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Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Muzedon il 17/11/2009, 21:42

Compromesso al Senato: gestione privata, proprietà pubblica
La rete idrica è allo sfascio, e ora si rischia di penalizzare i comuni virtuosi
Guerra dell'acqua in Parlamento


Con le reti idriche allo sfascio, l'Italia accelera la privatizzazione dell'acqua. Il Parlamento sta discutendo la legge che obbliga a mettere in gara i servizi e ridurre a quote minoritarie la mano pubblica nella gestione, ma nessuno sa dove trovare le risorse per ricuperare questo pazzesco "gap" infrastrutturale.

I lavori necessari ammontano a 62 miliardi di euro: una cifra enorme, come dieci ponti sullo Stretto. Questo mentre 8 milioni di cittadini non hanno accesso all'acqua potabile, 18 milioni bevono acqua non depurata e le perdite del sistema sono salite al 37%, con punte apocalittiche al Sud. Sono più di vent'anni che si investe al lumicino, non si costruiscono acquedotti e la manutenzione di quelli esistenti è quasi scomparsa dai bilanci. Un quadro da Terzo Mondo. Il rischio è di lasciare in eredità ai nostri figli un patrimonio di acqua inquinata da industrie, residui fognari, chimica, arsenico o metalli pesanti.

Di fronte a questo allarme concreto sembra sollevarsi nient'altro che il solito polverone. Uno scontro di "teologie": con una maggioranza che crede nell'efficacia salvifica della gara d'appalto e della quotazione in Borsa, e una minoranza che invoca il principio assoluto dell'acqua "bene comune". In mezzo a tutto questo, schiacciata fra le scorrerie dei partiti e gli appetiti finanziari dei privati, una miriade di Comuni virtuosi che finora hanno gestito i servizi a basso costo e in modo eccellente, e non intendono alienare "l'acqua del sindaco", intesa come ultima trincea del governo pubblico del territorio.

Nell'agosto 2007 Tremonti aveva già sparato un decreto per la privatizzazione, ma si era rivelato cos carente che non era stato possibile emanare i regolamenti. Oggi si tenta il bis, con una spinta in più verso i privati. Stavolta è d'accordo anche la Lega: la quota della mano pubblica dovrà scendere al 30%. Insomma, che i Comuni in bolletta vendano tutto quello che possono. Facciano cassa, subito. E non fa niente se qualcuno grida al furto e il Contratto mondiale per l'acqua - ultima trincea del pubblico servizio - minaccia fuoco e fiamme.

"In nessun'altra parte d'Europa - attacca il presidente Emilio Molinari - si vieta alla mano pubblica di conservare la maggioranza azionaria. Il rischio è che tutto finisca in mano delle grandi Spa e alle multinazionali. E se il servizio non funziona, invece che al tuo sindaco dovrai rivolgerti a un call center".
Contro il provvedimento s'è scatenata una guerra di resistenza. In Puglia il presidente della regione Niki Vendola s'è messo in collisione con gli alleati del Pd, ed ha non ha solo annunciato di voler far ricorso contro la privatizzazione, ma ha deciso di ripubblicizzare l'acquedotto pugliese, il più grande e malfamato d'Europa (si dice che abbia dato più da... mangiare che da bere ai pugliesi). Al grido di "l'acqua è una cosa pubblica" ora si tenta la storica marcia indietro, anche se non si ha la più pallida idea di chi (la Regione?) pagherà i debiti del carrozzone.

Intanto si moltiplicano le assemblee: Verona, Bari, Udine, Savona, Potenza, Rieti. Da Milano arrivano segnali di preoccupazione, a difesa di un'azienda comunale totalmente pubblica che finora ha mantenuto tariffe tra le più basse d'Italia. Il malumore cresce nei Comuni di montagna. In Carnia anche quelli della Lega sono ai ferri corti con la giunta regionale di centrodestra. Già hanno dovuto affidare i loro servizi a una Spa-carrozzone che fa acqua da tutte le parti e alza le tariffe senza fare investimenti; ora non vogliono che questo preluda al passaggio a un'azienda con sede a Milano, Roma o magari all'estero.

A Mezzana Montaldo (Biella) dove si gestiscono la loro rete in modo ineccepibile da oltre un secolo, non ci pensano nemmeno a mollare l'acqua ad altri. "La fine del federalismo e dei valori del territorio persino nelle regioni a statuto speciale" osserva Marco Job del C. m. a di Udine. "Facevamo tutto da soli - ghigna il carnico Franceschino Barazzutti - dalle mie parti il sindaco guidava il trattore, e se necessario aggiustava lui stesso la conduttura tra il paese e la sorgente. Oggi devi chiamare i tecnici a Udine, con tempi maggiori e costi più alti. E se devi segnalare un disservizio, devi andare a Tolmezzo o Udine, mentre prima era tutto sotto casa. E' tutto chiaro: hanno fatto una Spa pubblica solo per poi passare la mano ai privati".

Privatizzare è l'ultima speranza di adeguarci all'Europa, puntualizza il governo. Ma qui viene il bello. proprio l'enormità dei costi di questo adeguamento a falsare la gara. "Senza certezza sul futuro del servizio e con simili costi fissi nessuna banca al mondo finanzierà le piccole imprese, e cos finiranno per vincere le grandi aziende quotate, capaci di autofinanziarsi e di imporsi semplicemente con la forza del nome", spiega Antonio Massarutto dell'università di Udine. Altra cosa che pu falsare i giochi è la mancanza di garanzie sul rispetto delle regole. "Siamo in Italia" brontola Roberto Passino, presidente del Coviri, Comitato vigilanza risorse idriche: "Prima si lamentavano perché non funzionavamo, e ora che abbiamo rimesso le cose a posto, tutti si lamentano perché funzioniamo". Un problema di comportamento, insomma. Di cultura e responsabilità.

Pubblico o privato? "Non importa che i gatti siano bianchi o neri - scherza Passino citando Marx - l'importante è che mangino i topi". Quello che conta è il controllo. In Inghilterra l'azienda pubblica è stata privatizzata al cento per cento, ma la Spa che ha vinto la gara ora ha sul collo il fiato di un'authority ventiquattrore su ventiquattro. Le modifiche del contratto sono impossibili. Ogni cinque anni le tariffe vanno discusse daccapo. Massarutto: "L'anomalia italiana è che ci si illude che la gara basti a lavare più bianco. Non è vero niente. Serve uno strumento di controllo e garanzia che impedisca furbate o fughe speculative". Figurarsi se poi l'azienda firma un contratto che include non solo la gestione, ma anche gli investimenti immensi che il settore richiede.

Altra anomalia: abbiamo le tariffe più basse d'Europa. Questo perché - a differenza di Francia o Germania - finora nessuno ha osato scaricare sulle tariffe il costo di questo immenso arretrato di lavori. Viviamo in uno strano Paese, dove si protesta per le bollette dell'acqua, ma non si osa dir nulla su quelle del gas e dell'elettricità, che invece sono - udite - le più alte del Continente. Dire che gli acquedotti si debbano pagare con le tasse è quantomeno spericolato, osserva Giuseppe Altamore autore di grandi libri sulla questione idrica in Italia: "Non vedo cosa ci sia di giusto nel fatto che io debba pagare il servizio idrico anche per gli evasori fiscali". Nell'incertezza sul futuro, il ritardo aumenta, e sulle nostre spalle cresce la previsione di una batosta stimata per ora sui 115 euro pro-capite l'anno.
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Zagry il 18/11/2009, 0:56

A che serve l'acqua? Gli italiani fino ad oggi si sono bevuti solo il cervello.
A prescindere da cio', mi stupisco che si sia arrivati a questa decisione solo ora... e' da anni che se ne parla sul web, senza che mai le tv pubbliche abbiano fatto un resoconto, un reportage sulla situazione... i telegiornali hanno trascurato l'argomento fino ad oggi praticamente. E per l'ennesima volta il tutto passera' a colpi di fiducia.
Silenzio della tv generalista, attenzione sviata da false emergenze (l'influenza "suina"), voto di fiducia... il riassunto perfetto di questo governo che sta distruggendo l'economia e la giustizia, intesa come sociale e giuridica, pezzo dopo pezzo.
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Bedo il 18/11/2009, 13:34

Può essere anche una cosa giusta, che libererebbe risorse importanti ai comuni...l'importante però è che i privati siano comunque controllati per evitare imbrogli o bollette enormi!!!!!!!!!!! ci deve essere più controllo in tutto
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Muzedon il 18/11/2009, 14:14

Il rischio però è simile a quello che corriamo noi sangavinesi in questi ultimi mesi: Abbanoa, superbollette in arrivo
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda nicbiologo il 29/11/2009, 22:01

Io nutro molti dubbi sulla bontà della questione e ne sono una perfetta sintesi queste parole di Travaglio

"La cosiddetta riforma prevede che la gestione dell’acqua potabile passi a società private (scelte in via ordinaria con gare d’appalto) o miste pubblico-private (anche senza gara): società comunque obbligate a fare utili, non esistendo imprenditori animati da spirito missionario.

Ora, è normale che un imprenditore voglia fare utili. Ma dipende su quale bene. Se uno guadagna usando gli acquedotti che abbiamo pagato con i nostri soldi, dovremmo ribellarci tutti quanti, di destra, di sinistra o agnostici che siamo. Come avremmo dovuto fare quando le autostrade, che tutti noi abbiamo finanziato con le nostre tasse, sono passate ai privati. Naturalmente i trombettieri della privatizzazione dell’acqua annunciano servizi migliori a costi più bassi grazie alla mitica “concorrenza”. Balle. Se l’azienda è pubblica e non deve accumulare utili, normalmente applica tariffe più basse. Se l’azienda è privata, oltre agli investimenti per la manutenzione della rete, deve pure guadagnarci, dunque le bollette saranno più salate: a meno che, per tenerle basse, non si risparmi sugli investimenti, fornendo un servizio peggiore agli utenti."

Stiamo in guardia
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda magicomembro il 10/12/2009, 17:07

sono d' accordo con Travaglio!
Non c'è bisogno di aggiungere altro.
Secondo me qualche politico ha le mani in pasta con le aziende private che gestiranno la cosa, non mi sorprenderebbe.
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Muzedon il 21/04/2010, 17:09

Dall'Unione Sarda di oggi. A San Gavino Monreale com'è la situazione, anche alla luce dei recenti problemi con le bollette (senza contare i disagi e le spese degli anni passati per l'obbligo di mettere il contatore dell'acqua all'esterno delle abitazioni, pena il "taglio" dalla rete idrica)?

Samassi, il Comune licenzia in tronco Abbanoa

Il Comune va alla guerra contro Abbanoa. Il Consiglio comunale di Samassi ha revocato la concessione della gestione del servizio idrico integrato. Decisione unanime dell'assemblea, riunita giovedì scorso in una seduta speciale dove anche i cittadini potevano intervenire. La maggioranza unita ha approvato la delibera che di fatto dichiara guerra a Abbanoa. Nel dibattito sono intervenuti diversi cittadini.


LA REVOCA Diversi samassesi hanno contestato il ritardo con cui l'amministrazione è arrivata a questa decisione. Il sindaco, Ennio Cabiddu, ha spiegato la linea della sua amministrazione: «Prima di arrivare a questa soluzione estrema, che per alcuni versi è un atto di disubbidienza civica, anche se legittima, abbiamo tentato con altri strumenti di dialogo democratico come il referendum. Ma oggi la legge Ronchi stabilisce che il servizio dovrà essere necessariamente gestito da imprese private e, visto che a dicembre decadrà l'Autorità d'ambito e con essa Abbanoa e la gestione pubblica, il nuovo scenario ci obbliga ad una presa di posizione forte di autotutela. Dobbiamo essere uniti perché l'acqua non ha colori politici».
A supportare la posizione del sindaco e della sua maggioranza sono intervenuti i rappresentanti di tante realtà regionali come Serramanna, Sedini, Bonnannaro e Bettina Pitzurra di Abba Libera, a testimoniare la loro esperienza di soggetti in rivolta contro Abbanoa.

IL DIBATTITO E la minoranza? Il consigliere Paola Lanzi, inizialmente in un clima collaborativo, ha proposto una modifica al testo della delibera, subito approvata, che affermasse il concetto di «irrilevanza economica dell'acqua per il Comune di Samassi e la disponibilità ad affidare la gestione del servizio ad uno o più soggetti di natura pubblica». Subito dopo però un passo indietro: «Non mi sono chiare alcune frasi contenute nella premessa del documento quindi propongo una votazione per punti». Maggioranza in rivolta, proposta bocciata: «Il documento si vota così, per intero, sono solo puntigli formali, non sostanziali, non siamo in campagna elettorale», è intervenuta Daiana Cara. La delibera è quindi approvata a tarda sera con l'astensione dei tre rappresentanti della minoranza Paola Lanzi, Carlo Botta e Daniela Termini.

LA STORIA All'inizio della seduta l'assessore Danilo Portas ha ricordato che la prima rete fognaria «era stata costruita dai nostri nonni con una questua» e che nella realizzazione e nella manutenzione delle infrastrutture «hanno lavorato tanti paesani che non sono disposti a svendere il frutto del loro lavoro a società che intendono solo lucrare su un bene tanto prezioso».
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Daniele il 21/04/2010, 22:58

Salve a tutti,
come molti di voi sapranno in tutta Italia si stanno formando dei comitati promotori per il referendum nazionale a favore delle pubblicizzazione dell'acqua.
il Partito della Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra hanno deciso di aderire all’invito dei comitati, al fine di rafforzare la campagna referendaria sull’acqua pubblica.
Per questo si è deciso anche nel nostro territorio di spendersi in prima persona in questa importantissima battaglia e di costituire un comitato che organizzi e porti avanti la raccolta di firme per il referendum per l'acqua pubblica nei comuni del Medio Campidano.
Chiunque sia interessato all'iniziativa, oppure voglia semplicemente sostenere la battaglia con una propria firma, può contattarci tramite mail all'indirizzo: rifondazione.mediocampidano@gmail.com oppure tramite il gruppo del comitato promotore del referendum su facebook all'indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=111267185571312&ref=mf.
Daniele
 
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Corey il 22/04/2010, 14:35

D'accordo con Travaglio e a favore dell'acqua pubblica sempre. E' un bene di tutti, non si può privatizzare.
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Re: Privatizzazione dell'acqua: che ne pensate?

Messaggioda Muzedon il 08/06/2010, 17:55

L’assessore Angelo Carta chiede chiarimenti ad Abbanoa

Contro le bollette pazze di Abbanoa scende in campo Cittadinanzattiva. La onlus paladina dei diritti dei consumatori invita quanti avessero ricevuto bollette scadute da oltre 5 anni a non pagarle «per prescrizione », si legge in una nota a firma del coordinatore Raffaele Corda, «e a comunicarlo subito all’ente gestore dell’acqua con una raccomandata». Ma non è tutto. Cittadinanzattiva suggerisce anche di fare attenzione alle richieste di conguaglio che potrebbero essere illegittime. «Esortiamo gli utenti», prosegue la nota, «a verificare che il conguaglio non sia compreso nella bolletta già pagata, nel qual caso è opportuno inviare ad Abbanoa una raccomandata o un fax con le fotocopie delle bollette pagate».

LA REGIONE. Le ingiunzioni inviate da Abbanoa per l’acqua consumata tra il 1999 e il 2009 sarebbero migliaia e da giorni gli sportelli dell’ufficio Gestione crediti di Abbanoa (in viale Diaz 77) sono presi d’assalto. L’assessore regionale dei Lavori pubblici, Angelo Carta, ha scritto una lettera al presidente e al direttore generale di Abbanoa, Pietro Cadau e Sandro Murtas, chiedendo notizie sulle comunicazioni inviate nelle ultime settimane dal gestore unico del servizio idrico, che hanno causato allarme tra gli utenti che le hanno ricevute. «Pur non essendo la Regione competente in maniera diretta nell’erogazione del servizio idrico, gestito come tutti sanno da Abbanoa, ho deciso di attivarmi per chiarire la situazione a tutela dei diritti dei cittadini sardi», ha dichiarato l’assessore Carta. ABBANOA. Secca la replica di Abbanoa. «Il decorso dei 5 anni», si legge in una nota, «non è sufficiente, da solo, per ritenere che il credito sia prescritto e quindi che non si debba procedere alla notifica e al pagamento. Non sono pochi, infatti, i casi di cittadini che testimoniano la volontà di pagare anche se decorso molto tempo o se le notifiche precedenti sono dubbie». Abbanoa starebbe richiedendo solo il pagamento di debiti non prescritti perché ci sarebbero stati in precedenza atti interruttivi e avrebbe inoltre proceduto solo per crediti pari ad almeno 100 euro. «È peraltro vero», prosegue l’ente, «che nella successione tra soggetti (Abbanoa è subentrata a 5 società e a 120 gestioni comunali) la non perfetta disponibilità di dati potrebbe aver generato errori in accertamento e notifica. In questi casi deve necessariamente raccogliersi il reclamo del cliente». Cittadinanzattiva, comunque, può essere contattata al numero 070/4522861 o all’indirizzo mail cittadinanzattivaca@ tiscali.it
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