Scontro acceso sul piano idrogeologico
Si accende lo scontro sulla bocciatura della richiesta della minoranza di convocare un Consiglio comunale sul piano di assetto idrogeologico (Pai) aperto ai cittadini e all’ingegnere che aveva curato lo studio. Anche se l’assessorato regionale agli Enti locali ha riconosciuto la correttezza delle procedure utilizzate dal sindaco Gianni Cruccu, la minoranza lancia un duro atto di accusa: «Il primo cittadino – spiega il consigliere Nicola Garau – ci ha impedito di riunirci per oltre 4 mesi mentre il Consiglio per Statuto va convocato entro 20 giorni. Ora è stato convocato il Consiglio sul Pai, ma senza la partecipazione dell’ingegner Serra che conosce tutta la storia dei vincoli: forse si vuole nascondere qualcosa. Il sindaco dimostra arroganza e incapacità perché non sa affrontare le decisioni. L’amministrazione è in carica da tre anni ma non sa ancora che pesci prendere né in questo che in altri casi».
Sulla stessa linea Giorgio Olla: «Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessorato regionale agli Enti locali e al prefetto di Cagliari. Perché il Consiglio comunale per suo Statuto ha deciso che un quinto dei consiglieri ha il diritto di chiederne la convocazione. Il sindaco poteva convocare i capigruppo in pochi giorni e spiegarci le sue ragioni. Siamo disponibili al confronto, al contrario del sindaco che preferisce utilizzare altri impedimenti. Al sindaco è stato detto di convocare il Consiglio e con la forza dei numeri dice che non è ammissibile la nostra richiesta. A che serve questo modo di lavorare se il primo cittadino decide per tutti?». Si infuria anche il consigliere Angela Canargiu: «L’arroganza dei numeri ha prevalso su un diritto riconosciuto dalla legge (267 del 2000) e dal nostro Statuto comunale. Il sindaco ci impedisce di usare un diritto sacrosanto sancito dalle norme in vigore. Questa non è democrazia o il modo di coinvolgere i consiglieri comunali, è una chiusura totale nei nostri confronti e di tutti i cittadini che ci hanno eletto che col sistema proporzionale sarebbero oltre il 70 per cento degli elettori».
Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda
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