che porta la vera povertà di valori e lo sfascio di una economia basata sul consumismo sregolato.</p>
<p><strong>Parlando del nostro territorio siamo tra i più poveri d’Italia, tasso di disoccupazione altissimo, sindaci che francamente pensano più alla sedia piuttosto che ai propri amministrati cosa pensa accadrà?</strong></p>
<p>A dire il vero, conosco tanti Sindaci che sono realmente vicini alla gente e ai loro problemi. Prendono a cuore le situazioni reali della comunità civile: purtroppo il Goverso li ha esautorati, li ha privati di possibilità economiche per intervenire in un modo immediato e puntuale per dare lavoro. Il primo problema è la mancanza di lavoro.<br />
Chi non lavora deve ugualmente mangiare! Non basta che la Chiesa organizzi la mensa per i poveri. Occorre assolutamente proporre attività lavorative: il lavoro educa, la mancanza di lavoro provoca disagio sociale. Soltanto dopo aver proposto il lavoro possiamo affermare che “Chi non lavora non mangia”! Non meravigliamoci se aumenterà la mala vita, se si moltiplicheranno i furti: una persona disperata è capace di tutto! Oggi la Chiesa è costretta a ricorrere ad una assistenza che non risolve i problemi&#8230; ma di fronte a chi ha fame non può negare l’ “elemosina”, il pacco di viveri. La situazione è esplosiva. Soltanto dalle grandi tasse di chi ha molto, di chi ha troppo si potrà sperare in una ripresa economica.<br />
Mi permetto di fare un esempio “innocente”: con l’aumento della benzina tutto viene rincarato. Il ricco e il povero pagano allo stesso modo: non esiste la benzina dei poveri! Il povero operaio che deve macinare chilometri per andare al lavoro paga una grossa tassa non sul guadagno ma sul fatto che va a lavorare.</p>
<p><strong>Il governo Monti, nella sua politica di risparmio, pensa di tagliare l’ora di religione, i 25 mila insegnanti, di questi 14 mila sono di ruolo. Sarebbero un costo troppo alto per lo Stato, circa un milione di euro! Cosa risponde?</strong><br />
Se Monti volesse risparmiare&#8230; non si salva nessuno!  Poveri insegnanti di religione che vengono valorizzati soltanto  dai propri alunni! Se oltre il 90% sceglie l’insegnamento della religione va a loro vantaggio. Ma&#8230; se tutte le discipline venissero sottoposte ad una simile scelta da parte degli alunni, credo che tanti, tantissimi andrebbero a  casa. E allora non si salva nessuno. Ancora non mi è chiaro fino a che punto saranno tagliati i fondi destinati alla spesa pubblica, agli Onorevoli di ogni ordine e grado. Perchè non ridurre altre spese pubbliche veramente inutili? Ma non sono un politico e simili proposte non mi competono.</p>
<p>Sono certo che la Chiesa non cesserà il suo compito educativo e sopratutto il suo compito di evangelizzazione. Da parte nostra n on cesseremo di educare e di annunciare il Vangelo di Gesù Cristo anche a costo di andare incontro a tasse, tagli e soppressioni. Arrivasse anche la persecuzione cruenta (quella morale è già in atto), continueremo ad annunciare che Gesù Cristo è il vero Salvatore dell’uomo. Mi permetto di lasciare ad ognuno la libertà di credere che la salvezza possa arrivare da Monti!</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Fausto Orrù</p>
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		<title>Centro sportivo, Farci eletto nuovo presidente</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Centro Sportivo Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono 47 le società sportive con 3612 atleti tesserati. Sono questi i numeri del Centro Sportivo Italiano del Medio Campidano che ha il proprio quartier generale a San Gavino. I temi trattati nell&#8217;ultima assemblea: la promozione dello sport per tutti, la collaborazione con altri Enti e Federazioni sportive e l&#8217;attenzione all&#8217;importanza prioritaria della valenza educativa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8589" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino15.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino15-150x150.jpg" alt="Centro Sportivo Italiano" title="Centro Sportivo Italiano" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8589 colorbox-8587" /></a><p class="wp-caption-text">Centro Sportivo Italiano</p></div>
<p>Sono 47 le società sportive con 3612 atleti tesserati. Sono questi i numeri del <strong>Centro Sportivo Italiano</strong> del Medio Campidano che ha il proprio quartier generale a San Gavino. I temi trattati nell&#8217;ultima assemblea: la promozione dello sport per tutti, la collaborazione con altri Enti e Federazioni sportive e l&#8217;attenzione all&#8217;importanza prioritaria della valenza educativa. </p>
<p>L&#8217;assemblea, alla quale hanno partecipato 20 società sportive, è stata aperta dal presidente uscente Mauro Piras con la relazione sull&#8217;attività svolta nel quadriennio e la relazione del revisore unico Salvatore Tuveri. Dopo il dibattito, l&#8217;assemblea ha eletto i nuovi organismi associativi per il 2012-2016. <strong>Il nuovo presidente è Mario Farci</strong>. Il consiglio direttivo è composto da Elvio Carola, Claudia Concas, Stefania Erbì, Luca Fois, Matteo Melis, Flavio Mocci, Simona Muscas, Maria Giovanna Sanna, Mario Sardu, Felice Pinna, Mauro Piras e Antonello Podda mentre revisore unico è Salvatore Tuveri.</p>
<p>Il Consiglio ha poi eletto come vicepresidente Mauro Piras con delega all&#8217;amministrazione contabile, segretario Felice Pinna mentre Simona Muscas ha la delega alla formazione degli operatori. </p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>Sport, gli impianti cadono a pezzi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<description><![CDATA[Senza illuminazione e con mille problemi: le difficoltà delle 24 società cittadine. Torneo a rischio nei due campi del tennis club Monreale di via Dante. A San Gavino fare sport è quasi impossibile. Gli impianti sono in pessime condizioni e in alcuni casi rischiano di essere inutilizzabili. Un problema molto sentito dalle 24 società sportive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senza illuminazione e con mille problemi: le difficoltà delle 24 società cittadine. Torneo a rischio nei due campi del tennis club Monreale di via Dante.</strong></p>
<div id="attachment_8582" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino14.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2012/05/san_gavino14-150x150.jpg" alt="Palazzetto dello Sport" title="Palazzetto dello Sport" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-8582 colorbox-8581" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzetto dello Sport</p></div>
<p>A San Gavino fare sport è quasi impossibile. Gli impianti sono in pessime condizioni e in alcuni casi rischiano di essere inutilizzabili. Un problema molto sentito dalle <strong>24 società sportive</strong> cittadine perché, oltre al calcio, si pratica anche pallavolo, basket, nuoto, triathlon, tennis, danza, ciclismo, arti marziali e atletica. Il problema interessa soprattutto le società di calcio che hanno oltre 300 atleti tesserati nelle diverse categorie. I campi in terra battuta di fronte all&#8217;ospedale sono male illuminati e nella stagione invernale gli orari di utilizzo sono molto ristretti.</p>
<p>È conciato male anche il <strong>palazzetto dello sport</strong>: dalla cupola filtra umidità e l&#8217;impianto elettrico è da sistemare. Devono fare i conti con due strutture in pessime condizioni anche i quasi cento soci del Tennis club Monreale che si ritrovano in di via Dante. I risultati, nonostante le difficoltà, sono lusinghieri per le squadre che militano nel campionato maschile, per un nutrito gruppo di ragazzi e di 80 bambini che prendono parte alle lezioni della scuola. In pratica i due campi sono al limite della praticabilità per la grande quantità di crepe e avvallamenti e c&#8217;è il rischio che le partite del prossimo campionato non si possano giocare. Alcune squadre ospiti si sono lamentate per i rimbalzi irregolari della pallina che falsano il risultato dell&#8217;incontro. Inoltre su 16 fari presenti quelli che funzionano sono davvero pochi con una luminosità che in alcuni punti del campo è scarsa.</p>
<p>Trovare i fondi per ristrutturare gli impianti sportivi del paese che necessitano di un intervento urgente è una delle priorità dell&#8217;assessorato allo sport guidato da Giovanni Mostallino. «<em>Stiamo lavorando sodo per tutti gli impianti. Mi sono preoccupato</em> &#8211; spiega &#8211; <em>di fare un sopralluogo a diversi impianti come la pista di atletica, il palazzetto dello sport e le palestre. Servono almeno 80 mila euro per soddisfare le esigenze degli impianti sportivi. Per il capannone polivalente abbiamo già speso 9 mila euro per la ristrutturazione. Ho inviato al responsabile del Comune Bruno Mancosu l&#8217;esito di un controllo indicando gli impianti più trascurati. Inoltre ho già convocato diverse volte la Commissione comunale allo sport</em>»</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Gigi Pittau, Unione Sarda</p>
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		<title>L&#8217;ospedale di San Gavino rinascerà col fiocco verde</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[fiocco verde]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentisti]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ospedale di San Gavino svolge un importante ruolo nel garantire la salute a tutti i cittadini campidanesi ma, pur essendo dotato di personale altamente qualificato, la struttura nel suo complesso risulta fatiscente, molti macchinari sono obsoleti, alcune attrezzature mediche andrebbero sostituite, ed infine il rapporto tra numero di posti letto disponibili e numero di abitanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5598" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2011/03/immagine_rotator3.jpg"><img src="http://www.sangavinomonreale.net/wp-content/uploads/2011/03/immagine_rotator3-150x150.jpg" alt="Il Grande Ospedale" title="Il Grande Ospedale" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-5598 colorbox-8585" /></a><p class="wp-caption-text">Il Grande Ospedale</p></div>
<p>L&#8217;ospedale di San Gavino svolge un importante ruolo nel garantire la salute a tutti i cittadini campidanesi ma, pur essendo dotato di personale altamente qualificato, la struttura nel suo complesso risulta fatiscente, molti macchinari sono obsoleti, alcune attrezzature mediche andrebbero sostituite, ed infine il rapporto tra numero di posti letto disponibili e numero di abitanti potenziali da servire è più basso della media sarda. Del <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2011/03/14/il-grande-ospedale/">nuovo nosocomio sangavinese</a> si è iniziato a parlare nel 2005, e nel 2008 la RAS (Regione Autonoma Sardegna) ha presentato il progetto  definitivo, 95 milioni di investimento, che sarebbe dovuto andare in appalto nel 2009, per poi essere inaugurato nel 2012.  Un ospedale moderno, da 250 posti letto (contro i 172 attuali), realizzato con caratteristiche e criteri innovativi, dotato di moderne tecnologie e di comfort necessari agli operatori per accogliere e assistere con cura le persone.</p>
<p><strong>- L&#8217;inefficienza della vecchia classe politica sarda.</strong><br />
I soldi però <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/01/24/spariti-i-soldi-per-lospedale/" title="Spariti i soldi per l’ospedale">sono spariti</a>, volatilizzati. Nel 2010 il progetto è stato rimaneggiato e si è passati dai 250 posti letto previsti a 200, con un investimento di circa <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2011/04/26/%c2%abniente-soldi-per-il-nuovo-ospedale%c2%bb/" title="«Niente soldi per il nuovo ospedale»">76 milioni di euro</a>, dei quali 46 milioni disponibili. Infine il decreto del 28 Settembre 2011 <a href="http://www.sangavinomonreale.net/2012/01/24/spariti-i-soldi-per-lospedale/" title="Spariti i soldi per l’ospedale">revoca i 42 milioni</a> per la costruzione dell’ospedale, da parte del ministero della salute di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, perchè la RAS non ha proceduto all’aggiudicazione dei lavori entro i termini di legge. La giunta regionale e la maggioranza che la sostiene sono quindi i principali responsabili della mancata realizzazione dell’ospedale. Sorprende constatare l’inefficiente gestione di un settore importante come la sanità: la salute dei sardi merita maggiori attenzioni, mentre invece la politica è concentrata a cercare di auto-referenziarsi attraverso una gestione clientelare dei soldi pubblici, anzichè garantire servizi efficienti ai cittadini sardi. </p>
<p><strong>- Il debito dello stato italiano nei confronti dei Sardi.</strong><br />
La celerità con cui lo stato italiano ha recuperato il finanziamento per l&#8217;ospedale non risulta di certo appropriata, se paragonata alla misera velocità che lo stesso stato adopera quando si tratta di restituire ai Sardi i soldi che indebitamente trattiene, dopo averli riscossi tramite l&#8217;agenzia delle entrate. Lo stato centrale italiano, infatti, da anni dimentica che i soldi delle tasse dei Sardi, frutto del nostro lavoro, per via della legge costituzionale che istituisce lo statuto sardo dovrebbero in gran parte rientrare nelle casse Sarde (in base all’articolo 8 dello statuto che riguarda la quota di gettito fiscale spettante alla Sardegna). In pratica noi continuiamo a pagare le tasse all&#8217;agenzia delle entrate italiana, che però sistematicamente dimentica che l&#8217;80% dell&#8217;IVA, il 3/4 dell&#8217;IRPEF, e tanti altri soldi pagati in Sardegna, devono rientrare qui: ormai lo stato italiano ha accumulato per via della sua &#8220;distrazione&#8221; un debito nei confronti della regione Sardegna di circa 10 miliardi di euro. Lo stato italiano non rispetta nemmeno l’accordo di programma con il quale il primo ministro italiano Prodi si impegnò a restituire il 50% del debito a partire dal 2010, e tutto questo nonostante diverse istituzioni organiche allo stato italiano si siano espresse a favore delle legittime richieste sarde.</p>
<p><strong>- Gestire i nostri soldi, ottenere la nostra sovranità fiscale: come avere il nostro ospedale.</strong><br />
Gli attivisti di ProgReS Progetu Repùblica sono convinti che le risorse pubbliche dei cittadini debbano essere impegnate sul territorio, e per questo sono favorevoli e sostengono l&#8217;iniziativa del comitato Fiocco Verde, che raccoglie le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per l&#8217;istituzione di una <strong>Agenzia Sarda delle Entrate</strong>. Con questa proposta si eviterà che lo stato italiano sottragga ai Sardi ciò che per legge ci appartiene, e sarà finalmente possibile raccogliere le nostre tasse sul territorio tramite la nostra agenzia &#8211; così come tra l&#8217;altro già accade per esempio in Sicilia &#8211; per girare allo stato italiano solo la percentuale di tasse che effettivamente gli spetta. In questo modo non dovremo più essere economicamente ostaggi dello stato italiano, che concede o meno finanziamenti, che poi spariscono per via dell&#8217;inettitudine degli amministratori sardi.</p>
<p><strong>- Firma per la proposta di legge del comitato Fiocco Verde. </strong><br />
 I militanti di ProgReS Progetu Repùblica si sono impegnati nella raccolta di migliaia di firme in tutto il territorio sardo: una volta raggiunte le 15000 firme, la legge verrà vagliata dall&#8217;assemblea sarda, e ci permetterà coi nostri soldi di ricostruire il nostro futuro. In Campidano oltre mille persone  hanno già firmato la proposta di legge per l&#8217;istituzione dell&#8217;Agenzia Sarda delle Entrate: con la nostra sovranità fiscale saremo liberi di gestire i nostri soldi per le nostre esigenze, potremo far rinascere il nostro ospedale, finanziare strade, scuole ed infrastrutture, rilanciare la nostra economia. </p>
<p><strong>SI PUO&#8217; FIRMARE PER IL FIOCCO VERDE SOTTOSCRIVENDO LA PROPOSTA DI LEGGE NEI SEGUENTI COMUNI DEL CAMPIDANO: </p>
<p>SAN GAVINO MONREALE &#8211; SANLURI &#8211; GUSPINI &#8211; PABILLONIS</strong></p>
<p>I moduli per le firme si trovano negli uffici anagrafe comunali.<br />
Occorre esibire un documento d&#8217;identità per la registrazione della firma.</p>
<p>Il testo integrale della proposta di legge da sottoscrivere può essere scaricato in formato pdf al link:<br />
<a href="http://fioccoverde.net/wp-content/uploads/2011/09/Fiocco-Verde-Proposta-di-Legge-Agenzia-Sarda-delle-Entrate.pdf">http://fioccoverde.net/wp-content/uploads/2011/09/Fiocco-Verde-Proposta-di-Legge-Agenzia-Sarda-delle-Entrate.pdf</a></p>
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