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maggio 2012
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Accesso agli atti comunali: risparmio o limite?

Scritto da Redazione il 16 maggio 2012
Il Municipio di San Gavino Monreale, teatro di aspre polemiche

Il Municipio di San Gavino Monreale, teatro di aspre polemiche

Nelle scorse settimane abbiamo letto con curiosità gli sviluppi della polemica, portata avanti da alcuni consiglieri comunali sangavinesi, riguardo alla nuova regolamentazione degli orari di ingresso negli uffici del municipio per i consiglieri comunali, comunicata dal sindaco Cruccu con una lettera a loro indirizzata. Secondo le nuove norme, i consiglieri potranno accedere agli uffici solo negli orari dedicati al pubblico, come i comuni cittadini, e in altri due giorni.

Da una parte troviamo i contrari ad un provvedimento che “pregiudica la possibilità di esercitare le funzioni legate al mandato” anche perché “lo statuto del Comune del 2006 non prevede nessuna limitazione alle attività dei consiglieri comunali”. Dall’altra i favorevoli ad un sistema che “migliora la qualità del lavoro negli uffici”, liberi degli oneri di assistenza ai consiglieri a tempo pieno, fermo restando che resta la libertà, mediante richiesta scritta, di avere appuntamenti in orari diversi da quelli stabiliti. Raccontata così, sembrerebbe che ci siano solo svantaggi in una scelta così impopolare.

Ma mettendo da parte le frasi forti e da campagna elettorale anticipata come “democrazia limitata”, analizziamo la questione con la dovuta onestà intellettuale. Se tutti gli atti vengono inviati via e-mail agli assessori e ai capigruppo in consiglio comunale, e se gli stessi vengono resi disponibili online sul sito internet del Comune, si può davvero parlare di “scelta antidemocratica” o di ”limitazioni di libertà al mandato dei consiglieri”?

C’è davvero la necessità di accedere senza limitazioni di orario agli uffici interni, impegnando gli impiegati, che potrebbero usare quel tempo per sbrigare altre pratiche utili alla cittadinanza? E se alla luce di questi dati non c’è un danno, impedimento o rallentamento al lavoro dei consiglieri, perché tutte queste polemiche per un provvedimento che porta risparmio per tutta la comunità? Addirittura sembra che sia stato inoltrato un ricorso al Prefetto e un altro all’Assessorato Regionale agli Enti Locali. La domanda sorge spontanea: chi pagherà i costi di tutti questi ricorsi?

Fonte: Simone Usai, Comprendo

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Piano di assetto idrogeologico, sì della Regione

Scritto da Redazione il 11 maggio 2012
Piano di assetto idrogeologico

Piano di assetto idrogeologico

È ancora polemica sulla convocazione del Consiglio comunale sul piano di assetto idrogeologico (Pai) richiesto a fine ottobre dalla minoranza. I consiglieri d’opposizione avevano sollecitato per ben due volte l’intervento del prefetto di Cagliari e dell’assessorato regionale agli Enti locali, lamentando la bocciatura della richiesta nell’ultimo consiglio comunale della maggioranza.

Ora è arrivata l’ultima risposta della Regione che aiuta a fare chiarezza sulla vicenda, come evidenzia il sindaco Gianni Cruccu: «I consiglieri di minoranzanon contenti della risposta sul parere espresso dal medesimo organo regionale per la mancata convocazione del consiglio comunale aperto sul Pai – hanno chiesto la verifica sulla correttezza dell’operato della maggioranza, che ha presentato la proposta di inserire l’argomento all’ordine del giorno al consiglio comunale. In questo modo i consiglieri hanno collezionato l’ennesima doppia figuraccia».

Insomma il primo cittadino vuole togliersi tutti i sassolini dalle scarpe e ribatte alle accuse di mancata convocazione dell’assemblea cittadina. «Nella prima risposta l’assessorato – aggiunge Cruccu – ha ritenuto legittimo l’operato dell’amministrazione, e del sindaco in particolare, che ha portato in consiglio comunale la proposta dell’opposizione. Nel secondo intervento ha ribadito che l’operato del sindaco è legittimo».

Da parte dell’assessorato regionale arriva una risposta tecnica: «Esaminata la documentazione richiesta – scrive il direttore del servizio Luisa Anna Marras – il sindaco ha indetto un consiglio comunale straordinario in seduta pubblica ponendo al primo punto all’ordine del giorno l’ammissibilità della richiesta in consiglio comunale aperto sulla questione Pai con la partecipazione dell’ingegner Serra. Il consiglio comunale, organo sovrano, ha discusso il punto all’ordine del giorno e il consiglio ha assunto a maggioranza la deliberazione del 22 marzo».

Insomma la richiesta della minoranza è stata bocciata anche se il sindaco ha ora convocato un consiglio aperto sul Pai il 16 maggio.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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«Un Consiglio ogni 4 mesi»

Scritto da Redazione il 9 maggio 2012

Protestano maggioranza e opposizione: ora basta. Il sindaco non replica, il vice difende la squadra di governo.

Municipio di San Gavino

Municipio di San Gavino

È polemica tra maggioranza e minoranza sull’attività svolta dall’amministrazione comunale. Secondo i consiglieri di minoranza il segno più evidente di immobilismo è il fatto che da gennaio ad oggi, in oltre 4 mesi è stato convocato un solo consiglio comunale, il cui costo è di 16 euro a consigliere (272 euro in tutto). Duro l’atto di accusa dell’ex sindaco Stefano Musanti, ora consigliere di minoranza: «Questa amministrazione naviga a vista ed è priva di idee. Non è stato promosso e portato in questi anni in consiglio comunale nessun nuovo progetto per San Gavino: si naviga a vista. Ad ottobre abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio aspetto sul Pai (piano di assetto idrogeologico), ma questa richiesta è stata bocciata nell’ultimo consiglio comunale: è stato un ulteriore atto di arroganza».

IL SINDACO Gianni Cruccu da parte sua preferisce non rilasciare dichiarazioni: «Non voglio dire niente, è un gioco al massacro. Ne va di mezzo il paese perché si rappresenta un’immagine negativa». Intanto ribatte alle accuse di Musanti il vice sindaco Bruno Deidda: «L’attività prodotta dalla Giunta – rimarca – non si misura con il numero e le delibere dei consigli comunali. Le delibere di Giunta sono numerose e ci riuniamo tutti i giorni dal lunedì al giovedì. Per il 16 maggio abbiamo convocato un consiglio comunale aperto sul Piano di assetto idrogeologico perché vogliamo dare una informazione alla cittadinanza, poi ci sarà la riunione per l’approvazione del bilancio comunale. L’attività di lavoro si svolge attraverso le delibere di Giunta, abbiamo ridotto i consigli perché aspettiamo il bilancio e prima di questo c’è da sistemare il patto di stabilità. Le richieste della minoranza? Spesso pretestuose e non produttive».

I CONSIGLIERI Assai critico è il consigliere di maggioranza Franco Serrenti: «Il numero dei consigli comunali rispecchia l’attività del sindaco, della Giunta e della maggioranza. Se ci sono numerosi consigli comunali significa che c’è una forte attività che coglie i risultati, altrimenti vuol dire che questa attività manca. Non ci sono idee e risultati: la crisi di questa maggioranza è palese: L’attività è scarsa e scadente. Credo che il Consiglio convocato a maggio sia stato imposto dal prefetto». Spara a zero il consigliere di minoranza Angela Canargiu: «Se andiamo ad esaminare la situazione dell’amministrazione comunale possiamo notare che è praticamente immobile sia dal punto di vista della programmazione sia per quanto riguarda l’attività amministrativa, esclusa l’ordinaria gestione. Ormai sono trascorsi più di quattro mesi dall’inizio di questo 2012 e il Consiglio Comunale si è riunito una sola volta senza deliberare alcunché in merito ai programmi da attuare e che ancora non è stato approvato il bilancio comunale per l’anno in corso; viene quasi da chiedersi se abbiamo o no un’amministrazione».

Fonte: Gigi Pittau , Unione Sarda

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San Gavino sia dei cittadini!

Scritto da Redazione il 3 maggio 2012
Petizione pubblica

Petizione pubblica

Riceviamo e pubblichiamo una petizione pubblica per il ripristino dei giorni di apertura al pubblico degli uffici comunali, ridotti in virtù di una politica di risparmio e contenimento dei costi della pubblica amministrazione.
Chi volesse votare, può farlo cliccando qui.

PETIZIONE PER IL RIPRISTINO DELL’APERTURA AL PUBBLICO DEGLI UFFICI COMUNALI SANGAVINESI PRECEDENTE LA DELIBERA n. 13/2012

Al Sindaco di San Gavino Monreale

Noi, Cittadini Sangavinesi sottoscrittori della presente petizione popolare, in osservanza dell’art. 36 comma 1 e art. 38 dello Statuto Comunale di San Gavino Monreale, approvato con deliberazione del consiglio comunale in data 12/10/2006, i quali specificano le indicazioni del d.lgs. 267/2000 ( Testo Unico degli Enti Locali ) che all’art. 8 comma 3 prevede possano i cittadini presentare petizioni per “promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi” chiediamo:

Il TEMPESTIVO RIPRISTINO DEGLI ORARI E GIORNI DI APERTURA DEGLI UFFICI COMUNALI, DAL LUNEDI’ AL VENERDI’, precedenti la deliberazione di Giunta Comunale n. 13/2012 che prevede l’apertura degli uffici al pubblico nei soli giorni di Lunedì, Mercoledì e Venerdì.

Riteniamo le recenti scelte dell’Amministrazione Comunale Sangavinese in materia di accesso alla macchina amministrativa, seppur all’interno di una cornice normativa definita da un’interpretazione restrittiva e giurisprudenziale delle normative sull’autonomia locale, completamente carenti di ogni proporzionalità tra l’esigenza di garantire l’efficienza degli uffici e quella dell’adeguato accesso dei cittadini agli stessi.
Chiediamo pertanto l’analisi tempestiva della presente petizione ai fini del ripristino della situazione antecedente.

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«Tante scelte non condivise»

Scritto da Redazione il 29 aprile 2012

Dissapori anche in Giunta dopo la proposta dell’assessore Mostallino. Maggioranza in fibrillazione, i consiglieri criticano il sindaco.

Comune di San Gavino Monreale

Comune di San Gavino Monreale

Clima teso all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Gianni Cruccu. Le dichiarazioni dell’assessore Giovanni Mostallino, che chiede alla Giunta una riduzione delle indennità e delle spese del Comune, hanno aperto un dibattito con diverse posizioni. Ma ci sono anche altri esponenti della maggioranza che si sono posti in posizione critica riguardo ad alcune decisioni del sindaco. È il caso del consigliere Chiaro Brau che ha firmato, insieme ai 5 esponenti della minoranza, una segnalazione inviata al prefetto e all’assessorato regionale agli Enti locali sui nuovi orari di ingresso in municipio per gli stessi consiglieri: «Al momento – precisa Brau – rimango nella maggioranza. Ho firmato quel documento da consigliere. Non sappiamo niente sulla convocazione del prossimo Consiglio». E la prossima assemblea consiliare sarà un banco di prova per la tenuta della maggioranza, in passato sempre compatta al voto.

Si pone in una posizione critica Franco Serrenti che ha dato le dimissioni da capogruppo della maggioranza: «Il motivo è stato lo scollamento tra il sindaco, gli assessori e gli altri consiglieri di maggioranza. C’è una scarsa condivisione delle scelte: non ho neppure avuto risposta su una richiesta fatta sul ruolo del personale. Non voglio solo alzare la mano, dopo la vittoria alle elezioni è mancata la condivisione».

Per Franco Serrenti sono tanti in casi in cui i consiglieri di maggioranza sono stati tenuti al di fuori delle scelte della Giunta: «Abbiamo saputo a cose fatte della revoca dell’incarico all’ingegnere che seguiva da anni il piano di assetto idrogeologico e lo stesso discorso vale per l’organizzazione del carnevale o la mostra dello zafferano. Sono in pausa di riflessione e secondo me anche il sindaco dovrebbe fare lo stesso. Sulla proposta dei tagli sono d’accordo con Mostallino: il treno San Gavino è fermo ed è più che giustificato ridurre le indennità di sindaco e assessori e il numero dei responsabili di servizio in Comune».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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«Tagli alle spese per limitare l’Imu»

Scritto da Redazione il 25 aprile 2012

L’assessore Mostallino contesta la linea del sindaco e del resto della Giunta

Giovanni Mostallino

Giovanni Mostallino

È polemica a San Gavino all’interno della giunta comunale sulle proposte dell’assessore allo Sport e politiche giovanili Giovanni Mostallino di tagliare le indennità dei politici del 20-30 per cento ed ancora di ridurre le spese del Comune per non aumentare le tasse ai cittadini. Non tutti sono d’accordo, ma l’assessore Mostallino ha le idee chiare e non accetta mezze misure: «Non ha senso – evidenzia – mettere un cappio al collo ai cittadini. I tagli bisogna farli nelle spese del nostro Comune: così si possono ridurre del 50 per cento gli emolumenti ai responsabili di servizio del Comune: dimezzando l’indennità di carica si risparmierebbero già 45 mila euro».

LA STANGATA Per l’esponente della giunta ci potrebbe essere il rischio di una stangata per L’Imu: «Se non si provvederà a rivedere la spesa – aggiunge Mostallino – si può correre il rischio di avere una tassazione alta in considerazione dei tagli che il Comune riceverà dallo Stato e dalla Regione. La spesa pubblica si può sicuramente ridurre e così riuscire a limitare l’aumento delle tasse ai cittadini: occorrerà fare calcoli precisi. Quando si vivono tempi difficili, occorre prima di tutto verificare dove si può risparmiare e poi come è possibile avere maggiori risorse. Un aumento delle tasse senza risparmi sarebbe un accanimento nei confronti dei cittadini oltreché immorale».

IN CONSIGLIO Mostallino è pronto a combattere in Consiglio comunale in maniera critica: «Sosterrò tutte le cause che hanno come punto di riferimento i cittadini. Se la maggioranza avrà anch’essa questa sensibilità, avrà il mio pieno sostegno e sarà per me un grande onore portare a termine il mandato che mi è stato conferito a suo tempo. Diversamente, senza queste prerogative, la mia disponibilità verrà meno».

LA REPLICA Ma per il sindaco Gianni Cruccu il taglio delle indennità non serve: «È solo demagogia – sostiene – chi ha parlato può tagliarsi le indennità. Il problema sono i mancati trasferimenti dello Stato». Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Deidda: «La proposta è strumentale, populismo spicciolo. Non penso che sia possibile che qualcuno rinunci e altri no. Se un assessore vuole contribuire, può farlo individualmente. Spesso come giunta ci quotiamo di tasca per aiutare chi è in difficoltà».

AL SERVIZIO Ma Mostallino ricorda che non ha scelto di mettersi al servizio della comunità per avere l’indennità: «Se non sarà possibile – aggiunge – averla cercherò di continuare a mettermi umilmente a disposizione dei cittadini, perché, in momenti come questi, ci vuole responsabilità e coscienza».

L’OPPOSIZIONE E la minoranza? Il consigliere Giorgio Olla ricorda che la politica va fatta con spirito di servizio: «Il medico non ordina a nessuno di candidarsi. Se loro l’hanno fatto con spirito di servizio che problemi hanno? Se invece il problema principale è l’indennità di carica, allora il discorso è diverso». Anche per Angela Canargiu bisogna evitare gli sprechi: «Occorre avere più attenzione nella gestione della spesa. Sono d’accordo sul taglio delle indennità di sindaco e assessori e sono pronta a rinunciare al mio gettone di presenza che potrebbe essere devoluto in beneficenza».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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Legna gratis ai poveri

Scritto da Redazione il 16 aprile 2012
Legna gratis ai poveri

Legna gratis ai poveri

Dare la legna alle famiglie in difficoltà economica e mettere in sicurezza le strade e le aree verdi dalla caduta dei rami. È questa la duplice finalità dell’assessore all’Ambiente Paolo Onnis che ha pensato a cosa fare in modo originale: «Sarà preparato un bando dall’ufficio tecnico del Comune in cui saranno invitati tutti i venditori di legna sangavinesi per il taglio di alberi che si trovano in alcuni terreni comunali e che hanno dei rami che rischiano di cadere sulla strada. Qualche esempio: il viale alberato che porta alla fonderia o quelli del parco della biblioteca comunale. Il Comune non spenderà un euro perché i rivenditori saranno pagati con la legna tagliata e vincerà l’appalto chi ne offrirà la maggiore quantità alle famiglie meno abbienti».

Per il Comune un modo concreto per far fronte ai continui e ripetuti tagli dello Stato e della Regione e che permetterà a molte famiglie di avere la legna per accendere il camino il prossimo inverno. Tra le aree interessate al taglio o alla potatura degli alberi ci sarà una parte del bosco di “Funtana e canna” nella zona della fonderia, il vecchio immondezzaio in località “Grui” e alcune strade alberate che saranno messe in sicurezza: «Il Comune – conclude Paolo Onnis - non ha i mezzi per farlo e i costi sarebbero altissimi. Prevedo di racimolare una decina di tonnellate di legna».

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